LOSTinSTORYTELLING

Olanda, AMSTERDAM: Prima o poi non me ne andrò



Giugno 2019

Amsterdam

Oggi ho combinato l'ennesimo casino con la lavatrice, non ho idea di cosa possa essere andato per il verso sbagliato questa volta ma... gli abiti che ho indossato appena svegliata erano particolarmente stropicciati.

Non la sto capendo, questa cosa, non me la spiego...



Ho fatto fuori uno dei miei maglioni preferiti nella laundry di un building a New York perché io quella cosa che asciuga i panni e che sembra una lavatrice non l'avevo mai usata e mancava davvero poco che, insieme al bucato della settimana, mettessi ad asciugare anche le stoviglie usate a cena.

Non ho capito la lezione e ho dovuto dire addio ad una felpa e ad un paio di pantaloni lo scorso anno qui in Olanda perché dopo un giro in asciugatrice potevano essere indossati forse da Barbie Barbona ma non più da me e temo tutto ciò sia il giusto contrappasso per aver lavato con il programma per i sintetici due maglioni di cachemire del mio migliore amico ma... boh, io gli abiti così stropicciati dopo l'asciugatura non li ho mai trovati .



Detesto gli abiti stropicciati e in un altro tempo ho portato con me in valigia un ferro da stiro portatile cordless poi è successo come con la messa... riguardo allo stirare sono tutto ad un tratto diventata credente ma non praticante e poi agnostica.

Un po' come dire le preghiere la sera da soli in casa perché con Dio ci parlo per conto mio, sempre che esista.

Io ho adottato il metodo: se li stendi bene ad asciugare poi non li devi stirare. Qui non stendo i panni, li tolgo dall'asciugatrice, li piego o li appendo e risolvo il problema.



Devo anche dire che certi tessuti non necessitano stiratura.

Credo di aver perso la fede quando portai dal lavasecco un costosissimo paio di pantaloni di seta stropicciata il quale effetto era stato ottenuto grazie a tecniche di cui si è persa ogni informazione nei meandri dei primi anni duemila... Risultato: stirati a dovere, perfetti.

Non sono più riuscita a farli tornare come prima.

Non mi sono mai ripresa, adoravo quei pantaloni.



Oggi i miei vestiti risultavano solo sciatti ed in disordine.

Ho guardato il ferro da stiro, ho quasi avuto una ricaduta, poi ho pensato che avrei dovuto andare ad Amsterdam e... e no! Io con gli abiti stropicciati in giro non ci vado, mi sono cambiata.



Però io in questa storia ci andrò a fondo.

Va bene essere tutto tranne che una casalinga perfetta ma insomma, un minimo di decenza.




Ho ancora poco tempo per stare in Olanda, a fine mese mi dovrò trasferire e ho pensato di passare un po' di tempo nella mia città preferita. Il meteo non prevede una gran bella giornata ma non potevo starmene a casa, non oggi.

Le foto le ho fatte durante tutte le volte in cui sono venuta ad Amsterdam nell'ultimo mese e mezzo.

Ho voglia di cancellare il volo e fermarmi ma non posso.

Mi fermerò, prima o poi. Credo qui.

Trovo piuttosto divertente il fatto che un'astemia, non interessata alla droga, abbia perso la testa per una città come Amsterdam ma purtroppo non si sceglie di chi innamorarsi e nel mio caso vale pure per i luoghi.

















Quanto sarebbe stato facile per me se mi fossi almeno infatuata del mio luogo di nascita.

Sono sempre stata convinta che al momento delle mia nascita la mia anima sia stata scambiata nel limbo e di essere stata, in origine, destinata ad un'altra città (banalmente, New York e lo so, molti pensano di essere stati destinati a New York e recapitati all'indirizzo sbagliato ma io e la Grande Mela abbiamo uno strano legame che molti non capiscono, a volte nemmeno io).

Sono nata in un paesino del nord Italia che contava, al tempo, forse poco più di 600 anime.

Mi chiedo come si sia trovata a New York la povera anima tranquilla che doveva nascerci al posto mio. Credo mia madre si chieda dove sta questa dolce e povera anima ché queste cose non vanno mai in prescrizione e a mettere le cose a posto e avere una figlia normale lei ci starebbe eh.

Amsterdam non è New York, non ho lo stesso legame con questa città ma mi ha fatto perdere la testa.

Mi rilassa, mi calma e non è per gli effetti delle coltivazioni locali.

È l'acqua, a rilassarmi.

È l'energia positiva che percepisco qui, tanto diversa da quella di New York ma altrettanto benefica per me.

È la bellezza di Amsterdam, che non ti sovrasta come accade a Venezia, ma ti accoglie e ti fa sentire a casa.






Le biciclette infangate nella foto qui sopra sono state recuperate dal fondo del canale. L'ho visto fare con i miei occhi, sono rimasta stupita dal realizzare quante ne stavano venendo recuperate.

Poi mi sono chiesta se insieme alle biciclette dentro ai canali ci siano finiti pure coloro che stavano in sella ai suddetti velocipedi, magari in stato confusionario, dopotutto le biciclette mica pedalano da sole (anche se sinceramente, qui, non mi stupirei proprio di nulla).

Poi ho immaginato me, soprappensiero, che finisco nel canale con la mia bella bicicletta rosa o fucsia (colorare sempre le biciclette in modo indecente per riconoscerla in mezzo alle altre migliaia tutte uguali).

Per un attimo mi sono chiesta se davvero voglio vivere qui e finire prima o poi a mollo (mi conosco).

Sì, certo che sì.



Biciclette pulite, non cantate vittoria, potreste essere le prossime ad annegare, sappiatelo!












Ho scoperto da poco che New York fu fondata nei primi anni del 1600 dagli olandesi che nel 1626 le dettero il nome di Nieuw Amsterdam. Poi sono arrivati gli inglesi, se la sono presa, hanno cambiato il nome in New york, gli olandesi non se ne sono fatta una ragione e se la sono ripresa però alla fine hanno dovuto ridarla agli inglesi, poi la storia continua fino ad arrivare a Trump, poi staremo a vedere.

(Me del futuro? Qualche news?

Me del futuro: Sì, effettivamente si, ma è meglio che ora tu viva tranquilla e non ne sappia nulla ma... la buona notizia è che smetterai di bere Coca-Cola tutti i giorni.

Io: No, non ci credoooo. Ma come ho fatto?

Me del futuro: Goditi questi mesi, divertiti. Ciao.

Io: Aspetta...

Io: Ehi!

Io: Prontooooo?

Io: Stronza!)

Effettivamente a farci caso molti edifici brownstone a Manhattan richiamano il tipico stile olandese.

E il quartiere di Harlem ha quasi lo stesso nome di Haarlem... un attimo... ah ok, non è una coincidenza, ho controllato.

A me New Amsterdam sarebbe piaciuto di più di New York, in alcuni quartieri l'atmosfera è la stessa. Forse non te ne accorgi di primo acchito ma se ci pensi un attimo e conosci entrambe le città ci fai caso e poi se apri qualche porta nell'East Village ti ritrovi catapultato in giardini segreti che starebbero bene nella capitale olandese.



Ho trovato una libreria, in strada, con dei libri lasciati per chi ha voglia di prendersene cura.



Amo molto queste iniziative, in questo modo a volte ho letto libri di cui mai avrei sospettato l'esistenza.

Ricordo di aver preso a Milano, al tavolo di un bar, un vecchio libro di fantascienza anni 70, quei racconti che al giorno d'oggi farebbero rabbrividire, dove animali (parlanti) e umani sono sullo stesso piano e possono decidere di avere relazioni affettive (anche dal punto di vista fisico... no aspettate, questo accade anche in "Family Guy") e la chirurgia plastica ha raggiunto livelli tali da poter esaudire il desiderio di una donna di diventare la Statua della Libertà (ma io dico... ma... no, non ho saputo cosa dire quando lessi il libro e non so cosa dire ora se non invidiare una fantasia così contorta perché io a tal punto non riesco ad arrivare).



Oggi mi sono presa un paio di libri da regalare agli amici. Uno parla di un viaggio in India con molte foto ad accompagnare il racconto, l'altro è un fumetto che racconta il comunismo in Russia (perfetto per il mio amico appassionato dell'estetica della propaganda Sovietica). Sono ovviamente in lingua olandese ma, suvvia, è solo un dettaglio.

Appena avrò tempo, tornerò a casa dalla mia famiglia e prenderò una cassa dei libri che tengo in cantina a casa (dopo una ristrutturazione lo spazio per i miei libri si è ridotto drasticamente e ne possiedo centinaia) e li regalerò, sono perlopiù horror e thriller di ogni genere ma spero farò felice qualche appassionato.

I classici non stanno in cantina, motivi puramente logistici, ho comprato troppi libri nella mia vita... no, i libri non sono mai troppi.



Ho fatto centinaia di foto alle barche, in queste settimane, alle barche e a quel mondo speciale che ruota intorno alla vita in barca nei canali di Amsterdam.

Non le vedrete ora, ho in mente di approfondire l'argomento appena avrò tempo e quando lo avrò fatto condividerò tutte le storie che avrò ascoltato.













Ogni tanto, quando sono di malumore, immagino di affittare un appartamento sui canali, arredarlo a modo mio ed essere abbastanza fortunata da poter avere abbastanza spazio per ospitare la famiglia e gli amici perchè diciamocelo, se abiti ad Amsterdam è leggermente più facile convincere le persone a venirti a trovare, cosa impossibile se te ne stai in culo alla Repubblica Ceca, al confine con la Polonia (Krnov per l'esattezza, manco sapevo pronunciarlo sto nome).




Dopotutto Amsterdam offre moltissimo anche a chi, come me, ama passare del tempo visitando musei e gallerie. E vi assicuro anche che non è un luogo abbandonato dal Dio della Moda. C'è un negozio di Louis Vuitton, segnale che potete trovare tutto ciò che desiderate, fidatevi.

Tenete solo presente che se volete visitare la casa di Anna Frank non potete presentarvi davanti all'ingresso e pensare di fare il biglietto ed entrare (tratto da una storia vera, la mia per la precisione).

È un po' più complicato e bisogna acquistare il biglietto online con qualche mese di anticipo sul sito dell'Anne Frank Museum. Io non ci ho pensato, avevo voglia di camminare, mia madre e le sue amiche anche e... e alla fine ne è valsa la pena anche solo per aver incontrato una fotografa che faceva dei ritratti utilizzando la vecchia tecnica del “collodio umido”.

Dicono che questo vecchio metodo mostra la vera natura di un corpo e di un volto, anche secondo me è così.

Le foto prese in questo modo sono macchiate, striate, sfocate, svelano tutto ciò che siamo, solo esseri umani imperfetti, lontani anni luce dalle immagini photoshoppate alle quali siamo abituati.

Ora mi è impossibile viaggiare con una di quelle vecchie macchine fotografiche, sono troppo grandi ma è una tecnica che voglio approfondire, mi appassiona da anni.

Poi, convincere qualcuno a mostrarsi davvero, credo non sarà semplice. Al momento è preferibile uniformarsi, confondersi con la massa credendo, allo stesso tempo, di essere unici.




Ecco, l'unica cosa che non mi garba di Amsterdam è che affacciandomi dalla finestra potrei avere una vista come questa:



Ciao, mio posto nel mondo numero due, ci rivedremo appena possibile.

Ps: molti si chiedono perché le case sui canali di Amsterdam sono storte. Leggete qui e vi verrà svelato l'arcano.
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