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Marocco, OUARZAZATE: E piovve sul deserto!



Settembre 2018

Giorno 16: Ouarzazate

Sono arrivata nell’ultima città che visiterò in questo viaggio con un notevole ritardo sulla tabella di marcia.

All’inizio avevo previsto di fermarmi qui un paio di giorni e mezzo per visitare con calma questa magnifica città di cui molti mi hanno parlato e le Kashba vicine ma poi la visita alle sorelle del mio amico Rachid ad Agadir ha ridotto notevolmente il tempo che avrei potuto passare qui ma ero abbastanza sicura che sarei riuscita a visitare comunque ciò che avevo programmato di visitare.

E tutto ciò sarebbe successo se quel grazioso autoarticolato non si fosse incastrato su un tornante ad una trentina di km da qui impedendo al mio autobus di portarmi a destinazione in orario. Quindi sono arrivata con un umore che dal sereno era passato al prevalentemente nuvoloso per finire in un bel allerta meteo con tempesta in arrivo. Tenete conto che sono, purtroppo, stata colta da quel disturbo che coglie coloro che non stanno troppo attenti con l’acqua da queste parti e che negli autobus CTM non esistono toilette (non sono riuscita a spiegare bene alle sorelle del mio amico che dovevo tassativamente bere acqua in bottiglia). Ci sono dei medicinali che per fortuna ti permettono di evitare imbarazzanti incidenti ma il malessere rimane.



Ricordavo di aver prenotato un albergo situato esattamente accanto alla stazione degli autobus e, visto che non avevo ancora dormito in nessun albergo accanto alla stazione degli autobus presumevo che si trattasse dell’albergo prenotato a Ouarzazate. O di essermi sognata di aver letto una cosa del genere, sarebbe stato plausibile.

Infatti le mappe indicavano l’albergo a qualche chilometro.

Fortuna ha voluto che il tassista al quale mi sono rivolta fosse estremamente onesto e invece di portarmi dove le mappe avrebbero voluto mi ha spiegato che tal Hotel Moussafirine in realtà era l’albergo dei viaggiatori situato esattamente accanto alla stazione degli autobus. Il perché il nome di Booking fosse diverso da quello riportato nell’insegna dell’hotel mi sfugge leggermente ma sto facendo finta di nulla.




Era troppo tardi per la visita che avevo preventivato quindi ho semplicemente gironzolato nella Medina dove ci sta il solito un po’ di tutto.







Avrei voluto fotografare una bancarella che vendeva solo zuppa di lumache servita su tavoli con tovaglie decorate con disegni di lumache, con pareti di non so cosa decorati con carta riproducente lumache ma il proprietario mi ha gentilmente spiegato che per lui le lumache sono business quindi o compravo la zuppa di lumache o me ne andavo. Cioè non gli bastava qualche dirham per lasciarmi fare una foto, no, avrei dovuto mangiare quella cosa. No grazie, le lumache le mangio solo cucinate da me.

Mi è dispiaciuto non potermi prendere quella foto ma poi ho trovato questa e... vabbè, questi cosi di "Vuitton" non li avevo mai visti.



Ho trovato delle foto interessanti per il mio progetto sul marchio Cocacola e la cosa divertente è stata che più di una persona ha tentato di farmi pagare per fare delle foto a cose che stavano per strada, delle quali non erano i proprietari. Non mi sono nemmeno innervosita, ho alzato la macchina fotografica, ho fatto le foto che mi andava di fare e ho sorriso gentilmente prima di andarmene. Rispetto le persone ma cercare di fregarmi del denaro per fare una foto ad un muro o a un murales... anche no ragazzi, proprio no!

Invece questa meravigliosa coppia è stata molto felice di farsi ritrarre da me. Non parlavano lingue a me nemmeno familiari, quindi avevo capito volessero dei soldi per lasciarsi ritrarre, invece volevano solo vedere le foto...


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