LOSTinSTORYTELLING

Francia, METZ: Compleanno in quarantena



Marzo 2020

Metz

Ho deciso di scrivere una volta alla settimana, non ho foto da mostrare ma non voglio lasciar morire questo diario, il virus ha infettato le vite di tutti noi, infetterà anche queste pagine, non le posso proteggere, però non ne lascerò troppe di vuote.

Gli amici mi chiedono perché non ho intenzione di fare un progetto fotografico sulla mia quarantena.

Perché, per ora, per me non ha senso, forse non lo avrà mai.

Non voglio invadere la privacy di persone che mi conoscono appena durante un'emergenza sanitaria che ci costringe a dividere gli spazi per troppo tempo. Avevo scelto questo posto per viverci il minimo indispensabile e ora... beh, lo sapete no?

Quindi questa storia, quella che sto raccontando dalla prima parola scritta su questo diario online, per un po' farà a meno delle foto.

Condividerò però qualcosa di molto importante per me: la musica che ascolto.

Io credo che le persone possano mentire in mille modi ma ci sono delle cose che possono rivelare chi siamo veramente.

Le nostre mani, la nostra casa e la musica che ascoltiamo.

Delle mie orribili mani ve ne ho già parlato, non possiedo ancora una casa ma si sa che le case non mentono, guarda come vive una persona e capirai moltissimo di ciò che forse nemmeno voleva dirti. Cosa potrei fotografare qui? Una casa che non mi rispecchia in nulla, nemmeno nel colore delle pareti?

Mi rimane solo la musica.

Condivido spesso musica ma raramente la “mia” musica quindi... eccomi qui.


Quest'anno mi ero permessa di programmare di passare il weekend del mio compleanno a Berlino, sarei andata a ballare al Berghain, ammesso di riuscire ad entrare ma che fai, lasci fuori una creatura così insolita come me? Sono come un pokemon leggendario, sarebbe come non lasciar entrare MewTwo, suvvia.

Mi piace ballare, la techno mi garba e mi piacciono i club sopra le righe e il Berghain è “il club”.


Volevo passare un compleanno diverso, non festeggio più da molto tempo.

E beh, lo sto passando un compleanno tutto sommato “diverso”.

Sono arrivata in Francia con una crepa, io non mi sento mai sola, non me lo posso permettere, ma una giornata nel passato ha portato a galla troppi ricordi, di quando le cose erano più difficili ma allo stesso tempo molto più facili. E le crepe le devi chiudere subito perché se non lo fai rischiano di diventare voragini.

Una nuova città mi avrebbe fatto solo bene, pensavo. Già, pensavo.


Ora sono vulnerabile, la mia dannata empatia mi sta massacrando.

Temo il momento in cui uno dei miei cari mi dirà di essere positivo o quando io lo dovrò dire a loro perché a me della mia vita non importa proprio nulla ma non sopporterei di far soffrire chi ad essa dà importanza.

Non posso prendere la macchina fotografica e far finta che sia tutto irreale come faccio sempre.

Devo vivere tutto sulla mia pelle e sentirlo fino in fondo, dimenticarmi di voler essere un robot.


Sono uscita a fare la spesa indossando un berretto con due ponpon pelosi ai lati, gli occhiali da sole e una delle mascherine ffp3 comprata in Spagna. Mi sono sparata il selfie di rito per mostrare agli amici che mi stavo proteggendo sul serio (conoscendomi credo immaginassero andassi a fare la spesa leccando i pali della luce in cerca di una scossa di adrenalina).

Mi sentivo un meraviglioso Mickey Mouse Post Apocalittico, finché un mio amico mi ha fatto notare che avevo messo la mascherina sotto sopra e io ho capito perché togliendola avevo la faccia che sembrava un arrosto dopo aver tolto lo spago da cucina.

Per me è un problema non poter fare la spesa tutti i giorni.

Non sono organizzata, sono abituata a comprare quello che mi serve ogni giorno, lascerò morire le verdure in frigo, lo so già e butterò gli yogurt perché non sono stata attenta alla scadenza e io non riesco proprio a mangiare il cibo scaduto.


Il primo giorno, come da copione, i supermercati erano mezzi vuoti e il mio frigo sembrava la mistery box di Masterchef perché ho comprato quello che ho trovato ma non è stato un problema, ho la fortuna di saper cucinare, sa solo Dio come sia potuto accadere.

Ho in casa una nonna italo-lussemburghese che sta imparando dei trucchi da me.

Una nonna mezza italiana che chiede a me di svelarle i miei segreti.

Riuscite a comprendere l'immensità della cosa?


Non ho trovato il sapone sugli scaffali a parte un sapone liquido alla rosa che ha l’odore della mia infanzia e dei maleodoranti effluvi che permeavano i pomeriggi nei quali giocavo a fare la profumiera in un mondo sconnesso in cui Google non ti diceva come fare un profumo e io rubavo le rose di mia madre e ne spremevo i petali nell’acqua.

Poi quella brodaglia marciva e potete immaginare il seguito.

E così mi lavo le mani con la mia fanciullezza, con i pensieri seduti accanto al pozzo dietro casa e la voglia di accarezzare Nerino, uno dei gatti che non ci sono più.


Qui, intanto, il cane extralarge continua, non ricambiato, ad amarmi alla follia e cerca di mangiare tutto ciò che preparo.

Oggi ha pasteggiato con il fondo di verdure della lingua che ho brasato.

(sì, il giorno del mio compleanno ho brasato una lingua di vitello, che c'è di strano?)

Provate voi a dialogare con un cane non educato grande quanto un vitello, di certo non avrete mai e poi mai l'ultima parola, anche perché capisce solo se gli si parla in francese e indovinate? Esatto io il francese lo capisco un po' ma parlarlo... proverò ad impararlo, anche solo per liberarmi del cane.


Non volevo festeggiare e non ho festeggiato.

Non è una novità, non festeggio quasi mai: una volta, per esempio, ero dalla mia famiglia e avevo detto che non volevo festeggiare e mi hanno preso in parola andando a cena da un'amica. Senza di me.

Un'altra volta ho detto la stessa cosa e mio fratello è uscito con i colleghi di lavoro... ovviamente non hanno capito che quando dico che non voglio festeggiare mi aspetto come minimo una festa a sorpresa con 70 persone, catering e musica dal vivo...

Oggi mi sono ricordata di compiere gli anni perché mi sono arrivati gli auguri degli amici e della compagnia di assicurazioni di viaggio (che cazzo mi mandate a fare il codice sconto da usare entro un mese? Entro un mese il viaggio più lungo lo farò dal bagno alla farmacia, forse, e sono in Francia quindi la protezione sanitaria extra non mi serve. Spero.).


Ieri giravano su internet delle foto con una candela da mettere negli stati di whatsapp in onore delle vittime di Covid-19.

Molti miei contatti lo hanno fatto cosicché per un attimo mi è sembrato di essere in chiesa.

Che cosa strana, ho pensato.

Poi è diventato virale il messaggio in cui si chiedeva di toglierle subito perché era un'imbroglio dei satanisti che avevano preparato un rito in onore del giorno della Bestia, che sarebbe stato oggi, ma le candele andavano diffuse il giorno prima.

Ora, non sono una santa ma da qui a definirmi il demonio state esagerando eh!

Anche se a pensarci bene, da piccola la sorella di mio nonno mi chiamava "Diavolo" e tutti i torti proprio proprio non aveva...


Ho pensato molto ad un tipo, oggi. No, non un tale per cui mi sono presa una cotta, qualcuno di molto più importante.

C'è un tizio in Olanda che è diventato il mio spirito guida, tal Emile Ratelband.

Dimostra più di 20 anni meno della sue età reale e, siccome se svela su Tinder la sua vera età nessuna donna si interessa a lui, ha fatto causa allo stato perchè ritiene che se la sua età biologia è di 25 anni inferiore a quella reale non vi sia nulla di male nel cambiare la data nel suo certificato di nascita.

Emile, sono una tua sostenitrice, ti predo di combattere in ogni modo per il sacrosanto diritto di togliersi minimo quei 10-12 anni di età perchè guarda, oggi per me è stato un trauma sentire mio nipote pronunciare la mia vera età perchè mia cognata gli ha spiegato che no, la zia non ha 28 anni.

L'ultima volta che ho chiesto quanti anni dimostravo la risposta è stata 28, io me ne sento addosso 28, dovrebbe essere automatico no? Vai sul sito web del comune di residenza e ti cambi la data di nascita, punto, siamo nel ventunesimo secolo e non riusciamo a capire una cosa così semplice?


Ah già questo mondo sembra non riuscire a capire le cose semplici, come questo virus.

Che semplice non è, il virus, semplice è il fatto che non ci vuole molto a capire che se la Cina chiude una città di tali dimensioni come quella di Wuhan il problema è immenso e non una semplice influenza e basta magari leggere qualcosa di diverso dalle barzellette che si trovano sul web, qualche autore cinese magari, per capire come funzionano le cose da quella parte del globo.

Non mi capacito di come questa minaccia sia stata sottovalutata quando nemmeno io che solitamente non sono la persona più prudente del mondo non la stavo sottovalutando riducendo gli spostamenti e adottando cautele che in tempi normali non avrei nemmeno preso in considerazione.

Ma queste considerazioni io le lascio a coloro che quando hanno deciso di fare i giornalisti si sono dimenticati quanto è importante il loro mestiere per ricevere, in cambio, notorietà, like e visualizzazioni e andare contro alla fazione politica opposta a quella di appartenenza.

C’è stato un momento in cui avrei voluto fare la giornalista ma vedete, io ho delle opinioni ben precise anche se non le esplico e credo fermamente nell’imparzialità e così mi è stato insegnato pure a scuola di fotogiornalismo.

Idee ben precise e imparzialità spesso non vanno a braccetto e piuttosto di non poter essere imparziale ho lasciato perdere.

Vorrei molti giornalisti avessero avuto la coscienza di fare lo stesso, lo vorrei davvero tanto perchè molte persone non hanno né il tempo né gli strumenti per approfondire un qualsivoglia argomento, molti si fermano ad un titolo e traggono una conclusione e di titoli che fanno trarre conclusioni errate ormai se ne leggono davvero troppi.


Sto qui a scrivere invece di essere andata a divertirmi.

Vabbè, nessuno si sta divertendo in questo momento storico, mi sa.

Il mio desiderio di andare a ballare a Berlino vestita bdsm (c’è un dress code molto severo all’ingresso del Berghain? Alcuni dicono di sì, altri dicono di no ma meglio non rischiare e io risulto molto credibile come dominatrice ma proprio per nulla come clubber, vestita techno faccio ridere) non si è realizzato ma non rinuncio a fare serata.

Ora mi calo un orsetto di gomma azzurro (stesso colore della metanfetamina di Heisenberg) ricco di biotina che fa tanto bene ai capelli, mi prendo la lattina di Coca-Cola dal frigo, metto il pigiama e salto sul letto a ballare inneggiando a Moroder che con questo brano urla al mondo che i 74 sono i nuovi 24.

Giorgio se tu a 74 anni hai creato un brano come questo io ci voglio arrivare come te alla tua età!

Per ora mi accontento di dimostrarne 28 anni.

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