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India, BODH GAYA: Quello che le guide non dicono (e l'ebbrezza di trovarsi in mezzo ad un litigio tra vacche)



Maggio 2018

Giorno 6: Bodh Gaya

Arrivi a Bodh Gaya sapendo quello che c’è da sapere, che per i buddisti è come La Mecca per l’Islam, che ci viene il Dalai Lama, che qui il Buddha ha raggiunto l’illuminazione, che ci sono i templi di cui uno Patrimonio dell’Unesco ed un Buddha gigante.



E c’è pure il Pokémon regionale indiano che ti manca e sta proprio al di fuori del limite della portata del Wi-Fi del tuo albergo. Ma su questo sorvoliamo…

Sai anche che di sicuro qualcuno proverà a venderti un tour o altro, tipo massaggi o altre cose “spirituali”.

Quello che non mi è chiaro è cosa ci faccio qui visto che non c'è nessuno dei due fiumi che mi interessano. Ho commesso un piccolo errore nel pianificare il percorso e, prendendo spunto da viaggi simili, tutti mettevano Bodh Gaya come una tappa davvero imperdibile e... la mappa che ho usato per capire più o meno dove sarei dovuta andare era troppo piccola e... insomma sono finita qui per caso. Ma non è importante, pare un luogo davvero interessante da visitare.

Sono stata subito affiancata da una "guida locale". Dopo avermi assicurata che non voleva soldi ma solo un’offerta per la sua scuola per orfani ho accettato di farmi accompagnare al fiume. Non è uno dei fiumi che voglio raccontare ma lo volevo vedere comunque. Ciò che mi può raccontare un luogo spesso mi aiuta a comprenderne un altro.

La sorpresa è stata quella di trovare il fiume in secca, ciò che mi ha lasciata a bocca aperta è stato il fatto di trovare le foto che, qualunque altro scatto io faccia, avrebbero dato un senso alla storia che io sto cercando di raccontare. C’è sempre quel momento, in un racconto, nel quale comprendi il perché di tutto il resto. Soprattutto nei racconti fotografici. E io l’ho trovato nel letto secco del fiume, tra gli abiti inglobati nella sabbia (la guida mi ha raccontato che si tratta di abiti appartenuti a chi, mentre faceva il bagno nel fiume è stato travolto da una piena improvvisa e non ha avuto via di scampo, voglio provare a crederci, è vero che qui sono morte persone in quel modo ma potrebbe essere, e probabilmente lo è, solo una favola da propinare ai turisti, detto questo non mi importa, gli abiti inglobati nella sabbia per me rappresentano altro, quel legame con il fiume che è così importante in ogni momento, dalla nascita alla morte) e i resti delle cremazioni, che qui non siamo a Varanasi e se nessuno te lo dice magari potresti pensare che hanno fatto un falò sulla spiaggia (anche qui a dire il vero potrei avere qualche dubbio ma non credo mi prendano in giro su questo argomento). Peccato che queste foto io non le posso utilizzare per il mio racconto perché non appartengono ai luoghi bagnati dai fiumi sacri ai quali sono interessata. Ma non importa. Queste foto mi hanno fatto comprendere un pò di più il legame con i fiumi.









Io e quella povera guida abbiamo camminato un bel po’, ho portato il mio corpo al limite, troppo caldo (42 gradi percepiti) e sole a picco perché io volevo quella particolare luce. Vi posto qualche foto per farvi capire, con questa luce che amo tanto.







Ho accompagnato la mia guida alla sua scuola, non ci volevo andare, volevo lasciare l'offerta promessa e andarmene ma no, una visita era d'obbligo. Vi chiederete perché ho seguito un perfetto estraneo in un non so dove sconosciuto... era innocuo, lo percepivo. Me ne accorgo se una persona non è affidabile, questo tizio lo era.

La scuola aiuta un bel po’ di bambini orfani a studiare hindi, inglese e matematica. Non ha finanziatori, la struttura viene portata avanti con le offerte dei turisti. Ho lasciato una piccola offerta, mi hanno mostrato libri contabili e dato una ricevuta, non so se è l’ennesima fregatura ma ho pensato di potermi privare di qualche euro. Posto una foto di una delle aule buie, forse troppo buie.



E qualche euro l’ho lasciato anche al ragazzo che mi ha accompagnata perché Dio solo sa se a momenti non stramazzava anche lui in mezzo alla sabbia del letto del fiume. Ma sono felice. Lo rifarei mille volte.

Nelle ore più calde ho evitato di uscire ma poi non ho resistito e sono tornata sotto al sole cocente. Volevo entrare al tempio ma avevo con me il cellulare e non è permesso portarlo all’interno. Tornerò domattina. Sono curiosa, ho visto molte donne vicino al tempio vendere fiori da offrire al Buddha. E molte chiedere altre l’elemosina.




Poi mi sono sentita chiamare con il mio nome da un ragazzo che stava inseguendo, in moto, il tuk tuk (finalmente ho ricordato come si chiamano i cosi verde giallo) che mi stava portando al Buddha gigante (bello eh, ma meno interessante di tanto altro che ho visto in questi giorni). Mi sono sentita chiamare con il mio nome pronunciato correttamente. Voleva salutarmi visto che ci eravamo parlati ieri (mi sa che sto parlando con tutti coloro che parlano inglese…).

E poi sono finita in mezzo ad un litigio tra vacche (mi stavano per scornare).

Perché se deve capitare a qualcuno… eccomi. Dunque. Stavo tornando all’albergo quando ho visto delle vacche lottare. Mi sono ovviamente fermata ad immortalare la cosa quando il mio solito seguito di fan adoranti mi ha fermata per i selfie di rito (oggi ho perso davvero il conto). Ho risposto che sì certo, tutti i selfie che volevano, nessun problema ma magari era meglio allontanarci dalle vacche che si stavano scornando furiose ma uno di loro “ma noooo tranquilla non succede nulla” e io mica tanto tranquilla stavo e continuavo a guardare le vacche tra un selfie e l’altro e per fortuna direi. Ce le siamo ritrovate praticamente addosso, io mi sono scansata appena in tempo perché la natura, per compensare la mia sbadataggine, mi ha donato degli ottimi riflessi e il tipo del “noooo tranquilla” si è preso una scornata nel sedere. Per fortuna sono vacche e troppi danni non fanno, un toro non sarebbe stato altrettanto innocuo.

Io so solo che se mi avessero fatta cadere e magari danneggiato la mia reflex, il ristorante italiano che prometteva hamburger e patatine avrebbe avuto una bella scorta di carne gratis.






Dimenticavo, i defunti vengono affidati al fiume, non tutti però possono permettersi la cremazione e a quanto mi hanno detto nei periodi di secca molti vengono seppelliti. Devo verificare questa cosa.

Lungo le strade qui è comune trovare delle lapidi in memoria.



Gli immancabili ritratti su richiesta:




E qualcuno rubato…





Qualche mestierante:





E cose a caso.





Ps: i tuk tuk qui hanno gli interni tappezzati di foto, perlopiù di dolci fanciulle…

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