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INDIA: Karmiamoci un attimo (come arrendersi di fronte all'impossibilità di averla vinta contro il sito web delle ferrovie indiane)



Aprile 2018

India

Per esperienza personale mi sento più tranquilla se qualcosa va storto prima della partenza o prima di cominciare un lavoro importante. Mi dà l’illusione che poi, per una sorta di legge celeste della compensazione, tutto andrà bene.

Lo penso da quando fui costretta ad andare da Vienna a Graz con un’auto noleggiatami dal cliente e con un navigatore satellitare impostato sulla lingua giapponese, senza dimenticare le due ore di autostrada in mezzo ai monti che per chi come me soffre di vertigini e si rifiuta di guidare in montagna sono un incubo. Incubo rivissuto al ritorno. Riuscii ad arrivare non so come ma tutto il resto andò molto bene. A parte una multa per aver "irrispettosamente" fermato l'auto dove non dovevo per calmarmi un attimo dopo il panico montano.

Vedete, dopo aver affrontato il sito web delle ferrovie indiane sono certa che tutto ciò che ho preventivato di fare andrà a meraviglia, che in India questo sarà il maggio meno caldo di sempre, che per qualche motivo mangerò senza troppi problemi e che incontrerò Jared Leto al tramonto sulle rive del Gange, con gli occhi lucidi e pronto a dichiararmi amore eterno. Forse ricambierò il suo interesse, forse no.

Tu pensi di andare sul sito della IRCTC (Indian Railway Catering And Tourism Corporation, che solo a leggere il nome immagini che tutto filerà liscio) e pensare che basterà scrivere la città di partenza e poi quella di arrivo, scegliere data, orario e classe e poi pagare per ricevere un biglietto elettronico.

Eh si.

Certo.

Povero illuso.

Ti registrerai sul sito e poi magari scaricherai la app. Poi non ci capirai nulla. Pare serva un numero telefonico indiano. Allora cercherai sul web qualche malcapitato che ci è passato prima di te e che ha la soluzione. E la soluzione è il sito Cleartrip che ti permette, pagando una piccola commissione, di registrarti senza avere per forza un numero di telefono indiano e poi di conseguenza prenotare i biglietti dal sito delle ferrovie indiane. Al massimo, se ti chiedono un numero di telefono indiano, nei forum ti consigliano di inventartene uno. Ok ma per registrarti devi esserti già registrato nel sito delle ferrovie indiane. Poi succedono cose. E in qualche modo ti trovi a mettere il numero di telefono italiano e a pagare 100 rupie. Poi ti arrivano codici. Confermi altre cose. Cerchi di capirci qualcosa insieme ai santi che hai gentilmente invocato per aiutarti nella faccenda e alla fine riesci a prenotare. Non capisci molto bene da quale stazione a quale altra ma non importa. L’importante è avere l’aria condizionata. E che le stazioni siano nelle città in cui vuoi andare. Poi ti arriva una mail. E tu canti vittoria. La apri e da un lato c’è scritto che sei nella lista di attesa, dall’altro che cliccando sull’icona puoi stampare il biglietto elettronico. Vorresti evocare Schrodinger e discutere al riguardo, ci si potrebbe addentrare in teorie sugli universi paralleli qui, ma non hai tempo. Questa cosa della lista di attesa ti pare strana ma… “stampa biglietto elettronico” vince su ogni tua perplessità. Quindi stampi il PDF e sei convinto di avere il biglietto. Finché dopo un po’ ti arriva il vero biglietto elettronico. Prima eri in lista di attesa. E vabbè. Hai capito come funziona ora non ti fermerà nulla. Nulla a parte il sito in manutenzione quando devi finire di prenotare i biglietti. Ne hai prenotati solo 6, te ne mancano altrettanti. “Ci penserò domattina” ti dici e lasci perdere per il momento, non c’è fretta.

Al risveglio ti arriva una mail dalle ferrovie indiane che ti dice che in un mese non puoi prenotare più di 6 biglietto elettronici. Se hai questa necessità devi essere verificato tramite un codice OTP che ti verrà inviato tramite Sms dopo che avrai comunicato il tuo codice Aadhaar. Il tuo codice Aadhaar… ok.

Ti chiedi che diavolo è questo codice ma c’è un link. Basterà andare al link no? E infatti al link ti chiedono questo dannato codice. Chiaro. Cerchi di capire che è ma non trovi notizie comprensibili. Allora lo fai. Lo fai davvero. Scrivi alla mail del servizio clienti. Ti incoraggiano a farlo se ne hai bisogno, mica lo fai proprio di tua spontanea volontà. Te lo hanno detto loro che sono a tua disposizione. Scrivi una mail dove gentilmente chiedi che ti spieghino come avere un codice Aadhaar e spieghi la tua necessità di comprare più di 6 biglietti. (soprattutto perché da disorganizzata quale sei hai prenotato per prime le tratte che ti piacevano di più e lasciato per ultima quella più importante perché dovevi pensarci su. Quella che dovrai percorrere tra pochi giorni e magari in tutta sicurezza in prima classe perché il treno notturno ha i suoi pro e contro.)

E le ferrovie ti rispondono in automatico che non ritengono che la tua mail abbia bisogno di una risposta. L’equivalente del “non mi interessi a prescindere”. Il peggiore dei rifiuti. E tu resti a bocca aperta, senza parole, senza sapere cosa rispondere. Taci. Ci penserai al tuo arrivo in India a comprare quei fottuti biglietti.

Quindi. Jared lo so bene che al momento sei in tour con i 30 Seconds to Mars e so che avrei dovuto venire a vederti suonare ad Amsterdam ma… per favore. Il mio ego ha ricevuto un duro colpo.

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