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Lituania, KRYZIU KALNAS: Dove vorrò sempre tornare



Luglio 2018

La Collina delle Croci - Kryziu Kalnas (Lituania)

Devo dire che per certi versi potrei definirmi la Regina della Fiera delle Banalità. Cioè, mi sento a casa a New York e più precisamente nel West Village (grazie tante, voglio vedere a chi farebbe schifo vivere nel West Village… ok, probabilmente a molte persone), ritengo che Amsterdam sia una delle città più belle del mondo e ci vivrei volentieri se decidessi di fermarmi da qualche parte in Europa e penso che Venezia sia, invece, la città più bella del mondo (e poi sono Veneta e nata non troppo lontano dalla Laguna quindi non toccatemi Venezia).

Amo vivere dove c’è molta acqua, si capisce? Eppure… eppure se mi dovessero chiedere dove vorrei tornare un’ultima volta per il mio ultimo viaggio… beh, c’è questo posto in Lituania, tra Riga e Vilnius se vogliamo collocarlo da qualche parte a grandi linee. È una collina stracolma di croci. Croci di ogni tipo, grandezza e foggia.





Croci ammassate, crollate a causa degli eventi atmosferici, appese agli alberi, qualche statua e qualche immagine religiosa e tanti tanti rosari.




Ovviamente un’appassionata di simboli ed iconografia religiosa sempre alla ricerca di quel caos che si trasforma in poesia se guardato nel modo giusto, quale la sottoscritta, non poteva non amare questo posto.

Si chiama Kryziu Kalnas, la collina delle croci. La scoprii per caso, leggendo qualcosa al riguardo in internet. Me ne innamorai all’istante.





Si tratta di una piccola collina su cui si ergono centinaia di migliaia di croci, piantate per devozione dai pellegrini, secondo una tradizione popolare. Nel 1900 c’erano soltanto 130 croci sulla collina.

Durante l’epoca sovietica, per tre volte le croci della collina furono completamente abbattute con le ruspe per disposizione del regime comunista, ma ogni volta ricomparivano sempre più numerose.

Non mi piace parafrasare Wikipedia ma in questo specifico caso mi sembrava doveroso spiegare di cosa si tratta. Non è un cimitero. Chi porta le croci qui vuole ricordare qualcuno.








Ci sono tornata perché la collina è un’opera d’arte in continua trasformazione. E poi mi piace piantarci una croce, non per ricordare qualcuno. Non ho idea del perché lo faccio, non me lo sono chiesta ma… beh la prima volta ci andai con l’autobus delle sei di mattina da Riga. Ci arrivi presto a Siauliai, il paesello dove alla stazione dei bus è possibile prendere un minivan più o meno scassato che ti porta ad una fermata lungo la strada a circa 2 km e mezzo dalla collina.



Poi bisogna scarpinare in mezzo al nulla. Nessun problema, a quell’ora non c’è nessuno e a me la collina piace così: tutta mia. I negozi erano chiusi quindi dopo fatto delle foto ad ogni cosa che mi incuriosiva, al ritorno ho scoperto che le bancarelle vendevano croci di ogni tipo a prezzi irrisori. Ne ho comprata una e l’ho piantata sulla collina.










Stavolta sono arrivata all’una di pomeriggio. La luce mi piace di più ma c’era troppa gente per i miei gusti. Ho piantato una croce più grande e pacchiana della volta scorsa. La prossima volta non lo so, probabilmente la croce sarà più grande. Magari non più pacchiana. Sicuramente ci sarà una prossima volta. Tornerò alle 8 di mattina perché non amo condividere il mio posto con una massa di turisti che nella maggior parte dei casi si fermano a visitare la collina durante i tour delle capitali baltiche. Non ci vengono apposta, li portano. E non la apprezzano.



















Ho visitato ogni anfratto, anche questa volta.

Purtroppo sono stata colta da una lieve vertigine mentre salivo lungo la sponda della collina dove non vi era alcun parapetto (sta cosa delle vertigini mi disturba troppo… posso salire sul più alto dei grattacieli e va tutto bene, a 4 metri di altezza rischio l’attacco di panico…) e mentre tentavo di scendere senza cadere, temendo per la vita della mia reflex (non era esattamente il modo corretto di scendere ma non ero nemmeno in un posto dove avrei dovuto essere eh) mi sono aggrappata a delle croci rischiando di contribuire alla magia del luogo abbattendone un bel po’ e trascinandole con me lungo la caduta. Per fortuna hanno retto abbastanza bene ma anche se fosse franata l’intera fiancata (non mi sarei stupita, è solo questione di tempo), nulla avrei tolto alla bellezza di questo posto.

Avrei solo fatto una figuraccia.

E probabilmente sarei finita su qualche video YouTube.

Sì avevo un pubblico…




Per qualche motivo Spotify mi ha suggerito il remix una vecchia canzone dei Roxette e... beh l'ho messa in loop mentre andavo a trovare la mia collina preferita, in momento di nostalgia per quegli anni là...


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