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Olanda, GOUDA: Toh, il formaggio che vola...



Giugno 2019

Gouda

C'è un argomento riguardo al quale proprio non ho mai sentito il bisogno di documentarmi, uno su tanti (come è giusto che sia, ci sono un sacco di cose che non mi interessano minimamente) ma il primo tra tutti.



Troverei più interessante documentarmi sui metodi di inseminazione artificiale dei tacchini... ah no, aspettate, mio fratello mi ha obbligata a guardare un documentario sull'argomento (amo la mia famiglia), ne so già abbastanza su questa pratica, non ho bisogno di approfondire.



Ammetto che mi piace guardare video di ricette più o meno veloci su Facebook su profili che provengono dall'altra parte dell'oceano dove vige la cultura del “massì, mettiamo del formaggio, anzi, diversi tipi di formaggio, per fare in modo che tutto questo cibo sappia solo di formaggio” ma da qui ad assaggiare qualcuno di quei piatti ci passa sotto ai ponti tutta l'acqua del mondo intero.



Ebbene, oggi ho dovuto googlare “Olanda, città, formaggio” perchè se scrivi per raccontare come stai vivendo in un paese dove esiste una sorta di “turismo formaggioso” ti devi informare.

Volente o nolente.



Da quello che ho capito esistono diversi luoghi strettamenti legati al latticino che tanto detesto ma i più importanti sono 4:

Alkmaar (dove risiedo)
Gouda (ho scoperto, visitandola lo scorso anno, che esiste un formaggio omonimo)
Edam (non ci sono stata, magari ci andrò in futuro, ormai sono molto coraggiosa, il formaggio non mi fermerà)
Woerden (che posto sarà mai questo? Non ne avevo mai sentito parlare)




In queste quattro cittadine, nella piazza principale e in giorni prestabiliti, si svolge il mercato del formaggio.

Di questo mercato ve ne parlerò quando vi racconterò di Alkmaar perchè ahimè ho purtroppo dovuto assistere, per cause di forza maggiore.

Alkmaar e Gouda, nonostante questo crimine contro l'umanità che si svolge nelle piazze una volta alla settimana, sono davvero belle e meritano una visita.

Edam e Woerd non le ho ancora visitate, magari la prossima volta colmerò questa lacuna.

Se però, come è per me, i vostri incubi si concludono con una passeggiata in una piazza piena di forme di formaggio, state lontani dalle suddette 4 città in questi momenti (e informatevi prima per assicurarvi che non ci siano stati dei cambiamenti):

Alkmaar: dal 31 marzo 2018 al 29 settembre 2018, il venerdì mattina dalle 10:00 alle 13:00 e alcuni martedì sera dalle 19.00 alle 21
Gouda: dal 5 aprile al 30 agosto, ogni giovedì mattina dalle 10.00 alle 13.00
Edam: a luglio e agosto, tutti i mercoledì mattina dalle 10.30 alle 12.30
Woerden: dal 24 aprile all’11 agosto, tutti i sabati mattina

Io vi ho avvisati e ho fatto il mio dovere per proteggere tutti gli amici turofobici. Già, la fobia del formaggio si chiama turofobia, esiste e non rompete le palle perchè è un bel casino. C'è gente che ha paura delle statue e altre dei buchi quindi non ci vedo nulla di strano nell'avere paura di un cibo fermentato e puzzolente.



La mia turofobia è di livello medio quindi se vado al ristorante dico di essere allergica al formaggio e sto tranquilla, non lo tocco (mai, nemmeno se sta dentro ad un sacchetto) ma riesco a passeggiare tranquillamente per il centro di Gouda senza essere consumata dalla paura che una forma di formaggio (spero finta, sicuramente finta) mi cada in testa.




L'Ufficio Informazioni Turistiche si trova all'interno del Museo del Formaggio.

La cosa mi ha fatto incazzare, io non ho voglia di respirare effluvi caseari, proprio no!!!!

Lo scorso anno mi trovavo qui il giorno del mio compleanno, non avevo capito quanto questa città fosse legata alla odiata tradizione olandese, manco sapevo esistesse il formaggio Gouda, ve l'ho detto, in quel caso, probabilmente ci sarei arrivata da sola prima di scendere dal treno che festeggiare qui non sarebbe stata la migliore delle idee per me.

I miei amici ancora ridono ripensando all'amara sorpresa che ho ricevuto.

Io mi sono consolata con le immancabili patate fritte. In centro c'è la friggitoria di Bram Ladage!

La città, però, non delude.






















A Gouda mi sono sentita un po' come a Delft. Conoscevo la città e rivolevo le stesse foto che mi ero presa con il cellulare lo scorso anno ma avevo scordato dove fossero.

Non ho avuto fortuna nemmeno qui per un paio d'ore dove posso affermare di essermi intrufolata in ogni singola viuzza finchè l'universo o chi per esso ha avuto pietà di me e mi ha fatto ricordare che tutto stava vicino alla Cattedrale.

Sì, ok, non è stato facile nemmeno dopo aver ricordato ma mi sono ripresa quella parte della città che ho lasciato nella memoria del telefono che ho fritto in India ed in un profilo Instagram personale che non aggiorno più.























Fortunatamente Gouda non è solo formaggio e le decorazioni appese in centro non appaiono in tutto il resto della città.

Con un po' di tempo a disposizione ed un po' di pazienza si possono trovare anche qui mulini a vento e barche, come da tradizione.

E potevo io esimermi dal cercarli?










Durante il ritorno ad Alkmaar, in treno, si è seduta davanti a me la persona più anticonvenzionale che ho incontrato in Olanda fino ad ora.

Una divertentissima e chiassosa trans che non si preoccupava minimamente di nascondere la sua parte mascolina. Aveva con sé una macchina fotografica e ho usato quella come pretesto per cominciare una conversazione.

Io amo molto le persone che esprimono sé stesse senza preoccuparsi troppo di occhiatacce e pregiudizi e se sei un uomo biologico che sbandiera la sua identità indossando abiti femminili succinti e trasparenti e tacchi che ti prego spiegami come fai a camminarci in quel modo sensuale senza inciampare... beh, io ti rispetto e ti ammiro.

Mi ha raccontato che vive di fotografia, gira per le città olandesi e ritrae turisti e negozianti che pagano volentieri per un ritratto fatto da lei e a volte le offrono il pranzo. Si sente libera e ama condividere la sua arte.

Penso a tutte le persone che non possiedono una forza d'animo simile e a come la società spesso non permetta loro di vivere come meglio credono perchè non rientrano in canoni che qualcuno ha deciso ed è riuscito a diffondere e rendere “modelli” ai quali ispirarsi.

Io, a modo mio, sono particolarmente anticonvenzionale ma no, non così. Non devo combattere contro nessun mulino a vento (scusate la battutaccia).

Sono nata nella parte giusta del mondo, sono bianca, sono a mio agio nel corpo che mi è stato donato (anche se a volte lo detesto ma sono nata donna e mi sento donna e non tutti hanno la stessa fortuna), non ho nessun handicap e mi posso prendere cura di me stessa e se credessi in qualcosa, ringrazierei ogni giorno questo qualcosa per avermi dato tutte le carte in regola per essere, se non felice, almeno contenta per ciò che ho.

Lo sono? Ci sto lavorando.

L'incontro con questa strana donna mi ha fatto riflettere, se lo specchio vi rimanda un'immagine nella quale vi riconoscete, siate felici anche solo per questo.




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