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Olanda, 'S-HERTOGENBOSCH: Qui, nel 1453, nacque Jeroen Anthoniszoon van Aken

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Giugno 2019

'S-HERTOGENBOSCH

Probabilmente vi state chiedendo come si pronuncia 's-Hertogenbosch e chi diavolo sia Jeroen Anthoniszoon van Aken.



Suvvia, non potevo rendervela troppo facile.

Se siete olandesi o fate parte di quella che ritengo sia una cerchia molto molto ristretta, siete in grado di pronunciare il nome di questa città senza intonare per errore un canto a Cthtulhu e sapete che Jeroen Anthoniszoon van Aken ha dipinto uno dei capolavori della storia dell'arte conosciuto praticamente da tutti (anche se, a differenza della Gioconda che è facilmente riconducibile a Leonardo da Vinci, "Il
Giardino delle Delizie”
è citato spesso e volentieri senza conoscerne l'autore).

Avete capito di chi sto parlando?

Si? No? Dai, ormai avrete cliccato sul link che ho evidenziato ed è inutile che io continui a girarci intorno.

's-Hertogenbosch, Den Bosch per gli amici (ripeto, non potevo rendervela troppo facile) è la città natale di quel genio che ha preferito farsi chiamare Hieronymus Bosch o El Bosco, Gerolamo Bosco, Bosco di Bolduc, o ancora Ieronimo Bos.



Sì, signori, proprio colui che riucì a dipingere un uccello antropomorfo con un calderone come cappello intento ad ingoiare un uomo dall'ano del quale esce uno stormo di uccelli neri oppure non saprei nemmeno come descrivere ciò che vedo perchè quando credi di vedere un paio di orecchie trafitte da una freccia che schiacciano un gruppo di persone, con la lama di un coltello conficcata in mezzo ad esse ti chiedi se per errore non hai respirato troppa marijuana passiva... Di certo Hieronymus sapeva dove trovare della roba davvero buona. Oppure era leggermente pazzo.

Adoro la sua pittura. Da sempre. Non sapevo però fosse originario di questa città dallo strano nome.



Ho scoperto l'esistenza di Den Bosch lo scorso anno durante una bufera.

Mi ero messa in testa di andare a Maastricht, 3 ore di treno. Mi avevano consigliato di visitarla e ho dato retta al consiglio (e non me ne sono pentita).

Essendo non proprio vicina ad Alkmaar, Maastricht offriva una giornata "così così" quando più a nord imperversavano temporali e nubifragi.

Una giornata "così così", al tempo, era abbastanza per convincermi alla traversata.

I nubifragi, però, non erano della stessa idea, e me l'hanno resa piuttosto difficoltosa la strada per Maastricht, con una tratta che ho dovuto fare in autobus da 's-Hertogenbosch a non ricordo dove.

Davanti alla stazione, vicino alla fermata del bus, ho visto questa colonna con questo meraviglioso drago dorato.



Ho pensato: beh se c'è questa colonna con questo bellissimo e fiero drago dorato, io questa città la devo visitare per forza. Poi ho ragionato riguardo allo strano nome... finiva con Bosch... Bosch era olandese, questo lo sapevo (perchè poi non mi era venuto in mente di cercare il suo luogo di nascita, questo non lo so, non ci ho pensato) e... bingo.

Credo di poter scomodare il termine serendipità, in questo specifico caso. Sempre che io abbia capito cos'è esattamente la serendipità, a volte non ne sono certa eh.



Peccato non aver poi avuto tempo di visitare la città lo scorso anno.

Ho deciso di rimediare, per forza di cose, non avrei potuto andarmene dall'Olanda di nuovo senza aver passeggiato per Den Bosch e aver visitato il museo dedicato al suo cittadino più illustre. Giammai!!!!













L'universo, vai a capire perchè, ha deciso di ricreare più o meno le stesse condizioni metereologiche dello scorso anno ad Alkmaar e una giornata "così così" a Den Bosch.

Tranne per il fatto che non stavo andando a Maastricht, mi sembrava di aver fatto un tuffo nel passato.

In treno, durante uno scroscio di pioggia più forte degli altri, è stato diffuso un messaggio in olandese... poi un gruppo di donne ha esclamato in inglese “Oh mio Dio”.

Per esperienza un “Oh mio Dio” esclamato dopo un messaggio in treno non è esattamente un buon segno... e infatti...

Ci siamo fermati in una stazione della quale non ho capito il nome, ho seguito la massa (a volte è necessario anche se non fa parte della mia natura) e ho preso un autobus che finalmente mi ha portato a casa di Hieronymus.

Non so perchè la donna ha esclamato “Oh mio Dio”, non glielo ho chiesto, a me, sinceramente, bastava arrivare a destinazione e poter visitare la città senza annegare nel mentre.







Se amate la pittura di Bosch e avete la possibilità di fare un viaggio in Olanda, vi consiglio caldamente una visita allo Hieronymus Bosch Art Center.



Non aspettatevi di trovare i dipinti originali, “Il Giardino delle Delizie” per esempio, la sua opera più famosa, si trova al Museo Nacional del Prado a Madrid. È possibile però ammirare delle copie molto realistiche. Ne vale davvero la pena:








Il museo è allestito in una ex chiesa e sì, se l'intento è quello di far pensare ai visitatori di trovarsi intrappolati all'interno del processo creativo di Hieronymus, secondo me la missione è stata portata a termine.












Se non siete interessati alla vita e alle opere di Jeroen Anthoniszoon van Aken (sempre lui, El Bosco, lo so che avete già scordato il suo vero nome, non la state facendo franca), cosa che non voglio nemmeno immaginare (anche se l'arte non vi dovesse appassionare, Hieronymus è un'icona, una rockstar, le pippe mentali davanti ai suoi quadri ve le dovete fare senza discutere), Den Bosch merita comunque una visita.













Siccome sono uscita di casa al salir del sole come da mia abitudine, terminata la passeggiata a 's-Hertogenbosch ero di ottimo umore e ho deciso di fermarmi ad Amsterdam a prendere qualche foto.

Avevo visto delle case-barca molto interessanti mentre andavo a Utrecht in treno, avevo geolocalizzato la posizione di una statua che mi interessava particolarmente (per quanto possa essere precisa una geolocalizzazione mentre stai in un treno in corsa ma più o meno c'eravamo) ed ero convinta che uscita dalla stazione, sulla destra, qualche centinaio di metri et voilà, avrei raggiunto il mio obiettivo (fotografare la statua della pantera sul pontile).

Ma... non è andata esattamente così.



Giro a destra, procedo, seguo Google Maps, arrivo al ponte, passerella danneggiata e passaggio interdetto al pubblico, le barche sono a poche decine di metri.

Non volo, non posso nuotare, non so che fare, giro a sinistra, che sarà mai, poche centinaia di metri e arriverò.

No, sono due chilometri e mezzo.

Va bene, cosa vuoi che sia, aspetta, no, ma dove vado?

Ho girato in tondo, di nuovo la passerella, ma che cazzo, potevano ripararla nel frattempo.

Ok, ormai sono qui allora facciamoci quei due chilometri e mezzo... uuuuuh ma guarda quante belle barche, si ok vado un po' fuori strada ma chi se ne frega.

Ah cavolo, ora sono tre chilometri e mezzo.

Cosa vuoi Google, che c'è? Ah dici che sono troppo lontana? Ma da cosa? Ma chi te lo ha chiesto? Ma che opzione ho attivato? Ma fatti gli affari tuoi.

Ok, che ci sta giù di lì?

Aaaah, guardale là le barche che voglio fotografare.

Come? Strada senza uscita, va bene, se torno indietro sono solo a un chilometro e mezzo dall'obiettivo, ce la farò.

(Davanti alla pantera): emoticon faccina con occhi a cuore + emoticon faccina gatto con occhi a cuore.

Bene ora ho preso le foto che mi servivano, posso anche tornare indietro.

Ooooh ma c'è un bellissimo locale all'aperto! Dai mi fermo un po'.

"Hey ragazzi, per caso, sapete come arrivare alla stazione?"

"Sì certo, predi quell'ascensore, cento metri sulla sinistra e sei arrivata."

Ho virtualmente creato nuove emoticon.


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