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Francia, RENNES: A volte essere mattinieri non è un vantaggio



Marzo 2019

RENNES

C’è una cosa che mi piace molto di me, ed è l’essere una persona mattiniera.

Certo, se non ho nulla da fare magari posso anche decidere di alzarmi tardi ogni tanto ma per me alzarsi tardi significa uscire dal letto non più tardi delle nove di mattina. Se entro quell’ora non sono già operativa, probabilmente non mi sento molto bene oppure sto leggendo.

Non sono una dormigliona, e questo aiuta, ma di norma lavoro molto meglio la mattina presto, per me cominciare qualunque cosa dopo le 8 di mattina è tempo sprecato.

Questa cosa, se io decidessi di seguire alcuni luoghi comuni che vengono accostati alla fotografia e soprattutto alla fotografia di viaggio, sarebbe un enorme vantaggio in quanto parrebbe che la luce dell’alba sia quella migliore per le foto. Addirittura alcuni si spingono ad affermare che fare foto dopo una certa ora al mattino e prima di una certa ora alla sera è inutile.

Il fatto che io detesti la luce mattutina e quella del tramonto fa di me una pessima fotografa? La luce del mezzodì e nelle ore precedenti e successive mi rappresenta perfettamente ed è in quel momento che prediligo prendere le mie foto. Se secondo qualcuno sbaglio qualcosa, beh... io fotografo per me stessa quindi finché le mie foto soddisfano la sottoscritta poco mi importa. Tutt’altra questione è un lavoro assegnato con delle richieste ben specifiche, se mi si chiede di fare delle foto all'alba o al tramonto per delle motivazioni valide non vedo motivo per non accettare.

Ogni volta che spiego ad altri fotografi che non mi piace uscire per fare foto al mattino presto passo per pigra perché nessuno crede che io, proprio io che ho studiato fotografia, non riesca a capire quel semplice dogma.

Che vi devo dire, proprio perché ho studiato fotografia capisco bene l'importanza della luce, dopotutto fotografare significa disegnare con la luce... Diciamo che disegno con la luce quando mi sento più ispirata. Se quello che vedete vi piace, ne sono felice, se non vi aggrada ci sono moltissimi fotografi che raccontano il mondo in modo diverso...



A Rennes ci sono arrivata troppo presto per i miei gusti (fotograficamente parlando).

Mi sono alzata prima delle 5, ero vicina alla fermata del bus ma per fare prima avrei dovuto fare una strada poco illuminata e non mi andava di fare una strada poco illuminata alle 5.30 di mattina.

Tornando all’albergo la sera prima avevo realizzato molto bene dove mi trovavo e ho ringraziato silenziosamente con tutto il cuore l'istinto che mi aveva suggerito di andare dritta quando le mappe del telefono mi consigliavano di girare verso destra... sarei finita in un punto della strada dove era impossibile attraversare e avrei dovuto tornare indietro in un punto piuttosto pericoloso.

Forse ho letto male la mappa io eh, non lo escludo.

Alle 6 sono salita in autobus dopo aver avuto come sempre mille dubbi riguardo l’essere nel posto giusto ad aspettare l’autobus giusto. Finché non vedo il bus arrivare sono corrosa dall'ansia, sempre e comunque.

Alle 7.30 sono arrivata a Rennes e mi sono imbattuta nei primi residui di esseri umani ubriachi dalla sera prima. Se esci di casa molto presto al mattino capita spesso di incontrare persone che probabilmente manco sanno dove sono e soprattutto chi sono. In Polonia assistetti pure ad un arresto.

Non avevo molto tempo a disposizione per visitare la città con più case a graticcio di tutta Francia e, una volta scoperto che di domenica l’ufficio turistico se ne frega dei visitatori e non apre, mi sono appellata ai consigli di Dio Google per visitare questo posto che é davvero incantevole come mi era stato detto.

La luce non è stata sempre di mio gradimento ma mi sono adeguata.






Avevo visto delle immagini delle casette nella foto qui sopra. Volevo fotografare pure io ma non avendo una mappa e non avendo trovato un indirizzo sono riuscita a trovarle googlando il nome di uno dei negozi che avevo visto nelle foto su internet.

















Ammetto che ritengo che fare le foto dritte non sia necessario, in questo caso specifico però sono le case ad essere storte. Non ho idea del perché, non sono riuscita a trovare questa informazione. So perché le case di Amsterdam sono storte (ve lo svelerò a suo tempo) ma quelle di Rennes? Mah, se qualcuno è a conoscenza di questa informazione, per favore mi scriva, sono davvero curiosa.

Rennes non è solo case a graticcio, è anche negozi chiusi di domenica e soprattutto negozi di souvenir chiusi di domenica, cosa che mi ha reso difficile trovare una calamita adeguata alla mia collezione. Comincia ad essermi chiaro che la domenica in Francia i turisti non hanno vita facile se si avventurano al di fuori della capitale.














Devo dire che mi scoccia parecchio visitare una città senza avere delle dritte da parte dell'ufficio turistico... non ho una guida cartacea della Francia e ciò che si trova sul web per me non è mai abbastanza. Voglio qualcuno che non parla la mia lingua da tediare con le mie domande che mi risponde in modo soddisfacente (con la faccia da "quando te ne vai?") e mi consiglia dove andare a mangiare qualcosa di decente prima che io ricorra alle patatine fritte del McDonald's se non trovo un Burger King nelle vicinanze...

Ho scrutato il manto stradale in ogni dove alla ricerca di una linea qualsiasi, di qualunque colore essa fosse, da seguire per essere condotta a tutti i punti di interesse della città, Rennes non è lontana da Nantes e a Nantes era una linea verde quella da seguire per visitare la città senza rischiare di perdersi e perdere qualcosa di importante.

Niente, nulla, manco un graticcio buttato lì ogni tanto da seguire come le briciole nella favola di Hansel & Gretel.

Quindi sono andata al parco. Al Parc du Thabor per la precisione, consigliato nella lista delle migliori 10 cose da fare a Rennes in una giornata.






Tra una visita alla voliera e la ricerca di una grotta che poi non sono riuscita a trovare, la mappa interiore che non credevo di avere mi ha fatto notare che forse avrei potuto tornare a Parigi direttamente da Rennes senza tornare a Nantes (come io avevo preventivato) e che Rennes è più vicina a Parigi di quanto lo è Nantes (cosa che mi era sfuggita al momento dell'acquisto dei biglietti del bus, come mi era sfuggito il fatto di aver prenotato due volte la tratta Parigi-Nantes trovandomi senza il biglietto per tornare a casa e riuscendo a prenotare l'ultimo posto rimasto per pura fortuna - controllo mille volte ma ultimamente mi incasino per bene al momento della prenotazione dei biglietti degli autobus). Fortunatamente i biglietti sono rimborsabili e quindi cambiando il luogo di partenza da Nantes a Rennes sono riuscita a risparmiare qualche ora di viaggio.



Scoprire di aver comprato la peggiore baguette mai mangiata in bus, lontana ore dalla possibilità di acquistare altro cibo, ha reso il ritorno meno piacevole del previsto. Ma il pane in Francia non dovrebbe essere buono anche se acquistato dall'arrotino?






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