LOSTinSTORYTELLING

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Spagna, TORREVIEJA: Questo mio tardivo e improvviso amore per il colore rosa mi inquieta...



Settembre 2019

TORREVIEJA (PARCO NATURALE DELLE SALINE DI TORREVIEJA E LA MATA)

Il colore rosa mi ha sempre fatto schifo, senza se né ma.



Devo ammettere che, quando ero bambina, la mia famiglia non mi ha mai posta nella condizione di non poter decidere con cosa volessi giocare e cosa volessi guardare alla tv o cosa dovessi indossare.

Con l'adolescenza, purtroppo, le cose sono cambiate perchè da un giorno all'altro si sono trovati in casa l'adolescente più problematica che si possa mai immaginare (secondo me potevo fare molto di peggio ma diciamo che con il senno di poi non deve essere stato facile avere a che fare con me, non lo è tutt'ora).

Ma torniamo a quando giocavo con bambole ed automobiline, guardavo cartoni di Candy Candy e Vultus V e leggevo sia stupidaggini da ragazzina che libri di archeologia per bambini, giocavo a calcio e provavo a cucinare, andavo a pescare e a caccia con mio padre e disegnavo rose e margherite con il nonno.

Trovo che tutto ciò sia stato un vantaggio per me perchè pur essendo donna e avendo tutti i difetti femminili conosciuti e anche qualcuno in più, se serve sono un maschiaccio che non ha nessun problema a cacciare di casa gli scarafaggi a calci e... no, le lampadine non le so cambiare, ecco, quelle cose utili che tutti dovrebbero saper fare probabilmente prevedevano di insegnarmele durante l'adolescenza ma all'epoca mancava poco che invocassi il Demonio.

Nonostante questa mia apertura mentale il rosa però non sono mai riuscita ad aprezzarlo.



Sarà che me la sono presa perchè tutte le mie compagne di classe studiavano danza e si avvolgevano in leggiadri tutù rosa quando io, essendo grande tipo il doppio di loro (fortunatamente poi la mia altezza si è fermata a 1.68), alla recita di Natale non mi hanno assegnato una parte da stellina come a tutte le altre ma ho dovuto interpretare il ruolo della pastora (non una pastorella, una pastora vecchia), non lo so.

Non ho mai posseduto qualcosa di rosa a parte un telefono, credo si trattasse del Motorola Star Tac Razr o qualcosa del genere (ho rimosso).

Avrei dovuto capire già dal quel momento che, sotto sotto, a me il rosa piace di brutto solo che non lo avrei mai ammesso vai tu a sapere perché.

Tutti mi credono una dark quando il mio look di dark ha solo la predilezione per i colori scuri ( e solo e soltanto perchè se tutto ciò che ti porti dietro deve entrare in una valigia, se le cose si abbinano facilmente tra di loro le cose sono piu facili eh).



Nel il mio armadio si possono trovare abiti ed accessori fucsia, color crema, blu elettrico, molto rosso che ora mi sta di merda perchè a me rosso e rosa insieme non garbano e verde fluo.

Sono solo diversamente colorata.

Poi sono andata in Finlandia e ho deciso di ossigenarmi i capelli.



No, non l'ho fatto per adeguarmi al look nordico. L'ho fatto perchè ho troppi capelli bianchi per continuare a tenere i capelli scuri. La natura mi ha dotato di capelli biondo cenere (più o meno, dipende da quanto sole prendo) ma all'epoca preferivo tingerli color castano caffè. Quasi neri, per capirci.

Se non avete mai decolarato i capelli partendo da una base scurissima non avete idea di cosa andate incontro.

Io sapevo che i miei capelli naturali sono facilissimi da decolorare. Una cosa del tipo che i capelli e l'acqua ossigenata si incontrano a bere un caffè, si salutano, si scambiano un abbraccio e tempo di bere il caffè, l'acqua se ne torna a casa sua e i miei capelli sono biondo platino.

Ma la parte tinta... eh... bel casino.

Allora ho pensato: beh, sto ad Helsinki, smetto di tingerli e quando torno in Italia vado da quella parrucchiera che è specializzata in decolorazioni e crazy color dove va mia cognata e sarà tutto più facile.

Provate voi a stare 4 mesi e mezzo senza tingervi i capelli se siete maniache della tinta come me... soprattutto se nella parte chiara spuntano troppi capelli bianchi. Mi sentivo malissimo ma avevo una missione.

È stata durissima, volevo decolorarmi i capelli in Finlandia ma non avevo idea di dove andare e avendo i capelli delicatissimi temevo di ritrovarmi calva.

Non sono una persona particolarmente superficiale, se non serve esserlo, ma temo di ritrovarmi senza capelli da quando ho visto una persona a me cara soffrire di alopecia... più di una a dire il vero.

Come avevo previsto, decolorare la parte naturale è stato facile come bere un bicchier d'acqua ma la parte tinta... ci abbiamo messo mesi.



Mesi in cui sono passata dal bicolor al grigio slavato, al grigio metallizzato (mi hanno definita "foto in bianco e nero", tirate le vostre conclusioni) finchè un giorno mi sono svegliata con la voglia di farmi i capelli azzurri.

Così, senza motivo.

Purtroppo i miei capelli erano ancora giallognoli sulle punte e rischiavo di trovarmi in testa un fastidioso verdolino.

E qui, dal profondo del mio inconscio, una vocina mi ha detto: rosa. Devi tingerti i capelli di rosa. Non fucsia come volevi fare ai tempi del tuo primo viaggio a Londra, no... rosa. Fallo e ammettilo che ami quel colore.

L'ho fatto.

Non me ne sono pentita e senza i miei capelli rosa ora mi sento... poco me stessa.

Non so come spiegarlo.

Ho trovato il mio colore dopo aver sperimentato di tutto sulla mia povera chioma, dal biondo ossigenato al nero blu. Proprio il rosa doveva essere?

Già.

La natura ha dotato i fiori e gli animali di colori sgargianti che negli umani risultano innaturali. Io dico, fanculo natura, capisco che chiedere i capelli blu o verdi dopo che ci hai dotati del pollice opponibile sarebbe stato troppo ma come hai regalato questi colori ai pavoni, perché non a noi?

Avrei sfoggiato volentieri una meravigliosa chioma rosa naturale eh!



La scorsa settimana ho fatto la mia prima maschera per capelli rosa da sola, non ho tempo per tornare in Italia dalla parrucchiera e non mi fido di farmi decolorare i capelli in Spagna, ci sono di certo ottimi parrucchieri ma non so a chi chiedere e i capelli delle ragazze di qui non sono nordici come i miei, sono molto più resistenti, beate loro.

Trovato un tubetto di crazy color rosa ed aver appurato che non avrebbe macchiato irrimediabilmente la vasca da bagno, ho proceduto.

Ecco.

Quando ho sciacquato i capelli ho fatto un disastro, sembrava che qualcuno avesse sgozzato un unicorno in bagno.

Pulito il bagno prima che il colore si seccasse mi sono tamponata i capelli con l'asciugamano.

Ho i capelli fucsia a macchie perchè oltre a non sapermi cospargere correttamente il colore sui capelli, l'ho lasciato troppo tempo in posa.

Va bene così, sono forse una parrucchiera io?

No.



Dopo queste premesse capirete la mia gioia immensa nello scoprire una laguna salata dalle acque rosa. Mio Dio, un lago il cui colore si sarebbe abbinato perfettamente ai miei capelli, avevo comprato anche scarpe e zaino rosa nel frattempo, avrei potuto indossarli... no, forse le scarpe rosa per andare al lago anche no.

Ho chiesto ad A. e G., due colleghi ed amici polacchi che mi sopportano da anni di accompagnarmi.

Sono persone rare, di quelle persone che non ti abbandonano mai se hai bisogno di qualcosa e io tento di essere una di queste persone per loro.

Ho chiesto anche a N. di venire con noi.

N. l'ho incontrata partecipando ai raid di Pokemon Go. N. è una scienziata tedesca a Murcia per motivi di lavoro.

Come me è un'appassionata del tanto criticato giochino e si è iscritta al canale Telegram dei giocatori di Pokemon Go a Murcia. Credo che trovare ed iscriversi al Fight Club sia più semplice, molto più semplice. Ci ho messo una giornata di screenshot inviati per provare che meritavo di poter cacciare Pokemon con i migliori giocatori della zona. Poi ho capito che in anni di gioco non avevo capito un cazzo del gioco ma a me basta camminare e prendere quei cosi che trovo per strada, non mi interessano statistiche, lotte, cose su cui devo impiegare dei neuroni e ragionare, mollatemi dai...



Per ringraziare i miei amici della compagnia ho cucinato per tutti e con tutti intendo anche tutte le persone che abitano nella mia stessa casa perchè ho sbagliato le dosi, come sempre, e poi ho pure versato il barattolo del sale nella frittata di spinaci (questo non accade mai, è la prima volta). Durante il nostro picnic saremmo riusciti si e no a mangiare un terzo di ciò che avevo preparato.



Ci sono due lagune, una rosa e una verde.

La Salina di Torrevieja, fotografata dall'alto, è rosa.

Ci si arriva in auto, con i mezzi è un po' un casino, quando ti avvicini, Google Maps con la visione satellitare ti mostra un lago rosa, noi siamo scesi e ci siamo avvicinati al luogo dove di solito si possono ammirare queste meravigliose acque rosa e boh, è più rosa l'acqua che scende sul mio corpo dopo che mi risciacquo i capelli le prime due volte dopo essermi tinta i capelli da sola.

Cioè, la laguna è rosina ma non troppo rosa.






G. pensa sia perchè ha piovuto molto le scorse settimane. Non ne capisco nulla ma se non erro il colore rosa è dovuto ad un batterio che vive sul fondo di laghi particolarmente salati, potrebbe una forte precipitazione aver scobussolato l'ecosistema?

Cioè, mi spiego, non ha semplicemente piovuto molto: la regione della Murcia è stata colpita da un alluvione, ho visto auto bloccarsi in pozze d'acqua in mezzo alle strade e parcheggi sotterranei completamente allagati.

Le uniche foto che ho le ho fatte con il cellulare per mandarle ad amici e parenti che mi chiedevano se stava andando tutto bene dopo aver visto immagini riportate dai media internazionali che mostravano città invase dalla schiuma marina.

Il sud della Spagna non era preparato ad una cosa del genere e io mi sono sentita in colpa per aver praticamente danzato per il Dio della pioggia per settimane, sperando in un brusco calo delle temperature...

Facciamo finta di nulla...



In riva al lago ho ammirato le turiste asiatiche, sempre troppo stilose anche in mezzo alla fanghiglia. Siete dei modelli che vorrei poter avere la forza di seguire!

Vi adoro!




La Laguna de la Mata è verde, anzi, verdina.

Io l'ho trovata anche più bella di quella rosa che mi aspettavo più rosa.















Noi però non abbiamo demorso. Volevamo le acque rosa e avremo trovato le acque rosa. Punto.

La salina era chiusa e nemmeno una telefonata al numero preposto ci ha permesso di entrare, poi, costeggiando la laguna, abbiamo trovato un punto dove il rosa era prepotente.

Ho fatto alcune foto nel tardo pomeriggio. Di solito a quest'ora la luce non mi piace ma i miei amici non sono mattinieri e per loro partire alle 12.30-13 è un buon orario.

Per me, partire dopo le 9 del mattino è tempo sprecato ma, beh beh, il rosa al tardo pomeriggio rende meglio e signori e signore, è davvero rosa rosa, più di qualunque foto potrà mai mostrare.

Un po' come me.








Ed ecco il momento che tutti aspettate, lo so: la playlist!

Tina Cousins - Pray

Inna - Take Me Higher

Austn - In Betweenin'

Ariana Grande - No Tears Left To Cry

Ellie Goulding - Burn

Bombai - Vuela (Version Beach Pop)

Dani Fernandez - Disparos

Alaska Y Dinarama - Mi Novio Es Un Zombi

Nik Kershaw - Wouldn't It Be Good

David Bisbal - Digale

Merche - Lo Que Me Dé La Gana

Ed ora qualche brano di quello che è considerato il più grande cantante flamenco di sempre: Camaron con la o acuta (ma abbiamo appurato che, nonostante i consigli di Google, io nella mia tastiera non la trovo, quindi tenetevi Camaron senza accenti, grazie)

Camaron De La Isla - Mi Nazareno

Camaron De La Isla - Eres Como Un Laberinto

Camaron De La Isla - Una Rosa Pa Tu Pelo (Tanguillos)

Camaron De La Isla - Se Me Partio La Barrena

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Spagna, MAZZARÓN: Agosto, non ti riconosco



Agosto 2019

MAZARRÓN

Non so per quanto tempo mi fermerò in Spagna...

(Ciao sono la te del futuro …. hahahaha non lo vuoi davvero sapere per quanto ti fermerai, credimi...
Zitta fatti i fatti tuoi, ogni tanto lasciami in pace, i miei piani sono di andarmene verso fine ottobre).

Dicevo, non so per quanto tempo mi fermerò in Spagna quindi ho interrogato la povera impiegata dell'Ufficio Turistico di Murcia che mi ha fornito una mappa grande come un lenzuolo e poi ha evidenziato tutti i luoghi che secondo lei mi avrebbero potuto interessare.



Ho dovuto specificare che non avevo intenzione di andare ad arrostirmi in spiaggia perchè, nonostante sia particolarmente evidente che non sono solita prendere il sole a scopo ricreativo, aveva cominciato a indicarmi tutte i lidi più belli della zona.

Sono parecchi, davvero.



Ho scelto di visitare Mazzarø... Mazzarß... Mazzarπ... Mazzar†... Mazzar™... Mazzar®... MazzarΩ... Mazzarª... mazzarƒ... ok io la o accentata corretta non la trovo, quindi scriverò Mazzaron senza l'accento acuto e la cosa finisce qui.

Dicevo, ho scelto di visitare Mazzaron perchè la località si trova non troppo lontano da Murcia città e ho deciso di sfidare il sole nonostante tutto.

Io sono geneticamente programmata per le estati miti del nord Europa ma non c'è sole d'agosto che tenga, se voglio uscire e andare a fare una passeggiata, io esco, vado a fare una passeggiata e mi becco l'ennesima insolazione, punto.



La tizia all'Ufficio Informazioni di Murcia mi aveva segnalato una delle principali attrazioni di questa località balneare, l'aveva cerchiata con molta enfasi sulla cartina.

Qui ci sono anche delle spiagge magnifiche che non vedrete perchè nonostante io per qualche chilometro abbia appoggiato i miei piedi sulla sabbia, la mia voglia di fotografare persone che prendono il sole, già di solito quasi inesistente, oggi ha deciso di starsene a casa a rinfrescarsi con l'aria condizionata.



Il mio obiettivo era quello di raggiungere la Ciudad Encantada di Bolnuevo, dove ammirare uno stupendo monumento naturale creato dall'erosione di acqua e vento.

Delle grandi pietre con una forma strana ed affascinante, per capirci.



(Suora che sei arrivata fin lassù indossando la tonaca, io ti ammiro, ti ammiro molto ma ti prego fammi sapere che poi sei andata da qualche parte a rinfrescarti perché, in caso contrario, non sei umana, nessuna divinità può pretendere che ci si cuocia per sacrificio verso di essa)

Per arrivarci ho deciso di farmi quei tre chilometri e mezzo sotto al sole cocente perchè chissà cosa avrei potuto perdermi nel percorso da Mazzaron alla spiaggia di Bolnuevo.

Beh, se la crema solare non avesse cominciato a friggere sarei stata più felice ma tutto sommato la scarpinata è stata molto piacevole a parte quando stavo per decidere di guadare un fiumiciattolo solo perchè non capivo in che altro modo passarci oltre.

Certo, l'audiolibro che stavo ascoltando mi ha leggermente distratta perchè a tratti avrei preso a calci in culo la scrittrice ma ok... Ho la coda di paglia quando New York viene idealizzata un po' troppo. È una città incredibile ma se devi scrivere di New York, ci devi vivere, è tassativo, e smettere di vestirla con abiti che non indosserebbe mai se non per far felici i turisti.

Ma torniamo in Spagna, va.




Le foto che ritraggono la Ciudad Encantada vengono scattate, pure da me, con lo stesso principio con il quale vengono scattate le foto delle Piramidi a Il Cairo.
Pensi che arriverai in mezzo al deserto e troverai le famose tombe immerse nell'immensità di una landa desolata e solenziosa e poi le Piramidi stanno praticamente in città con il deserto alle spalle.

Potere della fotografia, ingannare dicendo la verità.

La Ciudad Encantada non sta in mezzo ad un deserto o ad un luogo ameno e speduto, si tratta di una meravigliosa conformazione rocciosa situata dietro ad un parcheggio che quando ci arrivi è più o meno come con gli appuntamenti al buio quando incontri la versione non photoshoppata della persona che credevi di incontrare e scopri che ciò che ti aveva raccontato di sé era solo un meraviglioso spot pubblicitario.






Qui non ho trovato la magia che immaginavo avvolgesse questo luogo ma è sempre così, ciò che ci viene mostrato è ciò che vogliamo vedere e, in questo caso, non mi distinguerò dalla massa perchè io la Ciudad Encantada la voglio ricordare così, proprio come me la ero immaginata altrimenti di questa giornata ricorderò solo la stupida ustione alla spalla che avrei potuto evitare...








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Spagna, VALENCIA: Idiota in fiamme



Agosto 2019

VALENCIA

Che visitare Valencia in un solo weekend senza perdere per strada troppe cose sia impossibile (almeno per me) ve l'ho già detto.

Che non è una buona idea visitare Valencia a metà agosto con il sole a picco, probabilmente ve lo potete immaginare e sono convinta che, a differenza della sottoscritta, se lo avete fatto è perchè eravate consci di non rischiare lo svenimento per un colpo di calore.

Io non riesco a starmene troppo tempo buona e tranquilla a casa. Ci ho provato, sono andata a zonzo per le vie del centro di Murcia, a morire di tristezza perchè la maggior parte dei negozi chiude nel weekend, solo nelle ore diversamente calde (meno calde è un concetto che non è applicabile a Murcia).

Addirittura ho pensato di poter andare al mare, di sera ma... no. È stato solo un attimo di depressione nera.

Mi sono chiusa in casa nella mia nuova stanza con aria condizionata a cercare di far rinvenire i neuroni precedentemente seccati al sole ma tutto ciò non è servito.

Sono tornata da Valencia con la febbre dopo aver visitato la Città delle Arti e della Scienza.

Ho preso un bel pugno in testa dall'amico sole e ora voglio solo... l'Antartide voglio!!!

Ecco cosa voglio.

Ne valeva la pena?

Assolutamente si!





Questo complesso è stato ideato da Santiago Calatrava e Feliz Candela.

Amo molto le opere di Calatrava ma, Santiago, io la storia del ponte di Venezia non la dimentico.

Non sono caduta su quel coso solo perché ci sono andata la prima volta dopo che era stato posto rimedio alla scivolosità del tuo capolavoro. Perché, stanne certo, io quei gradini di vetro li avrei percorsi in una giornata di pioggia, anzi, la pioggia mi avrebbe colta sul fatto, quasi in cima al ponte e caro mio, io a Venezia non ci sono ancora caduta ed è una cosa assai strana quindi temo il colpo di scena.

Certo, scivolare sul tuo ponte di vetro sarebbe stato spettacolare, te lo concedo. Una di quelle cose che ti chiedi perché non sei una Kardashian e non hai le telecamere che riprendono ogni attimo della tua vita.










Lo avevo intuito subito che la giornata sarebbe andata a finire male, avete presente quando vi alzate e avete una brutta sensazione?

Io mi sono svegliata in quella specie di tugurio e di primo acchito non ho ricordato dove mi trovavo, poi mi sono guardata i piedi perchè credo che i protagonisti di "Saw - L'Enigmista" abbiano avuto la stessa sensazione quando si sono svegliati in quel bagno sudicio con il piede incatenato al tubo, poi ho realizzato che lo strano rumore che non riuscivo ad elaborare proveniva dal ventilatore e mi sono precipitata a recuperare l'astuccio con i trucchi che avevo appeso dietro alla ventola perché se perdo anche solo un altro cosmetico piango per una settimana.


Ho incontrato strani resti umani vagare per casa dopo quella che presumo fosse stata una notte insonne ed è stato subito come tornare a Londra 2000 dove, una mattina, andai in bagno a fare pipì e trovai un tizio addormantato nella vasca da bagno.

Probabilmente loro hanno pensato la stessa cosa della sottoscritta, quando non dormo per almeno 3 ore sembro L'Urlo di Munch in versione zombie.

Ora sono più una cosa tipo L'Urlo di Munch in versione zombie ammalato.












A casa dovevo starmene, a casa, che Valencia sarà stupenda anche ad ottobre, anzi, sarà ancora più bella ad ottobre.

(Ciao, sono la te dal futuro, sì è vero, adorerai Valencia ad ottobre!

Fammi capire, Gatto è venuto a trovarmi e ho dovuto raggiungerlo io a Valencia quando aveva detto che mi avrebbe raggiunta lui a Murcia o al massimo ad Alicante????

Ovvio, avevi dubbi?

No, non serviva tu ti scomodassi per avvisarmi, comunque grazie.)



Ora la musica: io la subisco, voi magari la apprezzerete di più. Non mi sono ancora abituata a questi ritmi... metto anche un po' di musica internazionale eh.

Tundran - Still Afraid

Girls in Hawaii - Walk

Dean Lewis - Be Alright

Ok quest'ultima non la conoscevo ma non mi dispiace.

Lola Indigo e Mala Rodriguez - Mujer Bruja

Lil Nas X & Billy Ray Cyrus & Diplo - Old Town Road (Diplo Remix)

Aitana - Nada Sale Mal

O-Zone - Dragostea Din Tei

Oh Madonna questo brano l'avevo proprio rimosso...

MGMT - Kids

Arrola - Dreaming

Carlos Vives & Sebastian Yatra - Robarte Un Beso

Pablo Abaran - Saturno

Rihanna Feat. Mikki Ekko - Stay

Anche questo pezzo di Rihanna mi piace, poteva andare peggio.

(Sono sempre te dal futuro... non so come dirtelo ma... finirai per amare i ritmi latini... comincia a fartene una ragione.

No dai, questo no, dimmi tutto quello che vuoi ma non questo!!!!)

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Spagna, VALENCIA: Sogno di un risotto alle lumache andato a male la notte prima della miglior paella di Spagna 



Agosto 2019

VALENCIA

Da un po’ di tempo accarezzavo l’idea di visitare Valencia e fare qualcosa che la vecchia me mai e poi mai avrebbe fatto: assaggiare una pietanza che potrebbe avere un sapore troppo particolare per essere apprezzato.

Con gli anni sono migliorata, ho capito che, con una CocaCola al mio fianco, entro certi limiti ovviamente, posso provare molti cibi che prima nemmeno tenevo in considerazione. 

Erano settimane che aspettavo il momento che mi avrebbe portato ad essere seduta in qualche ristorante davanti ad una paella valenciana tradizionale con coniglio e lumache.



Temo che il mio inconscio sia stato contrario alla mia decisione perché stamattina mi sono svegliata nauseata dal sogno che avevo appena fatto dove preparavo un risotto con le lumache davvero disgustoso, cosa che mi ha provocato un conato al solo pensiero di ordinare una paella contenente appunto riso e lumache. Ancora sentivo in bocca il saporaccio del risotto preparato nel sogno. 



Cioè. Non accadrà mai che io prepari un risotto alle lumache non degno di essere assaporato e apprezzato. Adoro le lumache e i risotti sono il mio forte. Ma perché? Perché un sogno doveva rovinarmi la giornata ancora prima di cominciarla?



Ovviamente per raggiungere Valencia ho optato per il mio mezzo di trasporto preferito: il bus.

Bus dove alle 9.43 precise qualcuno ha deciso di fare colazione con qualcosa ad alto contenuto di cipolla.

Risultato? Sono arrivata a Valencia pronta a tutto ma con nessuna voglia di mangiare per tipo tutto il weekend. 

Io però avevo una missione: provare la paella del ristorante Bon Aire (ristorante che vanta il primo premio per la miglior Paella Valenciana). Il mio migliore amico verrà a Valencia e aveva bisogno del mio feedback. Unica pecca? 20 km per raggiungere El Palmar, villaggio fuori Valencia dove è situato il ristorante.




Nulla di grave, basta prendere il bus 25.



Avevo controllato sul sito del ristorante, solitamente se la paella viene servita solo per minimo due persone, la cosa viene indicata. 

Ovviamente appena sono arrivata e ho chiesto un tavolo per una sola persona mi è stato detto che la paella era ordinabile a partire da due porzioni e che per me erano decisamente troppe e io che ho fatto? L’ho fatto.

Sapevo che non avrei dovuto ma l’ho fatto.

Incurante dell’avvertimento ho ordinato una paella de marisco per due spiegando alla cameriera che ero venuta da Murcia apposta per provare la loro paella e che una porzione l’avrei portata via (hahahaha certo come no, proprio io che detesto il cibo riscaldato). Ho sempre avuto l’intenzione di mangiarmi entrambe le porzioni.

Aveva ragione la cameriera, due porzioni per me erano troppo. Infatti non voglio più sentir nominare paella per almeno un mese.

È che quando vado al ristorante e mi si dice che la porzione singola non è ordinabile io mi incazzo. Mi incazzo di brutto.



Come sapete io viaggio da sola per lavoro e per cause di forza maggiore. Capita che vada a mangiare con persone incontrate in treno, bus, strada. Sono un essere umano socievole se voglio.





Ma che devo fare con la paella?

Unirmi alla tavolata vicina spiegando che a me la paella singola non la fanno sperando che non vogliano ordinare la tradizionale con l’anatra (detesto l’anatra)?

Fermare qualcuno per strada e invitarlo a pranzo? 




Questo detestabile atteggiamento mi fa tornare in mente il film “The Lobster”.



Ora spoilero un po’ quindi se avete intenzione di guardarlo ciao, saltate un po’ di righe, anzi no, quello che sto per scrivere è interessante e potrebbe farvi riflettere...



In "The Lobster", una società distopica non concepisce i single.

O sei in coppia o ti mandano in un albergo dove entro un numero preciso di giorni devi trovare la tua anima gemella per poter essere reinserito nella società. In caso contrario verrai trasformato (non si sa come) in un animale a tua scelta. 




Il piccolo problema che impedisce a molti di evitare di diventare un animale è che la tua anima gemella deve essere il tuo corrispettivo di sesso opposto o dello stesso sesso, in base alle tue inclinazioni. 



Una roba che io sarei andata direttamente dai direttori dell’albergo dicendogli “lasciate perdere va, trasformatemi direttamente in una pantera nera” e loro mi avrebbero trasformato, per punizione, in una seppia che sarebbe finita in un arroz nigro, una paella al nero di seppia per capirci.



Non sarei andata dai direttori perché convinta di non trovare qualcuno come me ma perché io non auguro di stare con me nemmeno al mio peggior nemico, figuriamoci se augurerei a me stessa (un po’ di bene me ne voglio) di stare con qualcuno ingestibile, irrequieto, imprevedibile e pieno di contraddizioni come lo sono io. Sono anche molto divertente, lo ammetto, ma per me non sarebbe abbastanza.



Mi fanno riflettere considerazioni, che spesso ho sentito fare, riguardo al come dovremmo cercare qualcuno che ci assomiglia, sia esteticamente che per quanto concerne interessi e “disinteressi”.

Certo, come no.

Io ritengo che non esistano regole.

O, almeno, io faccio in modo che non esistano nel mio mondo, sempre evitando di invadere il pensiero altrui.

Mio fratello ha trovato la sua anima gemella bussando alla porta accanto (che per me significa nel raggio di 50 km), lui e mia cognata sono carinissimi da vedere insieme e si capiscono in tutto e per tutto. Ma mio fratello è il figlio che ti arriva come risarcimento dopo che il destino ha combinato un gran casino con il primogenito (che in questo caso sarei io). Ho questa teoria che le persone, passatemi il termine, “estreme”, debbano essere comprese ma non aiutate alimentando un fuoco che già di per se rischia di bruciare ogni cosa.



Questo almeno è il mio pensiero.

Oggi di bruciato c’è stata solo la mia pelle.



Valencia ve la consiglio?













Si. Ci sono davvero troppe cose da vedere in un’unico weekend.

Ho adorato il Mercado Central, come di solito adoro tutti i mercati alimentari a parte quello di Riga. Ecco, mi sembra di sentire di nuovo la puzza del mercato alimentare di Riga.

Non è giornata.







Ho fatto un giro per negozi e dato un’occhio a cosa proponeva la moda locale ricordando i bei tempi nei quali tenevo un cassetto solo per riporvi le decine di t-shirt Custo Barcelona che possedevo.

Sono stata tentata di comprare qualcosa ma poi il mio Yohji Yamamoto interiore mi ha riportato all’ordine spalleggiato dal mio Franco Moschino interiore che mi ha ricordato: sii ironica, non ridicola.

Non ritengo la moda spagnola ridicola, tutt’altro, è semplicemente ridicola su di me. Non la so portare. Non più, almeno.



Qualcosa è andato storto, in qualche momento, negli anni. Al momento sto metabolizzando la scoperta che da quando ho i capelli rosa pare che il rosa sia un colore che mi sta davvero bene, cosa che prima non era, e lo star valutando di comprarmi qualcosa color Barbie mi turba.



Tornando verso il... cosa? Appartamento? Ostello? Posto indecente? che come al solito ho prenotato senza far troppo caso a dove e cosa stavo prenotando, ho attraversato la strada ad un gatto nero. Avrà una brutta nottata.

Io di sicuro.

Mi ripeterò per tutto il tempo che ne valeva la pena, Valencia mi piace molto.





















Il ventilatore fa lo stesso rumore di martello pneumatico (non riesco a sentire la voce di chi mi chiama al telefono) e la porta a soffietto si apre da sola ogni tanto perché è difettosa e si chiude male e il gancio non riesce a tenerla per troppo tempo e tu sei mezzo addormentato e ti capita sta cosa ed è subito Ghost Adventures - Loyola House quando tu pensavi che gli unici fantasmi in casa fossero i Pokémon spettro catturabili direttamente dalla tua camera.



Lo so che Pichaku non è un pokemon spettro, lo so.

Dopo aver appeso il mio astuccio con i trucchi al ventilatore per tentare, bilanciando qualcosa (non so nemmeno come spiegare ciò che ho fatto), di farlo smettere di fare quel rumore insostenibile, ho pensato di spegnerlo perché la missione era riuscita solo in parte.

Brutta, brutta, brutta idea. L'ho riacceso e ho riappeso l'astuccio.

Spoiler: non ho dimenticato l'astuccio appeso al ventilatore, ho perso fin troppi trucchi in giro per il mondo e ogni donna sa che perdere il beauty case è un danno economico piuttosto ingente.

Ho scelto di non riuscire a dormire per il rumore piuttosto che per il caldo.

E ho pensato a quello che avevo scritto dopo essermi ingozzata di paella.

Io di amore ci capisco ben poco.

Mi è stato chiesto da un collega, durante la settimana, cos'è l'amore per me. Io dico, tio, manco ci parliamo di solito, che mi chiedi a fare cos'è l'amore per me per dare una svolta intellettuale ai discorsi che di solito non facciamo?

E io non ho saputo rispondere.

Zero.

Che ne so? Il pensiero è andato all'amore di una madre per un figlio perchè la domanda non era stata rivolta solo a me e qualcuno aveva suggerito questa risposta ma... per il resto... vuoto.

Ricordo un vecchio amico che nello stato di whatsapp specificava che “l'amore non si spiega”.

Ecco, appunto.

Probabilmente qualcuno non lo ha spiegato a me perchè ricordo come per lui fosse facile dare una spiegazione all'amore qualora gli fosse chiesto di darne una.



Io al momento comprendo solo ciò che posso toccare con mano, ciò che posso fotografare, una moderna San Tommaso che avrebbe palpeggiato per bene il costato di Cristo risorto prima di credere.



Ho creato questo diario di viaggio solo per mostrare a chi non può viaggiare i luoghi che ho la fortuna di visitare perchè, lasciatemelo dire, poter viaggiare è una fortuna e molte persone soffrono per non poter calpestare luoghi che vedono continuamente sul web.

Però io mostro il mondo a modo mio, con i miei occhi. Perchè dovreste credere a me e non a chi le cose le mostra in tutt'altro modo?












Molto tempo fa lessi una frase che mi fece riflettere.

Non ricordo la citazione ma esplicava un concetto molto chiaro: una brutta foto cattura un attimo che sarebbe passato inosservato, mostrare ad una persona una foto in cui essa è brutta equivale a renderla brutta perchè in quel momento è in quel modo che il fotografo l'ha vista. Brutta.

Non ricordo se lessi questa citazione prima di diventare una fotografa o dopo. Forse sono sempre stata una fotografa ma usavo altri mezzi per esprimermi, non lo so.

So che sono sempre stata molto attenta a non rendere brutto qualcosa o qualcuno che per me non lo era. Ma non è bastato.

Non si tratta solo di estetica.



Anni fa, agli inizi, passai alcuni mesi in un campo rom a Milano. Ci andavo spesso per documentare le condizioni inconcepibili in cui vivevano più di 70 persone a 3,5 chilometri dal quadrilatero della moda.

Un giorno io ritrassi una bambina, aveva 9 anni. Mi guardava fiera con in braccio un bambolotto, come fosse una madre orgogliosa di mostrarmi il suo bambino.

Per me farle quella foto è stato come condannarla a quella vita, in condizioni di degrado estremo, dentro ad un ponte. Per me lei rimarrà sempre la madre-bambina. La potrete incontrare qui, se volete.

Questo fa la fotografia, crea qualcosa, non ve lo mostra semplicemente.

Quindi, quando venite qui, su queste pagine, è il mondo che ho creato a mia immagine e somiglianza che sto condividendo con voi.

L'ho reso mio, in qualche modo.








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Spagna, ALICANTE: Temo il sole, ora più che mai



Luglio 2019

ALICANTE

Io sono solita essere molto autoironica riguardo al mio colorito tonalità rigor mortis.

E che devi fare quando, per motivazioni che non comprendi perché in famiglia hanno geni diversi, nasci con lo stesso colorito che hanno i polli sottovuoto al supermercato? Sì esatto, intendo quel colorito biancastro che ti fa capire che quella pelle lì prima era coperta da piume e non è mai stata baciata dai raggi del sole.

Sono quel tipo di persona che si sente dire che il sole è tutta salute, che un po' di abbronzatura non farebbe male, che con la pelle dorata non si sembra sempre in procinto di esalare l'ultimo respiro eccetera eccetera eccetera.



Piacerebbe anche a me avere una carnagione, se non dorata, almeno non così nordica (non saprei che altro termine usare) ma se ve la devo dire tutta ci ho rinunciato: mi sono fatta alcune lampade moltissimi anni fa (odio i lettini solari e sono dannosi per le persone come me), l'abbronzatura artificiale la escludo perchè credo sarei ridicola e io purtroppo in spiaggia, come ho raccontato spesso, evito di andarci.

Posso farlo, ungendomi di crema solare in continuazione, ma vi assicuro che andare in spiaggia e passare la maggior parte del tempo a spruzzarsi addosso qualcosa di fastidiosamente appiccicoso proprio divertente non è.



Sono più di 10 anni che non vado in spiaggia, 11 che non prendo il sole, qualcosa tipo 22 anni che ho chiuso con le vacanze al mare.

Risultato: dimostro 15 anni in meno nei giorni buoni, 10 in meno nei giorni cattivi e passo per la rompicoglioni che non si sa divertire come se passare ore a farsi cuocere al sole fosse divertente. Fare il bagno sì, quello è meraviglioso ma si può fare anche quando il sole è clemente.

Non c'è cosa migliore di evitare il sole per mantenere il viso giovane. Non c'è trattamento che tenga, ve lo dice una che non ha mai usato una crema in vita sua. Nel mio caso la genetica fa la sua parte, le donne della mia famiglia, oltre ad avere una carnagione dal colorito più salubre della mia, hanno poche rughe. In compenso ho avuto i capelli bianchi precoci.

Ma il punto non è questo. Me ne potrei fregare di tutto ma sono a rischio melanoma per via della mia pelle chiarissima, del quantitativo piuttosto abbondante di nei che ho e che continuano ad apparire e per il fatto che da piccola mi sono ustionata al sole molte volte. Ebbene sì, le ustioni in giovane età aumentano il rischio di contarre un cancro alla pelle da adulti.

Ho un'amica con il mio stesso problema che non è stata fortunata, è stata poco attenta e ha dovuto farsi asportare un melanoma.

Parlo di questo perchè spesso non ci si pensa, meglio essere abbronzati e chi se ne frega dei danni che ne possono derivare.

Io in questo periodo non sto andando molto a zonzo, qui il sole picchia troppo duro, non c'è lotta.



Oggi però una visita ad Alicante mi sembrava fattibile.

La mattina presto il sole non si era ancora risvegliato abbastanza per infastidirmi troppo, il viaggio in bus era stato piacevole e alla fine ecco Alicante, manco me ne sono accorta di esserci arrivata.

Io credo che quando mi è stato detto che Alicante è la città più bella di questa parte della Spagna l'opinione mi sia stata data basandosi sulla zona balneare della città.

Io di spiagge me ne intendo ben poco. Certo, una vacanza in qualche remota isola dal mar trasparente farebbe piacere pure a me, il bagno lo potrei fare di sera e un bell'ombrellone mi proteggerebbe abbastanza per mantenere questo aspetto da nobile dalla salute cagionevole, figlia di parenti di primo grado.

Però qui... non ne ho idea, non lo so come è la spiaggia di Alicante, io ho trovato la strada dei funghi allucinati e credo vada bene lo stesso per passare un po' di tempo liberi da pensieri.






Mi avevano suggerito di salire al castello e ho seguito il consiglio.

È davvero meritevole di una visita anche se sono salita troppo in alto e come ogni volta che salgo troppo in alto poi mi chiedo come diavolo farò a scendere.

























Scendo sempre eh ma a volte per vie poco battute, solo perchè vedo qualcosa al quale potrei aggrapparmi.

Alla fine ho sempre e solo paura di cadere. Cosa che a volte è, purtroppo accaduta.

Un giorno vi racconterò quando scivolai mentre tentavo di raggiungere la vetta del Vesuvio. Un giorno.





Stavolta ho pensato bene di sopravvalutarmi.

Ho pensato che avrei potuto scendere in città a piedi.

Volevo ammirare il panorama.



Come tutti coloro che soffrono di qualche disturbo legato alle altezze sa, quando scendi per una strada con delle protezioni troppo basse e ti prende il panico e vuoi risalire e lasciarti morire in loco a meno che qualcuno non ti riporti giù in qualche modo, risalire ti spaventa ancora di più quindi devi stringere i denti e scendere in qualche modo.

Ho fatto qualche foto per aiutarmi a pensare ad altro finchè ho raggiunto un gruppo di ragazzi che, dopo avermi fatto cenno di passare davanti, hanno capito che ero in difficoltà per le vertigini e mi hanno circondata per farmi sentire al sicuro offrendomi un passaggio fino in città una volta raggiunta la loro auto.

Io non finirò mai di ringraziarli perchè la strada dal castello al centro città è veramente lunga e la combo sole-vertigini è dura da affrontare.



Tornata in centro non ho potuto fare altro che fermarmi per pranzare perchè la mia temperatura corporea era al limite.

Ah già, dimenticavo, troppo sole mi fa venire la febbre.

Nemmeno questo è particolarmente divertente, lasciatemelo dire.

Quindi, prima di cambiare idea, dopo essermi rinfrescata al ristorante, ho terminato la visita della città seguendo le indicazioni dell'ufficio turistico e ho deciso di rientrare a Murcia.











Per un attimo sono stata tentata di comprare un caftano in una delle bancarelle che costeggiano la via principale.

Me lo sono fatto dare per provarlo ma, una volta nel camerino improvvisato, quando l'ho tolto dall'appendino ho notato che il prezioso (hahahahaha) capo di abbigliamento si era appiccicato all'attaccapanni e ho immaginato la malefica veste incollarsi alla mia pelle e scarnificarmi manco fosse l'abito che Medea confezionò per la futura sposa di Giasone (miglior crudele vendetta leggendaria contro ex marito di tutti i tempi).

L'ho riportato al negoziante dicendogli che non me lo vedevo bene addosso. E la cosa era vera, proprio bene non me lo sarei visto, non mi serviva provarlo, avevo avuto un abbaglio.



Alla stazione degli autobus ho incrociato un gruppo di poliziotti che stava portando a spasso un paio di cani antidroga.

Li ho guardati sicura che tanto mi avrebbero potuto annusare fino allo sfinimento perchè io di tracce di droga addosso non ne avevo a meno che, colta da un colpo di sole, non avessi leccato uno di quei funghi che stanno in centro lungo il viale...

I cani hanno gironzolato intorno a me per un po' e mi sono ricordata, sorridendo, di quando andai in Giappone per lavoro per qualche giorno.

All'aeroporto di Nagoya, io e M. ci siamo trovate nella stessa situazione in cui mi stavo trovando io, ovvero con un paio di cani che, incuriositi, ci giravano intorno.

Io in valigia avevo un sacco di prodotti Kinder che stavamo portando in Giappone per gli amici e colleghi di M. (Ma dico, il Giappone è il regno di... di tutto. I Kinder no? Non si trovano? Io non l'ho ancora capito... forse costano molto, non lo so), M. altri kinder e un paio di salami.

Salami.

Non credo sia possibile importare dei salami e noi stavamo guardando i cani terrorizzate all'idea di sentirli abbaiare ma, come disse M., non servivano i cani per accorgersi del forte odore di salame che proveniva dalla sua valigia... quindi mi chiedo... ma allora è possibile importare salumi in Giappone oppure le guardie avevano perso l'uso dell'olfatto?



I cani mi hanno lasciata in pace, probabilmente, come accade spesso, i poliziotti mi avevano scambiata per una spacciatrice e avevano convinto gli amici a quattro zampe ad appurare la cosa.

Ed ora la musica di oggi:

Bon Jovi - Livin' On A Prayer

Juan Pardo - No Me Halbes

Portugal. The Man - Feel It Still

Shania Twain - Man! I Feel Like a Woman

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Spagna, CARTAGENA: Ho caldo, tanto caldo, troppo caldo...



Luglio 2019

CARTAGENA

Dopo aver passato parte della primavera in Olanda dove decidevo che città visitare durante il weekend in base alle previsioni del meteo, sto facendo la stessa cosa qui nel sud della Spagna.

Cambia solo un piccolo particolare: in Olanda cercavo una destinazione dove non piovesse e magari ci fosse il sole, qui sto cercando di spostarmi in luoghi dove la temperatura è meno insostenibile.

Me ne frego se non c'è il sole, me ne frego se non c'è il cielo blu, me ne frego di tutte quelle cose che di solito bramo.

Ombre e Luci? Sopravvalutatissime, va benissimo anche un cielo nuvoloso per le foto, anzi, quasi lo preferisco.

No, non quasi.

È perfetto! (Ci voglio credere, ok????)




A me basta che non faccia caldo come a Murcia, nemmeno all'Inferno fa caldo come a Murcia, come farebbero a sopravvivere quelle povere anime dannate ed essere torturate per l'eternità in un luogo dove, a quanto mi hanno detto, si possono raggiungere i 52 gradi al sole?

Nemmeno a Varanasi, in India, faceva caldo come a Murcia o, almeno, era un caldo insopporabile in modo differente.



Ho comprato un cappello rosso (che con i capelli rosa fa davvero schifo ma quello ho trovato e non ero nelle condizioni di poter aspettare, mi serviva un cappello altrimenti mi si sarebbero cotti i neuroni), la mia capigliatura ha assorbito un quantitativo immane di protezione solare per capelli e non mi fido a fare nemmeno poche centinaia di metri senza essermi spalmata di crema solare come se stessi spalmando d'olio e spezie un arrosto da infornare.

Che, sinceramente, mi sento quasi come se fossi un arrosto capitato per sbaglio in un forno.

Una cosa tipo: ma che c'è dietro a quella porta? Ci entri e la porta si richiude e ti accorgi che sei in un forno, una di quelle cose che possono capitare a me senza che qualcuno anche solo pensi di mettere in dubbio che mi possa essere davvero capitato.

Io e la mia mania di sbirciare quando mi imbatto in una porta aperta...



La notte il caldo non tende a diminuire o almeno, io non ci faccio caso.

Non ho mai dormito per parecchie ore filate, mi bastano 6 ore di sonno e di solito mi sveglio 2 o 3 volte prima di alzarmi.

Per me funziona bene così, non mi sento stanca.

Qui però quando mi sveglio, per un attimo, vengo ingannata dal rumore del ventilatore e credo stia piovendo. Penso stia piovendo e ringrazio un Dio che da brava agnostica non so se esiste o meno ma per avere un po' di fresco manca davvero poco che io evochi Azaroth. Poi mi accorgo che si tratta solo del ventilatore, alzo gli occhi al cielo, sconfitta, e cerco di dormire di nuovo.

Mi faccio 3 doccie al giorno, perlopiù fredde, ho comprato quintali di ghiaccioli e passo il mio tempo libero guardando film d'autore.

Al momento mi sono riguardata tutta la filmografia di Alejandro González Iñárritu, uno dei miei registi preferiti.

Non so, mi sembrava proprio il momento adatto per riguardare la "Trilogia sulla Morte".




E già che ci siete guardatevi anche:


Oggi ho deciso di visitare Cartagena, una delle città che ho messo nella mia lista di posti nuovi da vedere perchè la temperatura prevista era di 10 gradi inferiore di quella di Murcia.

E si sono superati i 30 gradi, mi sono sentita la pelle friggere, letteralmente, e ho approfittato di tutte le zone d'ombra che ho trovato.

Cartagena è, a differenza di Murcia, una città sul mare.

Passare l'estate lontana dal mare (relativamente lontana, si tratta solo di un'ora di distanza) mi manderà in bestia, lo so.

Ho bisogno di stare vicino all'acqua, sempre, ma d'estate per me è più difficile non vedere il mare tutti i giorni. Questo non significa che poi io mi sarei degnata di andare in spiaggia eh. Proprio no.

Mi ero immaginata una città completamente diversa.

Ho visitato parte dell'Andalusia lo scorso anno, mi aspettavo la stessa atmosfera, non so nemmeno io perchè.

Cartagena mi ha sorpreso, non in modo positivo ma nemmeno negativo.

La giornata uggiosa non ha aiutato, lo ammetto. Le giornate nuvolose ammantano le città di una coltre che non le aiuta a svelarsi ai miei occhi come io vorrei.
Mi sono piaciuti molto però i numerosi murrales che ho incontrato passeggiando per le vie buie del centro...
















A Cartagena, l'attrazione principale è l'antico Teatro Romano.







Non è una cittadina particolarmente famosa, è l'omonima in Colombia ad essere conosciuta ai più, pare però che, almeno da quello che posso vedere dalle foto che mi hanno mandato i miei amici amanti delle giornate passate a cuocere al sole, sia una località perfetta per abbronzarsi tra una tapas e l'altra.

Non oggi, credo.




Oggi per me è stata una giornata di passeggiate (come sempre accade, mai andrò in spiaggia a rovinarmi la pelle a meno che non mi si convinca e chiunque ci voglia provare deve avere delle ragioni veramente valide per persuadermi) e di paella. La prima paella di quest'anno, gustata dopo una estenuante ricerca di un ristorante che serva paella solo per una persona.



Non volevo mangiare una di quelle paelle surgelate e riscaldate al momento che propinano ai turisti e dopo molta fatica mi sono seduta ad un tavolo con una deliziosa paella nigra preparata sul momento solo per me.



Grazie, ristorante che pensi alle persone che sono solite pranzare da sole, grazie mille!















Appagati i miei istinti primari ho deciso di salire al castello.

Salire.

Ci siamo capiti no?

Sono salita su un simpatico ascensore panoramico e ovviamente, giusto perchè a me l'adrenalina piace molto ma davvero molto, ho voluto farmi una bella dose arrivando fino alla fine di quella meravigliosa piattaforma panoramica che vedete nella foto, cosa che sconsiglio a chi soffre di vertigini.




Vi sudano le mani lassù, ve lo assicuro.

No, non a voi, non a voi fortunati che non avete nessun problema con l'altezza, solo a quelli come me che la sfidano questa maledetta paura.




Ci sono anche i pavoni mimetici:


Dopo questa giornata ho capito una cosa: sarà davvero dura per me passare l'estate qui.

Il sud della Spagna è magnifico, lo so bene ma anche una sosta in una panchina all'ombra rischia di espormi al pericolo di ustione, letteralmente. Lo scorso anno ho sofferto parecchio il caldo in Andalusia ma si trattava di una settimana on the road, quest'anno mi dovrò fermare per mesi e dovrò necessariamente abituarmi ad un modo di vivere diverso dal "ma andiamo a passeggiare sul lungomare, senti che fresco che fa oggi nonostante sia piena estate, mi sa che stasera tiro fuori il piumoncino".




L'unico modo per combattere la calura, per ora, è entrare nei negozi dove il termostato è regolato su "Polo Nord, inverno", ascoltare un pò di musica locale ed uscire e... entrare nel negozio successivo.

Ecco la prima playlist di musica catturata in Spagna, io detesto i ritmi latini ma qui si ascolta un po' di tutto. Sì, ok, tutto a parte la musica che piace davvero tanto a me ma sorvoliamo su questo piccolo particolare...

Lucie Silvas - What You're Made Of (Spanish Version)

Dvicio & Taburete - 5 Sentidos

Calvin Harris & Rag'n Bone Man - Giant

Alicia Keys - Girl on Fire

Céline Dion - I Drove all Night

Dani Fernàndez - Disparos

Ed Sheeran & Justin Bieber - I Don't Care

Fito Y Fitipaldis - Acabo De Llegar

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Spagna, MURCIA: Ma... la porta dell'Inferno non stava in Turkmenistan?



Luglio 2019

MURCIA

Me ne stavo tranquilla e pacifica nel mio paese europeo preferito (Olanda) a riprendermi dall’anemia severa che mi aveva colpita e cercavo di ricordare che fine aveva fatto la mia camicia di Dolce e Gabbana tempestata di spille con le croci (la ritenevo perfetta per introdurmi nel mondo del Death Metal finlandese, è un pezzo che voglio approfondire fotograficamente la cosa e... ok forse Dolce e Gabbana non va bene) pronta per tornare a casa qualche giorno, mettere in valigia le cose più dark che ho (che non ho perché mi piace vestire di nero ma non mi piace vestire gothic) e passare l’estate ad Helsinki quando il mio cliente preferito ha deciso di cambiare la destinazione della mia trasferta.

Murcia.

Sud della Spagna.

Dopo aver confuso Murcia con Murgia perchè esiste un villaggio nei paesi baschi con questo nome e io non mi posso smentire (non ci sento bene, sono arrivata a questa conclusione), ho realizzato che Murgia vicino ad Alicante non esiste perchè vicino ad Alicante ci sta Murcia, una delle città più calde della Spagna.

Caldo.

Detesto la parola "caldo"!



Io avevo già fatto la lista di ciò che avrei messo nel mio bagaglio per godermi l'estate finlandese.

Spagna.

Avrei dovuto affrontare temperature alle quali non ero psicologicamente preparata.

Amo la Spagna, soprattutto il sud di questa magnifica nazione ma... Murcia? Mai sentito parlare di codesta città.

Va bene, ho pensato, non ho mai vissuto in Spagna, Helsinki è per me una seconda casa e ci posso tornare quando mi pare, cogliamo l'occasione per scoprire luoghi a me sconosciuti e per indossare un po' di abiti estivi e colorati, sia mai che, aiutata dalla tipica espansività degli spagnoli, io diventi una persona socievole.

Spoiler: no. Cioè si, sono socievolissima e aperta a conoscere pratiamente chiunque ma il caldo distrugge la mia voglia di avere interazioni con qualunque cosa non sia una doccia fredda.

Quando ho detto ai miei amici e alla mia famiglia dove mi sarei trasferita, hanno reagito più o meno tutti allo stesso modo: oddio povera, tu sei una vampira nordica, ma come farai?

Eh. Io me lo sto già chiedendo, come ho fatto finora.

Davvero.

Sono appena arrivata ma non ho idea di come farò a sopravvivere.

Il caldo è esagerato e la mia mente era preparata ad indignarsi quando il termometro, in Finlandia, avesse osato toccare i 25 gradi. E credetemi, due estati fa mi indignai parecchio.

Qui la temperatura è solita salire sopra ai 40 gradi, senza troppi problemi.

Ovviamente ho prenotato una stanza senza aria condizionata perchè volevo evitare di ammalarmi a causa degli sbalzi di temperatura, come mi succede spesso.

Ecco, ho fatto un errore che pagherò caro, molto caro.

So già che il prossimo mese cambierò stanza (ho deciso di vivere in una specie di pensione, non so quanto tempo mi fermerò) perchè al momento vorrei solo Lucifer Morningstar (sarebbe sicuramente felice di fare un salto qui, credo che la temperatura dell'inferno e quella di Murcia siano la stessa) che mi chiede con la sua voce di velluto cosa desidero veramente:


Io fingerei di pensarci un attimo ma poi, senza alcuna esitazione, risponderei: beh, innanzitutto una stanza con aria condizionata, un frigo enorme pieno di bibite ghiacciate, acqua frizzante al limone, succo d'ananas, frutta (tutta quella che piace a me), una serie di... ah no. Scusa. So che ti saresti aspettato di sentirmi chiedere di raggiungermi per farmi compagnia (ovviamente insieme all'aria condizionata e tutto il resto) ma per cortesia dovresti far sparire Spongebob e tutto ciò che è connesso a Spongebob da... da ovunque, dal web, dai ricordi, sciò, via, come se non fosse mai esistito.



Vedete, prima di andarmene da Alkmaar, ho preparato una cenetta per i miei coinquilini, due ingegneri ed un entomologo.

Ad un certo punto ci siamo chiesti: se avessimo la possibilità di veder realizzato un desiderio, quale sarebbe?

Io ho risposto che vorrei essere immortale per poter documentare qualunque cosa io voglia senza contravvenire al giuramento che ho dovuto fare in passato (giuro che non andrò a fare foto in zone di guerra e non andrò a farti ammazzare o rapire ma per il resto non mi dovete stressare, farò quel cazzo che mi pare e non mi metterete il muso, amici e parenti cari).

Ingegnere uno ha detto che vorrebbe risolvere i problemi del mondo, fare in modo che la terra ricominci a respirare (nobile da parte tua, mi hai fatta sentire così egoista)...

Entomologo ha risposto che lui dal suo canto vorrebbe risolvere i problemi legati alla carenza di cibo e fare in modo che non ci siano più guerre (nobile pure tu, e daje)...

Ingegnere numero due ha detto che chiederebbe di far sparire da ovunque Spongebob e tutto ciò che ruota intorno alla odiata spugna.

Io a malapena so che è Spongebob, S. ha detto che trova sia la cosa più idiota mai creata e io... beh se dopo le riposte date dagli altri hai avuto le palle di affermare ciò, mi sento in dovere, nel caso avessi dei desideri da farmi esaudire, di donarti ciò che desideri perchè in quel momento sei diventato il mio idolo indiscusso.



Gli spagnoli si sono rivelati molto divertenti, finora.

La prima cosa che mi sono sentita dire è stata “tienes un pelo muy bonito!”.

Ecco, io sono tornata a casa dalla mia famiglia solo per un giorno e mezzo per prendere dei vestiti consoni al sud della Spagna, andare dalla parrucchiera a farmi i capelli più rosa che mai e comprare tutti i prodotti possibili per proteggere i capelli dal sole, comprare le creme solari con la protezione più alta in commercio, andare dall'estetista a farmi laccare le unghie dei piedi (quelle delle mani mai e poi mai) e sistemare quei peletti che disturbano ogni donna. Sì, avete capito, i baffetti e le sopracciglia. Soprattutto i baffetti.

Bene, il mio spagnolo fa schifo, capisco un 50-60 per cento ma...

Che diavolo di pelo intendi? Ho pensato.

Stavo per mettermi la mano davanti alla bocca pensando di aver avuto una ricrescita istantanea di baffetti (che comunque sono abbastanza ariani quindi non si dovrebbero notare molto) quando la parola "rosado" mi ha fatto capire che si stava riferendo ai miei capelli.

Tio, non te lo vorrei dire ma se fossi stata maliziosa, in italia, se parli di “pelo” si intende ben altro eh!



Questa mattina sono uscita perchè mi sembrava che il sole non picchiasse troppo e ho deciso di farmi i 5,5 km da casa a Monteagudo, località murciana che ritenevo molto interessante, a piedi.



Ma che idea meravigliosa, proprio geniale.

Ho il cervello cotto e beh, le foto che vedrete ora dimostrano quanta fantasia ho avuto oggi: un bel servizio fotografico al Cristo.









La crema solare sembra stia facendo il suo dovere, la mia faccia è anche più cadaverica del solito perchè, per la serie “A. che perde cosmetici in giro per il mondo” ho perso il fondotinta prima di arrivare a Murcia.

Me ne sono accorta quando, in anticipo come sempre, all'aeroporto ho cominciato a mettere i liquidi nella fastidiosissima bustina trasparente prima dei controlli di rito. Il fondotinta non c'era. E vai a sapere dove l'ho lasciato... (astuccio con i trucchi perso nel bus Bilbao-Lione, io non ti dimenticherò mai, mai!!!)

Voi direte: vabbè capirai che problema, sei in un aeroporto, ci trovi qualunque cosmetico tu voglia.

Pare sia più o meno vero, qualunque tranne il fondotinta che uso da anni.

Ne ho trovato uno della stessa marca ma di una tonalità leggermente più chiara della mia (quindi molto vicina al colore del cerone da clown), più scura non la voglio perchè io non ho intenzione di rovinarmi il pallore nobiliare con l'abbronzatura ma notando il colorito che hanno le mie braccia dopo nemmeno un'ora di cammino credo tra pochi giorni sembrerò un operaio edile (peccato che io non riesca a costruire qualcosa nemmeno con i lego).

Sarò la perfetta cosplayer di un muratore, i muscoli delle braccia sono già abbastanza sviluppati.






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Olanda, ALKMAAR: Qui si rischia, letteralmente, di inciampare sul formaggio



Giugno 2019

ALKMAAR

Pare ci siano molte regole da seguire quando ci si immerge nella scrittura di un romanzo.

Alcune le conosco, altre no, altre semplicemente non le condivido.

Una su tutte, però, a mio avviso dovrebbe essere seguita da ogni scrittore.

Non creare troppe coincidenze, troppi interventi del fato, non spingere il destino a mettere il dito sulla piaga troppo spesso perché questo nella vita reale non accade e lo scrittore, qualora non rispetti questa regola, svelerà al lettore la propria esistenza. 

Bene. 

Qualcuno spiegherebbe cortesemente a colui che sta sceneggiando la mia vita che ha esagerato parecchie volte e che perculare la sottoscritta va anche bene, sono una persona molto autoironica, ma a tutto c’è un limite?



Le forzature del caso alle quali vengo continuamente sottoposta mi hanno portata a credere al fato, all’universo, a entità superiori che si divertono con qualcuno a caso (perché io poi, non lo so), alla magia nera, allo stocazzo.

Mi spiego. Lo scorso anno mi è stato posto un quesito: vuoi un lavoro in Olanda o a Oslo?

Io: beh Oslo la conosco, l’Olanda no, approfondiamo la conoscenza.

Ed ecco che mi ritrovai a vivere nella città del formaggio olandese più formaggiosa d’Olanda perché è vero che qui non hanno appeso il formaggio come decorazioni natalizie come a Gouda (il museo del formaggio però non può mancare) ma il mercato del formaggio, principale attrazione turistica del luogo, lo fanno anche 2 volte alla settimana. Avevo trovato una stanza in centro ma col cavolo che avrei rischiato di venir a contatto con gli odiati effluvi. 

Io. Io che vivo nella città del formaggio.

Che cazzo ho fatto di male?

È come mandare a vivere una persona che non odia il formaggio nella città delle deiezioni.



Amanti del formaggio, non abbiatemene, io rispetto le abitudini alimentari di tutti, mangiatene quanto ne volete, pure davanti a me, io non rompo le scatole a nessuno.

Mi arroco però il diritto di insultare il latticino quanto mi pare e piace.

Che poi, lo scorso anno tanta paura per nulla, perché il mercato del formaggio, l’ho scoperto poi, si svolge solo nei mesi caldi. 

Quest’anno invece, tornata qui e felicissima di avere avuto questa opportunità, un giorno ho dovuto assistere al mercato del formaggio perché mi serviva assolutamente del materiale di cancelleria, non potevo rimandare l’acquisto e ho dovuto passare accanto alla piazza.

Non ho mai ringraziato l’universo per aver fatto sì che l’Olanda fosse così ventosa. Niente puzza. Ho assistito da lontano scuotendo la testa.

Le barche... le barche trasportavano forme di formaggio e la piazza ne era piena...

Vi mostro un video.



Credo possiate comprendere la mia mestizia...



Poi, inaspettatamente, ho adorato vivere al Alkmaar.














Sono stata fortunata sia lo scorso anno sia quest’anno quando sono tornata nella stessa casa.

R., la proprietaria, una ragazza più giovane di me, ha allestito la casa con ogni comfort possibile per rendere la permanenza degli ospiti gradevole.

E qui ho sempre incontrato coinquilini carinissimi per i quali ho sfornato un sacco di torte. E poi ho preparato gli gnocchi con la crema di asparagi, il risotto al peperone e mazzancolle, il ragù alla bolognese e vai a ricordarti quante altre cose.

Ho adorato quando L., simpatica francesina con un palato poco sensibile, tentò di ricreare la mia pasta gamberi e zucchine usando i cetrioli.

Sono momenti che non si scordano.

Ragazzi, mi mancherete.

Adoro cucinare per i coinquilini.

E poi dovevo farmi perdonare per tutte le volte che hanno avuto un principio di infarto entrando in casa senza accorgersi che stavo leggendo al buio (sul cellulare in modalità notturna) in salotto: un mio saluto dal profondo delle tenebre ha fatto perdere parecchie ore di vita e nascere molti capelli bianchi ai malcapitati.



Non è mancato uno di quei momenti di panico che ti fanno pensare: e adesso?

Pensavo che peggio di aver fatto partire l'allarme antincendio un numero di volte vicino all'infinito (però G. ha bruciato i crostini e invece di tirarli fuori dal forno li ha lasciati dentro appestandoci la casa per giorni...) e aver aperto i barattoli di frutta sciroppata con il coltellino per le ostriche (no comment altrimenti vi blocco... ah no, qui non funziona così) non potevo fare ma un giorno ho pensato di aver perso un'anatra.

R. è una fattice e come animali da compagnia ha scelto due papere. Le ama moltissimo. Lo scorso anno erano Guus e Ferdinand, quest'anno sono Guus e non so come si chiama l'altra ma credo Ferdinand sia morto.

Un giorno sono uscita in giardino e non sono più riuscita a trovare una papera proprio nel periodo in cui toccava a me prendermene cura.

I ragazzi mi avevano detto che mesi prima erano scappate quindi ho temuto il peggio perchè, insomma, le anatre oltre che ad essere animali da compagnia (così pare) sono anche animali da ehm... pentola.

Me ne sono andata a zonzo e indovinate che mi chiede R.? Di mandarle una foto delle maledette anatre proprio quel giorno. Le mancavano tanto.

La mia reazione è stata: ok, lei sta a Terschelling (isola 4 ore a nord) magari i ragazzi hanno delle foto d'archivio e risolvo il problema per un po', poi cerchiamo una papera uguale a quella scomparsa e la rimpiazziamo e nessuno se ne accorge.

Cioè insomma, che dovevo fare? L'ho cercata dappertutto finchè, dopo aver pensato di photoshoppare un'anatra somigliante a quella che non trovavo su una foto fatta al momento e aver cercato immagini con anatre bianche su internet, uno dei ragazzi mi ha detto dove potevo trovarla: dentro ad una cassetta nella quale avevo guardato più volte messa in modo da non farsi vedere.

Maledetta oca, perchè per me all'inizio quelle cose bianche che non facevano altro che sguazzare e sporcare il giardino erano delle oche, sei fortunata perchè non mangio gli animali della tua specie, altrimenti saresti finita in pentola e laccata.

Ci è mancato poco che, presa dal panico, facessi i bagagli e gettassi la scheda del mio cellulare nel cassonetto dopo averla fatta a pezzi.

Chi glielo diceva, a R., che le avevo perso la papera?





Lo scorso anno, un giorno, mi si fece notare che stavo perdendo in continuazione lacci per i capelli nei dintorni di casa.

Effettivamente ho un certo talento perché ne compro un quantitativo che dovrebbe bastare per legare i capelli di un’intera città e dopo qualche giorno ne è rimasto solo uno.

Credevo fosse un mio problema ma ho cominciato a farci caso.

Vi siete mai resi conto di quanti lacci per capelli ci sono in giro per le strade?

Nemmeno io me ne ero resa conto e ora mi sto chiedendo come sia possibile. Cioè io mi lego i capelli la mattina e me li slego la sera, li pettino, li intreccio, vado a dormire, li slego, li pettino e li lego di nuovo. A meno che non li voglia lasciare sciolti, ovviamente.

Quindi. Come si possono perdere tutti questi lacci?

Voglio una spiegazione, ne ho bisogno ragazzi, ne ho visti a decine per le strade. Ma che facciamo? Li stiamo seminando? 



Che poi a buttare un occhio a terra spesso si scoprono cose molto interessanti, come questi copritombini (o quello che sono):






Mi piange sempre il cuore quando devo salutare l’Olanda, sto davvero bene qui nonostante il vento e quell’altra cosa di cui sono stufa di parlare.















Avrei voluto mostrarvi anche Maastricht, Den Haag (L’Aia) e Volendam ma non c’è stato né il tempo e nemmeno il meteo favorevole, ma non disperate, ci tornerò e ve le mostrerò.

Sempre che una forma di formaggio non mi cada in testa e io non termini la mia vita in questo modo, visti i precedenti sembra più che appropriato.

Ps: Con meteo non favorevole io intendo questo, anzi, spesso questo con pioggia e vento talmente ventoso che non fai tempo ad aprire il tuo bellissimo ombrello nuovo che l'ombrello lo devi buttare in pattumiera:



Ho lasciato l’Olanda però, facendo una di quelle figuracce che nessuno vorrebbe fare, tantomeno io.

Come sapete amo ascoltare audiolibri in continuazione. 

Sono rimasta incuriosita dal nuovo libro di E. L. James (The Mister).

Orbene, ai tempi lessi 50 Cose, come molte altre persone. Ero curiosa e la cosa divertente è che li lessi senza conoscerne la trama ma solo perché avevo sentito parlare di questo caso editoriale senza precedenti.

Tenete anche conto che li lessi nel periodo in cui stavo studiando il mondo bdsm.

Ora, evito di esprimermi. Quando mi sono accorta che era una riscrittura di Twilight mi sono chiesta perché una fan fiction avesse avuto così tanto successo, lasciando perdere tutto il resto, troppe cose insensate in quei libri.

Così mi sono chiesta: che avrà mai scritto stavolta?

Il libro è uscito in audiolibro nella app Audible poco dopo la pubblicazione, cosa molto insolita.

Non c’entra nulla con 50 sfumature (per fortuna ma non mi sembra comunque un granché) e c’è una scena, una sola per ora, in cui il protagonista si masturba (il resto lo ascolterò quando avrò tempo).

Io sono campionessa di distruzione di auricolari (gli air pod credo li potrei perdere dopo un solo giorno) e indovinate che punto del libro stavo ascoltando quando si sono rotti stavolta lasciando che le parole uscissero dal mio telefono in mezzo ad un gruppo di persone che parlavano la mia stessa lingua (ero al gate ad aspettare il volo per Venezia)?

Esatto.

Ovvio.

Allora, caro sceneggiatore che rendi la mia vita molto simile ad una commedia con qualche incursione nel dramma (hai ragione, rende la storia più interessante e incrementa gli ascolti ma ne farei volentieri a meno, sai?), io ti ringrazio perché mi dai molto materiale di cui scrivere ma la prossima volta gli auricolari li fai rompere mentre ascolto Tolstoj o Philiph Roth o qualcosa del genere che vorrei anche darmi arie da pseudo intellettuale ogni tanto eh!



Pps: prima di andarmene ho voluto provare l'ebbrezza di pedalare in Olanda.

Lo scorso anno le temperature erano troppo rigide per i miei gusti e nonostante vedessi R. farsi chilometri a 10 gradi sottozero con il vento, io non sono nata in Olanda e non sono in grado di affrontare una tortura simile.

Ma in primavera, ho pensato, si può fare... ho quindi chiesto in prestito la bicicletta di uno dei miei coinquilini, una di quelle con il cestino che sembra una cassetta della verdura e sono andata a fare la spesa.

Mi sono sentita potente: la strada era mia, nessuno mi ha intralciata, le auto si fermavano al mio passaggio, pedoni maledetti vi meritate di essere arrotati.

Ah, come si dimentica di essere stati a piedi quando si sale in sella!



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Olanda, AMSTERDAM: Prima o poi mi fermerò qui



Giugno 2019

AMSTERDAM

Oggi ho combinato l'ennesimo casino con la lavatrice, non ho idea di cosa possa essere andato per il verso sbagliato questa volta ma... gli abiti che ho indossato appena svegliata erano particolarmente stropicciati.

Non la sto capendo, questa cosa, non me la spiego...



Ho fatto fuori uno dei miei maglioni preferiti nella laundry di un building a New York perché io quella cosa che asciuga i panni e che sembra una lavatrice non l'avevo mai usata e mancava davvero poco che, insieme al bucato della settimana, mettessi ad asciugare anche le stoviglie usate a cena.

Non ho capito la lezione e ho dovuto dire addio ad una felpa e ad un paio di pantaloni lo scorso anno qui in Olanda perché dopo un giro in asciugatrice potevano essere indossati forse da Barbie Barbona ma non più da me e temo tutto ciò sia il giusto contrappasso per aver lavato con il programma per i sintetici due maglioni di cachemire del mio migliore amico ma... boh, io gli abiti così stropicciati dopo l'asciugatura non li ho mai trovati .



Detesto gli abiti stropicciati e in un altro tempo ho portato con me in valigia un ferro da stiro portatile cordless poi è successo come con la messa... riguardo allo stirare sono tutto ad un tratto diventata credente ma non praticante.

Un po' come dire le preghiere la sera da soli in casa perché con Dio ci parlo per conto mio.

Io ho adottato il metodo: se li stendi bene ad asciugare poi non li devi stirare. Qui non stendo i panni, li tolgo dall'asciugatrice, li piego o li appendo e risolvo il problema.



Devo anche dire che certi tessuti non necessitano stiratura.

Credo di aver perso la fede quando portai dal lavasecco un costosissimo paio di pantaloni di seta stropicciata il quale effetto era stato ottenuto grazie a tecniche di cui si è persa ogni informazione nei meandri dei primi anni duemila... Risultato: stirati a dovere, perfetti.

Non sono più riuscita a farli tornare come prima.

Non mi sono mai ripresa, adoravo quei pantaloni.



Oggi i miei vestiti risultavano solo sciatti ed in disordine.

Ho guardato il ferro da stiro, ho quasi avuto una ricaduta, poi ho pensato che avrei dovuto andare ad Amsterdam e... e no! Io con gli abiti stropicciati in giro non ci vado, mi sono cambiata.



Però io in questa storia ci andrò a fondo.

Va bene essere tutto tranne che una casalinga perfetta ma insomma, un minimo di decenza.




Ho ancora poco tempo per stare in Olanda, a fine mese mi dovrò trasferire e ho pensato di passare un po' di tempo nella mia città preferita. Il meteo non prevede una gran bella giornata ma non potevo starmene a casa, non oggi.

Le foto le ho fatte durante tutte le volte in cui sono venuta ad Amsterdam nell'ultimo mese e mezzo.

Ho voglia di cancellare il volo e fermarmi ma non posso.

Mi fermerò, prima o poi. Credo qui.

Trovo piuttosto divertente il fatto che un'astemia, non interessata alla droga, abbia perso la testa per una città come Amsterdam ma purtroppo non si sceglie di chi innamorarsi e nel mio caso vale pure per i luoghi.

















Quanto sarebbe stato facile per me se mi fossi almeno infatuata del mio luogo di nascita.

Sono sempre stata convinta che al momento delle mia nascita la mia anima sia stata scambiata nel limbo e di essere stata, in origine, destinata ad un'altra città (banalmente, New York e lo so, molti pensano di essere stati destinati a New York e recapitati all'indirizzo sbagliato ma io e la Grande Mela abbiamo uno strano legame che molti non capiscono, a volte nemmeno io).

Sono nata in un paesino del nord Italia che contava, al tempo, forse poco più di 600 anime.

Mi chiedo come si sia trovata a New York la povera anima tranquilla che doveva nascerci al posto mio. Credo mia madre si chieda dove sta questa dolce e povera anima che queste cose non vanno mai in prescrizione e a mettere le cose a posto e avere una figlia normale lei ci starebbe eh.

Amsterdam non è New York, non ho lo stesso legame con questa città ma mi ha fatto perdere la testa.

Mi rilassa, mi calma e non è per gli effetti delle coltivazioni locali.

È l'acqua, a rilassarmi.

È l'energia positiva che percepisco qui, tanto diversa da quella di New York ma altrettanto benefica per me.

È la bellezza di Amsterdam, che non ti sovrasta come accade a Venezia, ma ti accoglie e ti fa sentire a casa.






Le biciclette infangate nella foto qui sopra sono state recuperate dal fondo del canale. L'ho visto fare con i miei occhi, sono rimasta stupita dal realizzare quante ne stavano venendo recuperate.

Poi mi sono chiesta se insieme alle biciclette dentro ai canali ci siano finiti pure coloro che stavano in sella ai suddetti velocipedi, magari in stato confusionario, dopotutto le biciclette mica pedalano da sole (anche se sinceramente, qui, non mi stupirei proprio di nulla).

Poi ho immaginato me, soprappensiero, che finisco nel canale con la mia bella bicicletta rosa o fucsia (colorare sempre le biciclette in modo indecente per riconoscerla in mezzo alle altre migliaia tutte uguali).

Per un attimo mi sono chiesta se davvero voglio vivere qui e finire prima o poi a mollo (mi conosco).

Sì, certo che sì.



Biciclette pulite, non cantate vittoria, potreste essere le prossime ad annegare, sappiatelo!












Ho scoperto da poco che New York fu fondata nei primi anni del 1600 dagli olandesi che nel 1626 le dettero il nome di Nieuw Amsterdam. Poi sono arrivati gli inglesi, se la sono presa, hanno cambiato il nome in New york, gli olandesi non se ne sono fatta una ragione e se la sono ripresa e alla fine hanno dovuto ridarla agli inglesi, poi la storia continua fino ad arrivare a Trump, poi staremo a vedere.

(Me del futuro? Qualche news?

Me del futuro: Sì, effettivamente si, ma è meglio che ora tu viva tranquilla e non ne sappia nulla ma... la buona notizia è che smetterai di bere Coca-Cola tutti i giorni.

Io: No, non ci credoooo. Ma come ho fatto?

Me del futuro: Goditi questi mesi, divertiti. Ciao.

Io: Aspetta...

Io: Ehi!

Io: Prontooooo?

Io: Stronza!)

Effettivamente a farci caso molti edifici brownstone a Manhattan richiamano il tipico stile olandese.

E il quartiere di Harlem ha quasi lo stesso nome di Haarlem... un attimo... ah ok, non è una coincidenza, ho controllato.

A me New Amsterdam sarebbe piaciuto di più di New York, in alcuni quartieri l'atmosfera è la stessa. Forse non te ne accorgi di primo acchito ma se ci pensi un attimo e conosci entrambe le città ci fai caso e poi se apri qualche porta nell'East Village ti ritrovi catapultato in giardini segreti che starebbero bene nella capitale olandese.



Ho trovato una libreria, in strada, con dei libri lasciati per chi ha voglia di prendersene cura.



Amo molto queste iniziative, in questo modo a volte ho letto libri di cui mai avrei sospettato l'esistenza.

Ricordo di aver preso a Milano, al tavolo di un bar, un vecchio libro di fantascienza anni 70, quei racconti che al giorno d'oggi farebbero rabbrividire, dove animali e umani sono sullo stesso piano e possono decidere di avere relazioni affettive (anche dal punto di vista fisico) e la chirurgia plastica ha raggiunto livelli tali da poter esaudire il desiderio di una donna di diventare la Statua della Libertà (ma io dico... ma... no, non ho saputo cosa dire quando lessi il libro e non so cosa dire ora se non invidiare una fantasia così contorta perché io a tal punto non ci posso arrivare).



Oggi mi sono presa un paio di libri da regalare agli amici. Uno parla di un viaggio in India con molte foto ad accompagnare il racconto, l'altro è un fumetto che racconta il comunismo in Russia (perfetto per il mio amico appassionato dell'estetica della propaganda Sovietica). Sono ovviamente in lingua olandese ma, suvvia, è solo un dettaglio.

Appena avrò tempo, tornerò a casa dalla mia famiglia e prenderò una cassa dei libri che tengo in cantina a casa (dopo una ristrutturazione lo spazio per i miei libri si è ridotto drasticamente e ne possiedo centinaia) e li regalerò, sono perlopiù horror e thriller di ogni genere ma spero farò felice qualche appassionato.

I classici non stanno in cantina, motivi puramente logistici, ho comprato troppi libri nella mia vita... no, i libri non sono mai troppi.



Ho fatto centinaia di foto alle barche, in queste settimane, alle barche e a quel mondo speciale che ruota intorno alla vita in barca nei canali di Amsterdam.

Non le vedrete ora, ho in mente di approfondire l'argomento appena avrò tempo e quando lo avrò fatto condividerò tutte le storie che avrò ascoltato.













Ogni tanto, quando sono di malumore, immagino di affittare un appartamento sui canali, arredarlo a modo mio ed essere abbastanza fortunata da poter avere abbastanza spazio per ospitare la famiglia e gli amici perchè diciamocelo, se abiti ad Amsterdam è leggermente più facile convincere le persone a venirti a trovare, cosa impossibile se te ne stai in culo alla Repubblica Ceca, al confine con la Polonia (Krnov per l'esattezza, manco sapevo pronunciarlo sto nome).




Dopotutto Amsterdam offre moltissimo anche a chi, come me, ama passare del tempo visitando musei e gallerie. E vi assicuro anche che non è un luogo abbandonato dal Dio della Moda. C'è un negozio di Louis Vuitton, segnale che potete trovare tutto ciò che desiderate, fidatevi.

Tenete solo presente che se volete visitare la casa di Anna Frank non potete presentarvi davanti all'ingresso e pensare di fare il biglietto ed entrare (tratto da una storia vera, la mia per la precisione).

È un po' più complicato e bisogna acquistare il biglietto online con qualche mese di anticipo sul sito dell'Anne Frank Museum. Io non ci ho pensato, avevo voglia di camminare, mia madre e le sue amiche anche e... e alla fine ne è valsa la pena anche solo per aver incontrato una fotografa che faceva dei ritratti utilizzando la vecchia tecnica del “collodio umido”.

Dicono che questo vecchio metodo mostra la vera natura di un corpo e di un volto, anche secondo me è così.

Le foto prese in questo modo sono macchiate, striate, sfocate, svelano tutto ciò che siamo, solo esseri umani impefetti, lontani anni luce dalle immagini photoshoppate alle quali siamo abituati.

Ora mi è impossibile viaggiare con una di quelle vecchie macchine fotografiche, sono troppo grandi ma è una tecnica che voglio approfondire, mi appassiona da anni.

Poi, convincere qualcuno a mostrarsi davvero, credo non sarà semplice. Al momento è preferibile uniformarsi, conforndersi con la massa credendo, allo stesso tempo, di essere unici.




Ecco, l'unica cosa che non mi garba di Amsterdam è che affacciandomi dalla finestra potrei avere una vista come questa:


Ciao mio posto nel mondo numero due, ci rivediamo appena possibile.

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Olanda, 'S-HERTOGENBOSCH: Qui, nel 1453, nacque Jeroen Anthoniszoon van Aken



Giugno 2019

'S-HERTOGENBOSCH

Probabilmente vi state chiedendo come si pronuncia 's-Hertogenbosch e chi diavolo sia Jeroen Anthoniszoon van Aken.



Suvvia, non potevo rendervela troppo facile.

Se siete olandesi o fate parte di quella che ritengo sia una cerchia molto molto ristretta, siete in grado di pronunciare il nome di questa città senza intonare per errore un canto a Cthtulhu e sapete che Jeroen Anthoniszoon van Aken ha dipinto uno dei capolavori della storia dell'arte conosciuto praticamente da tutti (anche se, a differenza della Gioconda che è facilmente riconducibile a Leonardo, "Il
Giardino delle Delizie”
è citato spesso e volentieri senza conoscerne l'autore).

Avete capito di chi sto parlando?

Si? No? Dai, ormai avrete cliccato sul link che ho evidenziato ed è inutile che io continui a girarci intorno.

's-Hertogenbosch, Den Bosch per gli amici (ripeto, non potevo rendervela troppo facile) è la città natale di quel genio che ha preferito farsi chiamare Hieronymus Bosch o El Bosco, Gerolamo Bosco, Bosco di Bolduc, o ancora Ieronimo Bos.



Sì, signori, proprio colui che riucì a dipingere un uccello antropomorfo con un calderone come cappello intento ad ingoiare un uomo dall'ano del quale esce uno stormo di uccelli neri oppure non saprei nemmeno come descrivere ciò che vedo perchè quando credi di vedere un paio di orecchie trafitte da una freccia che schiacciano un gruppo di persone, con la lama di un coltello conficcata in mezzo ad esse ti chiedi se per errore non hai respirato troppa marijuana passiva... Di certo Hieronymus sapeva dove trovare della roba davvero buona. Oppure era leggermente pazzo.

Adoro la sua pittura. Da sempre. Non sapevo però fosse originario di questa città dallo strano nome.



Ho scoperto l'esistenza di Den Bosch lo scorso anno durante una bufera.

Mi ero messa in testa di andare a Maastricht, 3 ore di treno. Mi avevano consigliato di visitarla e ho dato retta al consiglio (e non me ne sono pentita).

Essendo non proprio vicina ad Alkmaar, Maastricht offriva una giornata "così così" quando più a nord imperversavano temporali e nubifragi.

Una giornata "così così", al tempo, era abbastanza per convincermi alla traversata.

I nubifragi, però, non erano della stessa idea, e me l'hanno resa piuttosto difficoltosa la strada per Maastricht, con una tratta che ho dovuto fare in autobus da 's-Hertogenbosch a non ricordo dove.

Davanti alla stazione, vicino alla fermata del bus, ho visto questa colonna con questo meraviglioso drago dorato.



Ho pensato: beh se c'è questa colonna con questo bellissimo e fiero drago dorato, io questa città la devo visitare per forza. Poi ho ragionato riguardo allo strano nome... finiva con Bosch... Bosch era olandese, questo lo sapevo (perchè poi non mi era venuto in mente di cercare il suo luogo di nascita, questo non lo so, non ci ho pensato) e... bingo.

Credo di poter scomodare il termine serendipità, in questo specifico caso. Sempre che io abbia capito cos'è esattamente la serendipità, a volte non ne sono certa eh.



Peccato non aver poi avuto tempo di visitare la città lo scorso anno.

Ho deciso di rimediare, per forza di cose, non avrei potuto andarmene dall'Olanda di nuovo senza aver passeggiato per Den Bosch e aver visitato il museo dedicato al suo cittadino più illustre. Giammai!!!!













L'universo, vai a capire perchè, ha deciso di ricreare più o meno le stesse condizioni metereologiche dello scorso anno ad Alkmaar e una giornata "così così" a Den Bosch.

Tranne per il fatto che non stavo andando a Maastricht, mi sembrava di aver fatto un tuffo nel passato.

In treno, durante uno scroscio di pioggia più forte degli altri, è stato diffuso un messaggio in olandese... poi un gruppo di donne ha esclamato in inglese “Oh mio Dio”.

Per esperienza un “Oh mio Dio” esclamato dopo un messaggio in treno non è esattamente un buon segno... e infatti...

Ci siamo fermati in una stazione della quale non ho capito il nome, ho seguito la massa (a volte è necessario anche se non fa parte della mia natura) e ho preso un autobus che finalmente mi ha portato a casa di Hieronymus.

Non so perchè la donna ha esclamato “Oh mio Dio”, non glielo ho chiesto, a me, sinceramente, bastava arrivare a destinazione e poter visitare la città senza annegare nel mentre.







Se amate la pittura di Bosch e avete la possibilità di fare un viaggio in olanda, vi consiglio caldamente una visita allo Hieronymus Bosch Art Center.



Non aspettatevi di trovare i dipinti originali, “Il Giardino delle Delizie” per esempio, la sua opera più famosa, si trova al Museo Nacional del Prado a Madrid. È possibile però ammirare delle copie molto realistiche. Ne vale davvero la pena:








Il museo è allestito in una ex chiesa e sì, se l'intento è quello di far pensare ai visitatori di trovarsi intrappolati all'interno del processo creativo di Hieronymus, secondo me la missione è stata portata a termine.












Se non siete interessati alla vita e alle opere di Jeroen Anthoniszoon van Aken (sempre lui, El Bosco, lo so che avete già scordato il suo vero nome, non la state facendo franca), cosa che non voglio nemmeno immaginare (anche se l'arte non vi dovesse appassionare, Hieronymus è un'icona, una rockstar, le pippe mentali davanti ai suoi quadri ve le dovete fare senza discutere), Den Bosch merita comunque una visita.













Siccome sono uscita di casa al salir del sole come da mia abitudine, terminata la passeggiata a 's-Hertogenbosch ero di ottimo umore e ho deciso di fermarmi ad Amsterdam a prendere qualche foto.

Avevo visto delle case-barca molto interessanti mentre andavo a Utrecht in treno, avevo geolocalizzato la posizione di una statua che mi interessava particolarmente (per quanto sia precisa una geolocalizzazione mentre stai in un treno in corsa ma più o meno c'eravamo) ed ero convinta che uscita dalla stazione, sulla destra, qualche centinaio di metri et voilà, avrei raggiunto il mio obiettivo (fotografare la statua della pantera sul pontile).

Ma... non è andata esattamente così.



Giro a destra, procedo, seguo google maps, arrivo al ponte, passerella danneggiata e passaggio interdetto al pubblico, le barche sono a poche decine di metri.

Non volo, non posso nuotare, non so che fare, giro a sinistra, che sarà mai, poche centinaia di metri e arriverò.

No, sono due chilometri e mezzo.

Va bene, cosa vuoi che sia, aspetta, no, ma dove vado?

Ho girato in tondo, di nuovo la passerella, ma che cazzo, potevano ripararla nel frattempo.

Ok, ormai sono qui allora facciamoci quei due chilometri e mezzo... uuuuuh ma guarda quante belle barche, si ok vado un po' fuori strada ma chi se ne frega.

Ah cavolo, ora sono tre chilometri e mezzo.

Cosa vuoi google, che c'è? Ah dici che sono troppo lontana? Ma da cosa? Ma chi te lo ha chiesto? Ma che opzione ho attivato? Ma fatti gli affari tuoi.

Ok, che ci sta giù di lì?

Aaaah, guardale là le barche che voglio fotografare.

Come? Strada senza uscita, va bene, se torno indietro sono solo a un chilometro e mezzo dall'obiettivo, ce la farò.

(Davanti alla pantera): emoticon faccina con occhi a cuore + emoticon faccina gatto con occhi a cuore.

Bene ora ho preso le foto che mi servivano, posso anche tornare indietro.

Ooooh ma c'è un bellissimo locale all'aperto! Dai mi fermo un po'.

Hey ragazzi, per caso, sapete come arrivare alla stazione?

Sì certo, predi quell'ascensore, cento metri sulla sinistra e sei arrivata.

Ho virtualmente creato nuove emoticon.


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