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India, BODH GAYA - VARANASI: Non è che ho proprio sbagliato hotel...

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Maggio 2018

Giorno 7: Bodh GayaVaranasi

Quasi commossa per aver visto nell’apposito sito web che il mio treno sarebbe arrivato in orario a Gaya, ovviamente non mi sono accorta di aver portato con me non il biglietto vero e proprio ma la waiting list.

Che significa?

Che forse avrei potuto non avere un posto prenotato in una carrozza decente e con aria condizionata perché se hai solo la waiting list vuol dire che quando hai fatto il biglietto non c’era posto e avresti dovuto aspettare che se ne liberasse uno.

Terrorizzata dall’idea di finire nelle classi più infime, sono entrata nella carrozza più bella e mi sono messa comoda, prima o poi qualcuno, in questo caso il futuro artefice del mio destino ferroviario, sarebbe arrivato no? Qui vengono sempre a controllare prima o poi.

Dopo poche decine di minuti e dopo avermi fatta sloggiare dalla prima classe sono riusciti a dirmi dove accomodarmi.

Qualcuno mi aveva lasciato il suo posto in seconda classe.

Il viaggio non è stato male, mi sono trovata a contemplare la campagna indiana in uno scompartimento da 4 cuccette.

Nonostante fosse pomeriggio tutti dormivano già (il treno avrebbe proseguito per Delhi, probabilmente con 8 ore di ritardo e no, non sto scherzando).




Ho avuto la fortuna di incontrare due ragazze davvero disponibili, una studentessa e un’assistente universitaria che, senza che io chiedessi, mi hanno aiutata a chiamare l’Uber di qui (il servizio Ola) e a farmi arrivare in albergo sana e salva.

Mi hanno messo in guardia, non è vero che in India non mi può succedere nulla di male, devo stare attenta, ma ai locali non piace dirlo ai turisti. Lo avevo intuito ma, ripeto, non ho avuto brutte sensazioni, finora, e ho imparato a fidarmi delle mie sensazioni (se passi la maggior parte del tuo tempo ad osservare il mondo, affini un certo tipo di istinto).

Continuo a trovare persone gentili e premurose lungo la mia strada e ne sono davvero felice.

Varanasi non è pericolosa ma, appena scendi dal treno, in stazione ti si appiccicano addosso i tassisti privati.

Ti vedono con una borsa, poi vedono che sei straniera e fanno di tutto per caricarti in auto e non è sicuro per una donna salire da sola in un taxi di sera e poi i tassisti privati vanno evitati a prescindere a qualunque ora del giorno.

Se non avessi avuto le ragazze ad aiutarmi mi sarei rivolta alla polizia, è sempre presente nelle stazioni e i poliziotti sono davvero disponibilissimi.

Se il treno fosse arrivato puntuale a Varanasi non avrei avuto problemi ma non pretendiamo troppo, non è uso e costume locale far arrivare i treni in orario…

Il servizio Ola lo puoi prenotare solo se hai un numero indiano e io quel problema non l’ho ancora risolto, nonostante molte mail alla compagnia telefonica. Vabbè.

Per arrivare in hotel ho dovuto cambiare due auto e fare un pezzo a piedi in quella che mi è sembrata essere la Times Square di qui.

È vero. A parte gli animali estinti, per strada c’è di tutto. Forse ci stanno anche quelli, semplicemente non li ho visti. Diciamo che se incontrassi un t-rex piumato accanto ad una vacca e ad un tizio in motorino non mi sembrerebbe affatto strano ecco. Ci starebbe bene pure qualche dodo..

E poi ho sbagliato albergo. E non è nemmeno la prima volta che mi capita.

A mia discolpa l’altra volta avevo confuso rue con boulevard e non era colpa mia se allo stesso numero c’era un albergo (ok, di categoria molto superiore alla bettola che avevo prenotato ma sorvoliamo), stavolta ho solo sbagliato piano. E faceva caldo ed ero stanca ed è inutile che tenti di discolparmi, sono la solita svampita ed è ora che io lo accetti.
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https://www.lostinstorytelling.com/india_bodh_gaya_varanasi_non_e_che_ho_proprio_sbagliato_hotel-d8418

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