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Spagna, CARTAGENA: Ho caldo, tanto caldo, troppo caldo...



Luglio 2019

Cartagena

Dopo aver passato parte della primavera in Olanda dove decidevo che città visitare durante il weekend in base alle previsioni del meteo, sto facendo la stessa cosa qui nel sud della Spagna.

Cambia solo un piccolo particolare: in Olanda cercavo una destinazione dove non piovesse e magari ci fosse il sole, qui sto cercando di spostarmi in luoghi dove la temperatura è meno insostenibile.

Me ne frego se non c'è il sole, me ne frego se non c'è il cielo blu, me ne frego di tutte quelle cose che di solito bramo.

Ombre e Luci? Sopravvalutatissime, va benissimo anche un cielo nuvoloso per le foto, anzi, quasi lo preferisco.

No, non quasi.

È perfetto! (Ci voglio credere, ok????)




A me basta che non faccia caldo come a Murcia, nemmeno all'Inferno fa caldo come a Murcia, come farebbero a sopravvivere quelle povere anime dannate ed essere torturate per l'eternità in un luogo dove, a quanto mi hanno detto, si possono raggiungere i 52 gradi al sole?

Nemmeno a Varanasi, in India, faceva caldo come a Murcia o, almeno, era un caldo insopporabile in modo differente.



Ho comprato un cappello rosso (che con i capelli rosa fa davvero schifo ma quello ho trovato e non ero nelle condizioni di poter aspettare, mi serviva un cappello altrimenti mi si sarebbero cotti i neuroni), la mia capigliatura ha assorbito un quantitativo immane di protezione solare per capelli e non mi fido a fare nemmeno poche centinaia di metri senza essermi spalmata di crema solare come se stessi spalmando d'olio e spezie un arrosto da infornare.

Che, sinceramente, mi sento quasi come se fossi un arrosto capitato per sbaglio in un forno.

Una cosa tipo: ma che c'è dietro a quella porta? Ci entri e la porta si richiude e ti accorgi che sei in un forno, una di quelle cose che possono capitare a me senza che qualcuno anche solo pensi di mettere in dubbio che mi possa essere davvero capitato.

Io e la mia mania di sbirciare quando mi imbatto in una porta aperta...



La notte il caldo non tende a diminuire o almeno, io non ci faccio caso.

Non ho mai dormito per parecchie ore filate, mi bastano 6 ore di sonno e di solito mi sveglio 2 o 3 volte prima di alzarmi.

Per me funziona bene così, non mi sento stanca.

Qui però quando mi sveglio, per un attimo, vengo ingannata dal rumore del ventilatore e credo stia piovendo. Penso stia piovendo e ringrazio un Dio che da brava agnostica non so se esiste o meno ma per avere un po' di fresco manca davvero poco che io evochi Azaroth. Poi mi accorgo che si tratta solo del ventilatore, alzo gli occhi al cielo, sconfitta, e cerco di dormire di nuovo.

Mi faccio 3 doccie al giorno, perlopiù fredde, ho comprato quintali di ghiaccioli e passo il mio tempo libero guardando film d'autore.

Al momento mi sono riguardata tutta la filmografia di Alejandro González Iñárritu, uno dei miei registi preferiti.

Non so, mi sembrava proprio il momento adatto per riguardare la "Trilogia sulla Morte".




E già che ci siete guardatevi anche:


Oggi ho deciso di visitare Cartagena, una delle città che ho messo nella mia lista di posti nuovi da vedere perchè la temperatura prevista era di 10 gradi inferiore di quella di Murcia.

E si sono superati i 30 gradi, mi sono sentita la pelle friggere, letteralmente, e ho approfittato di tutte le zone d'ombra che ho trovato.

Cartagena è, a differenza di Murcia, una città sul mare.

Passare l'estate lontana dal mare (relativamente lontana, si tratta solo di un'ora di distanza) mi manderà in bestia, lo so.

Ho bisogno di stare vicino all'acqua, sempre, ma d'estate per me è più difficile non vedere il mare tutti i giorni. Questo non significa che poi io mi sarei degnata di andare in spiaggia eh. Proprio no.

Mi ero immaginata una città completamente diversa.

Ho visitato parte dell'Andalusia lo scorso anno, mi aspettavo la stessa atmosfera, non so nemmeno io perchè.

Cartagena mi ha sorpreso, non in modo positivo ma nemmeno negativo.

La giornata uggiosa non ha aiutato, lo ammetto. Le giornate nuvolose ammantano le città di una coltre che non le aiuta a svelarsi ai miei occhi come io vorrei.

Mi sono piaciuti molto però i numerosi murrales che ho incontrato passeggiando per le vie buie del centro...
















A Cartagena, l'attrazione principale è l'antico Teatro Romano.







Non è una cittadina particolarmente famosa, è l'omonima in Colombia ad essere conosciuta ai più, pare però che, almeno da quello che posso vedere dalle foto che mi hanno mandato i miei amici amanti delle giornate passate a cuocere al sole, sia una località perfetta per abbronzarsi tra una tapas e l'altra.

Non oggi, credo.




Oggi per me è stata una giornata di passeggiate (come sempre accade, mai andrò in spiaggia a rovinarmi la pelle a meno che non mi si convinca e chiunque ci voglia provare deve avere delle ragioni veramente valide per persuadermi) e di paella. La prima paella di quest'anno, gustata dopo una estenuante ricerca di un ristorante che serve paella solo per una persona.



Non volevo mangiare una di quelle paelle surgelate e riscaldate al momento che propinano ai turisti e dopo molta fatica mi sono seduta ad un tavolo con una deliziosa paella nigra preparata sul momento solo per me.



Grazie, ristorante che pensi alle persone che sono solite pranzare da sole, grazie mille!















Appagati i miei istinti primari ho deciso di salire al castello.

Salire.

Ci siamo capiti no?

Sono salita su un simpatico ascensore panoramico e ovviamente, giusto perchè a me l'adrenalina piace molto ma davvero molto, ho voluto farmi una bella dose arrivando fino alla fine di quella meravigliosa piattaforma panoramica che vedete nella foto, cosa che sconsiglio a chi soffre di vertigini.




Vi sudano le mani lassù, ve lo assicuro.

No, non a voi, non a voi fortunati che non avete nessun problema con l'altezza, solo a quelli come me che la sfidano, questa maledetta paura.





Ci sono anche i pavoni mimetici:



Dopo questa giornata ho capito una cosa: sarà davvero dura per me passare l'estate qui.

Il sud della Spagna è magnifico, lo so bene, ma anche una sosta in una panchina all'ombra rischia di espormi al pericolo di ustione, letteralmente. Lo scorso anno ho sofferto parecchio il caldo in Andalusia ma si trattava di una settimana on the road, quest'anno mi dovrò fermare per mesi e dovrò necessariamente abituarmi ad un modo di vivere diverso dal "ma andiamo a passeggiare sul lungomare, senti che fresco che fa oggi nonostante sia piena estate, mi sa che stasera tiro fuori il piumoncino".




L'unico modo per combattere la calura, per ora, è entrare nei negozi dove il termostato è regolato su "Polo Nord, inverno", ascoltare un pò di musica locale ed uscire e... entrare nel negozio successivo.

Ecco la prima playlist di musica catturata in Spagna, io detesto i ritmi latini ma qui si ascolta un po' di tutto. Sì, ok, tutto a parte la musica che piace davvero tanto a me ma sorvoliamo su questo piccolo particolare...

Lucie Silvas - What You're Made Of (Spanish Version)

Dvicio & Taburete - 5 Sentidos

Calvin Harris & Rag'n Bone Man - Giant

Alicia Keys - Girl on Fire

Céline Dion - I Drove all Night

Dani Fernàndez - Disparos

Ed Sheeran & Justin Bieber - I Don't Care

Fito Y Fitipaldis - Acabo De Llegar
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