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Francia, PARIGI: Nemmeno te ne accorgi e già stai andando in giro con la baguette sotto all'ascella...



Marzo 2019

PARIGI

E niente... di poche cose ero certa nella vita, una di quelle era il fatto che mai e poi mai sarei caduta in quell’abitudine tipicamente francese di andarsene a zonzo con le baguette sotto all’ascella. Baguette spesso ficcate in sacchetti troppi piccoli per contenere tutta la lunghezza del tipico e delizioso pane francese.

No.

Tutto ma non la baguette sotto all’ascella.

Già.

Diciamo tutti così.

Poi tornando a casa a fine della giornata lavorativa mi è capitato di buttare l’occhio in una panetteria e vedere delle meravigliose baguette traditionnelle, una versione più casereccia della normale baguette, e... i miei buoni propositi sono svaniti come un'ipotetica neve sotto al sole dell’India a maggio.

Non lo fai apposta, non è lì che dovrebbero stare le baguette ma, almeno nel mio caso, compro la baguette e poi sulla spalla destra (credo sia la destra) porto la borsa, con la mano dalla stessa parte tengo il cellulare e nell’altra mano tengo la baguette ma magari poi uso entrambe le mani per fare delle chiamate o che so io e la baguette finisce nel giro di un millesimo di secondo sotto all’ascella.

Che vi devo dire... è successo.

La prima volta ero sconvolta. Perché era capitato proprio a me? Poi... poi scopri che semplicemente c’è un motivo per il quale i francesi se ne vanno in giro con le baguette sotto all’ascella (o almeno così si dice perché io non ne ho visti) e ti adegui e punto.

E poi qui il pane è troppo buono. Io adoro il pane. Posso stare mesi senza mangiarne (ingrasso in altri modi, non preoccupatevi) perché magari dove mi trovo il pane che riesco a reperire non è di mio gusto ma in Francia, purtroppo non c’è stato verso di resistere.

Sono uscita per una passeggiata. So di non avere molto tempo per godermi la città perché ho in programma di visitare un po’ di posti in Francia quindi, complice la bella giornata, mi sono avviata verso Trocadéro, la Tour Eiffel e il Pont Alexandre III.

Non sono salita sulla torre, di giorno non mi va di salirci, preferisco il buio per affrontare le vertigini che mi fanno tramare ogni volta durante la salita.







Champs Elisées non sono raggiungibili per via delle manifestazioni di protesta che ogni sabato mettono in difficoltà turisti e residenti. Poco mi importa, conosco la zona molto bene e sinceramente è quella di Parigi che preferisco di meno.





Sì, adoro la moda ma a Parigi puoi trovare cose interessantissime anche al di fuori della rinomata zona e poi... meglio che io tenga la carta di credito al guinzaglio ecco.

Anni fa visitai il negozio di Louis Vuitton al numero 101. Ricordo che, oltre a voler avere la possibilità di comprare mezzo negozio (mi piacciono molte cose di Vuitton, abbiate pietà), avevo desiderato ardentemente la stampa di una foto dove la Tour Eiffel era accompagnata da una torre di fattezza simile ma fatta di Borse Vuitton ammucchiate. Me la sarei potuta permettere ma mi ero appena licenziata e non sapevo che ne sarebbe stato di me e la stampa non era esattamente economica quindi vi rinunciai a malincuore... Anni dopo ricevetti una busta dalla Maison Louis Vuitton. Ero una cliente quindi mi avevano mandato un catalogo dove, tra le altre immagini, vi era proprio questa questa foto.

Sorrisi per mezza giornata, non si trattava dell'originale ma in qualche modo avevo ricevuto un regalo davvero gradito quanto inaspettato.

Gironzolando da quelle parti ho però scoperto una Parigi che non conoscevo, sembra quasi che pezzi delle mie città preferite, Amsterdam e New York (chi ama la High Line capirà cosa intendo dire) si siano trasferiti qui. E così oggi posso dire che mi sono innamorata di Parigi ancora un po’.






















Mi piace moltissimo vivere a Parigi.

L'aria non è il massimo, purtroppo l'inquinamento è un problema, almeno per me.

Continuo a dirlo, vivere ad Helsinki dove l'aria è pulitissima mi ha resa insofferente all'aria poco pulita, prima nemmeno me ne accorgevo.

Forse l'inquinamento è l'unica pecca che trovo in una città come Parigi dove tutto ciò che posso desiderare è a portata di mano.










Ho l'abitudine di andare ogni giorno al supermercato per comprare ciò che mi serve. Molti lo trovano una perdita di tempo io... beh, sono imprevedibile e a parte le spezie non mi piace avere del cibo che non so se mangerò perché per qualche motivo deciderò di non essere in casa. Non mi piace sprecare cibo.

Questa mia abitudine mi portava, prima dell'avvento del roaming gratuito, ad affrontare un problema piuttosto imbarazzante. Di solito i nomi di frutta e verdura sono scritti nella lingua locale e... io non capivo mai a quale tipo di verdura si riferiva un determinato prezzo quindi speravo che qualche divinità a caso me la mandasse buona e che io non tentassi di pagare le zucchine dopo aver cliccato sulla bilancia il tasto corrispondente alle carote.

L'unica volta che mi è stato fatto notare stavo pagando ben di più del dovuto.



Ora che posso connettermi tranquillamente da ogni dove (non sempre c'era il wifi gratuito nei supermercati e sebbene fosse nei miei piani creare una lisa di nomi di verdure tradotti me ne sono sempre scordata) trovo a Parigi i supermercati che pensano a noi disgraziati che abbiamo problemi ad imparare più di una lingua straniera e al posto dei numeri ci sono le figure. Quindi al massimo mi incasinerò confondendo le zucchine con i cetrioli, sempre che io li trovi perché alcuni Carrefour sono talmente grandi che per trovare le uova devi usare google maps (avevo scritto questa cosa nelle note per ricordarmela ed ecco che mi arriva la notizia di alcuni supermercati che usano una app per permettere ai clienti di trovare ciò che cercano... mmmh... sta cosa di essere controllati mi disturba ancora, non riesco ad abituarmici).

Ogni giorno noto delle cose piuttosto divertenti.

Gli avvisi in metropolitana sono in francese e in una lingua a caso tra italiano, spagnolo, tedesco, inglese (altre lingue non le ho sentite ma non posso escluderle). Non capisco, come viene scelta la lingua da affiancare al francese? Rotazione? Scelta casuale?

Le fermate del tram sono annunciate da voci diverse. Io non riesco mai a ricordarmi dove devo scendere ma non sbaglio mai perché la fermata viene annunciata dalla voce di un uomo e da quella di un bambino che mi ricorda molto il mio adorato nipotino. Sorrido ogni volta che arrivo a Port de Lilas.

E poi c'è la cosa dei negozi Histoire d'Or.

Ora. Non è un segreto che per motivi fotografici ho frequentato il mondo BDSM e nemmeno che mi sono documentata parecchio al riguardo: c'è però un libro che non ho finito di leggere, me ne dimentico. Non mi ha presa particolarmente sebbene sia considerato un caposaldo della letteratura BDSM. Non lo so, ho letto di tutto ma "Histoire d'O" di Dominique Aury non è particolarmente di mio gradimento, ho preferito "Venere in Pelliccia" di Leopold Von Sacher-Masoch per rimanere nei classici.

Gironzolavo nella zona di Les Halles di sera e l'insegna luminosa mi mostrava solo Histoire d' e io che penso? Penso "ma dai, un negozio BDSM in pieno centro, lontano da Pigalle? Ma andiamoci subito!".

Una gioielleria. Cioè uno pensa di farsi un giro tra manette e corsetti e frustini e ganci e tutta l'attrezzatura necessaria alle sessioni BDSM e si trova ta orecchini e braccialetti e collane. (non è un segreto nemmeno che io voglia prima o poi raccontare questo mondo in modo diverso da quello incentrato sull'estetica, cosa che molti hanno fatto finora, solo che non ho ancora capito come fare... sarebbe più facile con le parole. Nel frattempo continuo a documentarmi)

Alla fine le uniche cose utili a legare qualcosa, anche se metaforicamente, le ho trovate vicino a Pont Alexandre III.

Lo sapevo che gli innamorati, orfani della Passerelle Des Arts ormai impraticabile per questo scopo, avrebbero trovato un altro ponte a cui fissare i lucchetti.




Dimenticavo. Se non avete voglia di girare la città a piedi (cosa che secondo me è l'alternativa migliore per godersela) ma non vi piacciono i mezzi di trasporto quali metropolitana, autobus o tram, potrete trovare praticamente ovunque questi carinissimi monopattini elettrici che io solo a vederli mi vedo con le gambe all'aria dopo i primi metri.

Non ho capito bene come funziona la cosa perché io preferisco camminare ma se pensate alle biciclette che in alcune città si noleggiano con la carta di credito ma soprattutto si trovano nelle apposite rastrelliere, beh quando ho scritto che i monopattini si trovano dappertutto, proprio quello volevo intendere. Se non guardate dove mettete i piedi rischiate di inciamparvici.



Un paio di canzoni catturate per strada:

Cassie - Long Way 2 Go

Agron - Love My Soul
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