LOSTinSTORYTELLING

Francia, METZ: Non ancora



Aprile 2020

Metz

Oggi ho deciso di condividere canzoni d'amore.

A me non piacciono le classiche canzoni d'amore, che ci posso fare? Proprio le detesto ma, spulciando nelle mie playlist, qualcosa ho trovato...


Le dedico a quel giorno di Natale 2019 in cui ero così felice di aver ricevuto in regalo le guide Lonely Planet di Perù e Bolivia, impacchettate e messe sotto l'albero con ancora attaccato il bigliettino del libraio che esplicava al collega che dentro al pacchetto si trovavano le guide turistiche delle due nazioni sudamericane che intendevo visitare ad agosto/settembre.

Le avevo chieste nella letterina a Babbo Natale ma, insomma, avrei voluto almeno fare finta di essere sorpresa.

Avevo mille progetti per il 2020 ma il 2020 ha avuto altri progetti, per tutti noi.


Quindi, riepiloghiamo un po'...

Abbiamo rischiato la Terza Guerra Mondiale, l'Australia ha preso fuoco, il Covid-19 ha deciso che la Cina gli stava troppo stretta, i boschi intorno a Chernobyl sono stati distrutti da un incendio con conseguente aumento della radioattività nella zona (lo sapevo che dovevo andarci a gennaio, lo sapevo!!!!), il Krakatoa (uno dei vulcani più pericolosi del mondo) ha deciso di eruttare, l'asteroide 1998 OR2 sta per passare nel punto più vicino alla terra e tutto il mondo si sta chiedendo che fine ha fatto Kim Jong Un.

E probabilmente mi sono sfuggite un sacco di cose poco simpatiche.


Alieni, io ve lo dico, se avevate in programma di fare un giro da queste parti aspettate un attimo.

Voci dicono che non si potrà viaggiare liberamente fino a marzo 2021 (non ci voglio nemmeno pensare altrimenti è la volta buona che provo lo Xanax), se atterrate tipo in Italia poi è un casino muoversi, e poi se prendete il Covid-19 morite tutti, dai lo ha ipotizzato anche H.G. Wells ne "La guerra dei mondi" (dove crepate a causa dei batteri terrestri), se avete fatto un po' di ricerca lo sapete pure voi.


Quando stamattina sono uscita in giardino per fare una foto, passando dalla lavanderia per non disturbare perché era troppo presto, non pensavo che mi sarei trovata davanti la foto che, nel mio caso, rappresenta al meglio ciò che ho provato durante questi giorni in cui ho dovuto mettere in pausa la quotidianità e cercare di crearne un'altra.

Una giornata piovosa, un dondolo su cui non ci si può sedere e un paio di tavoli con le sedie chiuse, a proteggerlo, a dirti che no, al momento, quel tavolo non può ancora essere usato, non ci sarannno risate, cibo e bevande, amici che vivono la primavera.

Non trovo sia una foto particolarmente bella, non ci sono quei contrasti che io amo tanto.

Mi ha semplicemente parlato, mi ha detto di aspettare ancora un po', di ricordarmi che ho messo in pausa la vita ma che sono una di quelle persone che ha avuto la fortuna di poter impiegare il tempo per portare avanti altri progetti che se ne stavano chiusi in un cassetto.

Ah già, nel mentre ho anche trovato la voglia di svuotare la memoria di gmail.


Gli amici li ho sentiti più o meno tutti, c'è chi l'ha presa peggio di altri, c'è chi mi ha chiesto “dove sei?” prima di chiedermi “come stai?” e ha anche un senso perchè vivere il tempo del coronavirus qui è un po' diverso che viverlo a Milano.

Abbiamo passato ore a darci forza a vicenda a dirci che poi, con il tempo, riprenderemo tutto da dove lo abbiamo lasciato.

C'è chi ha combattuto con i mostri della depressione e della solitudine e chi ha avuto la fortuna di avere la famiglia vicino e qualcuno a cui è cambiato ben poco, come mio fratello, che ha continuato a lavorare nonostante tutto.


Io continuo a scrivere e ho ripreso a leggere, con cautela, cose poco impegnative che non necessitano di concentrazione, per gli altri libri dovrò aspettare, quando potrò uscire e non vedrò l'ora di tornare a casa, stanca, per una doccia e per stendermi sul letto qualche ora, la macchina fotografica soddisfatta.


Mi mancano le foto.

Sono una persona che non riesce più a stare senza le foto per troppo tempo.

Guardo la casa in cui vivo e penso che di materiale interessante ce ne sta parecchio ma poi penso che il ritratto che ne uscirebbe non sarebbe piacevole.

Una casa va vissuta, per capirla, e le foto mostrano cose che, chi ci vive, non nota. Cose che, chi guarda, giudicherebbe.

Non mi va al momento, davvero, tutto sommato, cane a parte, qui mi trovo bene e dalle immagini questo non trasparirebbe.


Ho degli amici stupendi, però, che hanno pensato di rendermi partecipe di ciò che sta accadendo.

M. ha chiesto alla madre, infermiera a Milano, di prendere delle foto all'ospedale, di chiedere a dei colleghi di mostrarmi ciò che accade in terapia intensiva.

Mi ha mandato delle foto che ho tagliato e postprodotto in modo da renderle il più significanti possibile.

Non mi piace lavorare con le foto degli altri, spesso mi arrabbio e vorrei dire loro “mostrami che c'è lì accanto, voglio saperlo” o “perchè questo momento, perchè questa inquadratura quando se tu avessi mostrato il soggetto in un altro modo avrebbe avuto più senso?” ma in questo caso sono grata, sono molto grata a coloro che mi hanno permesso di non sentirmi così inutile, almeno per un momento.

Non posso pubblicare le foto, fanno parte di un progetto che M. sta realizzando per, in un futuro, mostrare al figlio (ancora troppo piccolo per comprendere ciò che sta accadendo) la quarantena del 2020.


Le foto di un mondo senza persone continuano ad imperversare sul web.

Io le città senza vita non le voglio vedere.

Sì, a volte evito le persone nelle mie foto, specialmente in Europa.

C'è un motivo.

Non vedo altro che persone prive di vita, troppo spesso.

Molti impegnati con il cellulare, turisti che si sparano selfie, persone che non interagiscono tra loro.

Ho fatto street photography per molto tempo, all'inizio, e ho visto le persone isolarsi sempre di più, smettere di far parte del mondo che le circonda e smettere di dire qualcosa alla fotocamera.

Questo è il motivo perchè spesso preferisco soffermarmi sulla crepa di un muro piuttosto che su un volto che di crepe non ne ha.

Vorrei però vedere Venezia, la mia adorata Venezia, con l'acqua limpida. Limpida, non pulita, quello no, mi hanno spiegato che lo schifo si è semplicemente sedimentato sul fondo dei canali.

Per un po' Venezia sarà come avrebbe sempre dovuto essere, poi la merda che sta sedimentando sul fondo tornerà al suo posto come quella che sta sedimentando sul fondo nostre vite, basterà tornare indietro di quelche passo.


Continuo a guardare documentari o serie tv documentaristiche o reality, non so che roba siano.

Ho cominciato con l'ultima stagione di "Web Of Lies", sono passata a “Belle da Morire”, “Omicidi da Incubo”, “Paranormal Lockdown”, “Case Maledette”, “Oscure Presenze in Alaska”, “Gipsy Sisters” (perchè un po' di trash, dove delle tizie fanno a gara per capire se ci si abbronza di più con l'olio d'oliva o l'olio motore, ogni tanto ci vuole), “Dentro la Setta” e ora, mentre scrivo, “Ho vissuto con un Killer”.

Questo perchè “Alta Infedeltà” e “Desperate Housewives Napoli” me li sono già visti in passato, non riesco ad avere Netflix in italiano (ho provato quello olandese al tempo e no, non va bene) e SkyGo ogni tanto funziona e ogni tanto no.

Nonostante la visione di programmi a dir poco inquietanti ormai dormo da favola e per ora il fantasma non è più venuto a stressarmi negli incubi.

Probabimente stasera tornerà solo perchè ora ho scritto questo.


Non ho migliorato la mia tecnica di rifacimento letto, è inutile, di questo passo non imparerò mai e non potrò mai mettere il lenzuolo tra me ed il copripiumone, motivo per cui lo cambio ogni settimana.

Andasse bene con il livello base, potrei tentare l'inserimento del lenzuolo ma preferisco dannarmi a inserire il piumone nel copripiumone, dopo anni ho capito come si fa, più o meno, lo inserisco da schifo ma almeno non inserisco me stessa insieme al piumone.

Fortunatamente la temperatura non è salita abbastanza da fare troppo caldo.

Io avevo preventivato di fare un salto a casa in Italia per prendere i vestiti per la primavera estate ma temo dovrò fare shopping (che tragedia... scherzo, io adoro fare shopping) sempre che davvero decidano di riaprire i negozi.

Qui, da quello che ho capito riapriranno l'11 maggio, forse, spero anche i parrucchieri.

Mi dico che non sarebbe la prima volta che lascio "riposare i capelli" ma la volta scorsa ne avevo più del mio colore naturale che bianchi, non come ora.

Che poi io dico, devo avere i capelli bianchi prematuramente? Ok ma vengano tutti in un colpo che mi evito la decolorazione. No. Sia mai!

Ormai lo hanno scoperto tutti che non sono rosa naturale!


L'altro ieri ho finito gli orsetti gommosi alla biotina.

Li consiglio a tutti, sono i Sugabear Hair.

Ne era rimasto solo uno, ne vanno presi due al giorno, per un attimo mi sono chiesta se nella confezione ce ne fosse uno in meno o in più, che domande idiote che si fa una quando non ha altro a cui pensare... è ovvio che un giorno ne ho preso uno in meno.

Li ho ordinati online, è l'unica cosa che ho ordinato sul web perchè è l'unico modo per averli e i miei capelli hanno bisogno di un supporto di biotina costante, purtroppo.

A volte passo per fissata ma beh nella mia famiglia le persone hanno perso i capelli per i più disparati motivi, non solo gli uomini, e io temo per i miei. Della parrucca ne farei volentieri a meno e odio le extension.


Qualche sera fa abbiamo fatto un altro barbecue, il terzo, senza la nonnina Italo - lussemburghese che era solita mettere la carne a grigliare e poi fare altre cose nel frattempo con il risultato di bruciare gli spiedini che preparavo con tanta cura.

Ma, come si dice, finchè vedi ancora una piccola parte non bruciata vuol dire che è commestibile.

La coinquilina mi ha detto che ha una brutta congiuntivite e mi sono chiesta se sia colpa del coronavirus o della primavera che, nonostante tutto, non ha intenzione di aspettare la fine della quarantena per palesarsi.

Ho pensato di chiederle se temesse il contagio ma poi ho ricordato che mi aveva detto di soffrire di allergia al polline ed essere soggetta a congiuntiviti.

Tanto se non stai davvero male, il tampone non te lo fanno, quindi se devi uscire, esci con la mascherina e i guanti e tenti di proteggere e proteggerti.

Che altro devi fare?


Sto pensando di comprarmi delle mascherine di stoffa dove possono essere inseriti dei filtri, non perché mi freghi qualcosa di avere la mascherina caruccia, semplicemente per comodità, per poterle lavare e riutilizzare senza troppi problemi.

Prometto che saranno sobrie... forse.


E poi ci sono cascata di nuovo.

Giuro, non volevo, ma avevo il lievito da finire...

Vi prego fermatemi, mia madre è felice di poter condividere le foto delle mie focacce con le amiche del gruppo di ricamo, i miei amici mi incoraggiano a continuare e una mia amica che le schifa profondamente mi ha soprannominata “Arcimbolda” e ne vuole una con la sua faccia e io sto già pensando di farne una con le rose di prosciutto... sto perdendo la mia credibilità.



Ps: ho comprato la bilancia da cucina ma ho scordato di procurarmi lo zucchero quindi eccomi di nuovo a schiacciare le pasticche di edulcorante con il dorso di un cucchiaio. E poi ho aperto per errore un cassetto che mi era sfuggito e... ecco zucchero raffinato, zucchero di canna e zucchero a velo.



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