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Italia, VENEZIA: Breve introduzione alla città più bella del mondo e, sì, sono di parte



Gennaio 2019

VENEZIA

Scrivere di Venezia è qualcosa, per me, di molto complicato.

E' praticamente come scrivere di casa mia, come potrei essere obiettiva?

Sono nata a meno di un'ora di strada da quel dipinto surreale galleggiante che è Venezia e non saprei dire quante volte ci sono stata, davvero parecchie.

Ci sono stata per lavoro, per stressare la carta di credito con dello shopping sfrenato, per innumerevoli mostre, per portarci qualcuno che non la aveva mai visitata, per andare a cena, per festeggiare un capodanno, per catturare dei pokemon (suvvia, era il 2016, tutti catturavate dei pokemon magari ora avete smesso di catturarli ma almeno ci avete provato e se siete tra i pochi che hanno snobbato questo gioco, beh, giocandoci in modo sensato è davvero divertente) e, a volte, semplicemente per fare una passeggiata.



Non sono mai andata a bacari e lo so che è una mancanza che andrebbe punita con la fustigazione ma sono astemia e... insomma non si va a bacari per rimanere sobri ma per ubriacarsi fino allo sfinimento e poi non capire come tornare indietro e perdersi tra le calli finché qualcuno non ti porta a casa... si, ok, io tra le calli mi ci perdo sempre e comunque... ok, ok, rimedierò.












Di Venezia ho un solo brutto ricordo. Era il 31 dicembre del 2000, o almeno credo, non ricordo l'anno esatto. Ricordo il freddo e l'umidità che mi era entrata nelle ossa e le ore passate in stazione, al gelo, a cercare di dormire da qualche parte insieme a decine di altri ragazzi che si erano stancati di girovagare per la città da una festa all'aperto all'altra e aspettavano il primo treno della mattinata ma non è questa immagine che a volte turba i miei ricordi, ho dormito in situazioni peggiori anche se credo di non aver mai sofferto così tanto a causa del freddo.

Ricordo che avevo indossato un paio di stivaletti con il tacco largo ed il plateau, erano altissimi e comodissimi, li avevo tinti di nero perché erano di camoscio e li avevo rovinati a forza di usarli quindi tingerli mi era parsa una buona idea (infatti li buttai dopo quella serata tanto il lavoro di tintura fai da te era venuto male). C'era molta gente in piazza San Marco a mezzanotte, troppa gente. Dopo i fuochi d'artificio che avevano dato il benvenuto al nuovo anno, la folla si mosse. Una fiumana di persone divenuta in un solo attimo una sola entità. Mi sentii sollevare e trasportare lontano dalle mie amiche, non potevo muovermi in nessuna direzione che non fosse quella stabilita dalla massa. Mi spaventai per un attimo, finché un tizio quasi mi schiaffò in bocca una canna (stava combattendo pure lui con quel fiume umano) e la nausea che mi assalì al sentire l'odore della marijuana mi scosse da quel momento di panico. La situazione era gestibile, non dovevo aver paura.

Ritrovai piuttosto facilmente le mie amiche ma non ho mai dimenticato quella sensazione di impotenza.

Non lo capisci che cosa può fare una folla che all'improvviso si muove in una direzione finché non ti ci trovi in mezzo, pensi che se capitasse a te troveresti una soluzione, non ti faresti trascinare via, non ti faresti prendere dal panico. Non è così, credetemi.

I ricordi belli però riempiono tutte le ore passate insieme a Venezia, a cominciare dalla prima volta in cui da ragazzina ci andai con le mie amiche e chiedemmo dove si trovava il ponte di Rialto sentendoci rispondere che ci eravamo esattamente sopra (ok, fui io a chiederlo, credo lo avreste capito comunque ma, ok, lo specifico).



Se chiedi a Dio Google cosa vedere a Venezia, la risposta è: il Ponte di Rialto, Piazza San Marco, il Ponte dei Sospiri, il Palazzo Ducale, la Scala del Bovolo... io sinceramente penso che si farebbe prima a scrivere "passeggia a caso, qualunque cosa a Venezia merita di essere ammirata" ma mi rendo conto che a volte il tempo è poco. Qui ora vi mostro questi luoghi, poi magari, dopo un avvertimento che mi sento di dover dare, vi mostro qualcos'altro...









Nella foto qui sopra, il celebre Ponte dei Sospiri. Uno dei luoghi più famosi di Venezia che se volete fotografarlo dovete mettervi in fila anche se siete andati a Venezia in una fredda giornata d'inverno quando pensavate che i turisti avrebbero preferito la Venezia della stagione primavera-estate con i gondolieri vestiti con la riconoscibilissima maglia a righe e non con scure e inestetiche giacche a vento. No. I turisti a Venezia sono come i piccioni e i gabbiani... ce ne sono sempre troppi!

Il Ponte dei Sospiri si chiama così perché serviva da passaggio tra le Prigioni Nuove e gli Uffici degli Inquisitori di Stato dove i prigionieri venivano giudicati. Pare che questi ultimi, attraversandolo, sospirassero alla prospettiva di vedere il mondo esterno per l'ultima volta.

Sì, una storiella molto struggente ma... c'è una terribile leggenda che minaccia gli sventurati che dovessero decidere di baciarsi al tramonto sotto la sua volta bianca quando le campane della Basilica di San Marco cominciano a suonare. Essi sarebbero costretti a stare insieme per sempre.

Parrebbe una bella cosa, lo so, ma, vedete, qualche mia amica aveva intenzione di incastrare così il ragazzo dell'epoca (non faccio nomi). Cioè, se non siete convinti del partner, evitate, vi prego. Un giro in gondola costa come minimo 80 euro, se volete vi segnalo qualche bel ristorante dove si mangia davvero bene dove spendere quella cifra, e sì, lo so, le gondole sono le imbarcazioni più kitsch del mondo ma vincono la suggestione e la bellezza di Venezia vista dall'acqua, ma... pensateci bene. Potreste trovarvi in una situazione del tipo lui/lei che vi vuole baciare e voi che anche no per favore e poi che fate, cioè, non è carino spingere in acqua il partner (giuro, tra il Gange e i Canali di Venezia, sceglierei questi ultimi solo per campanilismo) e le gondole non so quanto possano essere stabili e... insomma, se dovete fare sta cosa pianificatela e parlatene con chi vi sta accanto che non si sa mai che non siate fidanzate/i con qualcuno che nel telefono ha salvato il vostro numero con la dicitura amico/a.

Mentre pensate al da farsi potreste guardarvi questo film qui, ispirato a questa leggenda:

Una piccola storia d'amore





Il campanile qui sopra pende, pende parecchio, non è un effetto ottico.

















E poi c'è questo posto qui. Ammetto che l'ho visitato per la prima volta poco tempo fa e sono pentita di non averlo fatto prima.

E' che quando vado a Venezia di solito ci vado per vedere qualche mostra, poi succede che voglio andare alla Peggy Guggenheim Foundation ad ammirare "La Vestizione della Sposa" di Ernst, uno dei miei quadri preferiti, poi smetto di fare l'intellettuale e vado a fare un giro dietro a Piazza San Marco dove ci sono i negozi più meravigliosi e costosi della città, poi succede che mi perdo (mi oriento con i negozi, quando i negozi non ci sono io mi sento sperduta in una landa desolata) e non so tornare indietro e poi trovo un cartello che mi indica la direzione e lo seguo e mi trovo davanti alla stazione ferroviaria e torno a casa.

Apro una parentesi. A Venezia anche se vi perdete alla fine troverete sempre un qualche cartello che vi indica la direzione verso Piazzale Roma (parcheggio auto), Ferrovia, Ponte di Rialto, San Marco, Accademia. A me servono quanto potrebbe servirmi uno smartphone con le mappe online non connesso a internet. Ad un bel niente. Avrei bisogno di cartelli volanti che mi precedano e, quando immancabilmente mi distraggo e sbaglio strada, richiamino gentilmente (sempre gentilmente, non solo le prime volte) la mia attenzione e mi riportino nella retta via. Per ora mi accontento dei cartelli affissi ai muri e di chiedere ai compatrioti la giusta direzione. Mi rispondono sempre di andare dritta che tanto prima o poi sanno che mi troverò davanti ad un bivio e tedierò qualcun altro che mi risponderà allo stesso modo.

Chiusa la parentesi, ecco qui la Libreria Acqua Alta, un luogo magico che secondo me non dovete perdervi.

Qui i libri raccontano delle storia ancora prima di essere letti, sono le storie di chi si prende cura di questo posto e di tutti coloro che contribuiscono alla collezione di libri in vendita.











Sì, ho seguito il consiglio e sono salita sulla scala fatta di libri. Scendere è stato lievemente più complicato per me ma ho evitato di finire a gambe all'aria...







Sapete, io mi trovo molto bene nel XXI secolo... ci ho messo un pò ad abituarmi a vivere in un mondo connesso ma, a parte i problemi del mondo che in epoche passate erano semplicemente problemi diversi (non sono troppo cinica, sono solo troppo realista) e una lunga serie di cose che cambierei (lunga serie di cose, diverse caso per caso, che avrei cambiato anche negli altri decenni e nell'altro secolo e pure nell'altro millennio nel quale ho vissuto), amo poter viaggiare facilmente e poter soddisfare qualunque curiosità altrettanto facilmente, mai e poi mai penso a come sarebbe stato bello vivere in quei secoli là, tranne quando visito Venezia e mi chiedo perché, almeno per qualche giorno, io non possa tornare indietro nel tempo, tipo verso metà del 1700, e visitare la Venezia dipinta dal Canaletto e vestirmi come una di quelle meravigliose dame sedotte da Casanova e incontrare Casanova che non è proprio il mio tipo però insomma dai... Casanova è Casanova.



Mi sa che per quanto riguarda gli abiti dovrò accontentarmi del famoso Carnevale e per ammirare quella Venezia non ancora devastata dal turismo e dai troppi negozi dove forse ma solo forse i gabbiani non sembravano pterodattili e l'acqua non era ancora pericolosa dovrò continuare ad ammirare i capolavori del Canaletto. Casanova... io pratico la mia personale versione del Kalsarikannit quasi ogni sera quindi non ho bisogno di lui.











Ps: Mappe dell'Iphone che ogni volta che vi chiedo un'itinerario a Venezia mi mostrate l'itinerario percorribile in auto, vorrei segnalarvi che a Venezia non ci stanno le auto, cioè giusto per dire, in teoria lo sanno tutti eh...



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