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Francia, SAINT-MALO: Marea su o marea giù?



Marzo 2019

SAINT-MALO

Poco distante dall’instagrammatissimo Mont Saint-Michel si trova la cittadina corsara di Saint Malo.

E qui apro subito una parentesi.

Io assolutamente non avevo idea che ci fosse differenza tra corsari e pirati, credevo fossero sinonimi, magari i corsari erano stati un attimo più curati nell’aspetto e meglio vestiti, non so, i corsari mi davano l’idea di essere dei pirati ripuliti.

Ebbene non è così.

I corsari potevano rapinare solo navi mercantili nemiche e uccidere in combattimento perché incaricati dal governo (in pratica il re autorizzava tramite una “lettera di corsa” i proprietari dei mercantili che durante l’andar in mare potevano così difendersi in caso di attacchi, i pirati facevano un po’ quel cazzo che volevano attaccando e affondando pure le barchette di carta, se la cosa avesse loro aggradato.

Quindi, guai a voi confondere corsari con pirati, almeno qui a Saint-Malo... Qui ci stavano i corsari, non i pirati.



Il viaggio di andata è stato pressoché identico a quello della settimana scorsa che mi ha portata a Mont Saint-Michel se non fosse che al posto dell'Uber che avevo chiamato stavo per salire in un taxi (e mi sono fermata appena in tempo, prima che partisse il tassametro, che qui a Parigi corre quanto un velocista) e che arrivata alla stazione degli autobus verso le 6.30 sono incappata in un tizio che stava defecando praticamente davanti all'entrata e la cosa mi ha fatto capire esattamente come si è sentito il marito di una mia amica che, salendo le scale della metropolitana di New York in zona Times Square nel lontano 1978, si trovò nella stessa situazione. La cosa mi avrebbe intristita, anni fa. Ora è l'ennesima scena di povertà che mi sono trovata davanti, in questo caso povertà mista a rancore, credo, non vedo altro motivo per dover defecare in quel luogo se non per creare disagio a chi sta almeno un pò meglio...



Ho prenotato una stanza in un piccolo Hotel relativamente vicino alla stazione perché nei miei piani originari c'era l'intenzione di visitare quella che viene definita la più bella delle cittadine francesi, Dinan.

Ecco, allora, ehm... non dovrei forse raccontare questo aneddoto perché potreste pensare che sono davvero davvero molto svampita a volte ma... beh, se mi leggete lo avete già capito da un bel po' e se mi conoscete di persona lo sapete benissimo a che punto riesco ad arrivare quindi fingo di aver commesso due volte il "trascurabile" errore di cui vi parlerò perché ero troppo impegnata a pensare ai massimi sistemi o alle risposte fondamentali ai quesiti che ogni essere umano si pone ogni giorno della propria vita tipo, chessò, "ma la depilazione laser è davvero definitiva?" oppure "come si riconcilia la gravità di Einstein con la meccanica quantistica?" o "ma alla fine del film Drive, Ryan Gosling sopravviverà oppure no?" e cose simili.

Il punto è che io sono notoriamente distratta a meno che non stia lavorando e che i francesi non hanno molta fantasia con i nomi delle città quindi ci sta che io abbia confuso Arles con Ales e ai tempi della mia visita al festival della fotografia di qualche anno fa. Mi ritrovai a Nimes appiedata perché avevo controllato gli orari dei mezzi di trasporto da Nimes ad Ales, non da Nimes ad Arles. Mi salvarono dal dovermi arrangiare in modi beceri il mio insegnante di fotogiornalismo e la sua assistente che pure loro si trovavano a Nimes per andare al Festival e che fortunatamente lessero una mail che mandai in piena notte sperando che mi dessero uno strappo.

Stavolta ho confuso Dinan con Dinard. Dinard si trova a poco più di 10 km da Saint-Malo, Dinan a circa 33. Ora, ai francesi non bastava chiamare le città in modo simile, no, hanno denominato città abbastanza vicine tra loro in modo simile. Arles è a 33 km da Nimes, Alés a 43. Capite? Cioè se le distanze fossero state molto differenti magari me ne sarei accorta ecco... Non ne sono certa ma voglio credere ciò.

Non mi sembrava comunque un grosso problema prendere un bus o il treno e fare poco più di 30 km per visitare Dinan invece di Dinard che è una cittadina prettamente balneare, da quello che ho capito. Non mi sembrava ma invece è stato un grosso problema, anzi è stato un problema insormontabile perché durante il weekend in questa zona i mezzi di trasporto spariscono e sarei riuscita, tramite complicatissimi calcoli che tiravano in ballo teorie sui multiversi, a ritagliarmi solo un'ora a Dinan, forse un'ora e mezza. Ho preferito rimandare, prima o poi da queste parti tornerò, c'è troppo da vedere che ho tralasciato per mancanza di tempo.

Quindi ho deciso di godermi Saint-Malo in versione "marea giù" e temporale in arrivo.





Questo è il Fort National, se vedete la bandiera issata potete visitarlo, se la bandiera è abbassata significa che l'alta marea sta per arrivare e non potete accedervi oppure che la marea è già bella alta e ha relegato la fortezza su un'isola.












La pioggerella persistente mi ha messo di più o meno cattivo umore (non riesco ad essere mai completamente di cattivo umore quando sono vicina al mare...). Ho gironzolato per la cittadina, mi sono fermata a mangiare e poi mi sono riparata sotto a qualcosa che aveva una tettoia in pieno centro.

Sono riuscita a fare una lunga passeggiata lungo le mura e devo dire che ho passato un bel pomeriggio, tutto sommato.

Vicino Place de l'Hotel de Ville, piazza che si trova in ogni città francese dove sorge, sempre in ogni città francese, un meraviglioso albergo della catena di lusso "Hotel de Ville", (catena che mille mila anni fa, quando ero una ragazzina cresciuta tra gli animali da cortile che nulla del mondo aveva visto - e io delle mie origini non mi vergogno, anzi, mi hanno aiutato spesso a guardare ciò che mi circonda in modo disincantato - ritenevo dovesse essere parecchio lussuosa vista la bellezza dei palazzi, la posizione centralissima e una piazza dedicata) si può salire in un trenino turistico nel quale ovviamente sono salita.

Ps: Place de l'hotel de Ville significa piazza del municipio e quelli che ai tempi credevo lussuosissimi hotel 5 stelle sono i municipi. Non fate commenti, vi prego.
















Tornando al mio modesto alloggio con tanto di proprietario un tantino sopra le righe (per capirci, sembrava un incrocio tra Einstein e Geppetto) mi ero convinta di aver lasciato le chiavi in camera e che non avrei trovato lo strano custode perché all'arrivo mi aveva lasciato intendere che non era solito stare alla reception e già mi vedevo a doverlo cercare chissà dove... le chiavi stavano nella tasca interna della borsa, dove avrebbero dovuto essere, ma non mi è nemmeno passato per la testa di controllare prima di arrivare a destinazione, preferendo crogiolarmi nell'immaginare ogni tipo di scenario disastroso, non ultimo dei quali quello in cui rimanevo chiusa fuori senza nient'altro che i vestiti che avevo addosso (ok, l'avevo fatta un pochino tragica).

La mattina dopo mi sono persa l'arrivo della marea che a arriva veloce come un cavallo al galoppo e sale di 14 metri perché questa magnifica visione era possibile prima dell'alba. Mi sono però goduta la vista della fortezza con l'alta marea.

Sono definitivamente con il team "marea su".






E poi mi è venuta la più malsana delle idee. All'inizio sembrava la migliore delle idee che io potessi avere, visitare Les Roches Sculptes di Rothéneuf. Un ex sacerdote ci ha messo 26 anni per scolpire più di 300 figure negli scogli e chi sono io per non andare a rendere omaggio a cotanta bellezza?

Ho chiesto informazioni all'Ufficio Turistico perché il sito dista circa 6 km dal centro città e non avevo tempo per andare a piedi. La ragazza che ho interpellato mi ha indicato un bus da prendere per arrivare a circa 500 metri dal sito e poi "avrei dovuto scendere". Di primo acchito non ho dato peso a quelle parole.

Sono arrivata vicino alle Rocce e poi non ho capito assolutamente dove andare. Ho trovato questa via e ho pensato di essere quasi arrivata:




Questa strada mi ha portato qui:



Sono tornata indietro, il gps mi portava ad un ristorante e io sapevo solo che avrei dovuto tornare indietro in tempo per prendere il bus per Parigi e non avevo tempo da perdere. Poi ho visto delle persone ferme in attesa vicino al ristorante. Ecco la biglietteria (il sito non è gratuito). La biglietteria era chiusa ma avrebbe aperto a breve (nessun problema, la tizia all'ufficio turistico mi aveva detto che 20 minuti sarebbero bastati per la visita).

Nell'attesa mi sono distratta leggendo qualcosa in più riguardo le rocce scolpite e da qualche parte ho letto "arrampicarsi un pò".

Ho fatto finta di nulla. Non avevo letto "arrampicarsi", mi ero sbagliata di sicuro, non serviva ricontrollare.

Allora. Diciamo che appena fatto il biglietto e cominciata la visita, la mia personale visita è terminata causa vertigini perché io davvero ci ho provato a scendere per qualche metro per quella parete di roccia dove era scavato uno stretto sentiero senza parapetto alcuno. Davvero ci ho provato e magari in un altro momento con qualcuno vicino, senza un giubbotto ingombrante, borsa, macchina fotografica e zaino addosso potrei anche riuscire a scendere rischiando che per risalire sia necessario chiamare l'elisoccorso ma... non oggi.




Io ve lo dico, voi che lavorate negli ufficio di informazioni turistiche, dovete avvisare che certi siti sono impraticabili per chi soffre di vertigini perché mi sarei risparmiata una sfaticata di 6 km a piedi per tornare in tempo per pigliare il flixbus per Parigi e sì, avrei potuto aspettare lo stesso bus che mi aveva portata fin laggiù ma avrei dovuto aspettare troppo tempo e poi sarei arrivata con un anticipo troppo breve per i miei gusti.

Di positivo c'è stato che parte della passeggiata di ritorno è stata davvero molto bella, anche se, magari, prendendola con più calma me la sarei goduta di più.








Comodamente seduta sul mio bus, unica passeggera, convinta di poter imporre le mia entropia almeno fino a Mont Saint-Michel, ho potuto guardare dall'alto in basso un gruppetto di ragazzi e ragazze che ha dovuto far fermare il bus già partito in perfetto orario in quanto non sono stati previdenti quanto me nell'arrivare almeno un po' in anticipo.

Mi sono sentita nel giusto.

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