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Francia, METZ: Questo silenzio mi sta assordando



Marzo 2020

Metz

Alla seconda settimana di reclusione sto cominciando ad avere qualche problemino che non avevo previsto.


Sono in deficit di adrenalina e non potendo compensare con le endorfine, perché io esercizio fisico in casa riesco a farne ben poco, sto impazzendo.

Il giusto, nulla di grave, se non fosse che al deficit di adrenalina ho aggiunto la crisi di astinenza da Coca-Cola perché ho deciso di approfittare del fatto di non poter uscire di casa per limitare l’ingestione di quella meravigliosa bevanda per gli dei ad una lattina a settimana.

E se non pensavate che la Coca-Cola potesse dare assuefazione io dico che vi sbagliavate, non avete idea di quanto vi sbagliavate.


E fino a qui potrei anche sopravvivere senza dare di matto ma non sopporto il silenzio.

Il silenzio per me è troppo, le auto non passano, quello scemo del cane nemmeno abbaia perché nessuno prende il bus davanti a casa e abbaiare a noi non ha senso, mi trovo a dover ascoltare qualcosa tutto il giorno, mentre scrivo, perché passo ore e ore a scrivere, lo devo fare perché non sopporto quella specie di acufene che mi tormenta da troppo tempo.

Non è un acufene vero e proprio secondo il medico, è il risultato di una brutta influenza: ho sentito un crepitio nelle orecchie e dal giorno dopo ho un fischio che mi accompagna.

Sopportabile, di solito, i rumori della vita me lo fanno scordare e ci devo convivere solo alla sera, quelle sere in cui preferisco leggere un libro invece di guardare un film o una serie televisiva. Che poi, se il libro è particolarmente bello, mi dimentico di tutto, anche del fischio.

La vita si è messa in pausa e allora dico: poteva sparire anche il fischio, solo per un po’? No, giammai.


Dicevo, passo le giornate a scrivere, io che scrivere lo detesto ma mi viene anche troppo facile, nel mio modo sgrammaticato e contorto, certo, in altro modo non so scrivere.

È per me una cosa così naturale che vorrei mi piacesse davvero.

Però non riesco a scrivere senza ascoltare qualcosa.

Per un po’, tempo fa, ho provato a scrivere ascoltando degli audiolibri.

Era un esperimento e ha funzionato, mi serve per concentrarmi su una specie di rumore di fondo ma preferisco capire cosa sto ascoltando.

Quindi che ho fatto? Mi sono messa a guardare ogni tipo di serie su fantasmi e case infestate. Io che scrivo al computer e l'Iphone accanto a me a raccontarmi e mostrarmi storie che non dovrei assolutamente vedere e ascoltare.

Mi sto chiedendo perché lo sto facendo, visto che so di essere impressionabile.

Ovviamente ora, da qualche notte, sto sognando un fantasma invisibile che mi abbraccia e mi sussurra all’orecchio che mi ucciderà.

L’ho cacciato un paio di volte, tendo a contrastare gli incubi quando sono conscia di star sognando.

La terza volta ho sbottato e l’ho mandato a fare in culo, perché va bene tutto ma le minacce notturne da parte di un fantasma negli incubi non le posso tollerare. Ho un limite!!!!


La coinquilina che vive nella stanza di fronte alla mia sta starnutendo, di nuovo.

No, non mi sto preoccupando, non sono paranoica.

Due giorni fa ho preparato un risotto ai funghi. Quando l’ho assaggiato non aveva gusto, nulla, non sapeva di niente. Un brivido mi è sceso lungo la schiena. Uno dei sintomi del Covid-19 è la perdita del gusto. Ecco lo sapevo, ho pensato, lo sapevoooo.

E invece erano i funghi surgelati a non avere sapore.

Quindi forse sì, forse un po’ paranoica lo sono.

Ma non troppo, il giusto.

Le foto ai pazienti che stanno morendo in terapia intensiva le vedo anche io e che ne so se ho qualche patologia che potrebbe portarmi alla morte? Molti non lo sapevano, di stare male.

Di qui non mi posso muovere quindi tanto vale restare viva, mi dico.


Al paesino al supermercato la gente fa un po’ come gli pare.

Dalle 8 alle 9 entrano solo gli anziani, dalle 9 in poi ti chiedono solo di pulire il carrello con il disinfettante disponibile all’ingresso, per il resto manco i guanti per prendere frutta e verdura mettono a disposizione.

In farmacia va un po’ meglio, entrano solo due persone alla volta e la farmacia è molto grande.

La panettiera a 30 metri da casa invece ha smesso di maneggiare pane e soldi con lo stesso guanto solo dopo la nostra terza telefonata di protesta.

Certe norme igieniche dovrebbero essere rispettate sempre ma, ripeto, qui nessuno ci dà importanza.

Hanno smesso di portare via parte dei rifiuti. La carta, mi sembra, la cosa non è di mia competenza quindi mi limito a fare quel minimo di differenziata che è possibile fare.


Per fortuna il lievito di birra negli scaffali non ci sta più, come le farine di ogni tipo. Non sono assolutamente tentata, non mi metterò a panificare (hahahahaha ciao sono la te del futur... Ah no cazzo, no, me del futuro! Quando servivi non ti sei palesata, ora che vuoi? Io non panificherò!)

Questa cosa di fare la spesa una volta alla settimana mi sta scombussolando, di brutto, sto imparando a fare le liste, a cercare di capire cosa preparerò e quando, alla fine ho un casino di salviette umidificate, una scorta infinita di rotelle di liquirizia e ho dimenticato gli assorbenti quindi sarò costretta ad uscire prima del previsto.

E spero di aver compilato correttamente l'autocertificazione perché in francese so autocertificare solo "Voulez-vous coucher avec moi?" ma non sono certa sia motivazione valida e necessaria per lasciare la dimora.


E sopporterei tutto, lo ripeto, se potessi ancora leggere. Non riesco a leggere e non riesco nemmeno a guardare una serie tv.

Mi hanno dato una spiegazione, pare che il non riuscire a leggere sia cosa comune in questo momento tra la persone abituate a perdersi tra le parole.

Viviamo una situazione anomala e la nostra mente non vuole accomunare questo momento a qualcosa di normale e piacevole.

Lo so mente, hai ragione, ma almeno dammi la capacità di riuscire a guardare un film in pace.

Ah mi suggerisci "Il Buco"?

Questo me lo lasci guardare perché in questo momento rappresenta una perfetta e comprensibile metafora del presente?

Si, ok, ma io vorrei distrarmi... no, non posso, va bene.

Ok allora lo guardo, grazie, se poi ti venisse voglia di lasciarmi finire i libri di Donato Carrisi che stanno aspettando il loro turno nella mia libreria virtuale... ecco te ne sarei grata.

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