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Spagna, ALHAMA DE MURCIA: Arancio Natal



Dicembre 2019

Alhama de Murcia

Non ho mai passato il periodo natalizio così a sud.

Io, abituata al freddo del nord, alla neve, al dover andare fuori casa imbacuccata con sciarpa, cappello, guanti, calzettoni, io che ho passato gli utlimi 3 periodi natalizi rispettivamente a New York, Helsinki e Oslo (città notoriamente fredde a dicembre, molto fredde, anzi freddissime) a combattere contro temperature abbondantemente sotto allo zero, mi ritrovo ora nel sud della Spagna a chiedermi se mettere la felpina oppure arrischiarmi ad uscire con una t-shirt a manica corta perchè comunque non fa poi così freddo.



Anzi, non fa proprio freddo, oserei dire che fa un po' primavera inoltrata e alla fine la felpina leggera me la metto solo perchè andare a zonzo in maniche corte in mezzo alle decorazioni natalizie mi sembra troppo strano.






Mi piace questa atmosfera, mi piace passeggiare tra gli alberi di arance ricolmi di frutti, stanno un po' dappertutto, quasi a sbeffeggiare gli abeti che, di sfere colorate, loro, devono venir rivestiti e spesso con risultati davvero poco felici.



Tra pochi giorni tornerò dalla mia famiglia per le feste.

Non volevo proprio tornare a casa per Natale quest'anno...

Non fraintendetemi, mi fa piacere passare qualche giorno con madre, fratello e company ma... perchè a Natale?

Non sono credente, non me ne frega nulla del Natale e probabilmente se avessi una casa mia addobberei l'abero solo se avessi in programma visite da parte di amici e parenti.



L'argomento “torni a casa vero?” ha monopolizzato la chiamata quotidiana a mia madre per settimane.

Fratello che sa quanto sono insofferente quando si tratta del Natale comprendeva le mie ragioni, tornare è un'odissea, avrei preferito rimandare ma... niente da fare, mia madre non avrebbe sopportato di sapermi sola a Natale e poi c'è quella tradizione tutta nostra, quella che se vieni da noi alla vigilia del compleanno di Cristo sembra che Babbo Natale abbia deragliato con la slitta dentro al nostro salotto da quanti pacchettini ci stanno sotto al nostro albero di Natale... mi voleva a casa per l'apertura dei pacchetti.

Ci piace così, che ognuno pensi agli altri e spenda del tempo alla ricerca di piccole e grandi cose che ci possono rendere felici.






In realtà sarebbe stato semplice convincermi a tornare, sarebbe bastato farmi vincere l'appalto per la preparazione del pranzo di Natale, appalto che solitamente vincono i miei zii, non perchè io non sia capace di cucinare molte portate per una decina di persone, no, semplicemente perchè metto a ferro e fuoco la cucina con le mie elaborate preparazioni e mia madre e mia cognata non tollerano di vedere le cucine di casa ridotte così (sì, ne abbiamo 2, 3 se consideriamo quella nella serra che usiamo per preparazioni piuttosto “sporche”, io riesco a sporcarne due senza problema alcuno) quindi mi sabotano in partenza.

Alla fine madre mi ha messa di fronte alla realtà: i miei capelli sono un disastro, ho la ricrescita troppo evidente e sa benissimo che non mi fido di farmi decolorare i capelli in una regione dove trattano un tipo di capelli totalmente differente dal mio, bruciare dei capelli nordici e sottili in fase di decolorazione è molto semplice.

Mi ha convinta a tornare solo per poter andare dalla mia parrucchiera.



Alhama de Murcia è uno di quei paesini vicini alla città che ho scoperto durante gli spostamenti in autobus.

Quando vedo un castello penso sempre che valga la pena esplorare ciò che ci sta intorno.












Grazie alla mia solita fortuna, ho aggiunto una tacca alla lista di castelli/fortezze/palazzi chiusi nel giorno in cui avrei voluto visitarli, fa niente (no, col cazzo fa niente, fingo solo che non mi importi).

È bello anche da fuori, da lontano, senza avere la possibilità di capire se sia anche bello dentro.





Se non fossi stata a piedi avrei anche visitato volentieri una decina di metri del Sierra Espuna Regional Park ma 14 chilometri non si percorrono in un paio d'ore, non io con la macchina fotografica in mano, e poi avevo in programma di visitare un'altra località vicina ad Alhama prima di tornare a Murcia...

E poi ho visto loro.

Loro che stavano scalando la parete rocciosa.

Sono stata un po' ad osservarli, invidiando la loro indifferenza all'altezza, avrei voluto essere lì, a godermi l'arrampicata, a sforzare i muscoli delle braccia, cercare un appiglio con i piedi o fare qualunque altra cosa si debba fare per salire e non cadere.

Non lo scoprirò mai, non sulla mia pelle, temo.



Ma l'ipnosi funziona per curare la paura dell'altezza?

No, perchè io ci vorrei anche provare ma dopo che per puro caso ho ascoltato il libro “Molte vite un solo amore” di Brian Weiss, dove l'ipnotista racconta come si è imbattuto per caso in racconti di vite passate dopo aver chiesto alla paziente di tornare al momento in cui è nato il suo trauma (la paziente tornò con la memoria a 4000 anni prima), ho un po' di timore nello sperimentare la cosa.

Davvero, non vorrei scoprire che la mia paura delle altezze è dovuta a qualcosa tipo “schiavo cade dalla sommità della piramide di Cheope durante la costruzione” oppure “aspirante strega viene spinta giù da una rupe dal demonio sbagliato che aveva invocato per errore durante una tempesta”.

Se proprio devo pensare ad una vita passata mi voglio identificare in, non so, Amelia Earhart oppure una spocchiosa nobildonna veneziana del 1700, non scoprire di essere stata un'invisibile, come probabilmente, se è vero che la nostra anima è immortale, io stessa e molti altri siamo stati.

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