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India, KANPUR: Quando vai in un posto non segnalato sulla Lonely Planet



Maggio 2018

Giorno 12: Kanpur

Compri la Lonely Planet, vuoi andare a Kanpur, Kanpur non ci sta sulla Lonely Planet… Panico… ma… se non c’è, vuol dire che Kanpur non esiste? Cioè a pensarci bene magari semplicemente non sono riuscita a scovare nulla in quelle 1600 pagine di guida ma ciò non vuol dire che non ci sia qualcosina…

Io sono arrivata a Kanpur preparata per affrontare una specie di zona di guerra.

Una città pericolosissima in cui è facilissimo venir aggrediti in pieno giorno, dove l’unica cosa da vedere è il Gange inquinato. Di Kanpur, sul web, si parla davvero male.

Ci sono arrivata verso le 13 dopo un bellissimo viaggio in autobus Volvo con aria condizionata (credo il massimo della comodità reperibile qui). Ho addirittura avuto freddo durante il viaggio. Io che, cosa fosse il freddo, lo avevo scordato, ho benedetto la fastidiosa pelle d’oca.

Il tuk tuk mi ha portato in albergo senza deviazioni e… e la mia prenotazione era stata cancellata perché avevano provato a chiamarmi e siccome il mio numero non era attivo non ho potuto, ovviamente, rispondere. Quindi avevano dato la mia stanza a qualcun altro. Mi sono seduta ad aspettare che accadesse qualcosa per circa un’ora e mezza con un topolino che ogni tanto sbucava da sotto il divano della reception per sentirmi dire che dovevo andare in un altro albergo della stessa catena. Ora. Topo a parte io volevo quell’albergo, le camere erano raccolte e pulite con un letto enorme e la strada su cui si affacciava era piena di vita e di tutto ciò che mi piace qui, compreso uno strano mercato.

Bene. Sono finita ad avere una “suite” grande tre volte la stanza che volevo, con lo sciacquone e la luce del bagno che non funzionavano, con mobili rovinati e fatiscenti, materasso di marmo e zona lontana da tutto e non sarebbe stato un problema, perché mi adatto facilmente, se non avessi dovuto pagare più del doppio.








Non importa. A Kanpur, tramite amici, ho conosciuto una famiglia del posto che mi ha aiutata a fare delle foto stupende e ad apprezzare la cucina vegetariana del nord dell’India. Due cose per me importanti.

Sunny, il mio gentilissimo accompagnatore, ha avuto la sensibilità di capire esattamente ciò che stavo cercando. E mi ci ha portato. Nel mezzo dei rifiuti, dove il fiume sta morendo facendo soffrire la gente di qui che guarda impotente Mama Ganga marcire. Ma non dove tutti i fotografi vanno di solito. No. In un posto dove la puzza mi ha quasi fatto vomitare e dove gli occhi stavano per mettersi a lacrimare ma dove il paesaggio circostante non è quello delle fabbriche, l’unica cosa di cui si parla riguardo a Kanpur. Fabbriche e inquinamento.

Il giornalista che ho incontrato a Bodhgaya mi ha inviato dei link con dei documentari girati da lui. Non ho trovato il suo nome nei crediti, mi auguro usi uno pseudonimo (sì, tendo a controllare chi si sta offrendo per lavorare con me). I documentari sono molto interessanti, posto i link, se volete saperne di più vi faranno capire meglio la situazione qui, soprattutto riguardo a ciò che sta accadendo al Gange. Mi aveva offerto aiuto a Kanpur ma mi avrebbe fatto accompagnare alle fabbriche, dove vanno tutti i giornalisti.

Ecco i documentari:





Io sono stata fortunata a trovare ciò che cercavo. Sono delle foto importanti per la storia, quelle che ho scattato a Kanpur. E sono stata fortunata a vedere anche altri ghat, e a saperne di più di questa città, dove si vive bene se sei ricco perché la classe media proprio non esiste, pulita e ordinata per essere in India, dove non ho visto troppe baracche, quelle con il tetto e le pareti fatte di teli di nylon, che ti chiedi come ci riescano a vivere in quella specie di tende… poi ti ricordi che qui si tratta di sopravvivere e in certe situazioni un tetto di nylon è un lusso.













Anyu, la moglie di Sunny, oltre ad avermi fatto venire voglia di andare a fare shopping con lei, mi ha fatto preparare una cena vegetariana (loro lo sono e io apprezzo molto la cucina vegetariana) senza formaggio o paneer. Beh devo dire che era davvero deliziosa. Ci sono alcuni piatti che mi sento di segnalare:

Rawa Idli ovvero una specie di cosi (non so definirli, sono più grandi degli gnocchi) fatti con semolino e conditi con spezie e un sugo di peperoni (nella versione che ho assaggiato io) con una consistenza piacevolmente spugnosa e un sapore… non mi ricordo ma erano buonissimi,

Chola, una zuppa di ceci con pomodoro e spezie,

Ocra o Lady Fingers o Bhindi, una verdura buonissima saltata con spezie e cipolla,

Suka Aloo che non sono altro che delle semplici ma deliziose patate al curry.

(Purtroppo, come non so mangiare decentemente, non so parlare di cibo decentemente)

Ora. Non sono e non diventerò mai una food blogger ma alla fine di questo viaggio voglio mettermi al lavoro in cucina con queste ricette. E magari con altre, vedremo. Siccome di solito le cose mi riescono magari poi vi posto la mia versione di questi piatti tipici. Sperando di trovare tutti gli ingredienti…



Mi sarei fermata volentieri un giorno in più a fare shopping e a provare altro cibo vegetariano ma Kanpur, nella mia immaginazione, doveva essere un posto dal quale fuggire in fretta.

Grazie web.

Ho approfittato della gentilezza dei miei ospiti per chiedere un paio di delucidazioni a proposito delle sacre vacche. Non sono proprietà di nessuno (anche se, in alcune zone rurali mentre ero in bus ne ho viste incatenate, probabilmente servono per il latte e a Varanasi raccontano che ogni mucca alla sera torna a casa propria ma la vedo strana la cosa visto che di notte in bus le ho viste dormire ovunque per strada), semplicemente tutti devono averne cura. C’è chi le nutre ma di solito adorano mangiare rifiuti quando non stanno provocando incidenti stradali (non hanno ancora capito come ci si comporta) oppure non stanno contribuendo al già notevole ritardo dei treni indiani sostando sulle rotaie.

Nessuno, nemmeno il più povero, si ciba della loro carne ma in alcune zone vengono mangiati volentieri i bufali d’acqua (io non ho ancora capito come distinguerli).

Il problema qui sono le dispettosissime scimmie. Se lasci la finestra aperta ti entrano in casa e distruggono tutto ciò che trovano. E mia madre si lamenta dei gatti dei vicini…

Tornando all’albergo abbiamo incrociato 3 matrimoni. Qui per festeggiare fanno cose che… lasciamo perdere. Ho fatto un paio di foto in corsa ma praticamente ci sono carri che avevo visto già in giro per le strade durante il giorno e che pensavo appartenessero a dei luna park… e… beh… non so ma credo che farò un salto a Bollywood perché se a Kanpur sono così teatrali, laggiù non oso immaginare cosa mi aspetta.


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