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Spagna, ALMERIA: Deja Vù



Ottobre 2019

Almeria

Almeria l’ho visitata con gli occhi impregnati dell’amore per il Deserto di Tabernas e con quello scoglionamento tipico di chi ha incontrato l’anima gemella, l’ha dovuta lasciare dove stava per motivi insormontabili, e guarda coloro che gli stanno attorno con superficialità perché tanto, quello che cercava, lo ha già trovato e nulla sarà all'altezza.



Ciò non toglie che, come tutti i cuori spezzati, dopo aver lasciato l'amato deserto ho pensato che, visto che avevo accettato un appuntamento con Almeria, tanto valeva godere del tempo da passare insieme.





(La mia passione per l'iconografia religiosa stupisce un po' tutti, nessuno lo direbbe, conoscendomi. Mi ha ammaliata scoprire come l'essere umano ha tentato, durante i secoli, di dare un volto a divinità che volto non hanno, è una cosa che fatico a comprendere ma poi mi ricordo che faccio la fotografa e per me fare la fotografa significa "dare un volto" alla mia anima quindi un po', forse, questa cosa di voler "vedere" qualcosa di intangibile la capisco più di quanto io voglia ammettere... Però, davvero, quanto mi piacerebbe poter staccare una di queste Madonne e portarmela a casa... anche volendo poi non saprei dove metterla.)




Almeria non viene definita particolarmente bella (ha delle sorelle più famose e particolarmente avvenenti in Andalusia, basta spingersi più ad ovest) ma per quanto riguarda le città, bhe, ci sono città bruttine che hanno una gran personalità e a me piacciono lo stesso.



Facile colpire quando ogni angolo di strada ti lascia a bocca aperta, un po' meno quando le cose belle vanno cercate.















Ad Almeria ci vieni per visitare la Fortezza, dicono che per molti versi ricordi l'Alhambra di Cordoba (che, ricordo a tutti, tentai di visitare di lunedì quando era chiusa).

Io mi sono per un attimo dimenticata di essere in Spagna e la mia mente è tornata in Marocco, quasi come se senza accorgermene avessi sbagliato strada e avessi attraversato il mare. Sì, se bevessi dell'alcool, ciò, da impossibile, potrebbe divenire solo improbabile.

Ricordiamoci anche di come sono riuscita a salire nella barca sbagliata a Faro, facendomi pure timbrare un biglietto sbagliato, scendere convinta di essere arrivata a destinazione, metterci un bel po' per accorgermi dell'errore e aspettare ore sotto al sole per essere riportata indietro...

Comunque le foto che vi mostro ora sono sicura di averle prese alla Alcazaba di Almeria, ci posso mettere la mano sul fuoco.






Non riesco a spiegare il terrore che mi ha attanagliata nel vedere questo bambino correre senza controllo per questa scalinata.

Non si fa, queste cose spaventano chi soffre di vertigini e io mi spavento sempre nel vedere i bambini fare cose che potrebbero... no, non sarebbe successo nulla però dopo questa foto si è avvicinato al parapetto e ho sudato freddo, che ci devo fare?



















Ero incuriosita da questa città perché, come il deserto, è stata utilizzata come set cinematografico innumerevoli volte e infatti, ad aguzzare la vista, spesso e volentieri si incontrano cartelli che avvisano i turisti di star calpestando un pezzo di cinema, magari un pezzo di cinema che pure conoscono molto bene.

Pur di fronte all'Alcazaba un pannello ci avvisa che lì è stato girato un film con Manolo Escobar, "Me Has Hecho Perder El Juicio", film che ovviamente non conoscevo.


Allo stesso modo non ho riconosciuto gli altri film riportati in altri cartelli che non ho fotografato perché le foto che avrei potuto prendere non mi interessavano minimamente.

Ho lacune piuttosto evidenti quando si tratta di film spagnoli anche se confesso un amore profondo per Almodovar, "La Pelle Che Abito" è la sua pellicola che preferisco.


A volte la magia del cinema, come quella della fotografia, consiste nel prendere qualcosa di ordinario e renderlo straordinario solo, semplicemente, mostrandolo attraverso una lente.

Guardate le cose con i vostri occhi e poi fotografatele: non sarà mai la stessa cosa, il mondo davanti a voi apparirà completamente diverso, stranamente più sensato perché ciò che non avete voluto portare con voi non lo avete fotografato, cosa che non potete fare, semplicemente osservando.

C'è sempre un particolare che davvero avreste voluto evitare che si insinua nel vostro campo visivo.















Una cosa che mi ha affascinata molto è stato scoprire il significato del nome di questa città: Almeria deriva da Al-Maryia ovvero "specchio del mare".

È inutile, le città sul mare, per quanto diversamente attraenti possano essere, hanno per me una marcia in più...







Vi aspettavate foto del mare dopo la mia affermazione, vero? A me basta sapere che il mare c'è e respirarne l'odore.

Non ho fatto in tempo ad approfondire la conoscenza con la distesa d'acqua locale perché si stava facendo troppo tardi.

C'era però un mistero che dovevo risolvere prima di andarmene, ovvero che diavolo potesse essere il coso che vedrete nella prossima foto perché stavolta si sono sprecati ad usarlo nelle calamite e io ne ho comprata una perché di fondo il coso mi piace.

Ho incontrato il coso passeggiando per caso ed esclamando (solo nella mia testa) "ti ho trovato stronzo!" ma mi sembrava davvero strano che uno dei simboli della città se ne stesse tranquillo in un marciapiede non troppo in vista...



Bene, il coso si chiama Indalo, è una figura rupestre del neolitico dipinta in una grotta nella zona di Almeria. È definito "l'uomo che abbraccia l'arcobaleno" ed è considerato un simbolo portafortuna. Io mi sono imbattuta in una sua raffigurazione in ferro (credo fosse ferro).

Lo consideriamo un messaggio di buona sorte? Ma anche si, perché no, oggi voglio essere positiva.

Me del futuro? Faccio bene ad essere positiva?

Non hai nulla da dire? Fai l'offesa?

Va bene.

Ok.

Tutto andrà estremamente bene.

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