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Italia, ALTAMURA: Embè? Dove sta il pane?



Maggio 2019

Altamura

C'è un episodio della mia vita che avevo giustamente rimosso e che Facebook (per me Facebook è femmina, non so perchè ma è così e non voglio essere contestata al riguardo), interpellata in un momento di noia, ha riportato a galla tra i miei ricordi.

A me capitano molte cose strane, per svariati motivi. Posso riassumerli nel fatto che sono svampita, che non passo molto tempo in casa, che viaggio spesso e che osservo il mondo a modo mio e, parecchie cose che ai più sfuggono, per me sono visibili come un segnale stradale illuminato in piena notte.

Detto questo, credo che qualcosa di sovrannaturale si diverta ad inserire il formaggio, la cosa che detesto di più al mondo, in situazioni che si rivelano degne delle peggiori commedie. Se io leggessi una cosa del genere chiederei allo sceneggiatore, o allo scrittore, di essere più reslistici. Ma la vita, a volte, ti fa strabuzzare gli occhi.

Ero di ritorno a... Milano? Forse. Probabilmente sì perchè il fatto accadde a Padova e ricordo che presi un taxi dopo una festa per prendere il primo treno della mattina (probabilmente avevo una lezione all'Accademia di Fotografia in mattinata). Ad un incrocio il tassista frenò per evitare di arrotare un sacco di forme di formaggio. Avete capito bene, c'erano delle forme di formaggio in mezzo alla strada, sicuramente cadute da un furgoncino o vai a sapere cosa.

La mia faccia penso potesse assomigliare a quella dei protagonisti di "Stranger Things" di fronte al Demogorgone che secondo me puzza molto meno del formaggio e se devo scegliere, scelgo il Demogorgone tutta la vita, poi magari al forno con le patate è pure buono eh... vai a sapere tu, io so solo che il formaggio mi fa schifo.

Cioè, rischiare di finire fuori strada per delle forme di formaggio... no. Ma proprio no.



Perchè vi ho raccontato questa storia?

Beh perchè io immaginavo Altamura come una Disneyland del pane dove il mio autobus, per evitare di uscire di strada, avrebbe dovuto schivare delle meravigliose e fragranti pagnotte di Altamura e io avrei potuto passeggiare inebriata dal profumo dell'amato prodotto da forno.

E invece... pioveva e mi sono trovata in una bellissima landa desolata e sperduta rivestita di tonalità neutre nell'orario di chiusura dei negozi, senza nemmeno trovare una panetteria.

Ah quanto ho sentito la mancanza di Parigi e di tutte quelle boulangerie pronte a sfornare baguette ad ogni ora del giorno... se c'è una cosa che adoro della Francia è la possibilità di trovare pane caldo anche dopo pranzo (magari il mio girovita questa cosa la adora un po' meno ma la cosa non mi riguarda).


















Avevo dimenticato che in Italia, grandi città a parte, i negozi chiudono per la pausa pranzo e spesso riaprono in un orario che io definisco “tardo pomeriggio”. Essendo una persona profondamente mattiniera, per me “tardo pomeriggio” è quel lasso di tempo che va dalle 16.30 in poi. Oltre ad essere mattiniera sono pure una persona che ama andare a dormire tardi quindi il “tardo pomeriggio” si protrae fino all'ora di cena stabilita dalle consuetudini del luogo in cui vivo.

Ecco, siccome avevo stabilito di tornare a Matera verso le 18 per poi poter andare a cena in un orario mitteleuropeo fregandomene delle consuetudini del luogo (mi ci vuole un po' per cambiare abitudini per quanto riguarda l'orario del pasto serale) non avevo tempo per aspettare l'apertura delle panetterie (alle 17.30) e nemmeno avevo capito dove stavano le panetterie, ad essere sincera...



Io ho un bellissimo rapporto con gli autisti di autobus nel sud dell'Italia.

Davvero.

Ricordo quel caro ragazzo che a Caserta fece salire me e le mie amiche su un autobus turistico per evitare di farci fare 300 metri a piedi (al grido di "salite signorine, vi poso io") quando gli chiedemmo dove stava la Reggia di Caserta (bastava dire, girate a sinistra e la vedrete) oppure l'altro gentile autista che ci portò a Casertavecchia chiedendoci a che ora ci andava bene scendere da lassù perchè sarebbe passato a riprenderci.

Anche oggi, ho chiesto all'autista dove poter fare il biglietto ma, non avendo tempo per aspettarmi, mi ha fatta salire strappandomi la promessa che avrei pagato il dovuto una volta arrivata a destinazione e mi ha allietato il viaggio raccontandomi della sua adorata Bari (città di cui ho un bel ricordo e che spero di rivedere presto) però... beh non mi ci vedo a dire al tizio di flixbus “bella, zio, aspettami un attimo va che vado al forno a pigliare un paio di pagnotte!” (io non parlo così ma ho voluto enfatizzare il fatto che provendo dal nord della penisola).



Non so se esiste una black list degli utenti di flixbus ma se esiste io sto ai primi posti. Basti leggere il mio raconto su Matera per capire. E manco è la prima volta che confondo la fermata di Mestre con quella di Venezia...

Alla fine mi sono arresa e ho gironzolato senza meta (anche perchè pure l'ufficio informazioni era chiuso e ho seguito i suggerimenti del web dopo aver trovato una lista di chiostri – cortili - da visitare).

Per la cronaca, i chiostri, in parte, ve li ho mostrati nelle foto che avete appena visto.

C'era appena stata una festa medievale o qualcosa del genere, quindi la città era tappezzata di bandiere e gagliardetti (o come si chiamano), cosa che ha risollevato in parte il mio pessimo umore dovuto dalla mancanza di sole, pane e forze... eh già, pare che io stia sempre peggio. Non ci penso ma ho dovuto fermarmi più o meno ogni 500 metri e... beh non è proprio da me, è una sensazione orribile che, purtroppo, conosco già.























Di tutte le canzoni storiche della tradizione musicale italiana che non ho ascoltato in giro oggi perché alle prime note sono stata lesta a ficcarmi nelle orecchie del vecchio sano metal condito con della elettronica anni 80 e qualche sprazzo di classica (perdonatemi ma io proprio la vecchia musica italiana non la reggo, sì, lo so, è una bestemmia ma non ci posso proprio fare nulla), questa è riuscita ad entrarmi in testa senza che me ne accorgessi:


In questo momento io sono innamorata solo della pizza che ho gustato qui a sud... ecco cosa mi manca di più dell'Italia quando sono a zonzo: una pizza fatta come si deve... riesco a cucinare più o meno tutto quello che voglio ma per fare una buona pizza servono gli ingredienti giusti e un buon forno a legna e al momento non ho mai condiviso casa con un pizzaiolo e tantomeno mi è capitato di vivere con qualcuno talmente appassionato di cucina da farsi installare un forno adatto ma magari... in futuro...



Spoiler: ciao sono la te del futuro con una ricrescita troppo accentuata, sì, in questo momento non è un problema se non hai i capelli belli!
Hahahahahahaha come no, inventatene un'altra.
No cara, tu non hai idea di cosa ti aspetta! No, davvero, non puoi capire!










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