LOSTinSTORYTELLING

Portogallo, AVEIRO: Mi spiace ma se ti puoi permettere di sbagliare strada e tornare indietro senza dover salire in una barca allora non sei a Venezia



Agosto 2018

Aveiro

Ne avevo sentito parlare come della “Venezia del Portogallo”.

Ok. Allora. Ho visitato la Venezia Russa (San Pietroburgo), la Venezia Belga (Bruges), la Venezia del Nord (Amsterdam), e qualche altra città definita Venezia di qualcosa (Copenhagen, Amburgo e Stoccolma).

Oggi ho deciso che dovevo aggiungere un’altra tacca alla mia lista di Venezie con la piccola Venezia del Portogallo: Aveiro.

Vorrei solo dire una cosa. Tutte queste città con i loro canali hanno qualcosa di magico e molto bello da vedere ma non sono nemmeno lontanamente simili a Venezia. Perché? Buon Dio perché se ti perdi puoi tornare indietro senza problemi, se tu fossi davvero a Venezia dovresti riprendere il traghetto che ti ha portato nella direzione sbagliata e tornare indietro e poi prenderne un altro per scendere alla fermata giusta perché spesso non esiste un ponte che ti può portare dall’altro lato della strada e a meno che tu non trovi una gondola vagante non c’è altra soluzione (tratto da una storia vera).

Mi rendo conto che l’appellativo Venezia di qualcosa e qualche foto fatta ad hoc per invogliare il turista male non fanno ma Venezia è un’altra cosa. Più che una città in cui vivere è un’opera d’arte da visitare e salutare dopo qualche giorno per tornarci in futuro ed immergervisi di nuovo.

Aveiro, come tutte le altre, no. Pare un bel posticino in cui vivere se non sei drogato di quell’atmosfera cittadina (come la sottoscritta) che ti farà sempre sentire un po’ a disagio in centri abitati che contano meno di 6-700.000 abitanti.
















Ci sono i canali, sì. E ci sono delle pseudo gondole che invece dei classici due o quattro posti, caricano un bel po’ di persone alla volta.

La cosa bella di queste imbarcazioni sono le vignette disegnate su quello che oso definire pettine perché non ho idea di come potrei chiamarlo in altro modo (sì, avete capito, il ferro di prua simile ad un pettine tipico delle gondole).







Gironzolando per il minuscolo centro storico ho incrociato un negozio di dischi che diffondeva le note di canzoni inneggianti a pene d’amore, sentimento, nostalgia e a qualunque altra cosa inneggi il fado, un genere musicale popolare portoghese tipico di Lisbona ma che ho intanto già ascoltato qui. Mi piace? No, musicalmente non sono onnivora, ho le mie particolari preferenze. Mi interessa? Sì, la musica è cultura e ci aiuta a comprendere le tradizioni del luogo. Quindi cerco sempre di ascoltare musica nuova. Ecco qualche canzone:

Estranha Forma De Vida – Amália Rodriguez

Escrevi Teu Nome No Vento (Fado Carriche) – Carminho

Desfado – Ana Moura

E poi mi sa che il tizio ha lasciato suonare tutto il disco di Ana Moura:

Amor Afoifo – Ana Moura

Até Ao Verao – Ana Moura

Fado Alado – Ana Moura

E per commemorare amori, appena nati o ben saldi nel tempo, ad Aveiro non usano mettere i lucchetti ad un ponte ma semplicemente legare dei nastri. Soluzione apparentemente meno impegnativa (anche se a me verrebbe l’ansia solo ad avvicinarmi ad un ponte con qualcosa di legabile, che sia esso un lucchetto, un nastro o lo spago con il quale lego l’arrosto… ma io sono un caso a parte).




Le scatole delle sardine qui in Portogallo sono talmente belle che sono davvero tentata di comprarne qualcuna ma ho smesso di regalare cibo da quando la carne di orso e quella di renna in scatola che portai dal mio primo viaggio ad Helsinki molti anni fa non sono state particolarmente apprezzate. Credo le scatole vaghino ancora da qualche parte, impolverate ed ignorate.



E poi ad Aveiro ci sono davvero un sacco di muri ricoperti di azulejos.
















La vecchia stazione ferroviaria:



La nuova stazione ferroviaria:



E della bella street art nelle vicinanze:




E poi è successo. Il “per me è inconcepibile”.

Io mi perdo ovunque. So di essere un caso disperato. Sbaglio strade, salgo sul treno, bus, tram sbagliato. Sbaglio spesso direzione in metropolitana. Una volta il conducente del tram sul quale ero salita ha fermato la vettura ed ha annunciato ai passeggeri che aveva sbagliato strada. Eh già. Pure i tramvieri possono sbagliare strada. Ma non esiste che io sbagli aeroporto, arrivi tardi oppure compri un biglietto con data e ora sbagliate.

Ed invece… diciamo che ora mi manca solo di sbagliare aeroporto e ho completato la collezione (oddio una volta ho sbagliato terminal ma nulla di grave e un’altra sono andata a prendere un mio amico al terminal sbagliato…).

Avevo in memoria la data del 18 agosto e nella app che uso per prenotare i biglietti del bus ho comprato per errore il ritorno per il 18 agosto. Ebbene. L’autista mi ha controllato il biglietto e mi ha fatta salire e poi ha ricontrollato il biglietto di tutti i viaggiatori più volte e dopo circa 15 minuti mi ha fatto notare che ero in torto e che avrei dovuto comprare un altro biglietto alla biglietteria. Morale della favola? Dopo aver imprecato perché alla biglietteria accettavano solo contanti e io li avevo a malapena, ho fatto ritardare il bus di 20 minuti e di conseguenza ha ritardato pure il bus che ci ha aspettato per la coincidenza.

Tenendo conto quanto odio queste cose quando sono altri a provocarle, oggi mi sto parecchio sulle palle.

- - -

Share
Link
https://www.lostinstorytelling.com/portogallo_aveiro_mi_spiace_ma_se_ti_puoi_permettere_di_sbagliare_strada_e_tornare_indietro_senza_dover_salire_in_una_barca_allora_non_sei_a_venezia-d8476
CLOSE
loading