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Norvegia, BÅTSTØ : Con le sneakers sulla neve



Dicembre 2018

BÅTSTØ (è un paesello norvegese, manco ha una pagina su Wikipedia)

Lasciatemelo dire, le sneakers con la neve non sono una buona idea.

Proprio per nulla.

Specialmente quando affondi nella neve fino quasi al ginocchio.

Vi chiederete perché sono stata così imbecille da indossare le sneakers con la neve... beh, io non possiedo stivali da neve o roba simile. Cioè credo di possedere un paio di “roba simile” che mi regalò mia madre anni fa per salvaguardare le mie caviglie dopo l’ennesima storta ma... Dio solo sa dove sono finiti. Avrei anche potuto tranquillamente comprare delle scarpe più adatte ma il punto è che non ne sentivo il bisogno. Le scarpe adatte alla neve non mi piacciono e non mi piace comprare scarpe che non mi piacciono. E poi non sono particolarmente freddolosa. Lo scorso anno a Rovaniemi calpestai il circolo polare artico con ai piedi dei mocassini e non avevo freddo. È già tanto se indosso i calzetti, in passato non lo facevo. Ci sono pure dei testimoni.

Se Anna Dello Russo se ne va in giro a gamba nuda e con i saldali in pieno inverno non vedo che problemi dovrei avere io...

Il punto è che se non mi crea alcun problema andarmene in giro con delle scarpe più adatte a temperature miti anche quando il termometro va sotto allo zero, beh la neve troppo alta è tutt’altra storia.

E si scivola.

Sempre.

Sarò caduta?

Forse.

Può darsi.







E poi volevo distruggere queste sneakers in particolare.

Dovete sapere che anni fa mi innamorai follemente di un paio di sneakers glitterate molto costose. Mi accorsi della loro esistenza solo quando il mio numero era già finito e comunque costavano più dell’affitto mensile quindi le ammirai ma a malincuore ci rinunciai e me ne feci una ragione. Quest’estate, in un momento di nostalgia, uno di quei momenti tipo quando vi torna in mente qualcuno che non fa più parte della vostra vita e pensate di scrivergli che magari non si sa mai, decisi di cercare un outlet online che vendesse quella griffe, magari avrei avuto fortuna.

Di outlet online seri ce ne sono parecchi ma ahimè... le ho trovate in un sito che già dalla grafica faceva capire che c’era qualcosa sotto ma io ero abbagliata dai glitter blu delle scarpe e non ho voluto farci caso (e io sono parecchio sveglia al riguardo, soprattutto dopo aver preso una fregatura molti anni fa) ed il prezzo era allettante e insomma le ho ordinate, sono arrivate quando ero dall’altra parte dell’Europa per lavoro e quando sono tornata a casa mi sono trovata davanti un'imitazione malfatta. Un'imitazione molto comoda ma pur sempre un'imitazione.

Peccato che io detesti le imitazioni. Se non ti puoi permettere qualcosa non lo compri e basta, che senso ha comprare un’imitazione scadente? Ricordo l'ennesima borsa falsa che comprò una mia ex titolare una vita fa... le si staccò l'etichetta che dichiarava al mondo che quello zaino era griffato Prada (manco assomigliava ad uno dei modelli di Prada) rivelando un'etichetta sconosciuta... per non parlare della Saddle Bag di Dior fatta di qualcosa simile al cartone...

Quindi queste sneakers o non le avrei mai indossate o le avrei indossate durante un viaggio in modo da distruggerle come sono solita fare con tutte le sneakers, non importa quanto io le abbia pagate (ricordo di essere andata in mezzo agli orti abusivi milanesi con delle Gucci rosa, mi ero scordata di averle ai piedi).

Volete la verità? Ho distrutto un paio di scarpe originali della stessa griffe che queste tarocche vogliono imitare in meno tempo di quanto impiegherò a rompere queste. Questa cosa mi sta facendo riflettere ma non mi frega. Sono contraria ai falsi per principio.



Ora che ho finito di scrivere cazzate, posso dirvi che queste foto le ho prese a Båtstø, dove uno dei miei coinquilini ha una casa.

È un tipico paesino scandinavo sull’Oslofjord dove d’estate prendi la barchetta attraccata nel porto davanti a casa e ti fai un giro nel fiordo oppure prendi il sole nella spiaggia e di inverno vivi dentro ad un dipinto sprofondando nella neve.

Coinquilino mi ha chiesto se riesco a vedere la bellezza di tutto ciò. Io penso sia davvero difficile con vederla.







Poi, coinquilino, che gentilmente mi ha scarrozzata in giro con la sua Porsche rossa (credo sia l’unico norvegese con una Porsche rossa che qui proprio comoda non è), mi ha gentilmente fatto provare un tipico pasto scandinavo.

Ecco, non ho avuto il coraggio di dirgli che:

- nel panino ai gamberi io avrei mangiato solo i gamberi perché l’insalata la detesto e la cosa spalmata sul pane sembrava formaggio e se non lo era, era comunque una cosa bianca spalmata e a me le cose bianche spalmate di solito non piacciono

- la torta di mele aveva la cannella che detesto ed il burro che mi fa ringiovanire istantaneamente ai tempi dell’acne giovanile

- non mi aggradano molto le bevande calde e, se faccio eccezione per una cioccolata la panna non la voglio, ma le 3 bustine di zucchero aggiuntive le avrei gradite

- ehm... manco il limone nell’acqua in realtà mi fa piacere.

Ora capite perché ho imparato a cucinare?

Ora capite perché i miei amici preferiscono non invitarmi a cena bensì lasciare che io cucini?





C'è un'usanza tipica dei paesi del nord che mi piace molto (ho visto molte cose di questo tipo in Olanda e Finlandia): mettere sui davanzali interni delle finestre qualunque cosa. Ninnoli, statuette, piante, disegni, pensate a qualcosa e qualcuno lo avrà sicuramente messo in vetrina in qualche finestra.




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