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India, VRINDAVAN: Stavo per schiaffeggiare una mucca...



Maggio 2018

Giorno 16: Vrindavan

Stamattina, dopo essermi svegliata nel mezzo della notte per la quarta volta (come è mia abitudine, se dormo 5 o 6 ore filate mi sveglio di pessimo umore, per motivi a me sconosciuti ho bisogno di un sonno interrotto per stare bene) avevo deciso di rimandare la mia visita alla vicina cittadina di Vrindavan al pomeriggio.

Non so perché, forse un attacco di pigrizia, mi sembrava più sensato fare la turista ad Agra al mattino e andare al fiume a Vrindavan al pomeriggio. Quindi mi sono rimessa a dormire, mi sono svegliata un altro paio di volte e alle 7 stavo salendo su un tuk tuk diretta alla stazione dei bus: direzione Vrindavan. Ci ho provato a poltrire ma il dovere viene prima della mia pigrizia.

Cioè io non sono pigra, si tratta più di pigrizia selettiva… sapete quando non vi va di fare una cosa? A me non andava di uscire presto e poi avevo le scatole girate. E proprio per questo motivo me la stavo per prendere con la ruminante.









Vedete, Agra è una città molto turistica, chiunque passi per l’India viene indirizzato qui. Il Taj Mahal… e vabbè. Il problema è che non ci sono turisti occidentali in questo periodo.

In più di 2 settimane ho incontrato solo il biondone danese e il cinese spaventato dalla pazzia che imperversa in India.

Quindi che accade quando esco? Accade che se non sto attenta mi caricano in qualunque mezzo di trasporto per portarmi ovunque io voglia perché ai turisti possono chiedere 100 rupie a corsa, 150 se la destinazione è lontana.

Non mi lasciano camminare.

Se gli spiego che ho voglia di passeggiare rallentano e “passeggiano” con me.

Mi danno il loro numero di telefono perché io li chiami per farmi venire a prendere all’albergo.

Uno di loro mi ci voleva portare gratis, bastava lo chiamassi il giorno dopo (gli ho dato un numero finto, non ero connessa quindi non ha potuto controllare).

Un altro non voleva essere pagato per la prima corsa, mi sarebbe passato a prendere al fast food dopo un po’ (ma io, se voglio annegare nel frappé alla fragola, non so quanto tempo ci metto e non voglio prendere impegni di alcun tipo).

Un altro ormai sa dove vado a mangiare qualcosa e mi aspetta fuori, mi chiama per nome e nemmeno gli devo dire dove portarmi, lui sa già tutto.

Capite? Io non posso passeggiare in pace qui ad Agra. Mai.

Quindi andando a Vrindavan speravo di trovare un po’ di tranquillità. Non erano mai stati così insistenti in nessuna delle altre città che ho visitato finora. E invece… nulla. Manco a Vrindavan mi hanno lasciata stare.




Mi è andata bene perché ho fatto delle foto molto interessanti al fiume… ci sono dei Ghat (le scalinate per accedervi) molto lontane dall’attuale letto dello Yamuna.

Parlo di un centinaio di metri o più e tra i Ghat e il fiume ci stanno una strada e delle case… presumo il fiume si sia ritirato, ormai molto tempo fa.



È una cosa importante per la mia storia e dovrò indagare. Avrei voluto chiedere alle persone del posto ma qualunque cosa chiedessi mi rispondevano “Hare Khrisna” e usavano dire questa frase per tipo… tutto: chiedermi l’elemosina, salutarmi, dirmi di salire su un mezzo qualunque… ed è qui che una vacca mi ha gentilmente dato una musata e io, al ventesimo “Hare Khrisna” mischiato al trentesimo tuk tuk che mi proponeva di salire e non capiva perché io volessi andare a piedi, le stavo per tirare un manrovescio, prima di ricordarmi che, povera bestia, lei non aveva colpa di nulla… e poi chissà in che guaio sarei potuta finire malmenando una vacca sacra, ci sarebbe mancato solo quello… Ero solo stanca.

Mi piace l'India, mi piace la follia tipica di questo paese, mi diverte.

Ci vivrei? Mai e poi mai. (Tenete conto che ho vissuto in Finlandia, sono rovinata per sempre) Ma ci tornerò, poco ma sicuro. È solo che non è possibile chiedere a qualcuno di portarti ad una destinazione vicina 2 km e per motivazioni oscure ritrovarti a 15 km dal posto dove dovevi essere.

Cioè un altro giorno la cosa mi avrebbe divertita, oggi no perché per fare le foto al fiume ho dovuto concentrarmi tentando di escludere il resto del mondo e io non ho mai bisogno né di concentrami né di escludere il mondo circostante quando cerco di trovare delle foto, anzi.

Ok ho le foto ma questa cosa non mi è piaciuta, è stata innaturale…












Anche oggi un tuk tuk aveva la radio a palla però stavolta, per fortuna, la musica non mi ha fatto sanguinare le orecchie.

La playlist era carina. Vi giro i link, certe canzoni sono abbastanza da bar sulla spiaggia o almeno così ho pensato al momento, forse per il caldo… cioè riascoltandoli adesso mentre cerco i video su youtube mi fanno abbastanza schifo pure questi brani ma cerchiamo di sorvolare su questo fatto…








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