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Spagna, LIBRILLA: Voglia di guidare

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Dicembre 2019

Librilla

Io ho sempre voglia di guidare, sempre.

È una cosa che non si direbbe, conoscendomi, perchè amo molto spostarmi in autobus e passeggiare e al momento nemmeno la possiedo più un'auto, molti pensano che io nemmeno abbia la patente.

Nulla di più lontano dalla verità.

Ho la patente, sudata e ottenuta dopo 3 bocciature all'esame di guida, non perchè io non sappia guidare, semplicemente perchè se non distingui destra da sinista l'esame lo superi solo grazie alla legge dei grandi numeri e una volta o l'altra beccherai la svolta giusta tutte le volte.



E poi l'unico modo per rilassarmi, un tempo, era prendere l'auto e andare in autostrada verso qualche luogo indefinito, non importava dove, la musica a palla.

Mi rilasso solo io, quando sono al volante, i miei passeggeri non troppo e non capisco proprio il perchè, ho pure fatto un corso di guida sicura e ho guidato per centinaia di migliaia di chilometri in ogni condizione climatica.



Il sud della Spagna, secondo me, anderebbe visitato tassativamente in auto.

Ne ho avuto prova quest'estate e continuo ad averne prova ogni santissimo giorno.

Ho visitato molti posti ma, qui a Librilla, mentre sto aspettando l'autobus che passerà tra un'ora permettendomi di approfittare di questo tempo morto per scrivere, mi sto avvilendo perchè avrei potuto vedere molto di più e se, in parte, non mi rimprovero per non aver voluto sfidare il caldo atroce dell'estate, dall'altra parte mi dico che avrei potuto noleggiare un'auto e sfidare altezze che non sono poi così impraticabili, suvvia, sono andata più volte a Trieste lungo la strada costiera e, ok, ho guidato con le mani talmente sudate da rischiare che il volante mi scivolasse, ma, ripeto, l'ho fatto più volte.

Non me la sono sentita, se qualcuno fosse venuto con me... avrei fatto guidare questa persona nei punti che mi rendevano meno sicura, di questo ne sono certa.



E così, al momento, oltre ad essermi persa il Castello di Lorca (ma lassù io non ci sarei mai e poi mai andata in auto), ho lasciato da parte Calasparra dove ho tentato di arrivare anche percorrendo una parte del tragitto in taxi ma durante il weekend una tratta facilmente percorribile diventa difficoltosa quanto la traversata delle Ande, Totana semplicemente perchè non faccio in tempo e ho finito le giornate libere e i bus non passano ad orari abbastanza ravvicinati per permettermi di visitare tutte le località che mi interessano in una sola giornata ed il meraviglioso Alcalà del Jùcar (che ho scritto con gli accenti sbagliati, lo so, ma sto litigando con la tastiera e al momento sta vincendo lei), una perla incastonata tra i monti raggiungibile solo in auto, che visiterò a costo di dover tornare solo per andarci.

Eh già, non so se dopo le vacanze natalizie (vacanze... non le definirei proprio tali a dire il vero) tornerò a Murcia, molto probabilmente no, credo mi ritrasferirò a nord ma, beh, tutto è possibile al momento.

Mi mancheranno questi posti, lo so bene, e sono già arrabbiata oggi, perchè fa caldo e il mio aereo mi riporterà a Milano, io e i miei abiti a malapena adatti per affrontare l'autunno. La temperatura si aggirerà verso i zero gradi.

Non me lo ricordo più cosa significa avere freddo.

Lo preferisco al caldo ma spesso e volentieri il freddo si accompagna a cielo grigio e brutto tempo e cielo grigio e brutto tempo non fanno per me.

Questo mi mancherà più di tutto: il sole e il cielo blu per la maggior parte dell'anno.







Mi sono accoccolata in una delle panchine davanti al panorama, qui, il centro storico dall'altra parte della riva del barranco.

È uno di quei posti dove sarebbe bello fermarsi a pensare se solo io non fossi una di quelle persone che ha tutto il tempo per pensare, quando le pare.



E allora che ti fermi a fare in un posto come questo? Ad evitare di pensare, semplicemente, a posare gli occhi a caso che tanto dovunque li lasci trovi qualcosa di bello.










Un paio di ragazzini si sono fermati nella panchina accanto alla mia, ad amoreggiare e ridere, protetti dalla privacy del luogo.

Ho deciso di lasciarli soli, procedere e andare a vedere dove vanno a finire la strade che costeggiano il barranco fino a trovarmi all'inizio di un percorso.





Non mi piace trovarmi all'inizio di un percorso quando non ho tempo di percorrerlo perchè a me, davvero, viene voglia di mettere un passo dopo l'altro e vedere dove mi condurrà, quella strada, anche perchè ho constatato che proprio non importa se nelle mappe lo vedi dove andrai a finire, e nemmeno importa se la strada è completamente dritta e non ti permette alcuna deviazione: è ciò che vedi, i colori, le forme, è quello che non vedi perchè non ti importa o non lo vuoi vedere, è l'aria che respiri, che a volte ti rinfranca mentre altre volte ti soffoca, il caldo che ti fa sudare o il freddo che ti fa battere i denti o quella temperatura perfetta che invocherai più e più volte quando così perfetta non sarà. È il profumo dei fiori, è il fetore della merda e forse anche l'odore dell'erba tagliata che per me è equiparabile al fetore della merda ma forse solo per me, la polvere che ti fa tossire o forse no, forse un uccello solitario che prima ti incanta con il suo cinguettio e poi ti caca in testa (nel mio specifico caso mi immagino più facilmente uno stormo di uccelli). È l'ombra che ti ripara dalle scottature.

Questo nelle mappe non c'è, non c'è il tuo stato d'animo e non c'è la tua curiosità, la tua voglia di immergerti in ciò che ti circonda, la tua paura ed il tuo coraggio, la tua stanchezza, perché tutti siamo stanchi di qualcosa, sempre.




C'è chi vede tutto e chi sente tutto, chi vede qualcosa e sente tutto, chi sente solo qualcosa ma vede tutto, poi c'è chi non vede niente e non sente niente.

Poi c'è chi vede e sente tutto e fa finta di niente.

Ah già, dimenticavo i molti che non vedono e non sentono niente ma credono di vedere e sentire tutto...





Seduta alla fermata del bus, davanti ad una bellissima casa abbandonata che ho avuto tutto il tempo di visitare, mi chiedo che avrei fatto se avessi avuto un'auto.

Mi sarei soffermata su questa casa? Certamente, amo i luoghi abbandonati, avrei trovato il primo parcheggio disponibile e sarei tornata indietro a chiedere alla casa di mostrarmi ciò che ancora aveva da mostrare.







Ma poi?

Mi sarei fermata in centro, magari la Coca-Cola al bar l'avrei presa lo stesso, avrei fatto un giro lungo le rive del barranco e poi avrei ripreso la mia auto e avrei proceduto in direzione della tappa successiva.

Avrei visto di più ma allo stesso tempo avrei visto di meno perchè tutta la parte di questo borgo che ho visitato solo perchè avevo del tempo da trascorrervi, troppo tempo, mi sarebbe sfuggita.

E allora me lo chiedo: sarebbe valsa la pena avere un'auto?

Sì ma solo perchè ho davvero un sacco di voglia di guidare.

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