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Portogallo, PORTO: La salita è solo nella tua mente, non è reale... la salita è solo nella tua mente non è reale!



Agosto 2018

Porto

Vagando alla “non so leggere le mappe ma facciamo finta di sì” per le vie di Porto ho capito velocemente una cosa. Non esistono le discese, se esistono stai andando nella direzione sbagliata (tipo se segui un capannello di persone che scende delle scale non arriverai al ponte ma alla toilette pubblica in un vicolo cieco) oppure sei andato esattamente dalla parte opposta a quella dove dovevi andare e quindi dovrai farti una salita aggiuntiva per tornare al punto di partenza.

Tutto ciò mi ha fatto capire che mi fidanzerò con un Navy Seal in congedo prima di andare a Lisbona. Recentemente ho letto qualcosa a proposito delle prove fisiche e psicologiche che devono superare per essere ammessi tra le Forze Speciali degli Stati Uniti e credo non avrà problemi a prendermi in braccio e portarmi sulla sommità di salite con pendenza 14%. Io mi sto allenando facendo a piedi la salita della funicolare nella cittadina dove alloggio ma dopo un po’ mi stanco, sono ancora umana anche se ci sto lavorando su questo piccolo intoppo…





La prima cosa che ho voluto vedere a Porto è stato il ponte Dom Luis I. E prima di avvicinarmici anche lontanamente ho blindato il mio cellulare al sicuro nella tasca interna della borsa. Ho il terrore che mi cada in acqua da quando una mia cara amica mi ha telefonato con un numero che non conoscevo per dirmi che le era annegato il telefono nel Tamigi, scivolando dalle di lei mani mentre si trovava sul Tower Bridge (che poi poteva andarle peggio eh, poteva cadergli da un ponte qualunque e la cosa non avrebbe avuto lo stesso potere immaginifico di un telefono che cade in acqua a Londra da un ponte spettacolare... io mi sono immaginata la scena simile alla scena iniziale di Antichrist di Lars Von Trier, in slow motion, con quell'atmosfera e con "Lascia ch'io pianga" di Handel come colonna sonora - vi sto pure velatamente consigliando il film "Farinelli" come avete potuto notare se avete aperto il link).

No, bugia. Sono terrorizzata dall’idea da quando a me scivolò il telefono dalle mani mentre mi trovavo a Tampere (ecco, già la maggior parte delle persone ti chiede dove diavolo è Tampere, mica tutti lo sanno, il Tower Bridge di Londra lo conoscono tutti o quasi… comunque Tampere è in Finlandia) e se la provvidenza non lo avesse fatto rimbalzare su una ringhiera (ancora mi chiedo come abbia fatto a centrarla ma a fortuna che arriva io non guardo in bocca) sarebbe finito tra i flutti del canale che percorre tutta la città mentre io mi godevo la vista delle fabbriche di cotone dismesse che sorgono sulle rive. Quindi, messo in salvo il cellulare, mi sono goduta la vista della città dal ponte e dall’altra sponda del fiume.








C’è pure una funicolare e ho anche pensato di salirci perché ci sono già salita in qualche funicolare e poi una volta su non avrei comunque potuto scendere anche se impaurita ma poi mi sono chiesta perché avrei dovuto rischiare di impanicarmi e ho pensato di evitare per continuare a perdermi per la città con i piedi ben piantati per terra.



E passeggiando mi sono innamorata ancora di più delle azulejos, le piastrelle di ceramica che rivestono le pareti di molti edifici in Portogallo. Appurato che la mia casa di famiglia è troppo grande per sopportare una facciata così poco sobria, ho subito proposto a mio fratello di ristrutturare il bagno usando delle azulejos che io avrei prontamente recuperato nei mercatini di tutto il Portogallo, anche quelli dove gli stranieri non vanno, tanto di mercatini poco raccomandabili io ho una certa esperienza… peccato che al fratello non garbano e siccome il bagno è suo se lo ristrutturerà come vorrà io dovrò pensare ad un altro modo per potermi sbizzarrire nell’acquisto di queste magnifiche ceramiche…







Uno dei mercatini dove si possono trovare sta in Rua de Candido Dos Reios. È vicino alla famosa Livraria Lello & Irmao che non ho potuto visitare perché qualcuno stava autografando un libro con la copertina rosa abbastanza eloquente e la fila partiva praticamente dall’ultima bancarella del mercatino e quando hai poco tempo le file all’incontro con un autore che non conosci le devi, ahimè, evitare.

Pare che la libreria fosse frequentata da J. K. Rowling e che trasse ispirazione da questo posto per scrivere Harry Potter… avrei bisogno di ispirazione in questo momento e mi sarebbe piaciuto inebriarmi della stessa librosa aria che ha aiutato a portare alla luce la famosissima saga…



Mi è stato davvero difficile guardare dove mettevo i piedi perché in questa città c’è molto da guardare nelle pareti degli edifici e infatti ho rischiato di cadere un paio di volte e ho sbattuto il piede in malo modo. L’alluce mi fa un po’ tanto male.





Ho tentato di fare una buona azione ma come al solito non sono rimasta impunita. Un tizio stava posizionando la fotocamera in modo piuttosto precario (a dire il vero, molto precario più che piuttosto) e vedendolo in difficoltà mi sono offerta di scattare io la foto. Mi ha guardata, ha appurato che avevo la mia solita aria da “mi sono data una ripulita ma sono uscita di galera una settimana fa” e mi ha detto più volte che no, avrebbe fatto da solo, sottintendendo “col cavolo che ti lascio avvicinare alla mia fotocamera, tempo che mi sposto e me la rubi”.

Bello, a parte che, se non te ne fossi accorto, avevo al collo una macchina fotografica professionale e non una entry level completamente automatica, della quale giusto per specificare, non me ne sarei fatta nulla di nulla perché odio gli automatismi (messa fuoco a parte), la prossima volta che vuoi farti un autoscatto in compagnia posiziona la macchina in modo che quando smetti di inclinarla verso l’alto inquadri qualcosa di più della zona pelvica tua e dei tuoi amici. Sarebbe bastato un pacchetto di fazzoletti per farle mantenere l’inclinazione.

Non ho idea se la fotocamera gli sia caduta o cosa, certo è che la devo smettere di essere gentile.


















La stazione ferroviaria di Porto merita una visita.



E lascio un po’ di spazio per un piccolo rimpianto. Il negozio vintage che ovviamente era chiuso. Nello specifico il bellissimo Mon Pere Vintage Shop.

Allora. Io non trovo quasi mai nulla nei negozi vintage. È successo solo una volta: un bellissimo cappotto di Versace. Ed è stata la mia rovina perché trovare quel cappotto mi ha dato la speranza di avere di nuovo un tale colpo di fortuna, cosa che non è ancora accaduta ma potrebbe accadere, e poi il negozio dove ho comprato il cappotto mi parlò di un giubbotto degli anni ottanta in pelle bianca con le frange di Moschino con dietro la scritta “vorrei la pelle nera” che avevano venduto il giorno prima e io sogno ancora almeno di vederlo… insomma, se sono belli, entro sempre a fare un giro nei negozi vintage. E questo bello lo era, con prezzi veramente stracciati e molte cose che avrei comprato per fare dei regali. Però apriva alle 18, e alle 18 io avrei dovuto avere il sedere nel bus. Andateci voi per me. Si trova in Rua da Conceição 80. Vedrete l’insegna di un vecchio hotel, entrate e salite le scale. E se trovate il giubbotto di pelle bianca di Moschino scrivetemi, chiamatemi, compratemelo perché lo bramo da anni!





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