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Olanda, UTRECHT: Riempire gli spazi vuoti



Giugno 2019

Utrecht

Quando, lo scorso anno, ho visitato Utrecht per la prima volta, sono rimasta entusiata di quella che viene considerata una delle più belle città dei Paesi Bassi.

Ho avuto qualche difficoltà ad uscire dalla stazione, lo ammetto, ma stavolta, memore degli errori commessi in passato, ho rifatto le stesse scelte errate.






Io a questo punto vorrei chiedere una cortesia.

Ho un serio problema di orientamento, una errata percezione dello spazio e non distinguo la destra dalla sinistra.

Pare che una parte del mio cervello non funzioni correttamente, o almeno così mi disse un medico anni fa. Questo per ribadire che no, non mi invento situzioni poco credibili (provate a venire a zonzo con me) e no, non sono completamente idiota.

La cosa non mi disturba più di tanto a parte quando sclero per le vertigini ma... Siamo nel 2019, dove stanno quelle magnifiche invenzioni tanto paventate nei libri di fantascienza dello scorso millennio? Dov'è quel chip da installare nel cervello pronto a renderci tutti super intelligenti e capaci di fare qualunque cosa?

Dov'è? Lo potete creare, per favore?

Io chiedo solo di riuscire a capire le mappe e parlare correttamente un paio di lingue straniere (ok, magari una delle due è il giapponese, ma suvvia, non mi pare impossibile) e guarire dalle vertigini... Mica voglio trasformarmi in un personaggio di Matrix!

Comunque, se riuscite ad uscire dalla stazione senza perdervi troppe volte, Utrecht vale davvero il tempo che le dedicherete.



Credo fosse febbraio 2018 quando la visitai per la prima volta.

Il freddo non aveva impedito al sole di splendere e molte persone affollavano le vie principali e si godevano qualche drink o forse un caffè seduti ai tanti bar della città. Io però venni attirata da altro.

Il lungofiume di Utrecht.

Vedevo delle porte chiuse che credevo si potessero aprire su case e locali, tavoli e sedie lasciati all'aperto e mi sono chiesta quanto bella dovesse essere l'atmosfera di questa città durante il periodo primaverile ed estivo.



Ho riempito quel vuoto con la mia immaginazione lo scorso anno, oggi i vuoti erano pieni, pieni di vita e allegria e avevo ragione.

Non mi sbagliavo.





















Utrecht a giugno è anche meglio di come me la ero immaginata.



In questi giorni ho riempito un altro vuoto con la mia immaginazione, ho preferito riempirlo con un'immagine gioiosa perchè non voglio sapere la verità.

L'immagine gioiosa l'ho presa da una foto che ho fatto alla mia affittuaria dell'appartamento parigino di qualche mese fa.

Feci quella foto a lei, con la figlia e la gatta senza pelo, poche ore prima di lasciare il suo appartamento, lo scorso aprile.

Aveva messo il turbante per nascondere gli effetti della chemio, si era truccata e aveva indossato degli orecchini stupendi. Mi aveva raccontato di essere stata un'attrice, interpretava Frida Kahlo, quella che secondo me è la più straordinaria pittrice di sempre, messicana come lei e, in quella foto, me lo ha spiegato bene perchè era stata scelta per interpretare Frida.

Non abbiamo costruito un gran rapporto durante il periodo che io ho passato a Parigi.

A volte mi lego alle persone che vivono con me, altre volte no, altre volte il legame non è reciproco e ci si perde per strada. Con lei non c'è quasi stato, un rapporto. Non ho mai saputo come si chiamava, nonostante vivesse nella stanza accanto alla mia... ma... se stai combattendo contro un cancro al seno, credo che mantenere le distanze con gli estranei sia una cosa piuttosto normale.

Giorni fa, sullo stato di whatsapp della figlia, ho visto la sua foto.

Nessuna didascalia, nessuna data, nulla, solo quella foto.

E se la figlia di una malata di cancro (non so a che stadio fosse, non glielo ho mai chiesto) mette la foto della madre sullo stato di whatsapp, io non ho molti dubbi riguardo al messaggio che ha voluto mandare.

Sono stata codarda.

Non ho scritto un messaggio, ho preferito non chiedere.

Non ho creato un legame nemmeno con la figlia, non me la sono sentita di farmi viva per chiederle “Ehi ciao, scusami, ma tua madre come sta? Sai, ho visto la foto su whatsapp e ho pensato che potesse essere successo qualcosa.”

Ho preferito riempire quello spazio vuoto che si crea quando le persone escono dalla tua vita con quell'immagine, lei sorridente.

Io la ricordo così, sorridente e viva, e finchè non avrò prova contraria, non voglio aggiungere un'altra tomba al mio cimitero personale.




Utrecht non è solo lungofiume, io sono innamorata dell'estetica architettonica delle città olandesi.

Sono affascinata dalle città moderne, la trovo un'estetica più vicina al mio modo di essere ma, non so perchè, l'architettura coloniale olandese mi piace moltissimo. Scalda il mio cuore europeo.


















Oggi non ho molta voglia di scrivere... anche se Utrecht mi ha messa di buon umore non riesco a non pensare alla mia affittuaria di Parigi.

Avevo programmato di tornare nella capitale francese per lavoro, forse il prossimo anno, non lo so, e mi sarebbe piaciuto tornare a vivere da lei in quella cosa così accogliente con i muri rosso bordeaux ma... beh, se dovessi decidere di tornare e decidessi di chiedere se quella stanza al quattordicesimo piano con vista su mezza Tour Eiffel è ancora libera, dovrei essere pronta a scoprire la verità e smettere di ridisegnare la realtà a mio piacimento (cosa che non faccio mai, a dire il vero, solo questa volta mi sono quasi costretta a "non voler vedere").






"La lattaia" è il mio dipinto preferito di Jean Vermeer (sì, ho un dipinto preferito di Vermeer, a forza di stare in Olanda ho cominciato ad interessarmi un pò di più a questo artista). Vedo parecchie lattaie in giro, pare questo personaggio sia molto amato ma la cosa non mi stupisce molto in un paese dove il formaggio letteralmente invade le piazze (ve lo spiego a suo tempo cosa intendo esattamente, non è un modo di dire).



Ciao Miffy!



Ps: prima scrivevo di Frida Kahlo e di come, ed è solo la mia opinione, io la ritenga la più straordinaria pittrice di sempre. Se non conoscete la storia di questa donna straordinaria vi consiglio un libro ed un film.

Il film è

Il libro è "Frida, una biografia di Frida Kahlo" di Hayden Herrera ma su di lei hanno scritto davvero molto, vi giro un link con una selezione di libri.

Una cosa che Frida disse, mi ha colpito su tutte: "Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per il mondo, che mi rasserena soltanto il sapere che sono stata autentica, che sono riuscita ad essere quanto di più somigliante a me stessa mi è stato concesso di essere".

E lo disse una che allo stesso tempo ammise: "Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà."

Pensateci su, quando vi chiederete quale filtro fotografico utilizzare per appianare le rughe della vostra vita.

Io ci penso spesso.









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