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Italia, MATERA: Appellarsi al metodo paranoico-critico per giustificare la propria idiozia



Maggio 2019

Matera

Ho, da moltissimi anni, una, non posso definirla ossessione ma poco ci manca, per Salvador Dalì.

Credo tutto sia cominciato quando vidi per la prima volta una delle sue opere più famose: “Sogno causato dal volo di un'ape intorno ad una melagrana un attimo prima del risveglio”.

Cioè, se tu, essere sublime, genio supremo, hai partorito un titolo come questo per un dipinto che trovo superlativo, io ti venero a prescindere da cosa tu possa aver fatto o detto durante tutta la tua vita. Che poi se leggete la sua biografia, io ne comprai una molto bella in Spagna a Figueres quando mi feci 5 ore di fila per visitare il Museo Salvador Dalì, credo nessun scrittore potrebbe immaginare vita più singolare.

Dalì ha cambiato il mio modo di apprezzare l'arte, di permettere all'arte di darmi qualcosa. Non mi importa cosa cerca di dire l'artista. Se l'opera mi trasmette qualcosa la apprezzo, se non mi trasmette nulla, evidentemente avrà qualcosa da dire a qualcun altro. Forse. Forse semplicemente l'artista doveva dire qualcosa a se stesso. Fidatevi, ne so qualcosa al riguardo. Non che io sia un'artista, proprio no.

Una delle citazioni di Dalì che io amo di più è “la differenza tra le memorie false e quelle vere è la stessa che per i gioielli: sono sempre quelli falsi che sembrano i più veri, i più brillanti”. Vorrei dire che è per questo motivo che fotografo ma no, io tendo ad avvolgere i ricordi nella polvere e poi le foto mentono, sempre e comunque, sono solo la rappresentazione del modo di vedere e pensare del fotografo e il mio, spesso, è dannatamente bello, trovo la bellezza anche dove proprio non c'è.

Dalì mi ha anche dato la giustificazione perfetta per dare una motivazione a quello che sto facendo in questo momento. Per evitare di essere ritenuto folle, Dalì mise le mani avanti e proclamò il famoso metodo paranoico-critico: per spiegarla in poche parole diceva che l'unica differenza tra lui e un pazzo consisteva nel fatto che lui non era pazzo.

Ecco, l'unica differenza tra me e un'idiota, oggi, è che io, teoricamente, non credo di essere un'idiota. O forse, purtroppo, non me ne rendo conto...






Tornata da Parigi sono stata colta da un'ondata di nostalgia per l'India e, mentre stavo programmando una capatina in Rajasthan, mi è stato commissionato un lavoro che, sommato ad un altro lavoro che ho già accettato, mi avrebbe impedito di visitare la mostra di Salvador Dalì a Matera perchè dovrò stare all'estero fino alla fine dell'anno.

Quindi ho deciso di prenotare un bus per Matera, una delle città che più amo in Italia (la visitai molti anni fa) nonostante la mia salute in questo momento non sia delle migliori (ciao, sono la te del futuro, quella che è andata a fare la analisi del sangue appena tornata, hai 7.6 di emoglobina, non dovresti nemmeno riuscire ad alzarti dal letto, sei davvero un'idiota, altro che metodo paranoico-critico!!!).

Io ve lo dico e poi continuo il racconto. Matera è bellissima e ho preso davvero troppe foto e le condividerò tutte perchè ho deciso così e comincio a condividerle a partire da ora.

Mi è stato impossibile non fotografare ogni angolo capace di attirare la mia attenzione e diciamo che sono stati pochi gli angoli che mi hanno lasciata indifferente.















Per andare a Matera ho deciso di prendere il mio mezzo di trasporto preferito, l'autobus notturno.

Come al mio solito sono sbadata oltre ogni limite quindi ho comprato il biglietto da Venezia a Matera e mi sono presentata alla fermata di Venezia-Mestre dove il bus è arrivato in ritardo perchè aveva aspettato la sottoscritta a Venezia. Ora viene il bello. Non avendomi vista arrivare a Venezia il biglietto era stato cancellato e rimesso in vendita.



A Mestre sono stata fatta salire ma poi, quando ho dovuto cambiare bus in quella città emiliana che io detesto (non faccio nomi, io davvero non ce la posso fare, lo so che è una città stupenda, me ne rendo conto, ma non mi piace, non ci voglio andare nemmeno per errore – ok ci si possono trovare degli abiti davvero interessanti ma la cosa si ferma lì - e l'aver passato la serata in cerca di qualcosa che mi aggradasse mangiare e ridurmi alle patatine del McDonald's quando non mi posso permettere di saltare un pasto per motivi di salute me l'ha fatta odiare ancora di più ma, il primo maggio sera tardi, era tutto chiuso) il problema si è posto perchè io non rislutavo in lista e dopo un bel terzo grado e un paio di telefonate e una marea di improperi (non da parte mia, io mi ero fatta piccola piccola ed ero mortificata) mi hanno lasciata salire per poi scendere, dopo una lunga notte, nella meravigliosa Matera, pronta a sbafarmi un'intera pagnotta del famoso pane (come feci molti anni fa).

Spoiler: non è accaduto perchè o io ricordavo male ed il pane di Matera non è così di mio gradimento o il pane che ho assaggiato non era fresco.

























Ammetto di non aver apprezzato moltissimo la collocazione di un paio di statue di Dalì nel contesto cittadino perchè non sono riuscita a fare le foto che avrei voluto fare ma la mostra mi è piaciuta davvero molto sebbene per me sia stato difficile goderne appieno perchè sono stanca e fatico un po' a camminare (sono sempre la te del futuro, sei un'imbecille) e il fatto che Matera sia tutta in salita non aiuta (tecnicamente ad una salita segue da qualche parte una discesa ma io proprio non capisco dove siano le discese... ho una bravura innata nello schivarle).

Ho apprezzato moltissimo l'installazione dell'esposizione ed il modo in cui è stata utilizzata la luce. Vi mostro cosa intendo dire:







C'è stato un momento in cui ho rischiato di litigare con un turista. Un nonno in gita con il nipotino che ha mostrato al nipotino quanto è grande la mia macchina fotografica. Poi mi sono sentita la famosa pantomima del “ovvio che fai delle belle foto con quella macchina così grande” ma ci sono abituata, non mi viene più voglia di dare la mia fotocamera in mano a qualcuno dicendogli qualcosa tipo “su, fammi vedere quanto è brava la mia macchina fotografica!” perchè non ne vale la pena. Poi ha detto che stroncherà Matera sui social perchè è troppo sporca e troppo turistica.

Ok.

Primo, nonno, spiegami chi sei tu per essere convinto che la tua opinione conti più di quella di chiunque altro. Fatico a dare credito ad esperti in questioni che non siano prettamente scientifiche e dimostrabili, figuriamoci se mi frega di quello che pensi tu. Probabilmente a qualcuno però importerà, ne sono certa. E magari quel qualcuno ci crederà e penserà che una delle città più straordinarie d'Italia non meriti una visita perchè la tua tolleranza allo sporco è troppo limitata.

Io non ho trovato Matera fastidiosamente sporca. Lisbona per me è fastidiosamente sporca. Se mi leggete sapete che ho vissuto in Finlandia e la mia tolleranza allo sporco è tipicamente finnica quindi non ho una tolleranza allo sporco. Detesto la sporcizia ma non vedo perchè privarsi della magia di Matera per... non so, io tutto questo sporco non l'ho proprio visto. Forse è stata proprio la magia di Matera a distrarmi.

Sul fatto che è invasa dai turisti ti dò ragione, nonno, ma torno allo stesso discorso di prima. Perchè privarsi di tutta questa bellezza? Bellezza che va rispettata, questo sia chiaro.















Un saluto alle vertigini che mi hanno accompagnata nei momenti più belli di questa giornata.









Dovendo mangiare per forza ho ceduto alla tentazione di provare un menù tipico ma ho dimenticato di controllare le recensioni del primo ristorante che mi sembrava offrisse del cibo a me gradito e... non ho scelto bene, proprio per nulla, detesto la pasta scotta e la salsa di pomodoro era acida (sì, sono una maledetta rompiscatole perchè sono in grado di fare di molto meglio) e la musica... oh beh, ascoltate un paio di canzoni, giusto per capire:

Toto Cotugno - L'italiano

Toto Cotugno - Solo Noi

Toto Cotugno - C'est Venice

In compenso la sera ho deciso di provare una pizzeria consigliatissima. Io la pizza la mangio solo in Italia e forse a New York (no, non sto facendo la figa che va spesso a New York, è vero che ci vado ogni volta che posso ma faccio un sacco di sacrifici per farlo e mi rompe le scatole pure dovermi giustificare) in pizzerie italiane che so mi possono offrire ciò che cerco.

Sono una grandissima rompiscatole soprattutto riguardo alla pizza.

La pizza mi manca sempre tantissimo ma all'estero quasi sempre viene usato del formaggio al posto della mozzarella e io oltre a detestare il formaggio non gradisco nemmeno ogni tipo di mozzarella.

Beh, la pizza era fantastica ma la mia idea di cenare alle 19.30 non è stata apprezzata particolarmente. Cenare alle 19.30 a sud è una bestemmia e mi è stato fatto capire in modo molto eloquente. Al sud si cena dopo le 21, vedi di capirlo nordica svampita dai capelli rosa.











Bella Matera di notte, vero? Sono riuscita anche a dare lezioni di fotografia ad un neofita che non capiva come fare delle foto notturne... Mi sento utile a volte, e sono felice di poter dare una mano ma l'insegnamento non fa per me, ci ho provato più volte e parrebbe sia anche bravetta ma ho le mie idee, talvolta un tantino poco conformiste...

















Credo di aver visitato per la prima volta Matera nel 2004.

Mi spiego meglio, sono sicura di aver visitato Matera parecchi anni fa ma non ricordo bene quando.
Ricordo però bene di aver visitato il museo della tortura. Avrei voluto visitarlo di nuovo ma è stato chiuso definitivamente (io a internet non credo quasi mai ma ho controllato ed effettivamente non esiste più).

Rischiai di cadere dentro ad una Vergine di Ferro. Sì. No, non sto scherzando e no, non me lo sono inventato, la mia fantasia non arriva a tanto, la fantasia di nessuna persona potrebbe arrivare a tanto. Semplicemente mi sono sporta un po' troppo dal cordone di sicurezza e... beh io cado ovunque e non mi sono schiantata sugli aculei della signora in questione perchè uno degli amici che stava con me ha notato che stavo perdendo l'equilibrio e ha evitato il disastro... sarebbe stato... boh, non so nemmeno io come definire la cosa... "troppo anche per me" potrebbe rendere l'idea, sì.




Comunque se c'è una persona che riesce ad avere un problema in ogni hotel/ostello/catapecchia in cui soggiorna, eccomi qui. Stavolta andava tutto bene, tranne la porta del bagno che, trattandosi di un ostello davvero molto molto bello in centro, avrebbe dovuto chiudersi nel modo corretto. E invece no e più di un paio di persone hanno ammirato le mie parti intime che così si chiamano perché, solitamente, non amo metterle in mostra in pubblico.



Ps: se andate a Matera, cercate di trovare il tempo per visitare delle chiese rupestri, io stavolta non l'ho fatto perché non sto esagerando quando scrivo che non sto molto bene e mi ci mancavano solo altre vertigini ad accompagnare la tachicardia dovuta all'anemia... meglio di no.



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