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Olanda, LEIDEN: Ehm... come si toglie la gomma da masticare dallo schermo dell'Iphone?

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Maggio 2019

Leiden

Oggi ho deciso di visitare Leiden per vari motivi.

Prima di tutto, come sembra sia di consuetudine in questo periodo (ma solo quest'anno, lo scorso anno no, assolutamente no, ma lo scorso anno ho lasciato l'Olanda appena le temperature cominciavano ad essere lievemente miti), oggi avrebbe piovuto un po' ovunque a parte a Leiden.

(Cosa non esattamente vera perché le due gocce di pioggia non sono mancate).



Poi non c'ero mai stata e sebbene voglia mostrarvi l'Olanda che ho tanto amato, scoprire qualcosa di nuovo è il mio sport preferito e, infine, uno dei miei nuovi coinquilini mi ha consigliato di farci un giro perchè è una cittadina davvero molto bella.















Ok, il vero motivo è che spesso ho preso treni che fermavano a Leiden e la stazione sembrava molto grande e mi sono chiesta: ma che ci sarà mai a Leiden? Sì, a volte scopro in questo modo l'esistenza di luoghi che mai avrei visitato altrimenti, come quando in Belgio presi il treno sbagliato a Bruxelles e invece di tornare ad Anversa finii non ricordo dove ma per strada il treno fermava a Lier e, incuriosita, ho scoperto una cittadina meravigliosa con una torre dell'orologio che mi ha incantata.

Di solito mi arrabbio molto con me stessa se sbaglio treno o bus o metropolitana o quel che è.

Sempre.

Tranne quella volta a Bruxelles perchè poco prima ero stata coinvolta in una rissa e non l'avevo presa bene.

Un ragazzo aveva cominciato a picchiare un tizio in metropolitana seduto accanto a me e ci sono andata di mezzo.

Non mi sono fatta nulla ma ho perso molto tempo a chiedermi come avevo fatto a non capire che stava per succedere qualcosa... presto detto, non te lo aspetteresti che un quindicenne cominci a prendere a pugni un adulto, così, senza motivazione apparente. Non c'era stato alcun segnale...

O forse sì? Quel forse sì mi tormenta ancora oggi.



Anzi no, oggi mi sta tormentando il fatto di non essermi accorta della gomma da masticare appiccicata non ho idea dove.

Me ne stavo gironzolando nei dintorni della stazione di Leiden quando, avendo la necessità di prendere un fazzolettino per soffiarmi il naso, ho abbassato lo sguardo verso la mia molto costosa borsa di Malloni e ho realizzato che della gomma da masticare si era appiccicata alla tasca esterna.

Credo che la mia faccia si sia sciolta in una rappresentazione particolarmente fedele de L'Urlo di Munch.

Molto fedele.

Presa dal panico ho tentato di pulirla con i fazzolettini perchè, se finora non si è capito ve lo ribadisco di nuovo, io sono una pessima casalinga (so solo cucinare e stirare, per il resto faccio schifo) e cose come “ tutorial utile a spiegare come si toglie la gomma da masticare da superfici varie” non ha mai fatto parte della mia watch list.

Dopo anni e anni di visione di "C.S.I. Scena del Crimine" a volte mi sono sentita affine a Gil Grissom (anche se mi vedevo più accanto ad Orazio Caine in "C.S.I. Miami" quando guida a tutta velocità per portare il più lontano possibile un fuoristrada con all'interno una bomba a tempo, per poi uscire dal veicolo con calma, voltargli le spalle e non scomporsi minimamente quando esso esplode, forse un alito di vento gli spostò un capello, e salutare il veicolo con un “burn, baby, burn!”, io con jeans e giubbotto in pelle e la mia ponytail che altrettanto non si scompone mentre mi allontano con lui) ma pare non abbia ancora imparato le basi (e poi sono passati ormai troppi anni eh...) quindi non mi sono accorta che il contagio era partito dalla manica destra della mia amata felpa per poi trasferirsi sulla borsa e poi, giuro che proprio non ho capito come, sullo schermo del mio smartphone.

Al momento non ho ancora risolto completamente il problema ma so che ce la posso fare.

Solo, semplicemente, mi vergogno a chiedere a Google “come togliere gomma da masticare dallo schermo dell'Iphone”.

Cioè, che mi risponde Google?

Mi chiede se sono sicura di ciò che ho chiesto?

Mi dà direttamente della rincoglionita?

Mi avvisa che sono la prima persona nel creato ad aver chiesto questa cosa?

Creerà un Doodle solo per me?




Credevo che dopo quella volta in cui il telefono mi cadde a faccia in giù sopra alla pizza (momento che ricordo ancora con la pelle d'oca) nulla potesse destabilizzarmi a tal punto ma... mi sbagliavo.



Quella volta quel telefono aveva una pellicola protettiva, stavolta no perchè l'ho messa appena comprato e si è rotta dopo 5 giorni e non l'ho più rimessa e io ed il telefono ci sentiamo bene così, abbiamo deciso di non usare protezioni, e poi accade questo... io... perdonami Iphone, ne verremo fuori insieme, ne sono certa.

Mi prenderò le mie responsabilità.



Oggi a Leiden era giorno di mercato, c'erano un sacco di persone in giro e io mi sono innamorata ancora un po' di questa meravigliosa nazione.

Al momento, se dovessi decidere dove fermarmi, sicuramente sceglierei l'Olanda.










C'è un'unica cosa con la quale non mi sento proprio proprio a mio agio in questo paese invaso dall'acqua: le biciclette.



Io ho uno strano rapporto con le biciclette.

Ho imparato molto tardi ad andare in bicicletta.

Non ne volevo sapere.

Ricordo che mio nonno mi ha rincorsa per convincermi a salire in quella trappola su due ruote finchè non mi ha costretta ad imparare: avevo 6 anni.

Credo se ne sia pentito perchè da quel momento io e la bicicletta abbiamo cominciato a vivere in simbiosi.

Una volta, da brava imbecille come lo possono essere solo dei seienni curiosi, ho legato il capo di una corda ad un albero e l'altro alla bicicletta convinta che avrei sradicato l'albero... avessi scelto un fuscello avrei capito ma l'albero in questione forse lo avrebbe sradicato solo Bruce Banner. Bruce Banner da arrabbiato.

Sono seguiti anni di cadute, sbucciature alla ginocchia e ai gomiti, mani distrutte, pianti per avere una mountain bike (mi venne regalata una orrenda ed enorme bicicletta da donna bianca con una strana decorazione... una cosa che potrebbe essere riprodotta passando la fiamma di una candela sulla vernice bianca), ruote forate, catene cadute.



Vivevo in un piccolo paesino di campagna dove ho scoperto l'esistenza degli autobus quando ho cominciato a doverne prendere uno per andare alle scuole superiori. Il bus ci metteva un'ora per portarmi a meno di 7 km da casa.

A volte preferivo andare a scuola in bicicletta, soprattutto quando la divinità che decide il meteo aveva messo in previsione degli acquazzoni improvvisi.

Poi, un giorno, finalmente, ho preso la patente e, anni dopo, un altro giorno ho scoperto che adoravo camminare.

Il velocipede è quindi finito in ripostiglio e me ne sono scordata a tal punto che i miei amici a Milano si sono chiesti se sapessi andare in bicicletta. Li ho stupiti per la destrezza con cui la uso.



Il punto è che non mi va di usarla. Dopo un po' mi duole il sedere. Non ho voglia. Ditemi di fare 20-25 km a piedi, va bene, nessun problema. 5 km in bicicletta? Comincio a fare la faccia da cane bastonato fino a quando mi convinco ad inforcare il veicolo.

In Olanda funziona così: sei in bicicletta? Sei il Padrone della Strada, Dio del Mondo, Signore Assoluto, Imperatore delle Galassie con diritto di decidere la vita o la morte di quella specie ormai estinta nei Paesi Bassi: i pedoni.



Sei un pedone? Non conti un cazzo.

Le piste pedonali, quando ci sono, spesso ad un certo punto si interrompono per trasformarsi in piste ciclabili. E accanto alla ciclabile c'è la strada percorribile solo dagli autoveicoli.

E tu ti chiedi: mi faccio investire da un'auto o mi faccio arrotare da una bicicletta? Rispondo io a questa domanda: tentate la sorte con le auto che magari frenano prima di porre fine alla vostra vita perché che i ciclisti cerchino di preservare l'integrità dei pedoni... beh... non è usanza comune.

Io so che, se deciderò di fermarmi qui, dovrò adeguarmi, lo so.

Dovrò adeguarmi a parcheggiare la mia bicicletta tra altre centinaia o addirittura migliaia di biciclette a prima vista tutte uguali.

Allora la dipingerò di qualche colore orribile per riconoscerla e per tentare di evitare che mi venga rubata ma me la ruberanno comunque e dovrò trovare il mercatino delle biciclette rubate dove magari ritroverò la bicicletta a pochi euro (come è uso e costume a Milano, per esempio), imparerò ad usare le biciclette olandesi che non hanno i freni sul manubrio ma ti permettono di frenare pedalando all'indietro (ma anche no, proprio no) e prima o poi mi dimenticherò di frenare con il pedale e probabimente finirò dentro ad un canale.



Non abbiate dubbi riguardo a ciò, lo so che prima o poi cadrò in un canale in Olanda, lo scorso anno mi sono salvata per pochi cm perchè, vedete, spesso non c'è alcuna protezione atta a salvare gli sbadati come me.

Ci sono però molte strada lontane dall'acqua, questo mi sento di doverlo sottolineare, se proprio siete svampiti con la testa tra le nuvole, sono queste le strade che dovete percorrere.




Prima di lasciarvi con un sacco di immagini di Leiden messe a caso perché ho un telefono con lo schermo appiccicoso da riportare in vita, una borsa costosa da restaurare e una ventina di blog, dove si spiega come togliere la gomma da masticare dalla manica destra della felpa preferita senza imprecare contro tutte le divinità adorate dal genere umano in ordine cronologico di apparizione, da leggere, vi voglio raccontare un piccolo aneddoto: un sacco di poesie scritte sui muri della città allietano le passeggiate di abitanti e turisti. Il progetto si chiama "Gedichten op Muren" ovvero "Poesie sui muri" ed è cominciato nel 1992. Vi metto qui il link di un articolo che spiega di cosa si tratta.



Ok... le scritte nella foto qui sopra proprio non ho idea cosa siano ma mi sono piaciute molto.







Che vi devo dire? Io amo queste forme d'arte.

Ricordo i versi poetici affissi sui muri di Milano in ogni dove e le poesie scritte sulle scale e sulle porte di Polignano a Mare.

Le parole mi fanno fermare, sempre.

Anche se, come in questo caso, non ho idea di cosa ci sia scritto.

Con calma lo scoprirò, grazie Google Translate.

















Allora. La situazione è più o meno questa:

- Schermo dell'Iphone pulito con salviette umidificate (da tenere sempre a portata di mano)
- Borsa in condizioni non critiche ma non buone, dovrò portarla da un esperto (non uso imprecare sul web ma ci siamo capiti lo stesso)
- Felpa in congelatore (pare poi sia semplice togliere la gomma da masticare, vedremo)
- Aggiornamento: la cosa del congelatore non ha funzionato, ora provo a metterla in lavatrice come consigliano su altri blog
- Aggiornamento parte seconda: forse ma forse tra qualche lavaggio la felpa tornerà a posto, ma forse, solo forse



Coniglietta Miffy, ti amo!!!

Aspettate... ma questa non è Miffy!!!!

Sacrilegio!

Nella mia futura casa in Olanda metterò alla finestra solo pupazzi di Miffy, già lo so!


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https://www.lostinstorytelling.com/olanda_leiden_ehm_come_si_toglie_la_gomma_da_masticare_dallo_schermo_dell_iphone-d9825

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