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Olanda, HOORN: La mappa creativa

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Maggio 2019

Hoorn

Finora ho avuto la fortuna di poter visitare davvero molte città. Se è possibile, la prima cosa che faccio è andare all'Ufficio Informazioni Turistiche del luogo e procurarmi una mappa.




In questi anni ho visto mappe di ogni tipo, alcune (cosa secondo me buona e giusta) riportano dei particolari percorsi da seguire per non perdersi i maggiori punti di interesse, altre ti lasciano un'ampia libertà di scelta (spesso è impossibile creare dei percorsi ad hoc, per esempio in città troppo grandi dove per spostarsi da un punto all'altro è necessario usare i mezzi di trasporto urbano) e poi c'è la città di Nantes che per aiutare i turisti ha pensato bene di usare una sottile linea verde disegnata sulla pavimentazione urbana (esci dall'ufficio turistico, segui la linea verde e sei a posto, cioè, non sempre, andate a leggervi il mio racconto su Nantes).

Nel mio caso, l'unico modo per non farmi perdere da qualche parte potrebbe essere quello di installare una corda attorno a tutte le cose interessanti da vedere, legarmi alla corda in modo da non farmi fare deviazioni e sperare che io non mi liberi. Non so se sono riuscita a rendere l'idea ma non saprei in che altro modo spiegarmi.




Ad Hoorn hanno deciso di dipingere di nero i disegnini che rappresentano sulle mappe gli edifici più interessanti della cittadina.

Nero, il colore del mio umore oggi.

L'ho trovato adeguato.



Per un attimo ho alzato gli occhi per cercare questi fantomatici “edifici neri”. Già, sarebbe stato più semplice capire cosa vedere se tutti gli edifici storici fossero stati dipinti di nero, ho pensato. Sì certo, avrebbero perso la propria bellezza ma, suvvia, sarebbero balzati all'occhio.

Ricordo un viaggio di molto tempo fa, io e la mia amica S. Non ricordo dove eravamo ma lei ad un certo punto, causa una meravigliosa coincidenza, credeva che i numeri indicanti i punti di interesse sulla mappa fossero riportati su delle targhe in corrispondenza degli edifici. Ora come ora glielo avrei lasciato credere ma al tempo la guardai con fare supponente e le ricordai che quei numeri sul muro erano l'indirizzo...

Bei tempi...



Hoorn si trova permettamente equidistante da Alkmaar ed Enkhuizen quindi ho deciso di visitare entrambe le cittadine nella stessa giornata. E' fattibilissimo, non sono molto grandi.

Oggi ho apprezzato particolarmente la relatività delle distanze qui in Olanda, soprattutto pensando a quante ore sono necessarie in Francia per andare da ovunque in qualunque altro posto.

L'ho apprezzata soprattutto perchè devo spostarmi in treno e se per me 6 ore in autobus sono cosa buona e giusta, mezz'ora in treno è già troppo.

Lo avrò scritto mille volte e lo scriverò altre mille.





Hoorn è una cittadina portuale costruita sulle sponde del lago Ijsselmeer (come si pronuncia questo nome non lo so proprio).

La definiscono infatti “la perla del lago”.








Io mi sto chiedendo quanti luoghi mi sono persa durante la mia permanenza qui in Olanda lo scorso anno e quanti me ne perderò questa volta perchè, sì, certo, visiterò delle nuove città, ma voglio mostrarvi alcune di quelle che mi hanno incantata lo scorso anno.

Devo dire che lo stile tipico di questa parte d'Europa mi piace moltissimo e, a parte una cittadina del nord che non nomino perchè a molti la trovano magnifica (io proprio no, anzi, non lo so, faceva troppo freddo e mi si sono congelate pure le opinioni) e il dover avere a che fare con l'onnipresente formaggio, passarei mesi ad esplorare l'Olanda.









Molti palazzi epongono degli stemmi, questa cosa mi sta appassionando assai, quasi quanto le statue della Madonna che abbelliscono i muri dei palazzi di Anversa.






La mia incapacità di leggere le mappe mi ha, come sempre, portata fuori strada ma... la passeggiata mi è piaciuta lo stesso, non ho trovato formaggio perso per strada e in qualche modo sono riuscita a tornare a casa senza danno alcuno.



Forse non ho visto proprio tutti tutti i “palazzi neri” ma ho trovato le casette per gli uccelli in mezzo al fiume e... bhe vederle mi ha fatto sorridere, pure i volatili qui hanno la casa sull'acqua.




Mentre scrivo sono solita distrarmi guardando (anche se a dire il vero, più che guardare, ascolto) dei documentari o qualcosa del genere. Mi aiuta a lasciar scorrere liberi i pensieri, non so esattamente spiegare come funziona, so che non sono la sola ad usare questo metodo.

Personalmente, io non riesco a scrivere se non facendo qualcos'altro contemporaneamente.

In questo momento sto guardando con la coda dell'occhio e ascoltando la serie "Web of Lies".

Si tratta di una serie tv che racconta di delitti e truffe nati da interazioni online con sconosciuti.

Sappiamo veramente con chi stiamo interagendo nel web? No, ovviamente no.

Non ho figli ma ho un nipote e non appena comincerà ad avvicinarsi al web gli farò un discorsetto, lo farò io, non i suoi genitori. Sono informati ma non quanto me e io vado poco per il sottile e sono la zia stramba con i capelli rosa quindi emano rispettabilità.

Pensiamo sempre che i nostri figli, amici, parenti non saranno mai così ingenui da farsi plagiare da sconosciuti online ma, vedete, è capitato anni fa al figlio quindicenne di un'amica più grande di me, una brava madre, sempre attenta. E non è servito nemmeno un computer, è bastato un cellulare vecchio modello. Vero è che più di dieci anni fa non avevamo la consapevolezza di ciò che poteva accadere ma a me sembra che questa consapevolezza non la si abbia nemmeno adesso...

Io sono della vecchia scuola, se non ti conosco personalmente non ho nessun interesse a conoscerti in altro modo.

Trovo agghiacciante ciò che sta succedendo, la rete ci permette di crearci false identità, di condividere una vita che non stiamo realmente vivendo, di farci irretire da un mondo che non esiste.

Ve lo dice una che alla scuola di fotografia, sempre durante quel magnifico corso di comunicazione visiva, ha dovuto creare una fake news per l'esame finale. L'ho capito anni dopo che avevamo creato delle fake news supportate da materiale fotografico creato ad hoc per supportare i testi... non ci era stato esplicato.

Mi è servito, moltissimo. Se sai come funziona, sai anche come non farti fregare.

Il più delle volte, almeno.

Io stessa in questo momento potrei non essere la persona che si è descritta finora... ah no. Chi crea un personaggio di solito dà vita ad una versione migliore di se stesso, io, per come mi sono descritta, o mi sto sopravvalutando e non ho proprio capito come si fa oppure, beh, sono totalmente sincera.

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https://www.lostinstorytelling.com/olanda_hoorn_la_mappa_creativa-d10103

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