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Marocco, AGADIR: Corso di cucina locale



Settembre 2018

Giorno 15: Agadir

(No, non abbiamo mangiato i pulcini colorati)

Ad Agadir ci sono andata per conoscere la meravigliosa famiglia di Rachid, il nostro caro amico marocchino.

Non era una tappa che avrei incluso nel mio viaggio, Agadir è sinonimo di spiagge, è una città moderna dove ci vai a prendere il sole nella magnifica baia oppure a fare windsurfer o kitesurf. Tutte cose che io di solito non ho nessuna voglia di fare (Cioè magari se mi proponessero di fare surf gli attori di "Point Break" 2015 ci potrei anche ripensare ma...)

Però non potevo non andare a salutare parenti che lui vedrà a Natale dopo molti anni di lontananza così, dopo una serrata trattativa con le sorelle che avrebbero voluto prendersi cura di me per almeno 3 o 4 giorni, che purtroppo non avevo a disposizione, e dopo la promessa di tornare e trattenermi qualche giorno in più abbiamo deciso così: mio arrivo ad Agadir alle 7 di mattina, acquisti al souk (giusto per non farmi fregare e comprare la giusta pentola e le giuste spezie per il tajine), corso di cucina dove avrei scoperto i trucchi migliori per cucinare dei deliziosi tajine e cous cous e cena a Taroudant, dove abita un’altra sorella in una fattoria in mezzo ad uno sterminato aranceto.

Dire di aver conosciuto delle persone meravigliose e generose di quella generosità che spesso ti dimentichi che esiste è dire poco.

Ad Agadir non ho preso molte foto, ero troppo impegnata a... mangiare. Eh si.

Però qualcosa mi sono portata via, prima del souk ho visitato parte della città ed un giardino zoologico.



La scritta sulla collina significa "Dio, Patria, Re".






E queste sono per i fan dei flamingos:




Premetto che il giorno in cui ho mangiato di più in tutto il mio viaggio in Marocco è stato il secondo giorno a Fes quando ho pranzato con 3 spiedini di carne e patate fritte e cenato con un cous cous vegetariano, un paio di yogurt da bere e qualche bibita che mi hanno tenuto in forze durante il giorno.

Ecco cosa ho mangiato durante il giorno ad Agadir e Taroudant, in ordine: brioche alla crema con the alla menta, tajine di pollo e verdure, pane, tajine di pesce spada, tajine di montone con prugne e olive, cous cous con verdure e pollo, ananas, pesche, kiwi, melograno, insalata di patate, carote e rape condita con olio di argan, capretto alla griglia, pollo fritto, pane di pizza, noci, datteri, datteri con noci dentro, altri datteri e atre noci e the alla menta, fichi, la spremuta di tipo 3 kg di arance perché che fai, sei in una fattoria in mezzo ad un aranceto biologico e non ti bevi spremuta fino a perdere i denti? Ho evitato i biscotti perché non ce la facevo più già dopo il secondo tajine ma insomma, avevamo preparato un sacco di cibo e andava mangiato e poi ero invitata a cena a Toroudant e non potevo non mangiare. Anche perché il cibo era davvero buonissimo.

E quindi... ora ho una pesantissima tajine in valigia. Regalo della mia nuova famiglia adottiva marocchina, una tajine di quelle buone che qui costa meno di un decimo che in Europa.



Ok ok. Va bene, ora vi svelo i segreti culinari che ho carpito. Non ho fatto foto particolari o cosa, io prendo appunti e ora spiego pure a voi.

Per prima cosa la tajine. Non è ottima solo per preparare i piatti della tradizione nordafricana ma anche per piatti dai sapori mediterranei perché la sua particolare struttura permette ai cibi di essere più morbidi e succulenti. Se ne comprate una originale in terracotta prima di usarla dovete utilizzare degli accorgimenti e mai e ripeto mai lavarla con prodotti chimici perché l’argilla è porosa e poi i cibi avranno un cattivo sapore.
I cibi vanno disposti a piramide, quelli con cottura più lunga alla base per finire con quelli a cottura più veloce.

Non serve, di solito, aggiungete acqua ai cibi, ci penserà la pentola a far uscire i succhi.

Quindi ecco le ricette per cous cous 3 tipi di tajine: carne di manzo o montone, pescespada e pollo.



Premetto che non so come scrivere una ricetta in modo adeguato. Proprio non ci riesco quindi... cercherò di spiegarvi come cuocere queste delizie ma non aspettatevi che lo faccia in modo consono.

COUS COUS

Per prima cosa procuratevi una pentola adatta per cuocere il cous cous a vapore. Nel caso non la possediate e non la vogliate comprare, potete usare una pentola abbastanza profonda e appoggiarci sopra un colapasta di ferro. Sigillatelo con la pellicola trasparente (il vapore non deve uscire) e avrete una pseudo pentola per cuocere il cous cous a vapore perfettamente funzionante.

Per prima cosa preparate un brodo con patate, carote, zucchine, passata di pomodoro, cipolla, sale e curcuma. Potete aggiungere del pollo ed altri tipi di verdure (ricordate di tagliarle in pezzi grossi).

Userete questo brodo per la cottura a vapore del cous cous e per bagnarlo al momento di servirlo.

Comunemente si trova del cous cous pronto in pochi minuti e dopo una serie di esperimenti posso dirvi che questo metodo di cottura funziona bene anche con il cous cous pronto in 5 minuti.

Prima di tutto il cous cous va messo in un grande piatto e mescolato con dell'acqua (poca) messa "a pioggia" (non saprei in che altro modo spiegare) in modo ca creare dei grumi.

Poi mettetelo nel colapasta (tranquilli, non scende dai buchi) e lasciatelo cuocere a vapore (senza mettere un coperchio) per una decina di minuti.

Scolate il cous cous nel piatto dove avrete messo del sale e poi mescolatelo con un po' d'olio e acqua.

Rimettetelo nel colapasta per altri 10 minuti.

Scolatelo sul piatto per l'ultima volta e mescolatelo con ancora un po' d'acqua e poi rimettetelo sul colapasta per gli ultimi 5 minuti.

Prima di servirlo sgranatelo con una forchetta finché i grumi si saranno sciolti, bagnatelo con del brodo e posizionate le verdure sopra al cous cous che avrete disposto in una specie di "montagnola".

Ci stanno bene pure i ceci ma cuoceteli a parte.

Se il procedimento vi sembra troppo lungo, beh comprate il cous cous e leggete le istruzioni per la cottura riportate sulla scatola, a casa delle mie amiche marocchine si cucina così.

TAJINE DI PESCESPADA

Ingredienti:

Pesce spada a fette
Carote
Pomodori maturi
Peperoncino intero
Limone
Prezzemolo
Olive verdi e nere
Zafferano
Paprika
Spezie per Tajine di pesce
Aglio
Sale
Pepe
Olio evo

Prima di tutto mettete il pescespada in una terrina e cospargetelo di zafferano, paprika, sale e pepe e massaggiatelo per cospargere uniformemente le spezie.

Versate l’olio sulla padella e ricoprite il fondo con le carote tagliate a rondelle.

Posizionate le fette di pesce spada sopra le carote, cospargetele con un cucchiaino da the di spezie per tajine di pesce, e del prezzemolo.

Sopra il pescespada posizionate delle fette di pomodoro maturo e di limone, un paio di spicchi d’aglio interi, delle olive verdi e un peperoncino intero.

Chiudete la pentola e di tanto in tanto controllate la cottura (lo potete fare tranquillamente).

TAJINE DI MONTONE

Ingredienti:

Carne di montone
Cipolla
Prugne secche
Uova
Olive nere
Prezzemolo
Spezie Tajine per carne
Paprika
Sale
Pepe
Zucchero
Olio evo

Tagliare la carne a pezzi, cospargerla con la paprika e poi rosolarla nella pentola dove avrete messo l’olio evo.

Salare e pepare la carne e, una volta rosolata, cospargerla con un cucchiaino da the di spezie Tajine per carne e poi posizionare la cipolla tagliata a julienne (non vedo l’ora che ricominci Masterchef) sopra alla carne insieme alle olive nere ed al peperoncino intero e chiudere la pentola.

Nel frattempo far bollire le prugne secche insieme ad un cucchiaino di zucchero e le uova senza lo zucchero. Solo nell’acqua. Sì, lo so, faccio davvero schifo nello spiegare le ricette.

Una volta cotta la carne posizionare prugne e uova sopra alla carne e servire.

TAJINE DI POLLO, OLIVE E LIMONE

Ingredienti:

Pollo
Limone
Olive verdi
Cipolla
Prezzemolo
Paprika
Spezie Tajine per pollo
Sale
Pepe
Olio evo

Rosolare il pollo nell’olio e poi cospargerlo con paprika e un cucchiaio da the di spezie per tajine di pollo, sale, pepe e prezzemolo.

Posizionare la cipolla tagliata a julienne sopra al pollo con fette di limone ed olive.

Chiudere la pentola e cuocere.

Food bloggers che sapete quello che fate, perdonatemi, sono solo una povera fotografa con la passione per la cucina che tenta di spiegare a chi ha la stessa passione come prepararsi un pasto decente.

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