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Olanda, ROTTERDAM: Secondo me l'hanno rifatta proprio bene



Giugno 2019

Rotterdam

Secondo me le archistar che hanno giocato un po' a Rotterdam hanno fatto proprio un bel lavoro.

L'hanno rifatta bene.





Arrivi a Rotterdam e lo scopri subito perchè viene considerata diversa da tutte le altre città olandesi. Pensi di ritrovarti in mezzo a canali e viuzze e quell'architettura che ormai conosci molto bene ma... no. Proprio no.

Rotterdam è stata praticamente rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale e al momento della ricostruzione fu deciso di abbandonare la tradizione e guardare al futuro.

Diciamo che se fossi una città in pessime condizioni chiederei a Rotterdam il numero di telefono del suo chirurgo plastico.

Dimenticatevi zoccoli e tulipani e mulini a vento e preparatevi ad ammirare opere di Renzo Piano, Álvaro Siza, Rem Koolhas, Piet Blom e molti altri.

Se siete appassionati di architettura credo sia una tappa obbligatoria durante un viaggio in Olanda, se non lo siete è una tappa obbligatoria comunque, per molti motivi.

Se pensate che solo ad Amsterdam ci si possa divertire perché, come si sente dire spesso in giro, a Rotterdam si pensa solo a lavorare, date un occhiata a queste foto:




Questa è la terza volta che passeggio da queste parti e il percorso che faccio, che io sia da sola o in compagnia di madre e amiche, è sempre più o meno lo stesso.

Uscita dalla stazione seguo attentamente il percorso consigliato ai turisti e mi fermo a tentare di fare shopping nei numerosi negozi che, di primo acchito, sembra espongano abbigliamento pronto moda, mentre ad un'occhiata più attenta ti accorgi che espongono abbigliamento griffato che sembra abbigliamento pronto moda (non è un complimento).

C'erano un paio di magliette con delle scritte esteticamente carine ma non sono riuscita a capire cosa ci fosse scritto esattamente e io, con la fortuna che mi ritrovo, rischio di comprare una maglia che avverte “se mi indossi, morirai entro sette giorni”, oppure “questa crede ci sia scritto qualcosa di interessante ma se mi indossa dimostra solo di essere una mezza analfabeta monolingua”.




Solitamente dopo essermi un attimo raccapezzata e aver ritrovato la direzione da seguire, mi perdo un attimo a caso per arrivare infine a quella che io chiamo “la piazza dei cubi gialli”.














I cubi gialli sono le iconiche case cubiche di Piet Blom.

Se ve lo state chiedendo, l'interno è concepito in un modo che permette di utilizzare al meglio lo spazio.

Potete visitare la casa museo Kijk-Kubus se volete saziare la vostra curiosità.









Dalla parte opposta della piazza c'è il mio posto preferito a Rotterdam: il mercato del cibo coperto, il Blaak Markt.

Ne ho visitati molti, di mercati coperti, questo mi piace particolarmente, vuoi perchè c'è lo stand di Bram Ladage, (famosa catena di... di... come si chiamano i posti dove vendono patate fritte? Pataterie? Friggitoria di patate? Accetto suggerimenti), vuoi perchè ci si trova della frutta e verdura eccellente (per non parlare del resto), vuoi perchè se si alzano gli occhi al soffitto si può ammirare quella che viene definita la “Cappella Sistina Olandese”.

(Ok, una cosa che proprio non mi piace lì dentro ci sta, c'è uno stand che vende forme di formaggio verde. Formaggio. Verde bottiglia. Io non oso nemmeno immaginare che sapore possa avere il formaggio verde, non oso immaginarlo, non lo voglio sapere e spero di non scoprirlo mai).

Quindi, potevo esimermi dal comprare un cono medio (il cono grande è davvero troppo grande, almeno per me) di patate fritte rigorosamente senza salse, una Coca-Cola ed un dragonfruit fucsia? No, certo che no e lo so che il dragonfruit non si abbina molto alle patatine e alla Coca-Cola ma quel frutto fucsia è talmente carino e buono (ok, non è molto saporito ma a me piace molto) che proprio non resisto!








Saziati i miei più bassi istinti culinari (io alle patate fritte olandesi non so resistere) di solito (e oggi non fatto eccezione) mi avvio verso una zona della città che ricorda molto il passato perchè tutto puoi togliere, i tulipani, gli zoccoli ed i mulini ma le barche proprio no, soprattutto in una città famosa per il suo porto.








Fino a qui ci so arrivare, poi di solito attraverso il ponte, l'Erasmusbrug, che collega il centro storico (se così si può chiamare) con il quartiere di Kop van Zuid, famoso per le opere architettoniche.

Scopro ogni volta nuove vie per arrivare al ponte. Lo vedo in lontananza e penso: sarà mai difficile arrivarci? No, non lo è ma io ho il senso dell'orientamento molto creativo.

Oggi il vento era piuttosto arzillo e attraversare il ponte non è stato piacevole.

Come si spegne il vento?




Da qui in poi i ricordi diventano fumosi (passatemi il termine), sono solita fare una tappa nella zona dove sono ubicati musei e gallerie d'arte ma in tre visite ho scoperto sempre nuovi scorci della città per finire sempre e comunque laggiù: nella Niewue Binnenweg, una strada dove si può respirare l'atmosfera tipicamente olandese dei coffee shops.











Salutata Rotterdam come si deve e saltata l'ultima mia solita tappa che consiste nella mezz'ora buona che ci metto ogni volta per fare il biglietto della metropolitana da prendere per tornare in stazione (no, non sono un'idiota, so come fare un biglietto praticamente ovunque tranne che a Rotterdam) ho preso un tram che mi ha portata in un luogo lontano e sperduto dove ho aspettato un autobus che mi avrebbe portata a... aspettate il prossimo articolo e lo saprete.

Cribbio, un po' di suspance!

Poco distante da Rotterdam c'è un luogo inserito spesso e volentieri nella lista dei luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

Oggi ci sono stata per la seconda volta.



Ehm... tu che hai esposto queste strane statuine alla finestra... cosa mi vuoi comunicare esattamente?

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