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Spagna, CADICE: Credo di essere finita a dormire in un ex manicomio



Agosto 2018

Cadice

Oggi mi trovo nella città più vecchia d’Occidente (eh già, Cadice è vecchiotta anche se di primo acchito non lo avrei detto). E pernotto in una pensione altrettanto vecchia.

L’applicazione con la quale prenoto gli alberghi mi scriveva “ehi guarda qui che affare!”, “ooh come sei fortunata, di solito questo posto è pieno ma per te e solo per te perché sei una delle nostre clienti preferite noi abbiamo una stanza libera (anche se sommando l’importo di tutte le prenotazioni che hai fatto – e sono tante – non riusciresti manco a pagarti una notte in un albergo di quelli belli belli che ti suggeriamo ogni volta che cerchi una sistemazione – così tutti gli altri ti faranno schifo forte – )” e io ci sono cascata.

Quindi ho una stanza che a detta del proprietario “per una notte è adeguata”, con il bagno in comune, talmente piccola che se allargo le braccia quasi tocco i muri (a me pareva di aver letto bagno privato ma non sto a sindacare, (l’ultima volta che l’ho fatto ero a Londra con un mio amico e dopo la mia protesta la proprietaria del posto ci mise in stanza con una coppia mai vista prima perché pensava viaggiassimo tutti insieme solo perché eravamo arrivati più o meno nello stesso lasso temporale).

Ah, dimenticavo. La struttura è evidentemente stata ricavata da un ex ospedale. I colori alle pareti e la reception sono quelli di un ospedale. Viste le stanze ho la vaga impressione fosse un manicomio. Cioè sto dormendo in un luogo con le pareti bianche e verdine dove quando arrivi ti parlano attraverso un vetro e ti sembra di essere al pronto soccorso mentre dai i tuoi dati per il triage invece che alla reception di un alberghetto in centro in una ridente cittadina andalusa. Vorrei chiedere conferma ma poi potrei passare la notte a chiedermi quanta gente è morta nella mia stanza e forse è meglio di no.

La madre del proprietario, il quale assomiglia vagamente a Norman Bates di Psycho, vaga per i corridoi vestita con una vestaglia azzurrina a fiori, le mancano gli incisivi e i canini, sembra uscita da American Horror Story-Asylum e dorme nella stanza accanto alla mia… buona notte a tutti.

Stamattina ho deciso di fare colazione con un gelato. Arrivata alla stazione degli autobus a Ronda mi sono permessa di chiederne uno alla tizia di un negozio che credo avesse edificato abusivamente sopra il congelatore perché manco per far implodere il Riviera Hotel a Las Vegas ci hanno messo tanto quanto lei a togliere la pila di roba ammassata. In più ha giocato a “troviamo il magnum bianco in mezzo a ogni tipo di gelato messo alla rinfusa”… un quarto d’ora dopo stavo seriamente temendo di perdere la mia corsa quando ho avuto l’agognato gelato.

Il bus era orribile, sono passata dal più bel mezzo di trasporto pubblico che io abbia mai preso, quello della tratta Madrid – Cordoba, a mezzi sempre meno puliti e comodi tanto che se continuo così temo i prossimi saranno stati importati direttamente dall’India.

E sono scesa alla fermata sbagliata. Cadice non era la fermata di fine corsa e quindi appena ho sentito dire Cadice sono scesa temendo di trovarmi non so dove per un attimo di distrazione. E infatti mi sono trovata a 5 km dal manicomio, ehm, scusate, dalla pensione (nulla di strano per una che sentendo qualcuno dire “Villach” scese insieme a due amiche, la terza delle quali saltò dal treno che aveva ripreso a muoversi prima che ella scendesse, alla stazione di Paternion Fietzek, o qualcosa del genere, in mezzo alle montagne austriache, di notte e quando con i cellulari ci potevi solo telefonare… ci hanno trovate i genitori di quella che è saltata dal treno dopo ore, seguendo i binari…).

Credevo di dover perdere un sacco di tempo per poter finalmente appoggiare la valigia da qualche parte ma passava di lì un autobus che mi pareva andasse nella direzione giusta e grazie alle sante mappe online sono arrivata a destinazione.

Qui sono organizzati bene per i turisti. Le mappe hanno dei percorsi predefiniti che ti portano a visitare la città e i suoi luoghi più importanti.















Un luogo su tutti, importante per me, è stato la torre Tavira in cima alla quale è stata installata una camera oscura. Vi posto qui il link che spiega di cosa si tratta altrimenti scriverò un papiro che non finisce più.

È stato davvero bello vedere la città in questo modo (ok lo so che non andrete a vedere il link quindi non vi spiego come funziona una camera oscura, googlate gente, googlate, ma praticamente entrate in una stanza buia e vi godete la città in tempo reale riflessa in un grande pannello circolare concavo bianco. Alzando o abbassando il pannello si cambia il punto di messa a fuoco).

Sto seriamente pensando di installare una camera oscura nella mia soffitta utilizzando il lucernario preesistente ma a dire il vero non è che mi frega molto di farmi i fatti dei miei quasi mai compaesani eh… sta roba è un po’ da stalker a dire il vero…

Comunque se siete fotografi o appassionati di fotografia andateci perché vi piacerà da morire. Se non lo siete andateci lo stesso perché è pure molto divertente e in cima alla torre potete godervi la città dall’alto.






Ho passato il resto della giornata a fare un giochino che facevo spesso durante il mio soggiorno ad Anversa: trova la Madonna.

Se non siete mai stati ad Anversa andateci. Ne vale la pena, vanta uno dei centri storici più belli d’Europa e poi potreste proseguire per Bruges e Gent. Quella zona è davvero affascinante. Comunque nella città dei diamanti hanno la tradizione di collocare delle statue della BMV sui muri degli edifici della città (Beata Vergine Maria, volevo risparmiare parole ma poi ho pensato che se non spiego l’acronimo qualcuno potrebbe pensare ad un mio refuso e a molti modellini di auto a decorare i muri).

Qui invece ci trovi un sacco di immagini religiose, sui muri.














Poi ho deciso di andare a vedere la Caleta Beach, la famosissima spiaggia di Cadice. Che per me è identica a tutte le altre spiagge ovvero un ammasso di persone che si abbronzano invadendo lo spazio vitale altrui.







Ho resistito pochi minuti e sono tornata indietro alla ricerca del sacro magnete ricordo della città. Ne avevo visti alcuni con raffigurato un inquisitore e ho pensato che fossero bellissimi, chi non vorrebbe un magnete con un inquisitore? Non erano rifiniti molto bene quindi ho soprasseduto e non ne ho trovati altri in giro. Sembra non vadano molto di moda, non quanto l’inquisizione cattolica andava di moda ai tempi, almeno.

Non ho visto musei della tortura a Cadice, ne ho incrociato uno a Cordoba ma evito i musei della tortura da quando a Matera, durante una visita con degli amici, inciampai su qualcosa ed evitai una vergine di ferro spalancata e pronta ad accogliermi solo perché uno degli amici mi prese e mi fece riacquistare l’equilibrio prima della tragedia.

E no, non me le invento. Mi capitano, ci sono testimoni e comunque ho molta fantasia ma non così tanta da potermi inventare situazioni simili… credetemi.

Per chi sta seguendo la mia ricerca della paella perfetta stasera ho provato quella all’aragosta. Domani vedremo. Mi mancano quella vegetale e la tradizionale ma non so se affrontare coniglio e lumache senza prima aver provato a cucinarla da sola…

Ps: comunque la statua del pensionato che controlla i lavori in corso al quartiere è tanta roba.



Pps: scusate, io il Ginger per girare la città pure lo noleggerei eh ma già narra la leggenda che il proprietario dell’azienda che li produce si sia sfracellato giù per un dirupo mentre testava un nuovo prototipo (che poi leggenda non è… è davvero morto così), se vi ci mettete pure voi a pubblicizzare la cosa con uno scheletro che lo guida io già mi vedo a schiantarmi sul selciato di faccia…



Ppps: io non amo l’abbigliamento vintage ma soprattutto il vintage non ama me. Oggi però mi sono imbattuta in un negozio davvero bello. Si chiama King Vintage, tutto dedicato alla moda americana, quindi Levi’s a gogo. E conosco persone a cui farebbe piacere indossare un giubbotto originale da fattorino di pizza hut. Poi che ci facesse cotanto mezzo di trasporto lì davanti non lo so proprio. Cioè proprio lì davanti non era ma non avevo nessuna foto da mettere qui… era lì accanto… c’era quasi.



Pppps: ultimo post scriptum poi smetto. Voglio ringraziare coloro che hanno permesso che io potessi trovare le foto che posto qui di seguito. Grazie davvero. Mi avete resa felice. Hello Kitty con Gesù Cristo in croce è un abbinamento a cui non avevo ancora pensato.


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