LOSTinSTORYTELLING

Francia, PARIGI: Danse macabre



Marzo 2019

PARIGI

Ho deciso di passare una giornata a visitare i cimiteri e le Catacombe di Parigi.

Macabro?

No, non direi. Sinceramente non sono una dark tourist, mi piacciono però i cimiteri e le Catacombe.

Oddio, riguardo all’essere una dark tourist mi sta venendo qualche dubbio perché in questi giorni, prima di scoprire che è meglio andarci con la neve (blocca le radiazioni al suolo) stavo progettando un viaggio a Chernobyl e alla zona di esclusione in Ucraina, vorrei davvero moltissimo visitare l’isola delle bambole in Messico e guardando la serie "Dark Tourist" su Netflix... beh ci sono alcuni luoghi interessanti anche se un tantino macabri.

Mai e poi mai metterò piede nella foresta di suicidi ai piedi del monte Fuji in Giappone ma conoscendomi sarebbe assai probabile per me finirci per errore.

Diciamo che a volte sono troppo curiosa e mi piace l’estetica fotografica che si viene a creare in certi luoghi, tutto qui.

Oggi in lista ho messo la visita a due dei più bei cimiteri della città, un cimitero degli animali dove riposa in pace pure Rin tin tin e le Catacombe.

La prima volta in cui andai a fare foto in un cimitero fu durante il meraviglioso periodo della scuola di fotografia. Ci andammo io e un mio compagno di corso. Lui aveva cominciato un progetto fotografico davvero interessante riguardante le foto che i parenti decidono di mettere sulla lapide del defunto.

Ecco, non sempre la cosa viene fatta in modo buono e giusto... A questo link potrete vedere cosa intendo: Grabbilder



(A. questa foto la dedico a te!)

Narra leggenda che io e A. avessimo appuntamento al cimitero. Io ovviamente come è mia prassi arrivai in anticipo e chiesi al custode se era possibile fare foto. Fui costretta a chiederlo perché mi vide arrivare con una macchina fotografica e mi guardò molto molto male. Mi confermò che era possibile se evitavo di fotografare i dati personali dei defunti. Sempre la leggenda narra che pure A. era dubbioso al riguardo del fare foto al Cimitero Monumentale di Milano ma poi mi trovò, cito testualmente, “a cavalcioni di una tomba, tutta concentrata, mentre decideva l’inquadratura migliore”.

Vorrei raccontare la mia versione. Io non stavo a cavalcioni di nessuna tomba, mi ero avvicinata molto ad una ragnatela che degli aracnidi avevano costruito in modo che collegasse due visi di pietra creando un effetto onirico. Semplicemente, siccome trovo davvero irrispettoso calpestare un sepolcro, avevo allargato le gambe talmente tanto che a momenti mi disarticolavo qualcosa.

Ricordo bene quelle foto: erano su pellicola, un filtro polarizzatore sporco di lucido da scarpe perché vai a capire tu (erano momenti di sperimentazione anche senza senso), poi crossate in fase di sviluppo (sviluppai la pellicola a colori con la chimica solitamente utilizzata per le diapositive). Ogni tanto le riguardo e ripenso a quanto eravamo spensierati quando ancora stavamo cercando di capirci qualcosa di questo mondo, molto diverso quando lo vedi attraverso una lente.

Qui a Parigi abito a circa un chilometro e mezzo dal Cimitero di Père-Lachaise e più precisamente ad 1,3 chilometri dalla tomba di Jim Morrison, motivo per cui molti decidono di visitare questo luogo.

Ci sono quindi andata a piedi.

Mentre mi avvicinavo al cimitero sono stata fermata da un ragazzo con delle buste della spesa e l’aria di vivere a 100 metri dal punto di incontro che mi ha chiesto se gli potevo gentilmente indicare la fermata della metro più vicina. Mi ha fermato per chiedermi una cosa che nemmeno sapevo per poi chiedermi di dove sono e come mi chiamo. Dove stavo andando. E infine per invitarmi a fare colazione.

Io parlo con chiunque mi rivolga la parola. Sono molto gentile però non mi piace essere presa in giro, cosa che questo tizio stava facendo. Spesso qualcuno mi ferma per strada per fare quattro chiacchiere (non ho mai capito perché, probabilmente desto curiosità) e io mi fermo volentieri. A volte la cosa è degenerata ed un paio di volte sono stata seguita fin sotto casa (cosa che mi ha fatto capire che non dovrei dare confidenza a chiunque io incontri ma non ci posso fare nulla, non riesco a far finta di nulla se qualcuno mi chiede qualcosa) ma di solito dopo una chiacchierata ognuno va per la sua strada. Quindi, se mi vuoi conoscere, dimmelo, non chiedere a me dove sta la fermata della metro più vicina per poi invitarmi a casa tua che sta all’angolo, che io rifiuto a prescindere, non ti conosco, ma almeno non mi viene voglia di fingere di non capire cosa stai dicendo.

Il tizio mi ha salutata ma successivamente ha cambiato idea e mi ha seguita quasi fino in cimitero per offrirmi il pane che aveva appena comprato.

Non so, o sembro morta di fame oppure una che non resiste al cibo. Certo è che un picnic al cimitero non era e non sarà in programma.

Torniamo ai protagonisti di questo racconto: i cimiteri.

La prima tappa al Père-Lachaise è, più o meno per tutti, la tomba di Jim Morrison.

So per certo che molti ci vengono ad omaggiare un cantante di cui non sanno nulla a parte quelle quattro canzoni che mettono in discoteca ma fa figo andare a salutare Jim.

Ragazzi, Morrison non era solo come on baby light my fire because this is the end my only friend.

Sono stata un’adolescente un po’ problematica (immagino sia una gran sorpresa per tutti quanti...) ed il mio gruppo di adolescenti più o meno problematici venerava Jim Morrison e The Doors. Quindi di conseguenza credo di aver letto tutto quello che ha scritto Jim e pure riportato qualche suo aforisma sullo zaino con cui andavo a scuola. Faceva figo parlare dei Doors e delle porte della percezione descritte da William Blake anche se alcuni di noi manco sapevano chi fosse Blake (personalmente preferisco i suoi dipinti alle sue poesie ma è solo la mia opinione).

Se non sapete cosa c'entra Jim Morrison con William Blake... Saltate questo paragrafo e lasciate riposare Jim in pace.

Ricordo che andai da mia zia con un’amica per guardare il film "The Doors". Mia zia aveva un videoregistratore e noi avevamo recuperato una videocassetta non ricordo dove ma non avevamo un videoregistratore... che ne sapete voi che avete conosciuto solo il mondo connesso di quanta fatica facevamo al tempo per fare tipo qualunque cosa... (momento "sono vecchia")


Abbiamo anche guardato "Sid & Nancy", me lo ricordo bene...


Per la legge dell’universo che fa sì che parenti e genitori ti becchino a guardare una scena di sesso anche se sei sintonizzato sulla messa domenicale in Vaticano (esistono le interferenze), proprio questo accadde quando mia zia entrò per vedere che stavamo guardando io e la mia amica e siccome la zia era un attimo bacchettona parve che io stessi guardando un film pornografico...

Inutile dire che subii una bella ramanzina.

Finito il periodo di ribellione adolescenziale ho smesso di ascoltare The Doors perché preferisco altri generi musicali.

Questo per dire che se non siete dei fan che hanno compreso chi era e cosa voleva dire Jim Morrison, non ha senso andare a vedere la sua tomba perché non è nulla di che. Io non ho particolare interesse verso la famiglia Campari, per esempio, ma una visita alla loro tomba di famiglia al Cimitero Monumentale di Milano la consiglio a tutti perché è davvero singolare.

Certo, oggigiorno Google Maps a volte (solo a volte) è talmente preciso che volendo potrebbe trovare la cuccia del mio cane e trovare la tomba di Jim è relativamente facile quindi magari un salto fatecelo se proprio volete. Ai tempi ricordo turisti che pareva fossero al cimitero da giorni ormai da quanto erano avviliti perché la tomba proprio non si trovava. E' un po' nascosta effettivamente...

Comunque eccola qui:




Trovo che ci siano molte cose più belle da vedere visitando questo cimitero. Io sono affascinata dalle vetrate, spesso rovinate dallo scorrere del tempo.











Perché ho scelto la giornata di oggi per andare a visitare i cimiteri? Perché il meteo prevedeva pioggia e l'atmosfera mi pareva adatta.

Peccato io abbia scordato di prendere un ombrello (come al solito) quindi mi sono rifugiata qui:



Esatto, mi sono rifugiata dentro ad una tomba durante un temporale mentre il corteo di un funerale stava passando da quelle parti.






Questa è la tomba di Victor Noir:



Victor Noir fu un giornalista francese. Quando morì lo seppellirono qui in questa bella tomba.

Cito testualmente Wikipedia: “La scultura presenta una certa protuberanza nei pantaloni, comunemente detta protubérance de son entrejambes, e ciò l'ha resa uno dei posti più frequentati del cimitero da parte delle donne. Il mito dice che strofinando la protuberanza, le labbra ed i piedi della statua si avrà un aumento di fertilità ed una vivace vita sessuale[2]. Era stata anche innalzata una protezione intorno alla statua per evitare ulteriori deterioramenti, ma fu poi rimossa.”

Non so, io immagino una di quelle scene da “ma sì, siamo tra amiche” in cui una fa il palo perché insomma non è bello farsi trovare a cavalcioni di una statua a strofinarsi proprio lì, una a cavalcioni della statua e una che ci fa un video giusto per sicurezza perché non si sa mai, visto che siamo tra amiche non si può non fare un video... Confermo che ci si mette a cavalcioni per quella protuberanza, lo lessi da qualche parte, wikipedia evita di riportare le corrette modalità di strofinamento.

Terminata la visita al Père-Lachaise mi sono avviata verso il cimitero degli animali, il Cimetière des Chiens ad Asnierès-sur-Seine che non è Parigi ma allo stesso tempo è sempre Parigi. Non capisco come funziona questa città, ti sembra di essere sempre a Parigi ma a volte fai un centinaio di metri e non sei più a Parigi e manco te ne accorgi perché nessun cartello ti avvisa della cosa.

È la prima volta che visito un cimitero degli animali, non sono così comuni, questo in particolare è il più antico del mondo, o almeno così dicono.











Mi si è spezzato il cuore a vedere con quanto amore alcune persone ricordano i loro amici a 4 zampe.

Per un periodo ho avuto delle coinquiline un po’ strane che, morto il loro gatto che tuttora non ho capito dove stava mentre loro stavano da me, mi chiesero se potevo accompagnarle di notte a seppellirlo in mezzo ai campi nella periferia di Milano (sapevano che conosco bene i campi di Milano avendo fatto un progetto fotografico al riguardo). Cioè, ma come puoi chiedere a qualcuno che conosci appena di aiutarti a seppellire qualcosa di notte in luoghi poco sicuri persino di giorno?

Non so che fine ha fatto il cadavere del povero micio visto il mio inappellabile rifiuto. Di sicuro non sarà finito in un cimitero per animali...

Se vi state chiedendo perché mi capitano sempre cose strane, ecco, io non lo so. Non ne ho idea. Discutendone insieme a dei cari amici siamo arrivati alla conclusione che se stessi buona e tranquilla e facessi una vita monotona ed equilibrata magari non avrei aneddoti come questi da raccontare.














Il mio gattone color cipria è molto ammalato, abbiamo fatto di tutto per curarlo ma temo non ci sia nulla da fare. Ho avuto molti gatti e qualche cane, il dolore, alla loro morte, purtroppo è sempre lo stesso, anche se tenti di convincerti che è l'ultima volta che versi tutte quelle lacrime.



Indecisa sul da farsi ho pensato, sbagliando, di andare a visitare le Catacombe di Parigi verso le 14.

Dire che la fila era lunga è usare un eufemismo non da poco.

Ci ho provato, davvero, ma dopo circa 45 minuti di attesa avevo sete e fame ed un avanzamento nella fila di soli pochi metri mi ha fatto decidere di rimandare e di andare a Monmartre per visitare l’omonimo cimitero.




Il Cimitero di Monmartre lo visitai durante la mia prima vacanza a Parigi. Non sapevo nemmeno che ci fosse un cimitero in questo quartiere, mi aggregai ai ragazzi che avevano deciso di visitarlo, preferendolo al Père-Lachaise per motivi che all'epoca non ritenni degni del mio interesse. Al momento mi piacerebbe avere prestato più attenzione alle loro parole ma ero più interessata ai negozi che ai cimiteri.

E' possibile ammirare le tombe da un ponte stradale, alcuni sepolcri sono collocati sotto al medesimo ponte.






Ci sono un sacco di gatti neri con il pelo lungo purtroppo restii a farsi fotografare: me ne sarei portati a casa un paio... eh si. Lo so che sono gatti da cimitero, abituati a vivere sulle tombe ma io non ho nessun problema né con i cimiteri, né con i gatti neri e poi si abbinavano perfettamente al mio copriletto.










La tomba di Dalida è forse la più visitata del cimitero. Chi è Dalida? Una cantante-attrice italo-francese.

Tutti cercano questa tomba, se qualcuno sta per chiedervi qualcosa mentre siete nei dintorni e sapete come arrivarci, potete evitare di fargli finire la frase ed indicare direttamente la direzione.



E' un cimitero più movimentato di quanto mi è sembrato Père-Lachaise ma forse è stata solo una mia impressione.



E finalmente sono riuscita a prendere una foto di un bacio al cimitero!!!



Conclusa anche la visita al Cimitero di Monmartre sono tornata in zona Catacombe ma prima di rimettermi in fila (ovviamente la fila era più lunga di qualche ora prima), ho provveduto ad acquistare pane e qualcosa da bere. Io tendo a mangiare quando mi annoio e credetemi, dopo un'ora e mezza in fila avrei mangiato molto più di una baguette e ho sentito molto la mancanza dei tempi in cui potevo ancora bere dell'alcool...

Fare foto nelle catacombe non è il massimo... proprio per nulla. Non mi andava di usare il flash e credo non sia nemmeno permesso.



Vi avviso che, se le volete visitare, preparatevi a scendere un bel pò di gradini e poi a farvi più di un chilometro e mezzo in mezzo ad ossa e teschi ammassati in modo molto artistico.

Prima di avvistare i primi resti umani vi troverete a percorrere un lungo corridoio. Ad un certo punto mi sono trovata da sola e... il soffitto non è tanto alto e poi fa freddo e insomma io non soffro di claustrofobia ma per un attimo ho pensato di essermi persa... Non ci si può perdere, fortunatamente.

Vi consiglio di visitarle? Siete impressionabili? Si? Ci sono tante altre belle cose a Parigi, magari cominciate visitando la Chiesa di San Bernardino alle Ossa a Milano, un attacco di panico nelle Catacombe di Parigi non credo sia il massimo. Se avere a che fare con resti umani più che spaventarvi vi affascina, beh, questo posto è davvero interessante.








Che poi, un'insegna carina che ti avvisa di fermarti perché questo è l'impero della morte (o almeno questo mi dicono google transistor e quel poco di francese che capisco) non è che ti invita molto ad andare avanti eh...



Spero che questo macabro racconto vi abbia mostrato una Parigi che non avete mai visitato (o che non avete alcun interesse a visitare).

Sinceramente trovo più inquietanti queste foto che ho preso nei dintorni del Cimitero di Monmartre più di qualunque tomba o catacomba io abbia mai visto:


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