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Marocco, CHEFCHAOUEN: Sì, effettivamente la cromoterapia sta funzionando…



Settembre 2018

Giorno 9: Chefchaouen

Che la cromoterapia dia dei benefici è cosa nota. Nel mio caso, un paio di giorni immersa in ogni nuance dell’azzurro possibile mi sta calmando immensamente, soprattutto dopo aver scoperto, stamattina, che tutti i posti disponibili negli autobus per Fes di domani erano stati prenotati. Una di quelle cose carine del tipo che controlli e ok i posti ci sono, vai in bagno, cambi la SIM card del tuo cellulare perché i codici di controllo della carta di credito per prenotare online ti arrivano al numero che usi di solito, torni sulla app per prenotare e puff! Magia. Spariti i posti.















Non mi sono fatta prendere dal panico e ho pensato: vabbè, che vuoi che sia, ci sarà un altro modo per arrivare a Fes partendo da Chefchaouen no? Ho aperto la mia app preferita: Rome2rio. Rome2Rio sa tutto. Se vuoi arrivare dal punto A al punto B Rome2Rio ti suggerisce ogni possibilità. Ma Rome2Rio non è a prova della mia imbecillità.



Dopo che, in India, avevo prenotato quasi tutti i miei spostamenti in treno e poi avevo cestinato i biglietti perché secondo me, ed è una mia umile opinione sia chiaro, una media di 5-8 ore di ritardo è un po’ troppo per essere la norma in certe tratte servite dalle ferrovie indiane, per questo viaggio avevo deciso di prenotare strada facendo. Errore, grave errore. Me la sono cavata invertendo due tappe a fine viaggio dopo aver scoperto che molti avevano avuto la mia stessa idea nelle stesse date e avevano prenotato prima di me ma oggi mi è andata male e Rome2Rio a momenti mi scriveva “attaccati al taxi”.

Il primo posto a sedere disponibile in un bus era per lunedì prossimo. Mi piace molto questo posto ma vorrei proseguire il mio viaggio, grazie.

Rimaneva l’alternativa grand taxi (sono dei taxi da 6 posti). Funziona così, vai nella stazione grand taxi dove puoi trovare le vetture che vanno nella direzione che ti interessa (ce ne sono diverse in ogni città) ne trovi uno disponibile e aspetti che sia al completo, poi si deciderà a partire. Se perdi la pazienza o vuoi stare più comodo puoi comprare i biglietti rimanenti. Li ho evitati e continuerò a farlo ma che potevo fare?



Beh, abituata a combinare casini sono anche brava a risolverli. Ho trovato un bus che mi porterà in una città vicina dove poi prenderò il bus per Fes. Allungherò di un paio d’ore il viaggio ma almeno so a che ora parto e più o meno a che ora arriverò.







Di seguito delle turiste vestite davvero davvero bene. Le adoro. Vorrei aver voglia di vestirmi così anch’io quando viaggio ma… no. Se dovessi arrampicarmi da qualche parte per fare una foto rischierei di rovinarmi i vestiti…






Lui non è una turista vestita bene ma mi piace com’è vestito. Fotograficamente ha il suo perché.



Questa è una foto che ho preso in uno dei punti più famosi e fotografati della Medina. Visto che ho voglia di rompere le palle a me stessa ammetto che questa foto è sbagliata per quanto riguarda la composizione: la gamba della ragazza sugli scalini è leggermente coperta dal cappello della turista che sta scattando la foto. Andrebbe cestinata, secondo i miei canoni (anche tante altre foto che ho postato in precedenza ma non vi dirò di certo quali!).



Quello “incastrato” tra i muri è un minareto. Credo lo sappiate più o meno tutti ma comunque il minareto è la torre, presente in quasi tutte le moschee, dalla quale il Muezzin svolge il suo lavoro ovvero richiamare i fedeli alla preghiera 5 volte al giorno. Siccome, a meno che tu non sia sordo, il richiamo lo devi sentire tutte e 5 le volte al giorno (alba, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto e calar del sole) i Muezzin utilizzano dei megafoni. Se poi dormi in un hotel al centro della Medina, si crea uno strano effetto eco tra le varie chiamate alla preghiera che ovviamente non cominciano nello stesso medesimo istante. Sempre ovviamente il volume della chiamata alla preghiera è spaventosamente alto.



Quando ero piccola mi si raccomandava di: non parlare con gli sconosciuti, non accettare caramelle dagli sconosciuti, non seguire gli sconosciuti, cerca di usare il cervello, bevi il latte al mattino e cambiati la biancheria che potresti avere un incidente. Le solite raccomandazioni che venivano fatte a tutti i bambini.

Qui ai bambini viene insegnato di non farsi fotografare dagli sconosciuti. Bimbi in età nella quale ti domandi se sappiano camminare sanno già dire: no pictures, no Facebook (no foto, no faccia libro)



Nessuno la considera nelle foto sul web ma c’è anche una parte della città poco azzurra eh!







Sì lo so, volete le foto azzurre. Lo so.






Anche il cimitero è azzurro, stranamente mi hanno permesso di entrare…




Qui a Chefchaouen la percentuale di gatti procapite sembra essere salita di parecchio…



Secondo le mie fonti attendibili ci sono così tanti gatti che vagano per le strade perché in Marocco non si tengono i gatti in casa. Quindi i vari felini sono liberi di gironzolare e di farsi accarezzare da chicchessia. E di starti appiccicati al bar.




Già che ci sono, ecco la mia idea di bar veramente fico:



E comunque non potevo esimermi dal fare qualcuna delle foto che piacciono a me:






Riguardo a quest’ultima foto… la scritta è in francese e significa proprio quello che pensate. Questo è il luogo dal quale i fotografi possono divertirsi a catturare quelle immagini della città che piacciono tanto dove si vedono le casette azzurre… ma è un avvertimento? Cioè è una roba tipo i rave illegali che quando li fanno ti avvisano in modi poco ortodossi? Se vado lì dopocena per vedere la città con le luci mica mi troverò in mezzo ad un baccanale?

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