LOSTinSTORYTELLING

India, ALLAHABAD: Scene da un matrimonio



Maggio 2018

Giorno 11: Allahabad

Sono arrivata ad Allahabad dopo essermi letteralmente immersa nella città di Varanasi e si sa che Varanasi è tanta roba da assimilare, ma proprio tanta.

Quindi, non so per quale motivo, mi aspettavo che Allahabad assomigliasse almeno un po’ a Varanasi. Forse perché su google immagini qualcuno ha taggato foto di Varanasi con la posizione di Allahabad? Potrebbe essere…

Mi era piaciuta così tanto quell’atmosfera che ero un po’ triste al momento del check-out…

Dopo questa tappa mi aspetta quella più impegnativa e breve. Impegnativa perché non c’è assolutamente nulla da vedere in quella città oltre allo schifo nell’acqua. Schifo particolarmente schifoso. Breve perché mi fermerò meno di 24 ore.
“Perché ci vai?”, vi chiederete… ve lo spiegherò quando ci arriverò.

Allahabad ha una sola cosa di interessante da vedere, a quanto mi dicono qui. Ci sarebbe anche una specie di cosa rosa che sembra la chiesa di Barbie ma non mi interessava particolarmente e mi sono limitata ad osservarla mentre mi avviavo alla destinazione prescelta: Sangam, il luogo dove ero stata appena arrivata, ieri al tramonto, e che ho raggiunto con solerzia stamattina molto presto per poterlo esplorare con calma.

Anche se avessi voluto dormire, qui alle 5 di mattina si sentono in diritto di cominciare a lavorare e fare ogni rumore possibile e immaginabile. Sembrava stessero buttando giù i muri dell’albergo nelle stanze sopra alla mia, spostando i mobili allo stesso tempo e non ho motivo di pensare che non sia stato così. Lo stanno facendo pure ora.

Qui l’inglese lo parlano in pochi. Sanno solo quelle poche parole necessarie per chiederti se vuoi fare un giro in barca o per contrattare il prezzo di un trasporto. Nulla di più. E gli devi rispondere a gesti perché il concetto espresso dalla parola "no" faticano a capirlo.























Quindi… quando mi sono imbattuta in quelli che, ci ho messo un po’ per realizzarlo, erano dei preparativi per un matrimonio… non sono riuscita a spiegarmi in nessun modo.

La mia idea era di fare un po’ di foto e mandarle poi a qualcuno a caso per email. Non avevano un fotografo e la cosa mi pareva divertente. In qualche modo divertiva pure loro ma in modo diverso da come avrei voluto.

Vedete, appena mi hanno vista sono diventata la protagonista assoluta delle foto. Proprio così. Facciamo le foto con i parenti? Macché. Con me le hanno fatte. Tutti insieme con me al centro. Io con gli uomini, io con le donne, io con persone a caso, io che ad un certo punto mi attacco ad un tizio che passava per strada che aveva avuto la bella idea di rivolgermi la parola in inglese per fuggire dalla situazione prima di trovarmi dovunque avessero dovuto andare, in mezzo agli sposi a pronunciare i voti nuziali. Confesso che tutt’ora mi sto chiedendo chi tra le tante persone presenti fossero gli sposi…





La città è la solita accozzaglia di povertà mista a tutto il resto.

Ieri mi ero chiesta come facessero a stare in 10 o 15 dentro ai trabiccoli simil apecar, i tuk tuk… bene… oggi ho scoperto come ci si sta in 10. Perché se te ne vuoi tornare in città da Sangam non puoi scegliere con che mezzo tornare, ti ci caricano. E poi continuano a caricare gente per strada e con questo caldo non è divertente. E prima di te scaricano tutti quelli che erano saliti prima. In mezzo al nulla nel mezzo del nulla.

E’ l’unica volta in cui ho preso il mio bel spray al peperoncino e l’ho tenuto pronto all’attacco finché non mi hanno portata a destinazione. Non perché mi sentissi in pericolo… mi stavano particolarmente antipatici sia il conducente, sia il tipo che mi ha caricata quasi di peso sul veicolo. E… beh, se la sarebbero meritata ecco, io volevo tutt’altro mezzo di trasporto e prenderlo da sola e in pace ma pare ci siano accordi tra i guidatori ed era il turno di questi tizi.






Ai tizi nella foto di seguito ho cacciato un centinaio di rupie per poter fare una foto. Volevo mostrarveli. E vi mostro pure che quando li paghi per fare una foto, almeno nel mio caso, 9 volte su 10 (oddio… avrò pagato 3 o 4 volte in tutta la mia vita, compresa questa, ma sono sicura del 9 volte su 10) la foto non è granché perché da qualche parte qualcuno deve aver deciso che se paghi si devono mettere in posa nel luogo sbagliato e nel modo sbagliato quando sarebbe bastato rimanessero dove erano senza fare nulla.



In questo diario ho postato alcune (poche) foto con errori a me molto evidenti… se le ha viste il mio insegnante di fotogiornalismo sono nei guai (mi insulterà)… ma questa proprio non la sopporto… fa schifo.

Ps: questo post scriptum è per chi mi conosce di persona. Ragazzi, per sopravvivere ho dovuto mangiare le crocchette di pollo da KFC. Non dico altro. Di buono c’è che hanno una cosa alla fragola che è diventata la mia cosa alla fragola preferita. Di cattivo c’è che quello specifico fast food americano non è quello che si trova ovunque e nemmeno l’altro che si trova ovunque.

- - -

Share
Link
https://www.lostinstorytelling.com/india_allahabad_scene_da_un_matrimonio-d8445
CLOSE
loading