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Italia, GRAVINA IN PUGLIA: La (Coca) Cola Cola

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Maggio 2019

Gravina in Puglia

Potevo starmene buona a Matera un paio di giorni e poi tornarmene a casa senza stressarmi troppo? Chiaramente no, sia mai che io faccia qualcosa di sensato. Mi sono alzata con la stessa voglia di vivere di una salma e mi sono avviata alla fermata del bus per recarmi a Gravina in Puglia, meravigliosa località vicina a Matera (che non si trova in Puglia ma in Basilicata).




Potevo farne a meno? No, assolutamente no, il piano di viaggio prevedeva Gravina in Puglia la mattina e Altamura nel pomeriggio e lo avrei rispettato ad ogni costo. Se non si è capito ho qualche difficoltà ad accettare i problemi di salute e tendo a fare cose stupide pur di non pensarci.

Avevo chiesto ad un amico pugliese, ex coinquilino in Olanda, di suggerirmi qualche bel posto da visitare e Gravina in Puglia è stato il primo che mi ha consigliato.

Ammetto la mia ignoranza, non ne avevo mai sentito parlare, ma è bastata una breve ricerca sul web per convincermi che poteva essere un bel posto dove sentirmi male (perdonatemi, la devo prendere sul ridere almeno finchè non torno a casa).


















Durante le mie ricerche sul web riguardo a Gravina in Puglia ho scoperto dell'esistenza di alcune chiese rupestri, una in particolare visitabile chiamando un numero di telefono che non vi indicherò perché, una volta chiamato, una voce maschile mi ha detto di presentarmi davanti alla chiesa di fronte alla sede della Coca Cola alle 11.30 e chiedere di Peppino ma di non dirlo a nessuno.

Mi sono sentita subito coinvolta in qualcosa, una cosa tipo... avete presente la setta che mette su internet un numero di telefono con la promessa di farvi vedere cose che voi umani non potete immaginare e voi chiamate e poi finite sacrificati da qualche parte? Ecco una roba del genere.

Ma alle 11.30 della mattina? Naaa, non è l'orario giusto.

E' che dopo aver letto il libro “Quattro anni all'inferno” di Lukas, coinvolto in una pericolosa setta satanica da un amico che lo aveva portato ad una serata in mezzo ai boschi, pure quella volta che mi hanno portato ad un rave con un trenino in mezzo ad un bosco sul Lago di Garda mi sono sentita un attimo a disagio... o forse erano la voce e la musica scelta da Franchino ad essere soporifere e non qualcosa messomi nel bicchiere. Probabilmente c'è poco di vero nella storia raccontata nel libro ma lo lessi in un periodo in cui ero più impressionabile di quanto lo sono ora.

Ammetto che la cosa della sede della Coca-Cola mi ha un attimo messa in difficoltà perchè da fan della bevanda so per certo che la sede della Coca-Cola si trova ad Atlanta ma... boh... quindi sono andata alla ricerca della fantomatica sede della Coca-Cola a Gravina in Puglia. Che effettivamente se chiedi della sede della Coca-Cola ti dicono che sta davanti ala chiesa e alla fine ci sono arrivata a questa sede della Coca-Cola solo che non è esattamente come me la sarei aspettata, ecco.



Quella che qui viene amichevolmente chiamata Coca-Cola in realtà è la Cola-Cola, un tipico fischietto bitonale simbolo della città che riproduce, in modo più colorato di ciò che è in realtà, un gazza (la Cola-Cola). Ok, ne ho comprato uno, lo ammetto. Ero partita con l'idea di comprare qualche gadget Coca-Cola ma la Cola-Cola è andata bene lo stesso.

Peppino alla fine in qualche modo l'ho trovato, non stava ad aspettarmi davanti alla chiesa ma fa nulla. Ne ho aproffittato per visitare l'edificio che in effetti è davvero molto bello.






E per me ne è valsa la pena avere il fiatone e la tachicardia, me ne frego, finchè mi reggo in piedi ne vale sempre la pena.

La chiesa rupestre è davvero stupenda, ve la consiglio assolutamente, anche se forse non avrete Peppino ad aprirvi la porta per farvi fotografare i teschietti a distanza ravvicinata perchè le chiavi le ha solo lui che mi ha accontentata perchè sono una creatura così gentile e so fare gli occhioni da gatto che chiede qualcosa e soprattutto perchè, se serve, io pago. Ma non in questo caso. Credo sia per via dei capelli rosa, è difficile che qualcuno mi neghi qualcosa da quando ho i capelli color Big Babol.










Ho incontrato degli sposi che si stavano facendo fotografare sul ponte dell'acquedotto.

Molti fotografi si dedicano alla fotografia di matrimonio, io no. Sono una pessima fotografa di matrimoni anche se mi è stato chiesto più volte di farlo perchè a qualcuno il mio stile insolito piace molto. Ora posso evitare di farlo ed evito a meno che non mi sia chiesto da amici.

In questo caso c'erano due fotografi, un operatore video ed un operatore drone.

Ecco, io non mi voglio sposare ma se dovessi farlo e fosse obbligatorio avere 4 e ripeto 4 persone pronte a riprendermi con 4 macchine fotografiche, una videocamera ed un drone, considerato che in foto sembro un gargoile, rifiuterei la proposta dell'amore della mia vita solo per evitare un supplizio del genere (e poi tali immagini potrebbero turbare lo sposo, dopotutto le foto dovrebbero riportare la realtà e se uno si è sposato con una persona normale ma poi nelle foto si trova accanto un essere degno di Notre-Dame de Paris potrebbe farsi venire qualche dubbio).



Ho terminato la mia visita tentando di perdermi tra le vie della cittadina ma non sono riuscita a perdermi granchè, cioè, solo per arrivare al ponte dell'acquedotto, ok mi sono persa di brutto. Volevo evitare troppe salite ma sono riuscita nella meravigliosa impresa di dovermele fare tutte. Devo proprio dirlo: ho nel petto un cor sì forte!




















Per pranzo, trovandomi in Puglia, cosa avrei potuto mangiare se non le gustosissime orecchiette con le cime di rapa? Stavolta però, per scegliere un degno ristorante, ho chiesto consiglio e non sono rimasta delusa.

Se avete voglia di spadellare, ecco la ricetta:

Dosi per 3 persone

300 gr orecchiette fresche
1 kg di cime di rapa
3 filetti di acciughe sott'olio
50 gr pan grattato
30 gr olio extravergine di oliva
sale fino quanto basta

Pulite le cime di rapa eliminando le foglie esterne e prelevando con un coltellino solo le foglie interne ed il fiore. Una volta pronte, sciacquatele, poi scolatele ed asciugatele e mettetele da parte. Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata a piacere che servirà per lessare le cime di rapa.
In una padella mescolate il pan grattato con metà dell'olio e mescolatelo fino a farlo dorare quindi mettetelo da parte. Nel frattempo, quando l'acqua avrà raggiunto il bollore, lessate le cime di rapa per circa 5 minuti.
In una padella versate l'olio rimasto e aggiungete lo spicchio d'aglio schiacciato in camicia e i filetti di acciuga scolati dall'olio di conservazione. Mescolate finchè i filetti si saranno sciolti e poi togliete l'aglio.
Spegnete il fuoco e buttate le orecchiette nella stessa pentola delle cime di rapa fino a portarle a cottura.
Mescolate delicatamente e poi scolate cime di rapa ed orecchiette direttamente nel soffritto.
Saltate brevemente e condite con il pan grattatto e un filo d'olio d'oliva.

Mancava solo del pane degno di questo nome...

Lo avrò assaporato ad Altamura, patria del famoso pane pugliese???

Chissà...



Spoiler: certo che no, ovvio.

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https://www.lostinstorytelling.com/italia_gravina_in_puglia_la_coca_cola_cola-d9101

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