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Francia, STRASBURGO: Quanto pesano le paiettes?



Febbraio 2019

STRASBURGO

Anni fa girava in tv uno spot che prendeva in giro me quando faccio cose, cose qualunque, senza pensare.

Ricordo che le situazioni che venivano derise erano di vario tipo ma al riguardo la mia memoria è parecchio confusa... però mi sembra di rimembrare qualcosa tipo Cristoforo Colombo che tenta di partire per le Indie con delle barchette (o roba simile) e uno sfottone perché non aveva pensato a procurarsi dei mezzi adeguati.

Mi sono sentita offesa. Come avevano fatto a sapere che ero andata al supermercato a comprare 10 zucche da intagliare ad Halloween munita soltanto di un cestello (per la cronaca, in un cestello ce ne stava a malapena una di quelle enormi zucche)?




Quello spot era per forza ispirato a me. Ovvio, avevano dovuto mettere di mezzo un personaggio storico conosciuto e non una stravagante commercialista con la testa tra le nuvole ma... sentivo che stavano deridendo me.

Io a volte credo che ciò che risiede all’interno della mia scatola cranica sia solo una carina poltiglia utile solo a scopo riempitivo, una cosa del tipo che se mi danno una botta in testa almeno non suona vuota, ecco. O forse è una questione di par condicio e un cervello doveva essere installato pure a me...





Vi faccio un esempio.

Molti anni fa durante una vacanza in Costiera Amalfitana, per motivi che proprio ho scordato, mi portai dietro per un’intera giornata di scalinate che scendevano a mare e salite sfiancanti, una borsa (di carta, teniamolo presente) con dentro due geodi reggilibri da 15 kg (quei cosi che si mettono nelle librerie per fermare i libri per capirci). Dovevo regalarli a degli amici ma non quel giorno. Vorrei ricordarmi perché li portai con me ma credo di aver sviluppato una sorta di memoria selettiva che a volte tenta di farmi scordare quanto posso essere idiota...

Di quell'episodio ricordo solo che alla fine della giornata ruzzolai dalla passerella di una barca (non in mare per fortuna) provocandomi il re degli ematomi perché ero troppo stanca per reagire prontamente ad uno scivolone. Avevo appena avvertito le mie amiche di stare attente mentre scendevano dalla barca perché la passerella era bagnata.

Con queste premesse capirete che non è difficile immaginare che potrei aver comprato 5 (tutti quelli che potrei aver trovato) blocchi da disegno con la copertina di paiettes nere da Tiger a Strasburgo ancora prima di arrivare all’albergo. Nello zaino che mi ero portata dietro potrebbero non esserci entrati e temo potrebbero non entrare nemmeno nella valigia (ma a quello potrei doverci pensare al momento di andarmene da Parigi) e, spoiler, la borsa che potrei aver comprato per portarmeli in giro (borsa che avrebbe potuto costare più di un quaderno) potrebbe essersi rotta. Prima potrebbe essersi rotta la maniglia e poi potrebbe essersi rotta la parte sotto costringendomi a cullare i quaderni per ore mentre gironzolavo per la città.

Ovviamente non confermerò e nemmeno smentirò ciò che avete appena letto.

E, soprattutto, tutto questo potrebbe essere successo in un’atmosfera che io amo solo quando mi trovo a Praga.

Sapete, quel cielo che lo guardi e ti dice “io tra poco piovo. No, davvero, piovo, ma piovo di brutto”. (Probabilmente quest’ultima frase è terribilmente sgrammaticata ma uscitemi le nuove regole grammaticali italiane per favore che ultimamente mi sento davvero autorizzata a scrivere di merda).















Detesto l'atmosfera tipica delle giornate uggiose.

Niente ombre e se non ci sono le ombre io a fare foto mi diverto di meno... le giornate nuvolose vanno bene solo per le foto ricordo dei matrimoni, tutte belle monotone e piatte con quella luce che io detesto ma che è perfetta per le spose.

A Strasburgo questa particolare atmosfera a dire il vero dona più del previsto. Mancavano solo gli sposi. Poi magari i matrimoni con il cielo teso piacciono solo a me eh... dopotutto non si dice "sposa bagnata, sposa fortunata"?

Non ne sapevo molto della Capitale d'Europa (personalmente quando penso alla bandiera blu, io penso a Bruxelles), non avevo mai curiosato al riguardo nemmeno so il perché. E volete sapere una cosa? Tutto ciò che ho letto su Strasburgo mi è scivolato addosso. L'ho scordato mentre visitato questa incantevole cittadina. Sì, ci sta il Parlamento Europeo ma è il centro storico che ti rapisce e non ti lascia andare finché non ti convinci di non aver tralasciato proprio quel viottolo che magari avrebbe potuto mostrarti qualcosa di ancora più bello e caratteristico. Poi, nel caso io avessi davvero dovuto portarmi dietro 5 pesantissimi blocchi da disegno con la copertina di paiettes, credo possiate immaginare quanto forte dovrebbe essere stato il richiamo della "Petite France".

Devo essere sincera. Dopo averla visitata, ho pensato che mi sarebbe davvero dispiaciuto essermela persa. E' una città sull'acqua quindi posso dire che ho aggiunto una tacca alla lista di "Venezia" che ho visitato perché, sì, da qualche parte qualcuno l'ha definita la Venezia di Francia. A dire il vero pure Colmar è stata definita la piccola Venezia di Francia quindi sono un pochino confusa...










Il giro in barca è d’obbligo. Io ho difficoltà a resistere ai giri in barca, a qualunque tipo giro in barca. Circumnavigherei pure le pozzanghere se potessi, che vi devo dire? Quindi la prima cosa che ho fatto appena dopo aver fatto il check out all’albergo potrebbe essere stata prendere sottobraccio la pesantissima borsa con i cinque blocchi da disegno con la copertina di paiettes e poi andare ad acquistare un biglietto per la prima barca in partenza quella mattina.

Avrei voluto passare più tempo a Strasburgo perché sono arrivata nel tardo pomeriggio e per una persona mattiniera come me per la quale partire alle 8 di mattina significa stare a poltrire un po’ troppo è una cosa più unica che rara ma... beh ovviamente c’è un ma.

Strasburgo è a 6 ore di autobus da Parigi e a meno di 2 ore di treno. La differenza sta, ovviamente, nel prezzo. E, a prescindere, preferisco 6 ore in autobus che 2 in treno, non ci posso fare nulla, io e i treni non andiamo d’accordo.

Per motivazioni a me ignote, prenotando per tempo, ho trovato dei biglietti flixbus a 0,99 euro. Roba che ti chiedi se ti fai il viaggio nel vano bagagli oppure se il tragitto lo fai correndo dietro all'autobus che, giustamente, imbarca chi paga il giusto prezzo e se ci mette 6 ore invece che 1.46 come il treno magari è perché deve andare abbastanza lentamente per permettere agli 0,99 di seguirlo di corsa.

No. A parte gli orari a me non proprio congeniali ho viaggiato come al solito, senza discriminazione alcuna, nemmeno il sedile che non si reclina o roba simile. Ho solo perso tempo partendo alle 11 di mattina.








Prenotato il giro in barca, dopo aver visitato il quartiere Petite France, mi sono ricordata che sarebbe stato opportuno fare colazione, giusto per.

Ho trovato un bar aperto vicino al molo dove avrebbe attraccato la barca che aspettavo e sono entrata, credo, nell’unico posto in tutta Francia in cui non c’erano esposte brioche calde di ogni tipo. Cioè capiamoci, in Francia pane e brioche si trovano pure dal calzolaio e dove ti capito io? In un ristorante che serve solo da bere fino ad ora di pranzo.

Almeno la Coca-Cola ci stava. E sì, lo so che fare colazione con la Coca Cola non è il massimo anche se, a volerla dire tutta, pure Jude Law faceva colazione con la Coca-Cola nella serie tv “The Young Pope” (ok, per amor del vero preciso che si trattava di Coca-Cola light alla ciliegia che in Francia pure si trova ma se proprio devo bere roba light alla ciliegia, Coca-Cola perdonami, preferisco la Pepsi).

Svegliata dalla botta di caffeina e riprese le forze grazie all’estremo quantitativo di zuccheri, ho fatto qualche metro e mi sono accomodata in barca dove ho riposato e mi sono goduta la città cullata dal movimento della barca. Troppi orribili riflessi nel vetri della barca per poter fare tutte le foto che avrei voluto...




Sono rimasta però stupita dal trovare un sacco di decorazioni natalizie sebbene mi trovassi in città verso la metà di febbraio. Non è la prima volta che mi capita di imbattermi tracce della festività ben dopo la consueta data di scadenza, pure in Olanda fanno fatica a dimenticarsi del Natale. Cioè io capisco che le lucine e tutto rendono l'atmosfera più accogliente ma lo dico e lo ridico, Natale torna ogni anno eh. Non dico di seguire l'esempio del Comune di Berlino che decise che il giorno due di gennaio del 2005 l'enorme albero di Natale in piazza dovessero essere abbattuto con una motosega (cosa che mi ha traumatizzato), ma, dico, la cosa dell'Epifania che le feste porta via dovrebbe essere imposta a norma di legge.






E arriva anche stavolta il momento delle foto fatte a caso che faccio solo per portarmi via qualcosa che ho visto. Eccole qui.




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