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Marocco, RABAT: Spiaggia con vista



Settembre 2018

Giorno 6: Rabat

Oggi me la sono presa con calma e sono riuscita a concludere la visita alla città nel pomeriggio riuscendo a riposare un paio d’ore prima di cena, cosa che accade praticamente…. mmmmh…. mai.

Questo miracolo si è compiuto perché oggi, causa una storta alla caviglia, mi sono spostata con i taxi e ho risparmiato un sacco di tempo sulla tabella di marcia visto che i siti di interesse distano qualche chilometro tra di loro. Di norma preferisco girare a piedi ma ho preferito evitare di sforzare troppo la caviglia e poi non è che oggi io non abbia camminato eh!



I taxi costano meno del biglietto di un autobus in Europa e purtroppo devo dire che gli autobus urbani qui (intendo a Rabat, a Marrakech, per esempio, non ho visto nulla di simile) non mi ispirano molta fiducia: questo balza dritto filato al primo posto di peggior autobus di sempre seguito da quello che ho preso nel tratto Haridwar-Rishikesh in India.



Apro una parentesi sui taxi. Costano poco se vi sposate all’interno della città, se invece arrivate di notte in aeroporto e dovete andare in città i tassisti spengono il tassametro e si accordano tra di loro per imporre una tariffa fissa quindi potete chiedere a più tassisti ma la tariffa non cambia, così mi è stato detto. Potete pretendere di far accendere il tassametro e innescare una discussione, è vostro diritto, ma non so se ne avrete voglia. Chiudo la parentesi.

Il primo sito di interesse (le guide li chiamano così) che ho visitato è stato la torre di Hassan. In pratica la torre è un minareto incompiuto e le colonne che la affiancano sono l’abbozzo di una moschea. Fossero tutte così belle le cose lasciate a metà…








Un paio di persone mi hanno chiesto di cancellare le foto che li ritraevano: una guardia che avevo ritratto di schiena (si era accorta del rumore dello scatto, e sì, sto pensando che a volte le mirrorless possono avere un senso, almeno non fanno rumore) e un tizio che sembrava uscito dal manifesto di un film ambientato negli anni quaranta. Devo informarmi sul perché qui hanno una vera e propria fobia riguardo all’essere fotografati… lì comprendo ma a volte esagerano.














Scendendo lungo la strada sono finita sul lungomare e risalendo fino alla Khasba ecco che è apparso un bellissimo cimitero islamico. Uno di quelli in cui se non sei musulmano non entri o comunque non fanno entrare me.




Mi piacciono i cimiteri, non trovo siano luoghi da evitare, la cacofonia architettonica che si viene a creare a volte è spettacolare. Intendiamoci, intendo posti come questo o il cimitero monumentale di Milano o Pere Lachase a Parigi (lasciate in pace Jim Morrison, non ne vale la pena, godetevi l’atmosfera dark del luogo e non perdete tempo a cercare la sua tomba) o il cimitero di Salisburgo o quella meraviglia che è il cimitero ebraico di Praga se vogliamo rimanere in Europa. Non intendevo il cimitero dietro casa… a meno che uno di questi non sia il vostro cimitero dietro casa ovviamente.

Per fotografare questo cimitero sono salita su un tetto dove probabilmente non avrei dovuto salire ma era una cosa davvero semplice, lo potevo fare in tutta sicurezza e non c’era nessuno a fermarmi (lo sapete che soffro di vertigini quindi in questi casi non rischio) e credo di aver maltrattato dei fiori (ok ok, lo ammetto, ho calpestato dei fiori).



Mi sono poi immersa nell’atmosfera della Medina fino a quando non mi sono persa di brutto, pare che se io non mi perdo almeno una volta al giorno potrei avere problemi di salute, e ho trovato un’altra opera di Invader:












Uscendo dalla Medina ho percorso una stradina talmente stretta da costringermi ad un incontro troppo ravvicinato con una bancarella che vendeva pesce e ho trovato queste foto:




E per finire ho visitato le rovine di Chella, una bellissima necropoli mista a rovine romane. Non avevo capito che il sito archeologico fosse a pagamento… Ho chiesto alla guardia dove potevo trovare un cestino per i rifiuti per liberarmi dei vuoti degli yogurt da bere che mi hanno sostenuta durante il giorno e mi ha fatto entrare nel parco. E poi mi ha rincorsa perché dovevo pagare il biglietto. Ascolta bello. Se la biglietteria è nascosta e tu mi porti nel parco e mi dici di andare di là quando ti chiedo dove sono le rovine e poi te ne vai… cioè io non penso di dover pagare. Non importa ho pensato, non importa non te la prendere. Alla fine la cosa è finita in risate ma non da parte mia ecco. Io ascoltavo le risate delle guardie e accarezzavo una gatta che mi pareva abbastanza pulita (poi ovviamente sono ricorsa alla Santa Amuchina).








Questa è stata la mia giornata. Sono riuscita addirittura a concedermi un pisolino, uno di quelli che quando ti svegli ti prende un colpo perché pensi di aver dormito troppo e oddio c’è l’aereo che ti aspetta e devi correre all’aeroporto di Marrakech ma dove diavolo sei oh cavolo sei a Rabat e adesso come fai e poi guardi l’ora e ti accorgi che sono passati soltanto 15 minuti e l’aereo lo dovrai prendere tra un bel po’ di giorni. Non so se avete presente la sensazione…

Poi mi sono rilassata finché, durante la lettura delle notizie del giorno, ho scoperto una cosa che sta agitando la parte frivola che è in me. La Perugina ha messo in commercio una edizione limitata dei famosi Baci. Non amo molto il cioccolato ma i Baci Perugina mettono in difficoltà la mia resistenza alle tentazioni. In questo caso si tratta di baci rosa di cioccolato rosa non trattato con coloranti ma ottenuto utilizzando fave di cacao color rubino. Li voglio! Li devo assaggiare! Ho espresso il desiderio di averli e mi auguro di trovarne un tubo sul comodino della mia camera! Ma perche queste cose accadono quando io sono lontana dall’Italia? Posso sopportare la cosa di Mewtwo nei raid ma non assaggiare i baci rosa no eh!



Continua la mia storia d’amore con le pentole tajine: Questa sera ho provato l’agnello cotto con cipolla, mandorle e quelle che mi sembravano albicocche secche. Davvero delizioso.



E sono felice perché sono riuscita per la prima volta a convincere un taxista a fermarsi solo guardandolo. Nessun cenno del capo, nessuna mano alzata, non quel fischio con le dita in bocca tipico delle femmine davvero fiche che io non riesco ad imparare… no! Il mio sguardo si è impigliato sul suo e lui ha capito e ha inchiodato l’auto per farmi salire. Un altro taxista invece si è fermato e mi ha fatto salire davanti perché dietro ci stavano già dei passeggeri. Ho scoperto così che la cintura di sicurezza è considerata un grazioso elemento decorativo.



Tornata a casa ho realizzato una cosa. Oggi ho usato la lavatrice. Terminato il lavaggio non sono corsa a prendere i panni lavati per metterli ad asciugare così quando mi sono degnata di pensare di compiere questo atto fastidioso solo tanto quanto il dover svuotare la lavastoviglie ho scoperto che una dolce signora aveva preso i miei vestiti e la mia biancheria e li aveva stesi ad asciugare in camera sua. C’era qualcosa a cui avrei dovuto pensare ma al momento non mi sovveniva eppure… ora la porta della sua stanza è chiusa a chiave e io non so come recuperare i vestiti e spero che qualcuno si degni di ridarmeli prima che io debba prendere l’autobus domattina indossando un caftano trasparente e i pantaloncini del pigiama.

Quindi ora mi sento cattiva. Dormo con la finestra aperta, praticamente sempre, e qui a Rabat ho la sfortuna di essere molto vicina ad un minareto così quando il Muezzin intona il suo canto per invitare i fedeli alla preghiera alle 5.38 di mattina in punto non mi sveglia esattamente come se mi sussurrasse all’orecchio. Di solito non mi da fastidio essere svegliata dalle preghiere, fa parte della cultura dei paesi di religione islamica, ho qualcosa da ridire solo riguardo al volume della preghiera, roba che assorderebbe pure i Metallica!



Dimenticavo (questi manichini cominciano ad inquietarmi…):



La musica di oggi:

Strana musica sentita in giro:

Sourate Al Muddhatir (March) – Mohamed El Kantaoui (di questa non trovo il link)

Allsra 96-101 – Mahir Al Muaiqeli (manco di questa ma shazam le trova... boh)

Boys Boys Boys – Sabrina

Musica da taxi:

A Girl Whithin My Soul – Abdurahman Mohammed & Mohab Omer

El Marsem – Khaled

Yaka Jarhi – Naïma Smith (altra musica che il web non trova...)

Musica da supermercato:

Sensitive – Robbie Williams

Love Who Loves You Back – Tokio Hotel


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