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Spagna, DESERTO DI TABERNAS: Perdersi non è mai stato così bello

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Ottobre 2019

Deserto di Tabernas

Quando ho messo piede da queste parti per la prima volta, qualche mese fa, ero perplessa perchè, nonostante passassi molto tempo sul web alla ricerca di informazioni, non riuscivo a trovare abbastanza location interessanti da visitare, non abbastanza per riempire gli innumerevoli spazi vuoti che avrei avuto e a me, gli spazi vuoti, proprio non piacciono.



Poi, tra una parola e l'altra, qualche domanda mirata a sconosciuti ed un terzo grado ad un paio di amici che conoscono la regione, ho scoperto l'esistenza di luoghi meravigliosi, troppi, so già che non avrò il tempo di spuntare ogni voce della lunga lista che ho redatto.



Dopo aver visto alcune foto del Deserto di Tabernas ho deciso che, sebbene ovunque e ripeto ovunque, chiunque lo avesse visitato avvisasse che o ci vai in auto o con un tour organizzato o già arrivarci è complicato, figuriamoci avere la possibilità di visitarlo in modo soddisfacente, io in qualche modo lo avrei fatto lo stesso. Sia mai che io mi faccia fermare dalle opinioni altrui, io devo toccare le cose con mano e poi, forse, dare ragione a chi mi aveva messa in guardia.

Forse.



Il Deserto di Tabernas è una location cinematografica famosissima.

Ci hanno girato di tutto in questo luogo meraviglioso che quando ti ci trovi in mezzo ti sembra di essere in Arizona o Nevada anche se in Arizona e Nevada non ci hai ancora messo piede se non con la tua fantasia davanti alla tv, immerso nella visione di uno di quei western che sono stati girati qui.

Il Deserto di Tabernas o Deserto di Almeria è stato utilizzato per creare le conosciutissime atmosfere dei film di Sergio Leone e di quel filone cinematografico chiamato “spaghetti western”.

I set sono ancora in piedi, anzi, sono forse il motivo che spinge molti ad avventurarsi da queste parti.

Mi interessano? Assolutamente no.



Io ho fatto di tutto per visitare il deserto seppure priva di un mezzo di trasporto proprio solo per addentrarmi nella landa desolata e passare un po' di tempo sola con i miei pensieri, per quale motivo dovrei andare in un finto villaggio western in mezzo a dei finti saloon a guardare finti cowboy fingere un duello?

Cioè, sono venuta qui per assaporrarmi il silenzio della natura in santa pace, mancava solo che mi vestissi come Dave Gahan nel video di "Enjoy the Silence" dei Depeche Mode e mi portassi dietro una sdraio.


Anton Corbijn, non finirò mai di ringraziarti per averli convinti a girare questo video, sappilo, ma io sinceramente la sdraio la avrei messa pure qui:



Arrivare al deserto senza auto è semplice e complicato allo stesso tempo.

Semplice perchè basta arrivare ad Almeria e poi prendere un bus per Tabernas che si trova a circa 40 minuti dalla città.

Complicato perchè se arrivate nel weekend non ci sono molti autobus quindi bisogna calcolare gli orari alla perfezione per non rimanere bloccati nella cittadina in mezzo al deserto. Nel caso, basta prendere un taxi per tornare ad Almeria e non è nemmeno troppo costoso ma i taxi non aspettano in centro città, bisogna telefonare ad un numero che troverete all'unica fermata del bus.

Io avevo programmato di arrivare ad Almeria, visitare la città il sabato, andare nel deserto la domenica mattina, visitarlo con un tour organizzato e tornare a Murcia la domenica sera ma ho cambiato i miei programmi all'ultimo perchè la domenica non mi era possibile effettuare il tour e tornare in tempo ad Almeria per poter rientrare a Murcia.

Quindi è successo che sono arrivata ad Almeria prestissimo, sono andata a prendere tutte le informazioni che mi sarebbero servite il giorno dopo per la visita della città, sono tornata in stazione e alle 11.40 io ero a Tabernas pronta per andare all'Ufficio Informazioni a prendere la mappa che mi avrebbe permesso di visitare parte del deserto a piedi perchè da qualche parte avevo letto che prendendo una stradina a lato dell'Ufficio Turistico avrei potuto, seguendo la mappa, visitare 8 km di deserto.

Solo 8 km ma viene richiesta una buona preparazione atletica, scarpe comode, crema solare, acqua e cibo nello zaino e 4 o più ore di tempo.

Un modo gentile per dire: ci saranno un sacco di salite ergo se non sei in forma ti viene il fiatone dopo 100 metri oppure muori dopo 2 chilometri (la buona preparazione atletica non è un problema per me, il fatto di trovarmi in alto in strade senza parapetto... potrei aver imprecato per chilometri), le scarpe comode te le devi mettere, ovviamente, perchè non hai idea di come riuscirai ad inzaccherarti, c'è acqua in questo deserto, la crema solare è cosa ovvia perchè se non ti metti la crema solare nel deserto dove pensi di mettertela non lo so, portati dietro cibo e acqua perchè la mappa che ti daremo l'ha disegnata un bimbo di 2 anni mentre scarabocchiava il resto di un opuscolo su Tabernas quindi molto probabilmente tra una settimana starai ancora cercando la via del ritorno perchè magari ci hai anche provato a mettere nel gps le coordinate indicate nella mappa ma le coordinate corrispondono a luoghi ameni che non sapresti come raggiungere.

No, davvero, la prossima volta mettetemi in difficoltà un po' meno eh.








Io sono finita fuori strada di circa 75 minuti di cammino e non sono una che perde troppo tempo.






Sarà per il fatto che arrivando con il bus ho visto, nell'ordine, un sacco di dune/montagnole/colline (non so cosa siano) meravigliose, la scritta Texas Hollywood molto simile alla più famosa sorella nelle colline californiane, il set del Black Museum di "Black Mirror", un altro set chiuso al pubblico che mi stava chiedendo prepotentemente di andare a fotografarlo, sarà perchè come al solito, anche se è una scocciatura, ammetto che adoro perdermi... ho ritrovato la strada per tornare all'alberghetto in centro a Tabernas circa 23 km dopo aver disceso la stradina accanto all'Ufficio Informazioni.

È stata un'escursione delirante condita da troppe vertigini ma, oh, quanto mi sono divertita!













Il primo step consisteva nel raggiungere un Ufficio Informazioni situato in cima ad una salita piuttosto impegnativa. O almeno così io avevo capito e avevo anche qualche dubbio al riguardo perchè avrei dovuto camminare sul bordo di un precipizio e io cammino sempre sui bordi dei precipizi ma solo di quelli metaforici, da quelli reali sto lontana quindi sono salita ma tenendomi aggrappata alla roccia dalla parte opposta.

Non è stato pericoloso perchè finchè ho potuto ho percorso la strada standomene dentro ad un canale di scolo asciutto. O così o panico e il panico lo sopporto giusto il tempo di fare le foto, poi basta. Tornare indietro non era un'opzione.

Non solo ho trovato l'Ufficio Informazioni chiuso ma ci stava pure un cartello “vendesi” quindi la mia speranza di avere delle indicazioni su come proseguire, delle rassicurazioni, una amichevole pacca sulla spalla, un abbraccio consolatorio, è svanita nel nulla.



Ho deciso quindi di proseguire verso la scritta “Texas Hollywood” e mi sono trovata davanti ad uno di quei parchi a tema di cui mi frega meno di nulla.



Ho scavalcato catene che indicavano una proprietà privata (non c'era nulla e non stavo facendo nulla di pericoloso) per fare qualche foto alla scritta da un'angolazione insolita e sono tornata indietro al famoso Ufficio Informazioni perchè probabilmente avevo perso l'orientamento da lì.




Ho proseguito seguendo lo scarabocchio ma mi sono trovata nella strada principale e boh si può fare a piedi, mi sono infilata di nuovo nel canale di scolo e molti chilometri dopo ho trovato quella strana location con gli alberi e i muri.

Io poi ho deciso di proseguire, ormai avevo capito di essere completamente fuori strada perchè nella mappa si parlava di un ponte di Indiana Jones ma, basandomi sulla foto riportata sull'opuscolo, avevo capito che probabilmente non era il viadotto sopra al quale mi trovavo.

Avrei voluto raggiungere il set usato per "Black Mirror" ma non ho potuto proseguire, la strada stava diventando pericolosa da entrambi i lati e ho dovuto desistere così sono tornata indietro fino a circa un chilometro dal punto di partenza, in mezzo ai sussurri della natura.



Avevo gli auricolari e la app delle mappe aperta, per qualche motivo devo aver inserito i suggerimenti vocali (beh insomma, so che probabilmente non si chiama così quell'opzione ma non so come si chiama e tanto avete capito lo stesso). Mi ero estraniata a tal punto che quando la voce maschile che ho impostato per darmi delle indicazioni quando lo richiedo mi ha detto di svoltare a destra ci è mancato poco che mi venisse un infarto per lo spavento.



Ho deciso allora di tentare la fortuna e fare ancora qualche chilometro dalla parte opposta a quella in cui mi ero incamminata, lontano dalle strade principali.

È passata un ambulanza e mi sono chiesta se accade spesso che debba raccogliere escursionisti troppo convinti delle proprie capacità. Io per fortuna non ne ho avuto bisogno ma basta davvero poco per farsi male, basta distrarsi troppo.

Al vedere l'ambulanza è scattato un allarme nella mia testa e mi sono ricordata di dover bere, io mi dimentico di bere e mangiare quando sono immersa in me stessa e alla ricerca di foto e... beh dopo ore passate sotto al sole cocente se ti dimentichi di bere può essere pericoloso.



Ho alzato lo sguardo e ho trovato una di quelle foto che boh non sai se ridere, essere felice perchè ti piacciono un sacco queste immagini oppure imprecare tutte le divinità esistenti in ordine di comparizione nella storia umana perchè da dove ti trovi non riuscirai mai a fare una foto decente, dovrai salire per un pendio ed essere abbastanza brava a non cadere all'indietro perchè il pendio è davvero pendente e probabilmente la foto non ti soddisferà perchè già lo capisci che non verrà mai come vuoi (è questione di prospettiva, del fatto che dovresti essere almeno 20 cm più alta, della lente che hai con te, degli elementi di disturbo davanti alla protagonista della foto)...

Ma chi se ne frega.

Ecco la foto.



Tu, chiunque tu sia stato a portare quella poltrona lassù, grazie, davvero avevo bisogno di questa foto, non è la sdraio di "Enjoy The Silence" ma sapere che qualcuno ha avuto la mia stessa idea, più o meno, e ha sentito il bisogno di ammirare il deserto stravaccato in una comoda seduta, mi ha fatto un sacco sorridere. Sono pure riuscita a non cadere perchè se fossi caduta stavolta sarei davvero rotolata un po' troppo in basso e ho capito da molto tempo ormai che se hai paura è meglio non muoversi e non tremare troppo.















Pensavo che lontano dai parchi divertimenti non avrei trovato troppa gente nel deserto.

Così è stato per la maggior parte del tempo, sola in mezzo al nulla.

Stavo davvero bene, ogni tanto ne ho bisogno come, allo stesso tempo, ho bisogno di un bagno di folla.

Mi stavo godendo il mio attimo quando hanno cominciato a passare delle auto con dei cani stipati in delle gabbie.

Un'auto con un paio di cani in un carretto, un'altra che di cani ne aveva qulcuno in più fino ad un'altra auto che stava tasportando una gabbia dove stipati ci saranno stati una decina di cani.

Tutti mi hanno salutata e io ho ricambiato la gentilezza.

Ora, io non ho idea di che ci facevano quelle persone con tutti quei cani al seguito in mezzo al deserto. Non voglio pensare al peggio perchè i cani sembravano in buone condizioni fisiche, in passato mi è capitato di imbattermi per caso in recinti in mezzo ad orti e campi coltivati dove erano rinchiusi dei cani che poi credo sarebbero stati utilizzati per combattimenti ma quella è una situazione al limite di cui le autorità locali sono a conoscenza e nel deserto non mi sono imbattuta in nulla del genere.

Mi piace pensare che, in questo caso, i proprietari li abbiano semplicemente portati a farsi una bella corsa lontano dalla città.

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