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Francia, MONT SAINT-MICHEL: Tanti auguri a me (e smettetela con lo Zodiac Shaming!!!)



Marzo 2019

MONT SAINT-MICHEL

Desideravo da molto tempo visitare Mont Saint-Michel. Ad un certo punto della mia "Instagram life" ho cominciato a trovarmi in bacheca una miriade di foto di questa cattedrale su un’isola che a volte isola non è. Pareva ci fosse andato chiunque tranne me e che molti avessero un drone per fare delle magnifiche foto a questo luogo magico dall’alto. Se non si è capito vorrei avere un drone ma mi sono giurata che non lo comprerò, avrebbe vita troppo breve con me.

Ho approfittato di questo soggiorno in Francia per togliermi finalmente una curiosità: belle le foto di Mont Saint-Michel da lontano ma dentro alle mura che ci sta? Poi ve lo mostro. Diciamo che non sono rimasta delusa.

Il bus partiva alle 7.00 di mattina dalla stazione di Bercy a Parigi.

Mi alzo alle 5.50, alle 6.10 sono sotto casa in attesa di un Uber e più o meno alle 6.25 stavo in stazione, meno in anticipo del solito, pronta per il viaggio, occhi fissi al tabellone per capire dove sarebbe arrivato il bus.

Dalle 7.30 alle 7.45 niente panico. Poi accanto alla tratta successiva, quella delle 7.05, appare il numero del gate, poi ne appaiono altri, comincia l’ansia.

Se Flixbus è in ritardo mi avverte. Una volta le partenze sono state spostate in un’altra stazione ed ero stata avvisata ore prima con un sms... e se non avessi ricevuto il messaggio per errore? Arriva una donna con un valigione al seguito e scoppia il panico.

Credo di aver fatto schiudere un uovo da 2 km con Pokémon Go sincroavventura perché la mia solita ansia mi ha fatto seguire quella malcapitata più ansiosa di me in una corsa ad ostacoli (intendo altri bus che manovravano, persone, borse, valigie) alla ricerca del bus che secondo lei era già arrivato e non annunciato per un errore tecnico, corsa che si è conclusa quando finalmente è stato annunciato che la vettura era in ritardo.

Risolto il problema di trovare l’autobus il viaggio è stato più o meno tranquillo.

Cominci a vedere il magico luogo in lontananza e poi, quando ti decidi a fare un video non lo vedi più.

Non c’è una stazione degli autobus, si scende in un parcheggio, consiglio di taggare la posizione sulle mappe per ritrovarla al ritorno.

C’è una navetta gratuita che ti porta sulla passerella che connette la terraferma all’isola.

L’isola in realtà, come ho già scritto, non è sempre un’isola. La marea ha un dislivello di 15 metri e in giornate come questa quando la luna è bella arzilla a volte sommerge la passerella. Ve lo dico subito. L’alta marea è arrivata dopo il tramonto con il buio oppure al mattino presto prima dell’alba e poi c’era la nebbia quindi mi sono goduta la vista della bassa marea, la preferisco a dire il vero, si vengono a creare delle linee bellissime da fotografare.

Molte persone hanno abbandonato le scarpe da qualche parte (oppure ne hanno indossate di adatte) e si sono messe a correre, giocare, ballare nel fango nella spiaggia di fronte al monte.

Io avrei voluto, tanto, ma il mio equilibrio è precario e già immaginavo la macchina fotografica immersa nel fango. E io pure. Bisogna fare attenzione perché la marea sopraggiunge da un momento all’altro e passeggiare in certi orari può essere pericoloso. E mi immagino altri scenari in cui la marea, sopraggiungendo come un cavallo al galoppo, mi raggiunge e poi... poi basta perché non ci voglio pensare. L'acqua sale fin troppo velocemente da queste parti.









Eccovi Mont Saint-Michel come volevo vederlo. Non ho visitato l’Abbazia il sabato pomeriggio, mi sono tenuta qualcosa da fare per oggi. Volevo festeggiare il mio compleanno pranzando tra le mura.



















Alloggiare dentro alle mura non è per nulla economico, tutt'altro, avevo quindi optato per un alloggio a circa 6 km dall’Abbazia e mi pareva la scelta migliore.

Trovato un autobus che secondo l’ufficio turistico mi avrebbe portata vicino al mio alloggio ci sono salita e sono scesa alla fermata più vicina, ovvero a 4 chilometri da dove avrei dovuto andare. Per fortuna l’autista ha avuto pietà di me e mi ha riportata indietro e fatta scendere davanti all’alloggio.
Scrivo “alloggio” e non albergo perché ho imparato che qui esistono i “gite” che sono appunto alloggi (con una serie di limitazioni).

Di primo acchito ho seguito le mappe che mi hanno portato ad un maneggio per cavalli ma non vi erano strutture adatte, solo un maneggio, quindi mi sono addentrata nella campagna per circa mezzo chilometro e ho trovato degli alloggi ma nessuno a ricevermi. Ho chiamato e mi hanno comunicato che mi aspettavano al maneggio (ecco l’ho fatta semplice, ci abbiamo messo un po’ per incontrarci, io e la padrona di casa, diciamo così).

Il mio alloggio era situato sopra agli uffici del maneggio. Uffici bar e stalle per la precisione, un monolocale molto carino con una cucina perfetta per la situazione perché non ci sono ristoranti in zona. Mi è stata offerta una bicicletta per percorrere gli 8 chilometri andata e ritorno dal supermercato più vicino. Chilometri che ho percorso di buona lena lungo una stupenda pista ciclabile accanto ad un fiume che percorsa dalla parte opposta porta al monte.
Io ve lo dico. Anche se avete, come me, passato anni e anni a muovervi solo su due ruote senza motore, se siete fuori allenamento da parecchio (manco mi ricordo se ho una bicicletta da qualche parte) evitate di fare 8 chilometri così, a freddo (spoiler: crampi terribili alle gambe).

E poi è successo.

Cosa?

Quello che ho sempre temuto. E non mi ha fatto né caldo né freddo e la cosa mi ha lasciata piuttosto perplessa.

Io soffro di ecofobia. Probabilmente non sapete di cosa si tratta. Nel mio caso specifico ho il terrore di stare in casa da sola di notte. Non paura o disagio, terrore. Preferirei dormire fuori casa su una panchina, davvero.

Non accade quasi mai perché di solito vivo con altre persone e comunque, nei periodi in cui vivo da sola vivo in appartamenti e con il tempo mi sono abituata. Ci si abitua a tutto. Almeno non dormo più in giardino come mi accadeva un tempo quando mi svegliavo a casa e scoprivo di essere da sola perché i miei genitori erano partiti per andare da qualche parte in piena notte (e ovviamente mi avevano avvisata in modo che l'ansia mi facesse dormire poco e male).

Non è la prima volta che mi trovo da sola in un posto dove ho prenotato per la notte. Ricordo una volta in Repubblica Ceca, avevo prenotato un albergo bellissimo, isolato su una collina con un santuario nelle vicinanze. Mi chiesero quando volevo fare colazione perché ero l’unica ospite e fu subito Overlook Hotel e controllai il numero della stanza che se fosse stato 1408 o 237 col cazzo che ci dormivo e per fortuna non c’era una vasca.

Poi credo di aver dormito in un seminterrato a Tallin in un palazzo dove boh, io mi dico sempre che ci stava qualcun altro nel palazzo ma non ci giurerei.

In questo caso credo che a convincermi di non uscire e andare a dormire nella stalla con i cavalli sia stata questa conversazione che ho fatto con il cervello:

Cervello: hey ti sei accorta che questo è il tuo Nightmare Scenario? Sei sola, qui non c’è nessuno e le prime case stanno a circa mezzo chilometro e potrebbe non esserci nessuno in quelle case. Se così fosse saresti sola nel raggio di chilometri. Scappa, esci, abbi paura!
Io: naaa, i tizi stanno dormendo di sotto in una stanza. Figurati se mi lasciano sola.
C.: ascolta. Sotto ci sono un bar ed un ufficio ed il soffitto è molto alto. Dall’altra parte c’è la stalla. Hai salito le uniche scale che ci sono e hai visto un’unica porta. Lo sai bene che non c’è nessuno qui e potrebbe succedere qualcosa e saresti sola. Esci.
Io: ti ho detto che stanno dormendo al piano di sotto!!!! Lo so!!!! Ma dove sta il pigiama?
C: dormi nuda se non lo trovi, ma ti ricordi di quell’episodio di Ghost Adventures in cui quel demone, come si chiamava, mi pare Z...
Io: oooh guarda, è uscito il film The Dirt sui Motley Crue su Netflix!!!!
C: ma wowow noi adoriamo Tommy Lee!!!
Io: ce lo guardiamo, che dici?
C: muoviti!



E poi ci sono stati dei terribili crampi alle gambe e mi sono addormentata dolorante ma almeno ho dormito senza farmi prendere da attacchi di panico lasciando stare quei poveri cavalli.

La mattina ho realizzato che il cervello aveva ragione. Ero sola e pure chiusa dentro. E non mi è piaciuto. E nemmeno mi è piaciuto non aver avuto un minimo di paura in questa situazione.

La mia vita è incasinata e movimentata e io pure quindi mi aggrappo a ciò che non cambia. Quella paura mi rendeva più solida perché le radici affondavano in un passato dove tutto era certo. Mi pare di aver perso per strada un altro pezzo di me... oppure sono stata brava ad ingannarmi. Voglio credere alla opzione numero due.

La mattinata del mio compleanno è cominciata con una passeggiata di 6 km verso il monte.







Ho pranzato con cozze e patate fritte in un ristorante che non mi ha soddisfatta più di tanto (cucino molto meglio io e non è un modo di dire) e sono salita per la visita all’Abbazia. Le vertigini avrebbero voluto attaccarmi ma le ho zittite (cioè, più o meno...).

All’ingresso sono stata perquisita e non so se il rossore che ha colorato la faccia della guardia quando ha aperto lo zaino che mi portavo dietro con il cambio dei vestiti è stato per aver trovato la mia biancheria del giorno prima in una bustina trasparente o per altri motivi ma credo sia per la biancheria... devo smetterla con le buste trasparenti.

Forse avrei fatto meglio a visitare l’Abbazia il giorno prima e comunque capisco che mi dobbiate perquisire ma poi non lamentatevi di quello che trovate nello zaino d una donna!!!!

Terminata la visita sono scesa e mi sono seduta su degli scogli dove per una volta la guardia di turno ha sgridato qualcun altro perché si stava avventurando in zone proibite. Non ero io... strano... sto invecchiando.





















Con il mio consueto anticipo mi sono avviata verso il parcheggio dove avrei preso il bus per il ritorno convinta di trovare dei distributori automatici per comprare del cibo nel vicino stabile dove si trova un ufficio di informazioni turistiche. No. Sono stata costretta a tornare al paese più vicino e ho scoperto che a volte i supermercati degli aeroporti stanno anche fuori dagli aeroporti. È stata una strana sensazione. Cioè i supermercati negli aeroporti li detesto. Sono costosissimi e hanno dei prodotti che non voglio comprare... non me ne faccio nulla del pacchetto di liquirizie formato jumbo.

E poi, ciliegina nella torta, non riuscivo a trovare il parcheggio.

Mi sono avvicinata ad un gruppo di ragazzi. Qualcuno mi ha detto di andare in una direzione ma non era quella corretta, il gps non prendeva perché la connessione era troppo debole e non caricava il luogo da me contrassegnato nella mappa, io stavo gironzolando come una trottola finché qualcuno mi ha spiegato che ero davvero fuori strada (e mancava davvero poco all’ora X).

E poi li ho visti. Un gruppo di turisti da flixbus. Ormai li riconosco. È bastato seguirli e ho fatto giusto in tempo per salire, accomodarmi ed assistere alla peggiore delle liti da bus alla quale abbia mai assistito. È anche la prima a cui abbia assistito, a dire il vero, ma comunque... immaginatevi di lasciare i vostri effetti personali nel sedile e tornare dopo essere scesi per una sigaretta e non trovarli più perché a qualcuno piaceva il vostro posto e ha deciso di occuparlo spostando la vostra roba non si sa dove... io avrei reagito molto peggio, credo, ma io non lascio mai niente incustodito.



Ora che vi ho raccontato di me e Mont Saint-Michel vorrei parlare di un tema che mi sta a cuore, visto che oggi è il mio compleanno. Se non vi interessa vi saluto qui, se lo Zodiac Shaming fa incazzare voi quanto la sottoscritta, continuate a leggere.

Io sono Ariete ascendente Cancro e non me ne frega un cazzo.

Non giustifico i miei comportamenti perché gli Arieti sono fatti così, non penso che ci sia qualcosa di buono in me perché ho l’ascendente in Cancro o la Luna non so dove che si interseca con qualcosa in qualche casa o Venere si sentiva particolarmente bene quando ho emesso il mio primo vagito.

Non leggo gli oroscopi anche se in passato qualche volta l’ho fatto come pure ho curiosato riguardo le caratteristiche zodiacali mie e altrui. L’ho sempre preso come un gioco.

Non giudico chi crede nell’astrologia, io credo nella psicomagia, per dire.

Semplicemente a me non frega niente di quando siete nati e cosa dice il vostro quadro astrale perché secondo il mio io dovrei essere una brutta persona o almeno così ho capito e magari lo sono davvero ma se lo sono è per via di ciò che ho vissuto non per la posizione dei pianeti al momento della mia nascita, che se fosse per quello, visto che da quando sono stati studiati i segni zodiacali la volta celeste si è spostata, io, nata nei primi giorno del segno dell’Ariete, in realtà sarei Pesci e allora come la mettiamo, perché io dei Pesci avrei solo una certa attitudine artistica, per il resto sono tutta Ariete secondo chi mi conosce.

Nulla da dire se le vostre congetture si limitano a cavolate, diventa un problema quando, come è successo a me, decidete di escludere dalla vostra vita qualcuno dopo avergli fatto il quadro astrale. Non so cosa lesse un’amica sul mio ma non volle più vedermi. So bene perché è fissata con le previsioni astrali (ed è una delle poche persone che giustifico) ma insomma...

Un parrucchiere che conosco mi disse che degli Arieti non ci si può fidare, ("ma solo degli uomini eh, non sapevo che tu fossi Ariete", mi disse dopo aver commesso un gaffe notevole) e che non assumeva non ricordo più che segno perché non voleva averci a che fare perché tutti i nati sotto quel segno sono disonesti nel lavoro. Oh ma stiamo scherzando?

Le persone vanno giudicate per ciò che sanno fare e per come si comportano. Facile leggere le istruzioni da qualche parte e di conseguenza classificare. Comprendo la voglia di sapere, di avere una qualche certezza, anche di giustificare un momento in cui, invece di guardarci dentro e capire cosa c’è che non stiamo facendo nel modo giusto, diamo la colpa a Saturno contro o Mercurio retrogrado o cos’altro non lo so ma per favore... davvero.

Ci sono fuori tante persone con un brutto quadro astrale ma non per questo non meritevoli della vostra stima o della vostra amicizia perché, lasciatevele dire, sono le persone che decidono ogni giorno come vivere e chi essere, non sono gli astri a decidere per loro.

Se volete farvi quattro risate sull'argomento vi consiglio questo libro:

Guida astrologica per cuori infanti - Silvia Zucca

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