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Marocco, MEKNES: Ma… perché non far tornare in auge i parasole?



Settembre 2018

Giorno 13: Meknes

Le Medine le riconosci nelle mappe perché sembrano il gomitolo di lana dopo che ne hanno abusato tutti i gatti del quartiere e tu ci hai infierito con un passaggio in lavatrice con la centrifuga al massimo.

Il gps qui proprio non ce la fa.

Tra un po’ ti esce un messaggio con scritto in maniera più o meno gentile “ma si può sapere che cazzo pretendi?”. Eh… pretenderei di saper tornare al Riad, almeno.









Vi do un consiglio. A meno che non abbiate un senso dell’orientamento degno di un pipistrello, appena trovate in qualche modo il vostro alloggio (se state fuori dalla Medina non ci sono problemi), segnate la posizione sulle mappe del gps in modo che se non impazzisce troppo vi possa portare almeno in zona. Oppure imitate le formiche: scattate mentalmente o fisicamente delle foto del percorso. Per me non c’è speranza alcuna che, anche utilizzando questi strumenti, io possa orientarmi ma confido in voi.




Ci sono artigiani decoratori e sarti intenti a cucire nelle vie della Medina e se chiedi di fare una foto (che i sarti non ti concederanno mai di fare) e ti distrai, può capitare che uscendo dal negozio ti impigli nei fili che il tizio del negozio della porta accanto a destra sta sbrogliando insieme a quello del negozio della porta accanto a sinistra (facendo in modo che passino davanti alla porta del negozio in cui eri entrato) e ti chiedi se davvero li stanno sbrogliando oppure se tentano un attimo di salvare la faccia davanti alla turista perché in realtà qui si perdono pure loro e quello è una sorta di filo di Arianna che hanno attaccato alla porta del negozio per ritrovare la strada dopo essersi allontanati per fare la spesa…



Io qui al Riad a Meknes ci sono arrivata perché mi ci hanno portata… le mappe segnalate su Booking non portano quasi mai a destinazione, nella Medina. Ormai mi sono rassegnata.



Ho beccato due tassisti che volevano mettessi da sola la valigia sulla capote delle loro auto (una vecchia panda e una vecchia ritmo). Hanno una specie di portapacchi (che a me sembrava poco sicuro quindi ho passato tutto il tempo delle corse a guardare dietro certa che avrei visto la mia valigia venir investita dalle auto che ci seguivano nel giro di pochi minuti), e pretendevano che ci posizionassi da sola la valigia. Allora, sentite belli, io sono una donna che si arrangia ma la valigia non la metto da sola sulla capote della vostra auto… ho già due ernie cervicali, volete farmi venire la terza??? Dov’è finita la galanteria?



Il Riad di Meknes mi piace molto, mi hanno ubriacata di the alla menta e mi hanno dato una specie di suite con quattro letti singoli posizionati agli angoli della stanza ed un grande tavolo al centro. Quindi o io ho prenotato per 4 persone e ho pagato un prezzo irrisorio o mi è andata di culo e stanotte la mia borsa, il mio zaino con l’attrezzatura fotografica e il mio MacBook avranno ognuno un letto tutto per loro dopo che io avrò studiato i principi del feng shui per capire in quale alcova riposare le mie stanche membra.

Poi ho fatto la doccia nel mio bagno privato e il fatto di vedere lo scarico tappato con un mattone mi ha fatto pensare a scenari in cui io, che mai ho cantato sotto la doccia, presa da un moto di allegria intono un qualunque canto e dallo scarico sale un serpente incantato dalle mie inesistenti doti canore…



A Meknès fa caldo, tanto caldo. Ho deciso di visitare la Città Imperiale ma il gps come sempre non ha capito bene cosa volevo (mi sta sorgendo il dubbio che io non lo sappia usare correttamente) e mi stava portando nel solito posto di merda perché, in realtà, lui sapeva! Sapeva che mi sarei presa una mezza insolazione perché nella Città Imperiale, di primo pomeriggio, pure all’ombra ti becchi una brutta botta di sole e lui voleva evitarmela. Purtroppo io mi sono accorta in tempo del suo errato suggerimento e ho fatto di testa mia.

Quindi lo chiedo: Ferragni, non è che puoi far tornare in auge i parasole?














Il problema vero di quando ti addentri nella Città Imperiale è che ad un certo punto sei a chilometri di distanza da qualunque cosa e fa caldo, tanto caldo. I taxi vanno sempre nella direzione opposta e gli unici che ti farebbero salire sono i cocchieri di baracchini talmente kitsch che nemmeno ai matrimoni in India vedi roba simile. E i cavalli puzzano.




Per rinfrescarmi un po’ sono entrata negli antichi granai dove ho incontrato una colonia di felini arancioni che si intonavano perfettamente all’ambiente. Mi piacciono i gatti arancioni, sono molto più stronzi ed altezzosi degli altri gatti. Parlo per esperienza, a me e alla mia famiglia piacciono molto i gatti arancioni anche se devo dire che il nostro attuale gatto arancione è un attimino sbiadito.







Qui ci sta pure una parente lontanissima di piazza Jemaa El Fna di Marrakesh: piazza El Hedim. C’è un po’ di caos, qualche scimmia, un paio di truccatrici e un incantatore di serpenti che non li incanta con la solita musichetta da film ma con una cosa che sembra più la melodia che ti insegnavano a suonare con il flauto alle scuole medie. E insomma!!! Non si fa!!! Se incanti i serpenti, quella è la musica da suonare, quella che li fa muovere suadenti! Non so, la prossima volta prova a farli danzare sulle note di "Rude Boy" di Rihanna così mi togli tutti i luoghi comuni ai quali sono affezionata, dai! Fallo! (lo so che i serpenti vengono incantati dai movimenti del flautista e non dalla melodia, lo so)




Ho appurato che qui amano molto l’abbigliamento “teschioso” di Philipp Plein. Pure io eh, ma non mi sembrava che i capi in vendita nella Medina facessero parte dell’ultima collezione… boh, forse ha fatto una capsule collettion di cui non sono a conoscenza…



Oooh aspettate… le foto dei manichini!!!!





Qualcuno mi spiega quest’ultima foto? Lo so che sono tette ma insomma mi sembrano un po’… non credete anche voi?





Queste ultime 3 foto esplicano esattamente ciò che io intendo quando dico di vedere la poesia ovunque. Ammetto di essere una grande fan delle opere di Giorgio De Chirico e potrei aver giocato con i personaggi dei suoi quadri disegnando, per esempio, uno dei manichini de “Il Duetto” mentre abbraccia Ettore oppure Andromaca appoggiata alla figura principale de “Le Muse Inquietanti” quindi, siccome ne sono affascinata, quando vedo manichini privi di volto o pezzi di manichini o, in generale, un caos sensato, tendo a fare foto tipo queste e a sentirle “mie”.




Chiusa questa parentesi “artistica”, dove diavolo la metto la pentola tajine che voglio comprare visto che la mia valigia già fatica a chiudersi? Ho pensato che la valigia grande non mi sarebbe servita, ero infastidita per non essere riuscita a far stare tutto nel trolley più piccolo e aver dovuto prendere quello medio, tanto non dovevo comprare nulla di ingombrante in Marocco. Già, come no!




Sono così carineeeee… ne vorrei una abbastanza grande per cuocere un tajine per 4 persone e anche una baby pentola monoporzione…


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