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Marocco, ESSAOUIRA: Dove tutti fotografano le barche, vado io e trovo una ruspa



Settembre 2018

Giorno 3: Essaouira

Eh… io ci ho provato a fare quella foto che fanno tutti ma… niente barchette blu, solo una ruspa solitaria messa lì, tanto per… però nella mia foto c’è l’ombra di un gabbiano, cribbio, dovrà pur valere qualcosa no?







Mi è stato chiesto più volte da quando sono qui perché non ho noleggiato un’auto per girare il Marocco, sarebbe stato più semplice. Vero, anzi verissimo. Lo avrei fatto, se evito le zone di montagna non ho nessun problema alla guida, anzi adoro guidare e mi rilasso parecchio ma ho bisogno di riposare ogni tanto ed abbandonarmi su un sedile ad aggiornare questo diario o leggere. Voi vedete il lavoro finito ma probabilmente non immaginate che per preparare le foto e i post mi servono come minimo 4 ore al giorno, a volte 6. Mi diverte e non mi pesa ma scaricare le foto, sceglierle, postprodurle (no, le foto non escono così dalla macchina fotografica, sfatiamo un mito, nel mio caso specifico mi piace accentuare il contrasto tra luci ed ombre), metterle in una più o meno sequenza che per me abbia un senso e scrivere una marea di cazzate porta via molto tempo. Tempo che rubo quasi sempre alle ore di sonno (uno degli effetti della privazione di sonno é l’incapacità di chiudere le cose nel modo corretto e quindi ieri mi si é aperto il dentifricio che non so che ci faceva in borsa e ha pastrocchiato gli auricolari che no, non hanno gradito la cosa) e quindi ben vengano lunghi spostamenti in bus che mi permettono di riprendermi.

Avevo letto da qualche parte di autobus che cadono a pezzi e che ti mettono i bagagli sul tetto del mezzo e devi pregare che non cadano alla prima curva… mi hanno consigliato di usare i bus della CTM che il bagaglio te lo imbarcano come all’aeroporto e se non hai la ricevuta non te lo consegnano. Sono anche più o meno puntuali se teniamo conto che in Marocco la puntualità non è di casa… sono andata alla stazione CTM di Marrakesh in taxi, non è vicina alla Medina dove io alloggiavo.

Con un piccolo sovrapprezzo il tassista vi viene a prendere in albergo e vi porta la valigia. Ho accettato l’offerta perché per uscire dalla Medina e prendere un taxi avrei dovuto passare per Piazza Jamaa el Fna e visto come funzionano le cose probabilmente nel giro di pochi minuti, impossibilitata a difendermi per via della valigia e le borse, avrei avuto un serpente intorno al collo, una scimmia in tutù rosa aggrappata alla mia schiena e l’intero braccio sinistro coperto di disegni floreali fatti con l’hennè.

Appena arrivata davanti all’albergo che avevo prenotato ad Essaouira l’ho trovato chiuso. Chiuso, non completo. Chiuso con tanto di cartello che lo esplicava a lettere cubitali. Io non leggo le mille mail che mi manda Booking, l’app che uso per prenotare gli alberghi mentre sono in viaggio e loro non mi possono contattare telefonicamente perché la prima cosa che faccio quando arrivo in un paese straniero extraeuropeo è comprare una sim locale. D’ora in poi leggerò le mail, giuro (lo dico ogni volta ma poi non lo faccio mai), ero stata avvisata del problema e per fortuna avevo un albergo pronto ad accogliermi a pochi passi da quello che avevo prenotato.

E qui mi hanno assegnato una camera tutta rosa. Grande e bella ma tutta rosa. Rosa il letto, i comodini, rosa il comò ed i cuscini e pure i quadri e le pareti. «É come la camera di Barbie! » mi ha detto il proprietario mostrandomela… ma non era tutto bianco e blu ad Essaouira? Mancava solo che mi fossi portata dietro il pigiama rosa (sì posseggo delle cose rosa, il rosa é carino, trovo adorabili soprattutto i telefoni rosa).

Stordita da tutto quel rosa ho cercato le chiavi della stanza d’albergo per un quarto d’ora… “possibile che io le abbia già perse?” ho pensato… le ho trovate sotto alla mia borsa dopo aver tolto dalla suddetta ogni cosa (Dicono che le stanze d’albergo non mangino niente ma ho dei dubbi perché a Marrakech sono riuscita a perdere l’asciugamano in una stanza minuscola e siccome in valigia non l’ho messo vorrei capire che fine ha fatto…). Sembrava una di quelle scene da film dove il destino ti blocca in una stanza per evitare che tu esca perché un tuo battito di ciglia fuori da quella stanza al momento sbagliato potrebbe turbare l’ordine universale. Spero di aver evitato almeno una catastrofe nucleare visto quanto tempo ho perso ed il conseguente nervosismo.

Essaouira é famosa per il vento, quello talmente forte che se cerchi di mangiare dei crackers che, dopo aver passato due giorni in una borsa femminile erano pronti per essere comodamente sniffati, te li fa finire negli occhi non appena apri il pacchetto. Anche quello abbastanza forte da far divertire kitesurfers e windsurfers che affollano le spiagge della zona.







Per godervi l’atmosfera di Essaouira perdetevi nella Medina, il resto della città é simile alle tipiche località turistiche balneari: un susseguirsi di strutture atte ad accogliere i turisti inframezzate ad abitazioni e qualche bar.













Stufa di contemplare oggetti in vendita che non mi interessa comprare il mio istinto mi ha gridato “Guarda, laggiù, prosegui lungo quella stradina, sembra interessante!”. Come al solito gli ho dato retta e sono finita in un mercato di quelli che ai turisti non offrono granché (o forse offre tutto, dipende dai punti di vista) sono spariti ad un tratto le pentole tajine decorate, i tappeti ed i magneti per lasciare posto ad abiti, cibo locale e riproduzioni di ogni griffe conosciuta.







Poi l’istinto mi ha detto che secondo lui sarebbe stato meglio tornare indietro ma la curiosità ha avuto la meglio:








Non credo che questa zona di Essaouira sia consigliata ai turisti ma sono riuscita comunque a trovarla, ho un certo fiuto eh!



Oggi ho catturato un po’ di musica:

Pink Martini – Una Notte A Napoli (sta cosa della “Capri Marocchina” la stavano prendendo sul serio eh)

Seal – Crazy (Orange Factory Mix)

Enrique Iglesias – Ring My Bells

Marwa Loud – Mehdi

Rokia Traoré – Laidu

PNL – A L’ammoniaque

Zakaria Ghafouli – Hobino

Di seguito una foto brutta ma è l’unica che ho per mostrarvi che qui pure i taxi sono blu:



Infine il mood of the day perché io mi stanco solo al guardare da lontano una spiaggia figuriamoci se ci metto piede per prendere qualche foto. È la mia kriptonite, ora lo sapete.

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