LOSTinSTORYTELLING



VOGLIO E POSSO

Non ho la più pallida idea di come iniziare questo diario.

Le prime parole dovrebbero essere importanti, sono quelle che dovrebbero convincervi a continuare la lettura.

Mi piacerebbe aver pensato ad un inizio tipo “il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto” ma ci pensò molto prima di me William Gibson e poi qui non c’è nessun porto, solo un fiume al di là della strada. E il cielo sembra tutto tranne che morto. E io non ho intenzione di scrivere una trilogia cyberpunk. Almeno per ora…

Forse dovrei spiegarvi perché dovreste continuare a leggermi.

Io mi sono stancata di sentirmi dire “non puoi”. Di sentir dire “non posso”. A dire il vero mi sta pure sulle palle il blando “non dovresti”. Se le mie azioni non sono illegali e/o non arrecano danno a qualcuno al di fuori, forse, della sottoscritta… per quale motivo dovrei rinunciare a fare qualcosa?

Ho cominciato a scrivere questo diario per i miei amici e per la mia famiglia alla vigilia della mia partenza per l’India del nord per un viaggio in solitaria, uno di quei viaggi che puzzavano di guai e avventura ancora prima di averlo programmato.

Sono bionda (sì, bionda tinta ma suvvia, tinta lo era pure Marilyn Monroe e poi io bionda lo sono soprattutto dentro), sono totalmente priva di senso dell’orientamento, ho una forte ipersensibilità agli odori (regalo di una piuttosto lunga permanenza in Finlandia), lotto contro una sorta di diffidenza atavica nei confronti del cibo quando non lo cucino con le mie mani, tendo a cacciarmi nei guai ogni volta che è possibile e sono dannatamente svampita.

Nonostante tutto riesco ad organizzare un viaggio, anche particolarmente intenso anche in pochi giorni e di consigli da dare a chi come me viaggia da solo e soprattutto a chi viaggia da sola ne ho davvero parecchi.

E poi, beh, sono una fotografa, una di quelle che vive per raccontare storie.

Una di quelle che nel momento in cui deve raccontare una storia si dimentica dei propri limiti, fisici e mentali.

Quando si tratta di questo divento noiosa, rompiscatole, pignola all’inverosimile e solitamente so quello che faccio.

Quando non lavoro… oh beh… diciamo che le cose sono leggermente diverse.

Sono una persona che ama i contrasti, le estremità.

Se dovessi descrivermi potrei definirmi un connubio tra Walter Mitty, Sean O’Connell (il fotografo che Walter Mitty insegue durante tutto il film solo che io non posso rendermi irreperibile perché temo mia madre abbia già salvato il numero della Farnesina tra le chiamate veloci) e Bridget Jones (io a differenza sua ho sostituito alcool e sigarette con Coca-Cola e Coca-Cola). Purtroppo non ho nessun Mark Darcy pronto a venirmi a salvare e nemmeno un Daniel Cleaver a distrarmi. Quindi non aspettatevi racconti di focosi amplessi o roba del genere perché la mia parentesi alla 50 sfumature di grigio è cominciata e terminata con un paio di frustate di rimando prese perché mi ero avvicinata troppo per fare una foto durante un reportage sul mondo BDSM… ma questa è una lunga storia. Avrete modo di leggerla.

Dicevo.

Mi piacciono le cose alle estremità. Mi piace fotografare quando la luce è accecante e le ombre sono profonde, non me ne faccio nulla della magica luce acchiappalike di alba e tramonto e ritengo che se una cosa non l’ho trovata interessante durante il giorno, di certo non sarà la luce della luna a cambiare le cose, perché io racconto storie, e le storie non sempre necessitano di bellezza.

A volte viaggio perché voglio raccontare una di queste storie. Non so mai se ci riuscirò. Non mi pongo questo problema. Non ha importanza. A volte non ci si riesce ma vale la pena provare, almeno secondo me.

Farò delle foto per questo diario. Probabilmente più esteticamente gratificanti di quelle che faccio di solito ma non troppo lontane dal mio modo di fotografare.

E poi ovviamente dovreste continuare a leggermi perché farò di tutto per strapparvi una risata. Cioè a dire il vero non dovrò fare nulla. Basterà essere sincera. Sono esattamente come scrivo, perché pare che alle rughe io abbia preferito i capelli bianchi precoci e al senso dell’orientamento l’autoironia.

E i guai non me li cerco.

È solo che quando ho una macchina fotografica in mano… lo sapete come funziona no? Mmmmh… Forse no. Ve lo racconterò, insieme a tutta una serie di aneddoti e consigli e opinioni non richieste e foto, tante foto. E magari musica, perché no? Se riuscirò a shazamare qualcosa di interessante lo posterò. Forse qualche ricetta. Qualunque cosa mi vada di raccontarvi. Dopotutto, come dire, “il film è mio e ci metto tutti i conigli che voglio”.

Ps: non posterò qui le storie che cerco. Se e quando deciderò di mostrarle le troverete qui: www.alessandragazziola.com

Pps: sono sgrammaticata e temo la cosa non cambierà nel futuro prossimo quindi perdonatemi se la mia scrittura non sarà particolarmente aggraziata ma sono abituata a scrivere con le immagini, non con le parole...

A.

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