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India, KANPUR - AGRA: Hop on, Hop off al volo



Maggio 2018

Giorno 13: KanpurAgra

Tu pensi di aver preso un bus qui e aver fatto la tua Indian Bus Experience e che non avrai altre sorprese… eh si, certo.

Stamattina mi sono alzata di buon’ora come sempre e poi mi sono ricordata che il primo autobus sarebbe partito alle 9.15… quindi ho fatto quello che non faccio mai.

Ho dormito fino alle 7.30.

Arrivata alla stazione degli autobus ero quasi commossa quando qualcuno a caso sentendo che stavo cercando un bus per Agra mi ha detto: platform 4. Cioè a Kanpur esiste un modo per capire dove sta il bus che stai cercando. Sono dei cartelli volanti che sembrano appesi al nulla a circa tanti metri di altezza e piattaforma 4 ha un significato molto relativo ma in men che non si dica ero seduta sul primo posto disponibile vicino alla porta di ingresso del bus per Agra.

Niente aria condizionata, quindi ho pensato che piuttosto di lessare era meglio stare vicino a qualcosa che si sarebbe aperto almeno ogni tanto no? Ecco. Non avevo capito che per i 3/4 del tempo la porta sarebbe stata aperta perché qui la gente sale e scende con il bus in movimento.

Il tizio che fa i biglietti urla “Agraaaaaaa” e le persone salgono a scendono. Il bus si ferma del tutto solo se c’è un gruppetto piuttosto nutrito di futuri clienti. Ora. Non sarebbe stato un problema se tra me e la porta non ci fosse stata solo una specie di ringhiera a protezione di non so cosa perché tra quelle sbarre ci passavo pure io volendo, e io non avessi posizionato tra me e la ringhiera la borsa con l’attrezzatura fotografica. Morale della favola: mi sono tenuta la borsa stretta tra le cosce manco fosse l’amante dei miei sogni. Anzi. L’amante dei sogni di tutte.

Tenete poi conto che con il caldo, non so voi, ma io tendo a dormire. E manco potevo dormire perché altrimenti chi avrebbe stretto le cosce? E tra le braccia, ugualmente in pericolo, avevo l’altra borsa con il MacBook e il resto delle cose preziose che mi porto dietro. La mia valigia era stata presa senza chiedermi nulla e buttata non so dove (le pashmine! Dovevo rintracciarla solo perché ci avevo messo le pashmine!!!).

Leggere per rimanere sveglia? Ci ho provato ma il mio cloud ha uploudato senza il mio permesso i libri che avevo scaricato per il viaggio (7 ore) e senza connessione sono rimasti nel cloud (stamattina erano nel dispositivo poi il cloud ha fatto di testa sua come sempre) e voglia di rileggere cose già lette ne avevo poca e poi il bus sobbalzava talmente tanto che avevo paura che il mio iPhone mi scappasse dalle mani e finisse sbalzato fuori dal finestrino.

Oltre agli altri disgraziati che come me erano saliti in quel forno ventilato, ogni tanto saliva qualche venditore di cose, cose a cui non so dare un nome, a dire il vero alcuni sembrava vendessero mangimi per uccelli e… cioè avevano dei secchi con dentro roba tritata. Tutto corredato da musica indiana in loop. Sempre le stesse canzoni.

Qui trovate le melodie:




Ovviamente a tutto volume.

Io ho combattuto ascoltando i Depeche Mode: “The Dead of Night” andava perfettamente a tempo con le buche prese dal bus e “I Am Dust” di Gary Numan mi pareva adeguata perché ho preso talmente tanta polvere in faccia che quando mi sono sciacquata in albergo nell’asciugamano è rimasta una sindone.

Ps: a proposito dell’albergo... le maledette scimmie avevano fracassato il router del wifi…

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