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Portogallo, GUIMARAES: Crisi di astinenza da audiolibri



Agosto 2018

Guimaraes

Eh già. Sono dipendente dagli audiolibri. Mi verrebbe da fare qualche battuta riguardo qualcosa tipo “ascoltatori anonimi” ma evito…

Ho cominciato ad ascoltarli lo scorso anno, ho sempre letto parecchio ma non mi ero mai nemmeno sognata di ascoltare un libro. Significava dover fare due cose contemporaneamente ed io, sebbene ai tempi dipingessi mentre guardavo la tv, non ero molto convinta di riuscire ad essere così multitasking da fare cose durante l’ascolto di un libro. Però… quando non prendo foto per strada mi capita di lavorare in una stanza e scattare foto per ore e ore in completa solitudine oppure di restare attaccata ad uno schermo a postprodurre finché la morte neuronale mi sfiora. E mi annoio. Terribilmente. Quindi mi hanno consigliato gli audiolibri perché non ne potevo più di ascoltare musica. Cioè un po’ va bene poi mi stufo, avevo bisogno di qualcosa di più. Ero preoccupata poi di apprezzare la cosa fino ad abusarne perché mi conosco, se qualcosa mi garba poi esagero. E così è stato. Se devo usare solo gli occhi allora ascolto uno o più audiolibri al giorno. Di solito durano circa 8-10 ore ciascuno o di più. Se durano di meno ne ascolto più di uno. Poi leggo pure libri cartacei eh. Sia mai che io non legga.

Ho scaricato una app, audible, che mi permette di ascoltare tutti i libri che voglio ad un modico canone mensile e per me è davvero conveniente perché se dovessi comprare tutti i libri che ascolto sarei già finita in bancarotta da un bel po’.

All’inizio pensavo che ascoltando anche più di un libro al giorno, alla fine non avrei capito più nulla e magari avrei fatto confusione, chessò, magari nella mia testa avrei archiviato che è Mr Grey ad incontrare Nasten’ka a San Pietroburgo durante le notti bianche (che pure ci sta perché una che permette alla nonna cieca di controllarla legandola a sè attaccando il proprio vestito al suo con una spilla ha l’indole della sottomessa senza se nè ma) o Al 9000 che consola Elizabeth dicendole che con Mr Darcy tutto sta andando estremamente bene (cosa poi vera visto come va a finire) o il dottor Langdon che si mette a cercare gli horcrux mentre Harry Potter cerca di fermare, usando la magia, uno scienziato che vuole rendere sterile parte del genere umano (che visto come va a finire Inferno di Dan Brown, non come il film, magari con la magia sarebbero riusciti a far finire il libro come il film). Cose così insomma… beh è andata diversamente e alla fine ascoltare un libro è simile all’ascoltare un amico che ti racconta la sua storia e… la cosa mi è scappata di mano e in questi giorni che sto sempre per strada (regola numero uno: non prendo mai foto per strada ascoltando musica o audiolibri, rischio di farmi male, mi distrae troppo) bramo un audiolibro, anche uno corto corto, di quelli che di solito snobbo perché finiscono subito (adoro i libri taaaaanto lunghi) ma temo dovrò aspettare un bel pò per la prossima dose.



Terminato il mio confino a Viseu, ho deciso di visitare altre due città prima di tornare a casa passando per Bilbao. Avrei dovuto già visitarle ma la domenica designata sono stata colpita da un attacco di pigrizia selettiva mista a raffreddore e una volta sveglia mi sono voltata dall’altra parte e ho ricominciato a dormire.

Guimaraes si trova a circa un’ora da Porto quindi mi sono trasferita a Porto in serata dove ho mangiucchiato qualcosina evitando accuratamente la temuta e straconsigliata Francesinha (io quella cosa non la mangio). Raggiungere Guimaraes è più semplice in treno. Gli autobus che percorrono la tratta sono pochi, i treni sono frequenti.

Apro una parentesi. Sono arrivata a Porto molto stanca. Avevo avuto una giornataccia. Il mio albergo si trovava a circa 8-900 metri dalla stazione degli autobus. Ho pensato di prendere un taxi perché la valigia pesava troppo ecc. ecc. Il tassista non mi ha voluta portare a destinazione perché era convinto che l’albergo si trovasse al di là della strada, cosa non vera perché ci ho messo circa un quarto d’ora per arrivare. Ora, io dico, ma perché? Ti pago per portarmici, sei stato onesto ma… purtroppo c’eri solo tu altrimenti avrei preso un altro taxi, sappilo.

Torniamo a noi.

A Guimaraes mi ci hanno praticamente mandata tutti. Non puoi non andarci. Il Portogallo, inteso come stato, è nato proprio qui, è proprio bellina, ci metti poco a visitarla e così via…














In questa cittadina molto carina e molto curata patrimonio dell’umanità ho cercato disperatamente un ufficio informazioni turistiche dopo esserci passata davanti tipo 3 volte e ogni volta essermi soffermata a guardare l’insegna pensando che era molto carina ma senza leggerla davvero. Cominciamo bene.



Non ti ci perdi nel centro storico, non è molto grande, e se non mi ci sono persa io è tutto un dire.

È molto interessante anche la zona delle vecchie industrie tessili e il castello vale la pena di una visita.






Ho smesso di aspettare che i turisti si tolgano dalle mie foto. Non sono esattamente d’accordo con chi afferma che “se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro” ma in questo caso ho deposto le armi da un bel po’…





Come moltissimi, ho deciso, per motivi di tempo, di visitare nella stessa giornata Guimaraes e Braga. Ora, da qualche parte ho letto che le due cittadine non vanno per nulla d’accordo, prima di tutto calcisticamente parlando. Me ne sono accorta quando ho tentato di prendere un treno per Braga e, convinta che per percorrere meno di 30 km ne avrei trovato uno ogni mezz’ora sono andata in stazione senza controllare per poi scoprire che per fare i suddetti km in treno ci avrei messo ore e ore oppure, per velocizzare la cosa, avrei dovuto tornare a Porto e poi prendere un altro treno per Braga. Ho chiesto dove potevo prendere un autobus e sono stata indirizzata al centro commerciale locale dove, ascoltando la tipica musica da centro commerciale in filodiffusione, dopo aver interpretato gesti e lingue sconosciute, sono riuscita a salire in un bus. Spero sia quello giusto, per ora le mappe online mi dicono che ci stiamo dirigendo nella direzione esatta ma… non ero io quella incapace di leggere le mappe?








L’illustrazione qui sopra esplica perfettamente come ci si sente non solo cantando ma anche semplicemente ascoltando il fado.



Sto sinceramente pensando di mettere dei lucchetti sulla ringhiera del terrazzo di casa mia… mi pare così spoglia e mi sento così poco adeguata senza i lucchetti sulla ringhiera…

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