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Marocco, CHEFCHAOUEN: Cielo, ti costava tanto abbinare il tuo colore a quello della città????



Settembre 2018

Giorno 8: Chefchaouen

Probabilmente domani sera tornerò in questo posto per vedere la città con le luci al tramonto così potrete dirmi che copio le foto di Steve McCurry (ma anche no). Magari mi porterò il teleobiettivo… forse…

Il famoso cielo blu non ne ha voluto sapere di palesarsi quindi ho dovuto accontentarmi di ciò che madre natura aveva deciso per oggi.







Che posso dire di Chefchaouen, la perla blu del Marocco? In realtà la città non è semplicemente blu, a dire il vero è azzurra, blu fiordaliso, celeste, blu reale, cerulea, blu Savoia, undercool SW6957, dynamic blu 6958, welkin blue, bluebell, Pantone 14-4620 e probabilmente qualche altra tonalità che non sono riuscita a riconoscere. Ovviamente ho googlato “tonalità di azzurro” perché la mia capacità di riconoscere i colori si ferma a: bianco, nero, blu, azzurro, verde, viola, rosa, rosso, giallo, arancione e marrone. Credo siano tutti. So che esiste il pervinca ma non ho idea di che colore sia e una volta ho avuto una diatriba riguardo un color pesca che in realtà era albicocca. Stranamente so abbinare molto bene i colori tra loro, semplicemente non li chiamo per nome.

Ah già, c’è pure qualche muro bianco o marrone.















Ho deciso di fermarmi qui un paio di giorni per ricaricare le batterie a metà viaggio, poi mi aspetta una tappa molto impegnativa.

Chefchaouen è un posto molto tranquillo, si sta aprendo ora al turismo, fino alla metà del Novecento non era possibile accedervi perché era una città sacra ai musulmani inibita agli stranieri. Le case sono dipinte di blu perché… non si sa con precisione il perché. C’è chi dice che furono gli ebrei scampati dalle persecuzioni naziste che le dipinsero di questo colore perché ricordava loro il paradiso, chi, più prosaicamente, sostiene che il blu repelle le zanzare.

Credo che la gente di qui, se potesse, ammazzerebbe tutti i fotografi, me compresa visto che comunque vado in giro con una macchina fotografica e faccio foto. Chefchaouen è, temo, la città più fotografata del mondo e non puoi uscire di casa con un abito di una qualunque tonalità di blu che ecco che un’orda di appassionati o soltanto di “ho visto delle foto in internet e voglio rifarle uguali” ti segue finché non riesce nell’intento o tu sparisci entrando nella prima porta che trovi. Se ti azzardi a scendere delle scale qualunque sono tutti lì ad attenderti, alla fine della scalinata, zoom muniti, manco fossero dei paparazzi e tu Lady Gaga che scende dalla scalinata di Piazza di Spagna indossando degli Armadillo Boot di McQueen.

Il mio amico Rachid mi dice che molte persone qui temono che una loro foto finisca su Facebook, anche per questo motivo sono molto restii a lasciarsi ritrarre.












Sono finalmente riuscita a vedere un film, “Solo gli amanti sopravvivono”, un vampire movie con Tilda Swinton e Tom Hiddleston candidato alla Palma d’Oro di Cannes. È ambientato in parte a Tanger ed è stato bello respirare di nuovo le atmosfere della città che ho appena lasciato. È un film di quelli che piacciono a me, lento, con una fotografia ispirante e una colonna sonora magistrale, lontano mille anni luce dalla baracconata cinematografica di Twilight (i libri invece li ho apprezzati). Beh se vi piace il genere “Lestat de Lioncourt” di Intervista con il Vampiro, guardatevelo.

E poi io adoro i vampiri. La vita eterna, il tempo che si ferma e le rughe che non ti verranno mai, la carnagione cadaverica fa già parte del mio repertorio, bere sangue e solo sangue… vabbè ti toglie il problema di dover pensare a cosa preparare per pranzo o cena… l’unica cosa è che dovrei limitarmi alle foto notturne e… cioè io adoro prendere foto a mezzogiorno, giocare con la luce e le ombre… mmmmh mi sa che se mi venisse chiesto di essere vampirizzata forse adesso direi di no.



Giusto per mostrarvi il colore che ha deciso di assumere il cielo ad un certo punto…

Comunque, nonostante le condizioni meteo sfavorevoli, posso solo dire che questo posto è bello bello in modo assurdo.





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