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Spagna, GRANADA: Oggi è lunedì, l'Alahambra è chiusa al pubblico...



Luglio 2018

Granada

Ogni tanto, ma proprio ogni tanto, il mio senso dell’orientamento funziona (più o meno, molto più o meno). Solitamente dà segni di vita quando memorizzo un negozio o un monumento o qualcosa di particolare oppure quando in albergo mi dicono di andare sempre dritta per arrivare alla stazione. Non distinguo la destra dalla sinistra ma sono molto brava ad andare dritta (ok, più o meno brava). Ecco perché ho osato andare contro google maps che mi stava mandando dalla parte opposta. Mi piacerebbe capire in quale stazione degli autobus di quale città mi volesse far andare…

È stata una giornata all’insegna delle incomprensioni con il gps in quanto, oltre a non funzionare, ad un certo punto, non avendo trovato la via che avevo richiesto (una cosa tipo Troiuderos qualcosa), mi stava mandando a Troia, provincia di Foggia, Italia, che di primo acchito non riuscivo a capire se le mappe mi stessero insultando o cosa… è che quando decidi di visitare il quartiere di Albayzin a Granada, un intrico di calli, scalinate, patii e bellezza, il gps perde colpi. E tu pure. Perché? Beh… sembra tutto così vicino, una cosa sta a 350 metri, l’altra a 400, quel posto che sembra così carino da dove vedi la città dall’alto a soli 600 metri… sì, è vero ma tutti in salita. Quelle salite fastidiose che ti spaccano le gambe oppure quelle scalinate che dopo un po’ ti stufi di contare gli scalini. E non sarebbe un problema se avessi tutto il tempo necessario ma di tempo ne hai poco quindi ad un certo punto scendi e sali sul trenino turistico che fa fatica pure lui a salire perché la pendenza è tosta (ma almeno lui va a carburante e non ha bisogno di mangiare, cosa che come al solito hai dimenticato di fare… io e la colazione non andiamo d’accordo, se mi ricordo mangio altrimenti amen), e non parliamo di quanto fischiano i freni in discesa. Ne vale la pena però. La città è davvero molto bella, con parte di essa arroccata sulla collina.

(E per fortuna che non ho noleggiato un’auto per girare l’Andalusia come avevo pensato di fare all’inizio perché ci sono troppe strade troppo in alto per i miei gusti perché io possa godere del piacere della guida… Guido abbastanza tranquillamente in autostrada in collina e montagna ma mi sudano le mani e rischio l’attacco di panico purtroppo…)























Non c’è molta gente in giro, non durante le ore calde almeno. C’è solo qualche turista mal vestito (come me del resto) che per qualche motivo sbuca sempre mentre stai ragionando sul modo migliore per fare una foto (ebbene sì, le foto da turista non sono esattamente la mia passione). Le migliori sono le turiste giapponesi, sempre vestite benissimo anche a 37 gradi, alcune si proteggono dal sole con dei graziosi ombrelli che, vabbè, nelle foto ci stanno anche bene...

C’è una cosa davvero imperdibile a Granada (così dicono). Una di quelle cose che devi proprio vedere. La famosa Alhambra, una vera e propria cittadella dove si trova il palazzo del Sultano (sarà per questo che i biglietti per visitarla costano un pò, non sono economici), che ho visto in lontananza perché è talmente imperdibile che chi visita Granada di lunedì se la scorda perché il lunedì la cittadella è chiusa. Non me ne rammarico troppo, non sono particolarmente attratta da castelli, palazzi reali e fortezze forse perché ne ho visti davvero tanti… compresi i castelli di re Ludwig in Baviera e un paio di imitazioni di Versailles (la Reggia di Caserta ed il castello di Herrenchiemsee ).

E lo sapevate che il Palazzo Reale di Madrid, tanto per rimanere in Spagna, ha 3418 stanze? Ne ho visitato solo una piccola parte ma mi è bastato per un bel po’…





Qui l’atmosfera è diversa da Cordoba, lo capisci dagli oggetti venduti nei negozi di souvenir, anche troppo arabeggianti. Ci sono però delle calamite bellissime, non so dove le metterò perché lo spazio sulla cappa in cucina è finito ma non importa. Cominciamo a metterle sul lato nascosto va…




Ci sono cianfrusaglie di ogni tipo in vendita ma non ho ancora trovato delle padelle per la paella monoporzione. Le voglio! Ne voglio almeno 6 per preparare delle piccole paelle tutte diverse. O per mangiarmi una paella quando ne ho voglia senza scomodare almeno altre 4-5 persone perché la mia pentola è enorme. E no, la paella non è un risotto e non si prepara nelle pentole dove si cuoce il risotto. Sono due cose diverse.

A Granada ho assaggiato due tipi diversi di paella al nero di seppia. All’ufficio informazioni mi avevano consigliato un ristorante specializzato in paella situato vicino alla Capilla Real e alla cattedrale, ma una volta trovato ho avuto il piacere di constatare che era chiuso per lavori di ristrutturazione. Ho ripiegato in un ristorante troppo carino per il mio abbigliamento pantalone da turista e maglietta con la stampa della statua della libertà (manco l’ho comprata a Ny… ed è pure griffata eh) che mi ha servito una paella al nero di seppia con seppie, gamberi ed erba cipollina. Solitamente al ristorante la propongono con abbondante salsa aioli ma ho preferito evitare. Poi ne ho assaggiata una variante, sempre al nero di seppia, con carciofi, piselli, peperoni, gamberi e seppie, per cena (sì potrei decidere di vivere di sola paella in questi giorni… potrei…). Molto buona.

Preparatevi perché quando torno in Italia cucinerò paella per tutti.











È la prima volta che vedo un annuncio per la scomparsa di un volatile…





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