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MAROCCO: E come ogni anno arriva il momento in cui mi chiedo: compro un parka di Bazar Deluxe oppure faccio un viaggio?




Settembre 2018

Marocco

Eh già. E io odio dover scegliere e in passato non lo avrei fatto ma il punto è che in questo momento non saprei nemmeno come portarmelo dietro un meraviglioso cappotto con il pelo rosa… Poi ci si mette pure il fatto che una mia amica li vende e ne ho provati un po’ in anteprima e ce ne fosse uno che non mi piace o mi sta male… no! C’è la mia taglia per ogni modello e mi stanno bene più o meno tutti. Grazie! Ma grazie davvero.

Come immaginerete se sto scrivendo qui significa ha vinto l’ipotesi del viaggio. Sono in piena crisi di consapevolezza della caducità della vita umana quindi se sto ferma mi sembra di perdere tempo… Per fare la figa ho scritto su un sacco di post it le mie prossime destinazioni (una specie di wish list), li ho arrotolati, infilati in una pennetta garofalo uno ad uno e li ho messi in un vasetto. Poi ho chiesto a mio nipote di pescarne uno. Risultato: Isola di Pasqua. Ma dico… un posto meno sperduto no eh? E sarebbe stato facile perché l’Isola di Pasqua è il posto più sperduto e isolato del mondo. Ci ho pensato ma poi che faccio? Vado laggiù e non faccio un giro in Sudamerica? Naaaa.

Quindi ho dato un occhio alla lista e dopo più di un mese passato su e giù per il sud della Spagna ed il Portogallo ho pensato che il Marocco potesse essere la destinazione ideale anche perché sto affrontando l’incubo ricorrente di ogni donna: ho perso l’astuccio con i trucchi da qualche parte tra Bilbao e Venezia e non voglio ricomprarli, non ce la faccio ancora, spero di ritrovarli da qualche parte e… credo sia meglio sparire per un po’ da luoghi che mi hanno vista sempre truccata… (più o meno)

E quindi eccomi qui. Con un fondotinta, un correttore, della cipria e niente altro.

Visiterò un bel po’ di città ma sottoscrivo qui e ora che non ho nessuna intenzione di salire su un cammello. Almeno… Ora non ho nessuna intenzione di farlo ma in questo momento le sole cose che vorrei fare comporterebbero un mio più o meno lungo periodo di detenzione, credetemi.

Ho approfittato di un volo low cost. Bene.

Allora. La faccio breve. Volo serale partito con un’ora di ritardo (vabbè il Marocco non è pericoloso, me lo ha confermato un amico di qui, arrivare in piena notte non è un problema), i sedili non sono reclinabili quindi il mio cuscino per la testa gonfiabile non serve a nulla (ok pensando a quanto ho pagato il biglietto è già tanto che ci siano i sedili), le hostess tentano di venderti qualunque cosa gridando ad un microfono che manco Wanna Marchi (avrei voluto dormire ma sorvoliamo), ciliegina sulla torta nella fila davanti alla mia c’erano tre bambini, tutti e tre piccoli e una di loro non ha fatto altro che salire in piedi sul sedile, girarsi verso di me e tirarmi i capelli o infilarmi le dita negli occhi (ma perché, percheeeeeeeè????).

Arrivata all’aeroporto ero talmente stremata che mi sono scordata che qui sul prezzo si contratta quindi ho pagato la corsa un prezzo che manco fossi a Milano (no, non aveva il tassametro, nessuno di loro lo aveva, taxi ufficiali… cioè io non ho visto nessun tassametro, ci sarà pure stato). Il tassista non poteva entrare nella Medina e io: “non c’è problema, non ho paura, vado in hotel a piedi”. Poi ho pensato che non avevo le mappe offline sul cellulare e quindi la Medina alle due di notte la potevo affrontare ma magari sapere dove stavo andando avrebbe aiutato. Ringrazio il tassista che ha chiamato l’albergo ed il tizio dell’albergo che è venuto a prendermi.

Sono stanca morta e per un attimo ho pensato che ok, non avevo comprato l’acqua ma avrei potuto bere quella del rubinetto. Rileggiamo bene insieme: ho pensato che avrei potuto bere quella del rubinetto!!!!! Capite? Mi sono morti i neuroni per aver anche solo per qualche minuto dimenticato che qui bere l’acqua del rubinetto corrisponde quasi sicuramente a dissenteria magari accompagnata da febbre.

Ok, domani andrà meglio.

Intanto sono uscita a comprare dell’acqua e mi hanno venduto una bottiglia con un blocco di ghiaccio dentro. Meglio questa che l’acqua a temperatura ambiente, ho pensato. Peccato che ora debba aspettare che si scongeli per bere e potermi lavare i denti…

La foto seguente esplica il mio stato fisico e mentale al momento:

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