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MONTPELLIER, Francia: Regola numero uno: avere sempre in valigia un cavo di riserva



Aprile 2019

MONTPELLIER

Questa storia comincia a Tolosa e finisce a Lione.

Comincia con una scocciatura e finisce con un'incazzatura. Nel mezzo, una delle città che mi è piaciuta di più in Francia. Mi sono scocciata a Tolosa e mi sono incazzata a Lione durante il viaggio di ritorno ma a Montpellier ero solamente felice di aver cambiato i miei piani all'ultimo momento ed essere lì.











Ma andiamo con ordine.

Mentre tornavo al motel ben lontano dal centro cittadino di Tolosa pensavo, uno di quei pensieri che appaiono da un momento all'altro, che la prossima volta che avrei deciso di andare in capo al mondo avrei messo in valigia un caricabatterie di riserva per il cellulare perché è una cosa sensata da fare quando se lo rompi non hai la possibilità di reperirne facilmente un altro.

Credo di aver avuto una premonizione perché arrivata al motel, dopo che aver trascorso la giornata senza degnarmi minimamente di risparmiare la batteria del telefono, ho messo in carica prima una delle mie power bank e successivamente il cellulare che era al 12% e… beh qualcosa ha smesso di funzionare. Non sapevo esattamente cosa ma se fosse stata la presa non sarebbe stato un grosso problema in quanto di solito mi porto dietro un paio di power bank, se fosse stato il cavo… vabbè ero lontana da negozi dove potermene procurare uno ma, perdindirindina, ero in un motel non in una casa inquietante dove avevo trovato un flessibile e delle lampadine nei cassetti della cucina. Cioè alla reception avrebbero avuto un cavo da prestarmi no?

No.

Ve lo dico subito, no.

La cosa è andata più o meno in questo modo.

Ok si è rotto qualcosa e non posso ricaricare il telefono, no problem ho con me il macbook e quindi posso leggere e non annoiarmi e fare più o meno tutto ma è meglio se comunque ricarico il telefono perché anche se la mia sveglia biologica fa concorrenza a quella di Jack Reacher (leggetevi i libri di Lee Child, sono davvero molto belli se vi piace il genere e dimenticate il film interpretato da Tom Cruise che vorrei sapere che c’entra Tom con un personaggio che l’autore dei romanzi ha descritto quasi fosse Chris Hemsworth) meglio non fidarsi, insomma tutto avrei voluto tranne perdere il bus e avrei dovuto svegliarmi alle 4.45 di notte.

Quindi.

App per la sveglia al computer? Ci ho provato ma non sono riuscita a farle funzionare.

Wake-Up call? Si, certo, come no. La reception avrebbe chiuso alle 21.

Scendo e chiedo cavo in prestito. Io ho un Iphone.

La receptionist ha solo cavi Samsung ma mi presta la presa, si sa mai. Beh il cavo non funzionava con le power bank quindi era chiaro che si era rotto il cavo ma un tentativo l’ho fatto.

Riporto la presa alla receptionist.

Cerco qualcuno con lo sguardo.

Chiedo a delle persone appena arrivate.

Mi mostrano il loro Samsung.

Ok.

Vado all’albergo vicino che si prende cura dei clienti del motel in caso di bisogno.

Chiedo al receptionist.

Samsung.

Intanto tra un’uscita in cerca di cavi e l’altra mi rendo conto di un problema. Mi serve il biglietto Flixbus che sta nella app nel telefono.

Mi dico, ok a volte per lasciarti salire basta il nome ma altre volte pretendono il biglietto.

Apro il telefono e la batteria scende.

Cazzo.

Faccio uno screenshot del biglietto e me lo mando per mail.

Peccato che non ricordo la password per accedervi da computer.

Fanculo.

Faccio dei tentativi e niente, preferisco non rischiare il blocco, di cambiare la password non se ne parla perché vogliono mandarmi dei codici al telefono.

Esco di nuovo e spiego alla receptionist problema numero due. Perché ovviamente c'è sempre un problema numero due.

Se mi si scarica il telefono io come diavolo chiamo Uber la mattina per farmi venire a prendere perché se non riesco a farlo i primi autobus la mattina partono dopo il mio Flixbus...

Lei mi dice che le sembra che Uber si possa chiamare anche con il computer.

Ci provo e pare funzionare.

Ok, allora devo solo risolvere il problema biglietto.

Bene.

Provo ad entrare nell’altra casella di posta elettronica dove mi sono mandata la mail visto che di quella la password la ricordo.

Mi chiedono di verificare la mail dal telefono ma se lo accendo ancora un paio di volte muore quindi dai, penso, proviamo con la domanda.

Risultato? account bloccato e altra mail che non riesco ad aprire e telefono quasi morto.

Esco per un’ultima volta, dalla stanza accanto rumori inequivocabili raccontano un’infuocato amplesso e non mi pare il caso di disturbare in cerca di un cavo per ricaricare la batteria.

L’altra stanza ha appena chiuso la luce quando arriva un’altra coppia.

Spiego il problema e tizio esclama “non ti preoccupare, usa pure il mio cavo”, me lo porge e… Samsung.

Per un attimo mi è sembrato di essere in uno spot della Samsung, anzi, Samsung, se mi leggete potrebbe essere una buona idea, sapete? Per la prima volta ho pensato di tradire la grande mela.

Ci ho rinunciato, mi sono svegliata quella ventina di volte per vedere che ora era, ho chiamato Uber con il computer sperando che l’autista riuscisse a trovarmi senza dovermi chiamare al cellulare, e così, per fortuna è stato.

E l’autista, finalmente, aveva un cavo Apple, così come una ragazza alla stazione dei bus ed un’altra in autobus e così come la sottoscritta non appena ha trovato un negozio dove ne ha comprati un paio. Rosa.



Poteva andare tutto liscio arrivata a Montpellier? Ovviamente no, ho sbagliato la fermata del tram e non sono scesa alla stazione, come avrei dovuto ma queste piccoli distrazioni sono davvero poco cosa, basta risalire nella direzione opposta, di solito.

Abbandonata la valigia nell'apposito deposito mi sono divertita davvero molto a scoprire questa meravigliosa città:































Ho passato la giornata a bearmi di Montpellier. La città vecchia è meravigliosa, non saprei in che altro modo definirla, mi sono innamorata di scorci, ombre, balconi, ringhiere e colori. Ho mangiato l'ultima baguette francese di questa trasferta (oh, a me piace mangiare, non ci posso fare nulla, mangio molto sano e ho imparato a cucinare piuttosto bene ma ad una baguette tradizionale francese non so resistere) e mi sono seduta ad ammirare dei meravigliosi murales trompe l'oil simili a quelli di Lione.






I gatti stanno sempre bene su tutto devo dire...

Sì, ho fatto un pò tante foto a questa città ma che vi devo dire, non potevo lasciare lì queste immagini.







Se ve lo steste chiedendo, no, Montpellier non è una landa desolata e sperduta, ci sono un sacco di persone in giro, semplicemente se le persone non sono, per me, fotograficamente interessanti, beh, io aspetto che escano dalle mie inquadrature.




Le solite foto che piace fare a me...








E poi queste installazioni che mi ricordano tanto la mia adorata Olanda... Rimpiango sempre di non aver cominciato prima questo diario di viaggio e le foto che avrei dovuto fare... Tornerò, in Olanda di certo e forse anche da qualche altra parte.





Mentre mi stavo dirigendo con il dovuto anticipo a ritirare la valigia (per strada avevo previsto una tappa fotografica per prendere qualche foto di un altro murales trompe l'iil) la città è stata bloccata dall'ennesima manifestazione dei gilet gialli che avevano occupato l'intera piazza principale mentre altri stavano arrivando a frotte. Ho quindi capito che era sabato e nemmeno me ne ero accorta.

I molti che stavano arrivando, parecchi con delle moto, erano preceduti da un veicolo che sparava a tutto volume questa musica:



Vi segnalo il testo:

Où sont passés les camarades
Ceux qui montaient les barricades dans les manifestations
Qui chantaient "MORT AUX PATRONS"?
Où sont passés les camarades qui montaient toujours au charbon
Qui chantaient l'Internationale et prônaient la Révolution?
Où sont passés les camarades, les meneurs, les grèves générales
Ceux qui avant faisaient front et osaient crier "MORT AUX CONS"?
Où sont passés les camarades, les slogans et les palissades fraichement repeintes de couleur sombre, des mots de lutte et de ralliement?
Ils sont bien loin les camarades!
Leur musique militaire est de retour, la chemise brune au gout du jour
Ils sont bien loin les camarades!
Le rouge vire au bleu marine et je dégueule leur doctrine!
Où sont passés les camarades, les travailleurs, les partisans qui à chaque sortie du vieux con osaient crier "MORT AU FRONT"?
Où sont passés les camarades, les populistes, les misérables?
Ils lèchent le cul des Thénardiers avant de bien se faire enculer!
Ils sont bien loin les camarades!
Leur musique militaire est de retour, la chemise brune au gout du jour
Ils sont bien loin les camarades!
Le rouge vire au bleu marine et je dégueule leur doctrine!
Aujourd'hui c'est la débandade: les camarades ont foutu le camp
Les extrémistes fanfaronnent, objectif: le gouvernement
Les miliciens sont plein d'espoir, ils arrivent aux portes du pouvoir
Loin du temps où l'on chantait "PLUS JAMAIS DE 20%"
Ils sont bien loin les camarades!
Leur musique militaire est de retour, la chemise brune au gout du jour
Ils sont bien loin les camarades!
Le rouge vire au bleu marine et je dégueule leur doctrine!
Que tu sois noir, que tu sois blanc
Que tu sois chrétien, juif ou musulman
Que tu sois athée ou sans faction
Chante avec nous ce "mort aux cons"!
Que tu sois noir, que tu sois blanc
Que tu sois chrétien, juif ou musulman
Que tu sois athée ou sans faction
Chante avec nous ce "mort aux cons"!
MORT AUX CONS
MORT AUX CONS

Dei gilet gialli ho scritto più volte. Oggi, per la prima volta, ho sorriso guardandoli.

Sì ero scocciata perché non avrei potuto raggiungere il murales e perché avrei avuto qualche problema a raggiungere pure la fermata del bus ma... beh ho imparato a rispettarli. Qualunque cosa io pensi riguardo ai loro ideali, e ammetto che la questione è troppo complicata perché io mi schieri (cosa che tendo a non fare, preferisco osservare e raccontare), li rispetto perché continuano ad urlare invece di tacere e sopportare.

Preciso che non rispetto chi devasta, proprio no, sebbene io possa comprendere, il rispetto è merce troppo preziosa da donare a coloro che non rispettano la proprietà altrui ma la maggior parte dei gilet gialli manifesta pacificamente nonostante le numerose immagini che vengono mostrate, molte di quelle ben studiate per mostrare una realtà artefatta.

A volte basta cambiare il punto di ripresa, non ci vuole molto.





Ed ora veniamo alla parte in cui mi sono incazzata.

La tratta notturna Lione - Venezia mi riserva sempre qualche sorpresa ma stavolta sono rimasta parecchio disgustata dal comportamento di un conducente. Io cerco di non disturbare mai e di fare da sola la maggior parte delle cose ma, purtroppo, tra le cose che non riesco a fare ovvero che potrei anche farle ma rischierei di finire all'ospedale, ci sta alzare sopra alla mia testa una valigia da 40 kg per metterla nel vano bagagli che stavolta non si trovava nel piano inferiore.

Ha cercato di aiutarmi una ragazza perché i conducenti dopo avermi detto di aspettare un attimo non mi hanno più badata. Io e la ragazza non ci siamo riuscite e ho dovuto richiamare uno dei due conducenti che, vai a capire perché, mi ha insultata dicendomi di arrangiarmi perché non poteva perdere tempo per aiutare tutti.

Io comprendo la stanchezza, comprendo non so cos'altro, comprendo tutto ma tizio grande e grosso che non aiuti una donna che è la metà di te (vabbè magari non proprio la metà ma non mi ha nemmeno guardata in faccia prima di inveire) a fare una cosa che poi non ti è costata nulla, beh ti saresti meritato che ti rispondessi per le rime invece del mio "per cortesia mi ascolti, o mi aiuta o io non salgo nel bus perché la mia valigia se non la mette lei resta qui e io pure perché davvero da sola non riesco ad alzarla".

Cercasi corso intensivo per smetterla di essere gentili sempre e comunque.



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